NIO, L’AUTO ELETTRICA CHE INVECE DI RICARICARE LA BATTERIA LA SOSTITUISCE…

Nel mio recente viaggio in Cina alla scoperta delle novità tecnologiche applicabili al risparmio energetico mi sono imbattuto anche nel “Nio Power”, un box della Nio per la sostituzione delle batterie scariche con delle identiche ma già cariche. Il box era situato nella zona finanziaria di Shenzen, all’interno di una normalissima piazza. Il sistema di battery swap della NIO è progettato per consentire agli automobilisti di sostituire rapidamente la batteria esaurita della loro auto elettrica con una completamente carica, riducendo al minimo i tempi di inattività durante i viaggi lunghi. Ecco come funziona il battery swap della NIO:

1)Prenotazione e arrivo: I conducenti prenotano il servizio di battery swap tramite l’app mobile della NIO o direttamente presso un centro di scambio della batteria. Quando arrivano al centro, vengono guidati a una stazione di swap.

2)Posizionamento dell’auto: L’auto elettrica NIO viene guidata sulla piattaforma o all’interno di una struttura appositamente progettata per il battery swap. L’auto è posizionata in modo che la batteria possa essere facilmente accessibile per la sostituzione.

3)Rimozione della batteria esausta: Utilizzando attrezzature specializzate, il sistema di battery swap solleva e rimuove automaticamente la batteria esausta dal veicolo. Questo processo è completamente automatizzato e non richiede intervento umano.

4)Installazione della nuova batteria: Una batteria completamente carica e pronta all’uso viene posizionata nell’auto elettrica nello stesso slot da cui è stata rimossa la batteria esausta. Questo processo è anche completamente automatizzato e avviene senza intervento umano.

5)Controllo e verifica: Dopo l’installazione della nuova batteria, il sistema esegue controlli automatici per garantire che la batteria sia correttamente installata e funzionante. Una volta completato il controllo, il conducente è pronto a riprendere il viaggio.

Il processo di battery swap della NIO è progettato per essere veloce e efficiente, con un tempo stimato di completamento di circa 3-5 minuti. Questo rende il battery swap una soluzione pratica per gli automobilisti che desiderano ridurre al minimo i tempi di ricarica durante i lunghi viaggi.

HUAWEI A SHENZEN: ALLA SCOPERTA DEI SEGRETI DEL CENTRO RICERCA E SVILUPPO DEL COLOSSO CINESE!

Rimanere sempre aggiornati su tutte le novità del mercato soprattutto in ambito tecnologico è di fondamentale importanza per gli addetti ai lavori. 
Con piacere nel 2018 avevo visitato la Giga Factory di Tesla in Nevada. Negli ultimi anni l’arrivo il marchio Huawei con prodotti all’avanguardia anche nel settore energie rinnovabili, si è preso una buona fetta di mercato. Quest’anno, grazie a Baywa r.e. Solar Distribution Italia, ho avuto il piacere di partecipare in rappresentanza di Bioenergia srl, assieme ad una piccola delegazione di colleghi italiani, ad una visita alla fabbrica, al quartier generale ed al centro di ricerca e sviluppo di Huawei a Shenzen in Cina. Un’occasione di confronto con i colleghi di altre regioni ed un’opportunità per conoscere meglio i prodotti ed il Team del più grande distributore italiano di materiale per l’efficienza energetica.
Perché credo fortemente che i risultati si ottengano con la passione e la competenza…

Nel video potete vedere il Centro di Ricerca e Sviluppo di Huawei vicino a Shenzen in Cina. Il centro, diviso in dipartimenti è stato architettonicamente realizzato prendendo come riferimento le più famose Università mondiali (ed è una sorpresa perché ci si aspetterebbe un centro iper tecnologico ed iper moderno). Invece è na sorta di “villaggio” all’interno del quale 300.000 persone studiano e sviluppano i prodotti Huawei.

DAL 2025 STOP AGLI INCENTIVI SULLE CALDAIE A CONDENSAZIONE. INSTALLO UN IBRIDO O UNA POMPA DI CALORE PURA?

Le Direttive Case Green e il Divieto di Installare Caldaie a Condensazione dal 2025: Il Futuro dell’Efficienza Energetica

Nell’ambito della lotta contro il cambiamento climatico e per promuovere uno stile di vita più sostenibile, sempre più paesi stanno adottando politiche e direttive volte a ridurre le emissioni di gas serra e a promuovere l’efficienza energetica. Tra queste politiche emergono le “direttive case green”, che pongono l’accento sull’utilizzo di tecnologie eco-friendly negli edifici residenziali, e il divieto di installare caldaie a condensazione, programmato per il 2025 in alcune giurisdizioni. Vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta e quali sono le implicazioni per il futuro dell’efficienza energetica.

L’obiettivo delle direttive case green è quello di ridurre l’impatto ambientale degli edifici residenziali, che spesso rappresentano una delle principali fonti di consumo energetico e di emissioni di gas serra. Promuovendo l’utilizzo di tecnologie eco-friendly e il risparmio energetico, queste direttive mirano a favorire la transizione verso un settore edilizio più sostenibile e a migliorare la qualità della vita degli abitanti.

Il Divieto di Installare Caldaie a Condensazione: Una Mossa verso l’Energia Pulita

In linea con l’obiettivo di promuovere edifici più sostenibili, alcune giurisdizioni stanno considerando il divieto di installare nuove caldaie a condensazione a partire dal 2025. Le caldaie a condensazione sono ampiamente utilizzate per il riscaldamento degli edifici, ma nonostante la loro maggiore efficienza rispetto alle caldaie tradizionali, continuano a emettere gas serra come il biossido di carbonio (CO2) e l’ossido di azoto (NOx).

Il divieto di installare caldaie a condensazione mira a promuovere l’adozione di tecnologie più pulite e sostenibili per il riscaldamento degli edifici, come le pompe di calore ad alta efficienza e i sistemi di riscaldamento geotermico. Queste tecnologie utilizzano fonti di energia rinnovabile o l’energia termica naturale del terreno per riscaldare gli ambienti senza emettere gas serra.

Ma se non posso più installare una caldaia a condensazione dal 2025, oggi cosa mi conviene fare?

Installo una tecnologia che è data per obsoleta e per spacciata o investo le mie risorse finanziarie per un sistema più evoluto, Green e che gode anche dell’incentivo del 65%? Ovviamente la domanda è retorica (almeno per chi vede più in là del proprio naso), visto che una caldaia ormai ha una durata media di oltre 15 anni. Comperare ed installare oggi una semplice caldaia a condensazione è come comperare un’auto per la quale si sa già che l’azienda che la produce è fallita.

Quindi, caldaia a condensazione semplice no. Quale la scelta migliore per casa mia quindi? O installo un sistema ibrido e riduco drasticamente l’utilizzo delle fonti fossili utilizzando in modo prevalente la pompa di calore, oppure passo ad una casa no gas eliminando proprio il gas. Ma attenzione! Non tutte le case sono oggi pronte ad un taglio drastico del gas.

Quando mi conviene installare un sistema ibrido e quando invece posso passare ad una casa no gas… Vanno valutati diversi fattori. Eccoli:

  • 1)tipologia d’impianto di riscaldamento (alta o bassa temperatura)
  • 2)presenza/assenza di isolamento della casa (alcune case non hanno un involucro efficiente (o così efficiente da garantirne il corretto riscaldamento con un sistema in sola pompa di calore) 3)esposizione del tetto (devo cercare di avere il più possibile la copertura solare anche nelle ore e nelle stagioni in cui la pompa di calore è in funzione e pertanto la casa è particolarmente energivora) 4)zona climatica (le nostre installazioni avvengono per lo più in pianura padana e pertanto siamo consapevoli che nei mesi invernali una parte del riscaldamento in pompa di calore prevede l’acquisto di energia dalla rete nonostante l’installazione di un efficiente ed ampio impianto fotovoltaico
  • 5)spazio nella sala termica (il sistema in sola pompa di calore necessità ancora più spazio perché servono due accumuli, uno per la sanitaria ed uno per l’acqua tecnica)
  • 6)necessità ed abitudini della famiglia (se una famiglia tiene 70 gradi nei termosifoni la pompa di calore ha una performance molto bassa rispetto all’utilizzo a bassa temperatura).

Quindi, tendenzialmente dove c’è alta temperatura prediligo installare la ibrida (con buona pace di chi vorrebbe mettere la pompa di calore pura sempre e comunque come panacea di tutti i mali e come risoluzione definitiva in ogni situazione).

Bene, abiti in Veneto? Desideri avere una consulenza specifica per installare un sistema ibrido, una pompa di calore, un fotovoltaico con accumulo? Contattami telefonicamente per una prima consulenza gratuita. Lorenzo Valer 347/0899613

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DETRAZIONI FISCALI PER INTERVENTI AL 50% ED AL 65%: COME SI CALCOLA LA CAPIENZA FISCALE

Cosa è la Capienza Fiscale?

La capienza fiscale è il reddito disponibile su cui un individuo o un’azienda può applicare detrazioni fiscali. Questa è determinata dalle leggi fiscali del paese in cui si risiede e può variare notevolmente da una giurisdizione all’altra. In generale, la capienza fiscale è calcolata sottraendo dal reddito totale le spese deducibili e le detrazioni fiscali consentite.

Calcolare la Capienza Fiscale

Per determinare se un cliente ha abbastanza capienza fiscale per detrarre il costo di un impianto fotovoltaico, è necessario seguire alcuni passaggi:

  1. Calcolare il Reddito Lordo Annuo: Il reddito lordo annuo del cliente è il punto di partenza per il calcolo della capienza fiscale. Questo include il reddito da lavoro, eventuali redditi da investimenti e altre fonti di reddito (se ad esempio si è dipendenti di prende il 730, se oltre al lavoro dipendente si hanno altri redditi o se in generale si ha una partita iva non forfettaria con altri redditi si utilizza il CUD).
  2. Sottrarre le Spese Deducibili: Le spese deducibili sono quelle che possono essere sottratte dal reddito lordo per ridurre l’imposta sul reddito. Queste possono includere le spese mediche, gli interessi ipotecari e le donazioni a enti di beneficenza. È importante tenere conto di tutte le spese deducibili del cliente.
  3. Calcolare le Detrazioni Fiscali Consentite: Le detrazioni fiscali sono sottratte direttamente dall’imposta dovuta e possono includere detrazioni per figli a carico, spese di istruzione e altre detrazioni specifiche del paese di residenza del cliente.
  4. Determinare la Capienza Fiscale: Una volta sottratte le spese deducibili e le detrazioni fiscali consentite dal reddito lordo annuo, si ottiene la capienza fiscale del cliente. Questo è il reddito su cui possono essere applicate ulteriori detrazioni fiscali, come quella relativa al costo dell’impianto fotovoltaico.

La formula per calcolare la capienza fiscale può essere espressa come:

Capienza Fiscale=Reddito Lordo Annuo−Spese Deducibili−Detrazioni Fiscali ConsentiteCapienza Fiscale=Reddito Lordo Annuo−Spese Deducibili−Detrazioni Fiscali Consentite

Dove:

  • Il “Reddito Lordo Annuo” rappresenta il totale dei redditi percepiti dal cliente durante l’anno, inclusi redditi da lavoro dipendente, lavoro autonomo, investimenti, affitti, etc.
  • Le “Spese Deducibili” sono le spese che possono essere sottratte dal reddito lordo per ridurre l’imposta sul reddito. Queste spese possono includere spese mediche, interessi ipotecari, donazioni a enti di beneficenza, e altre spese specifiche previste dalla normativa fiscale locale.
  • Le “Detrazioni Fiscali Consentite” sono le detrazioni che possono essere sottratte direttamente dall’imposta dovuta. Queste possono includere detrazioni per figli a carico, spese di istruzione, contributi previdenziali, e altre detrazioni specifiche previste dalla legge fiscale.

Una volta che hai determinato questi tre valori per il cliente, puoi sottrarli dal reddito lordo annuo per ottenere la capienza fiscale disponibile su cui è possibile applicare ulteriori detrazioni fiscali, come quella relativa al costo dell’impianto fotovoltaico.

Ma quanto Irpef si paga? Visto che il rimborso arriva (al 50% ed al 65% sull’Irpef che si paga, è importante capire a quanto ammonta). L’importo dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF) che si paga sullo stipendio dipende da diversi fattori, tra cui il reddito complessivo del lavoratore, le detrazioni fiscali applicabili e le aliquote fiscali stabilite dalla legislazione fiscale del paese in cui si risiede.

In generale, l’IRPEF è calcolata applicando aliquote progressive sul reddito imponibile, che è il reddito totale meno le detrazioni fiscali consentite. Le aliquote progressive significano che l’aliquota fiscale aumenta con l’aumentare del reddito.

Ad esempio, in Italia, le aliquote fiscali IRPEF per il 2024 sono le seguenti:

  • 23% per redditi fino a 28.000 euro
  • 35% per redditi da 28.001 euro a 50.000 euro
  • 43% per redditi oltre 50.000 euro

Tuttavia, è importante notare che queste aliquote possono variare in base agli eventuali cambiamenti legislativi e alla situazione fiscale del paese. Inoltre, esistono anche detrazioni fiscali e deduzioni che possono ridurre l’importo dell’IRPEF dovuto.

Per calcolare l’importo specifico dell’IRPEF che si paga sullo stipendio, è necessario conoscere il reddito imponibile del lavoratore, applicare le aliquote fiscali appropriate e sottrarre eventuali detrazioni fiscali e deduzioni.

Personalmente in fase di consulenza con i miei clienti analizzo le bollette per una prima analisi energetica, verifico spazi e passaggi utili per la realizzazione tecnica dell’impianto e, stilando un preventivo vedo assieme a loro entrate, uscite, ammortamento e tempi di rientro dell’investimento, nonché in base al reddito l’effettiva capacità fiscale della famiglia.

Tutti questi dati vengono poi garantiti per iscritto come la perfetta esecuzione dei lavori in modo da poter garantire per iscritto tutto quanto viene promesso, progettato e preventivato in fase di consulenza.

POMPA DI CALORE CON IL FOTOVOLTAICO ED ACCUMULO: FUNZIONA DAVVERO? I NUMERI DOPO 2 ANNI DI UTILIZZO

Oggi pubblichiamo la testimonianza di Roberto Favaro di Mirano in provincia di Venezia. Roberto è stato convinto dal figlio a contattarci per realizzare il suo sogno: avere una gasa no gas. Dopo un’attenta consulenza volta a vedere i consumi e le necessità della famiglia Favaro nonché l’efficienza della loro casa, abbiamo condiviso il progetto “casa no gas”. Ribadisco sempre che sono necessari determinati parametri per fare un intervento come questo perché, se è vero che potremmo utilizzare (impropriamente) le pompe di calore per generare alta temperatura (radiatori), è anche vero che se sposto semplicemente il consumo dal gas all’elettrico, l’intervento non ha senso.Per avere senso l’intervento mi deve garantire comfort ed economicità sia impiantistica che di mantenimento (consumo di energia elettrica). Quindi, casa no gas sì, ma solo a determinate condizioni. Infatti, la scelta del sistema ibrido o della solo pompa di calore dipende da molteplici fattori quali ad esempio 1)tipologia d’impianto di riscaldamento (alta o bassa temperatura) 2)presenza/assenza di isolamento della casa (alcune case non hanno un involucro efficiente (o così efficiente da garantirne il corretto riscaldamento con un sistema in sola pompa di calore) 3)esposizione del tetto (devo cercare di avere il più possibile la copertura solare anche nelle ore e nelle stagioni in cui la pompa di calore è in funzione e pertanto la casa è particolarmente energivora) 4)zona climatica (le nostre installazioni avvengono per lo più in pianura padana e pertanto siamo consapevoli che nei mesi invernali una parte del riscaldamento in pompa di calore prevede l’acquisto di energia dalla rete nonostante l’installazione di un efficiente ed ampio impianto fotovoltaico 5)spazio nella sala termica (il sistema in sola pompa di calore necessità ancora più spazio perché servono due accumuli, uno per la sanitaria ed uno per l’acqua tecnica) 6)necessità ed abitudini della famiglia (se una famiglia tiene 70 gradi nei termosifoni la pompa di calore ha una performance molto bassa rispetto all’utilizzo a bassa temperatura). Quindi, tendenzialmente (ad oggi e fino a prova empirica contraria), dove c’è alta temperatura prediligiamo installare la ibrida (con buona pace di chi vorrebbe mettere la pompa di calore pura sempre e comunque come panacea di tutti i mali e come risoluzione definitiva in ogni situazione). Appurato che la casa di Roberto aveva le giuste caratteristiche siamo partiti con la progettazione e la successiva realizzazione del progetto. Ma lasciamo che sia Roberto a raccontarci cosa abbiamo realizzato e soprattutto come… Buona visione!

QUANTO VIENE PAGATO IL RITIRO DEDICATO (RID) NEL 2024?

Oggi vediamo quanto viene pagata l’energia ceduta al GSE tramite la convenzione di Ritiro Dedicato (cioè la convenzione tornata in auge con l’avvento del Superbonus 110 (che non permetteva di usufruire della convenzione di Scambio Sul Posto) e che oggi può essere scelta al posto dello scambio sul posto per gli impianti fotovoltaico che vanno in detrazione fiscale al 50%.

I valori variano di mese in mese, sono espressi in Euro/MWh e sono divisi sia in fasce (orarie) che per zone di produzione. Le fasce sono le classiche e le vediamo nella tabella 1. I dati che trovate riportati sotto sono stati presi direttamente dal sito del GSE in data 10 marzo 2024 (e tutti i conteggi si riferiscono agli importi di tale tabella. In fondo all’articolo aggiornerò periodicamente la tabella generale con le variazioni degli importi mese per mese).

Tabella 1: “Come vengono calcolate le fasce in base agli orari/giorni”

I dati per sapere quanto viene pagata l’energia sono disponibili e sono aggiornati periodicamente sul sito del GSE. Vediamo quindi nella tabella 2 quanto viene remunerata l’energia nel 2024 (ad oggi è presente sul sito del gse solo il riferimento di gennaio 2024 – le tabelle verranno aggiornate nei prossimi mesi…)

Come vediamo dalla tabella 2 e prendendo come esempio il Nord Italia (dove vivo, lavoro e faccio consulenza), l’energia è stata pagata in Fascia F1 a gennaio 2024 circa 103 Euro per ogni MWh immesso. Che equivale circa 0,103 Euro (cioè 10,3 centesimi). 

Quindi, se dispongo di un impianto che produce 7000 kWh all’anno (diciamo un 6 kWp ben esposto), ipotizzando di venderne circa la metà (cioè 3500 kWh annui), ricevere come compenso per la vendita dell’energia di circa 360,5 euro ai quali andranno detratti i costi di gestione pratiche del GSE che per un 6 kWp saranno 0,7 Euro * 6 = 4,2 Euro all’anno. 

Questi importi vanno segnalati nella dichiarazione dei redditi alla voce “altri redditi” e vanno tassati in base all’aliquota di chi dichiara (clicca qui per leggere un articolo dedicato in merito alla tassazione del RID).

In molti mi chiedono se sia meglio lo scambio sul posto o il Ritiro dedicato. (cliccando su questo link potete leggere un articolo dedicato in merito)

FINALMENTE UNA CONSULENZA ALL’ALTEZZA DELLE NOSTRE ASPETTATIVE…

La massima soddisfazione alla fine di una consulenza e di un progetto è vedere e sentire la soddisfazione nei visi e dalla voce dei nostri clienti. Quando un cliente testimonia la competenza e la precisione di consulenza e di lavoro installativo con tante belle parole si può davvero essere orgogliosi del proprio lavoro. Andrea aveva un sogno: installare su casa sua un impianto fotovoltaico top di gamma. Lo abbiamo accontentato nella consulenza, nei prodotti, e nei prezzi. Perché un progetto efficiente lo deve essere sia energicamente che economicamente. Grazie Andrea!!!

L’IMPORTANZA DEL FOTOVOLTAICO CON ACCUMULO IN UNA CASA NO GAS…

Conosco Gianni da diversi anni. E’ infatti un possessore di auto Tesla come me già da diverso tempo. Da Gianni già qualche anno fa avevamo lavorato su un progetto di efficientemento energetico sulla sua abitazione, integrando l’impianto fotovoltaico già esistente con un sistema d’accumulo Powerwall2 di Tesla. In occasione della realizzazione della sua nuova abitazione, Gianni ci ha coinvolti per realizzare un progetto ambizioso, una casa no gas con certificato casaclima gold. Una casa con queste caratteristiche, alimentata solo in elettrico ha bisogno di un fotovoltaico con accumulo potente ed efficiente. Per questo, abbiamo studiato diverse alternative ed abbiamo alla fine optato per un sistema Huawei Trifase con un fotovoltaico ottimizzato da 20 kWp. Già in questo inverno Gianni, grazie al sole ha ottenuto un’autosufficienza del 60%. Ringrazio Gianni per la testimonianza!

Dove si può cerchiamo di creare dei progetti efficienti “no gas” (ma non sempre è economicamente conveniente)

Anche Mauro ha una casa no gas (in questo progetto ho seguito personalmente anche la trasformazione da casa con riscaldamento a gas a casa totalmente elettrica). Clicca qui per vedere la testimonianza di Mauro!

Lavoro similare è stato realizzato da Angelo a Rovigo. Clicca qui per vedere la testimonianza di Angelo

IL GSE ABOLISCE L’OBBLIGO DI PRESENTARE LA PRATICA DEL FUEL MIX

Il settore energetico italiano sta attraversando un’importante evoluzione, con cambiamenti normativi che influenzano direttamente le pratiche delle aziende del settore. Recentemente, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha annunciato una significativa modifica, togliendo l’obbligo di presentare la pratica del Fuel Mix.

Cos’è la Pratica del Fuel Mix: Prima di addentrarci nei cambiamenti introdotti dal GSE, è importante comprendere cos’è la pratica del Fuel Mix. Si tratta di un documento che le aziende del settore energetico devono compilare, fornendo informazioni dettagliate sulla composizione del mix energetico utilizzato per la produzione di energia. Questo include la percentuale di energia proveniente da fonti rinnovabili, fossili e altre fonti. (in questi articoli potete leggere cos’è e come funzionava il fuel mix)

La Decisione del GSE: Il Gestore dei Servizi Energetici ha recentemente annunciato la rimozione dell’obbligo di presentare la pratica del Fuel Mix per le aziende del settore energetico. Questa decisione è stata presa in seguito a una valutazione delle procedure e dei requisiti normativi. L’obiettivo è semplificare le pratiche amministrative per le aziende e favorire un ambiente più flessibile.

Conclusioni: In conclusione, la decisione del GSE di abolire l’obbligo di presentare la pratica del Fuel Mix rappresenta un passo significativo nel contesto del cambiamento normativo nel settore energetico italiano.

AMPLIAMENTO E BATTERIA SU IMPIANTO INCENTIVATO

Oggi vediamo i lavori realizzati da un mio cliente a Selvazzano dentro in provincia di Padova.

A casa del cliente era già presente un impianto fotovoltaico da 3 kWp che gode del conto energia.

L’esigenza del cliente era quella di avere un intervento multilivello che gli permettesse di:

A)mantenere l’incentivo del fotovoltaico esistente

B)avere un sistema di riscaldamento più efficiente e più silenzioso

C)ridurre i costi di gestione del riscaldamento

D)riuscire a ridurre il consumo energetico in generale, riuscendo ad intercettare anche il consumo notturno che senza batteria non poteva essere ridotto.

Lo spazio di falda a sud era già occupata dal fotovoltaico esistente. Abbiamo pertanto progettato un impianto da 4,9 kWp ottimizzato Solaredge, installato su doppia falda est/ovest con un inverter da 3 kWp. In questo modo con due inverter da 3 kWp totali, non superando i 6 kWp non c’è necessità di passaggio ad un contatore trifase.

Al contempo, grazie al sovradimensionamento del fotovoltaico su doppia falda possiamo aumentare la curva di produzione in modo che la media produttiva sia sempre più possibile vicina ai 3 kWp (massima potenza del nuovo inverter installato).

Abbiamo aggiunto all’impianto un sistema d’accumulo Tesla Powerwall2 che accumula l’energia in eccesso prodotta dal fotovoltaico e, grazie al sistema anti black out rende la casa autonoma anche in caso di assenza di rete elettrica.

La rumorosa caldaia esistente è stata quindi sostituita con un più efficiente sistema ibrido daikin con caldaia a doppia condensazione e pompa di calore da 5 kW che possa sfruttare al massimo la tecnologia della pompa di calore ed in caso di necessità lavorare anche ad alta temperatura su un impianto di riscaldamento misto (pavimento e termosifoni) di un immobile degli anni 90 dalle ampie metrature.

Un progetto studiato nei dettagli per offrire un “sistema per il risparmio energetico integrato” efficace ed efficiente!

E casa tua? Ha bisogno di una consulenza specifica come questa? Se abiti in Veneto, in Friuli o in Lombardia contattami per valutare un progetto specifico su misura.