SOVRATENSIONE DI RETE ED INVERTER FOTOVOLTAICO CHE SI BLOCCA: COME RISOLVERE IL PROBLEMA

Il problema della sovratensione negli ultimi anni si evidenzia dai mesi di marzo, aprile per poi proseguire in tutti i mesi in cui la produzione solare è massima (cioè fino a settembre). E’ dovuto al fatto che tutti gli impianti fotovoltaici cominciano a produrre più di quello che gli immobili consumano. Le giornate si allungano, i riscaldamenti (in pompa di calore o ibridi) riducono i loro consumi e gli impianti cominciano ad immettere in rete molta energia. E la rete non è adeguatamente strutturata per ricevere tutta la produzione.

Si riscontrano pertanto dei problemi di sovratensione di rete. Quando un impianto fotovoltaico genera più energia di quanta ne venga consumata localmente, l’eccesso viene immesso nella rete elettrica. Tuttavia, in alcune circostanze, ciò può provocare un aumento della tensione oltre i limiti standard, portando l’inverter a interrompere temporaneamente la produzione per proteggere sia l’impianto che la rete.

COME SI POSSONO RISOLVERE QUESTI PROBLEMI?

1)accumulando l’energia in eccesso in sistemi d’accumulo capienti (qui puoi leggere perché nel 2025 la batteria d’accumulo è d’obbligo)

2)massimizzando il consumo dell’immobile durante le ore di maggior produzione del fotovoltaico (indicativemente dalle 11 alle 15). Qui puoi leggere come farlo al meglio.

3)impostando la produzione dell’inverter in modo intelligente e proporzionale all’aumento della tensione di rete (quando l’inverter registra una produzione superiore ai 253 volt si spegne ed inizia un contodwn (solitamente di 300 secondi e poi riparte). Durante questi minuti l’assorbimento dei consumi arriva dalla rete. Questi continui riavvi fanno male al portafoglio (compero corrente) ed all’inverter che è continuamente sollecitato con dei riavvii forzati. La “modulazione” della potenza in immissione permetterà di non far riavviare continuamente l’inverter. In pratica, poiché la rete non è in grado di “ricevere” la sovrapproduzione dell’inverter, ne si limita la produzione in modo da non interromperne il flusso e quindi il vantaggio (risparmio ed autoconsumo).

4)verificando che il cablaggio del cavo montante che va dal quadro elettrico al contatore sia di adeguata dimensione (va verificato in base alla potenza dell’impianto ed alla lunghezza del cavo)

Il problema sarà direttamente proporzionale all’aumento delle installazioni e rimarrà fino a quando le linee elettriche di non verranno correttamente potenziate.

E’ evidente che affidarsi alla consulenza di chi questi problemi li conosce e li affronta quotidianamente, significa poter anticipare una problematica e quindi già risolverla a monte. Significa installare prodotti che sono in grado di modulare questa potenza, che possono essere aggiornati e regolati da remoto, senza interventi costosi in loco. Significa cioè aver speso bene i propri soldi.

In rari casi ci si trova di fronte al problema opposto e cioè a quello della bassa tensione di rete. Se hai riscontrato questo tipo di problema ti sarà d’interesse leggere il seguente articolo…

Per una consulenza ed un preventivo d’intervento per nuovi impianti, per ampliamenti o per l’aggiunta di sistemi d’accumulo sugli impianti esistenti questi sono i miei contatti.

Se vuoi vedere e sentire dalla voce dei miei clienti come si sono trovati con la mia consulenza puoi vedere le loro video testimonianze

DAL 2025 E’ D’OBBLIGO LA BATTERIA D’ACCUMULO PER GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI

Perché dal 2025 l’accumulo per il fotovoltaico sarà una priorità? 1)con la dismissione dello scambio sul posto diventa ancora più vantaggioso utilizzare la propria energia 2)la rete è inadeguata per immettere grosse quantità di energia e pertanto si registrano spesso problemi di sovratensione (cioè l’impianto non può immettere in rete e quindi valorizzare tutta l’energia che produce) 3)la batteria d’accumulo ci permette di ridurre la dipendenza del fotovoltaico dal meteo

IMPORTANZA DEI SISTEMI D’ACCUMULO ALLA LUCE DEL SOTTODIMENSIONAMENTO DELLA RETE ELETTRICA ITALIANA

In un contesto globale di transizione energetica e aumento della produzione da fonti rinnovabili, i sistemi di accumulo energetico stanno assumendo un ruolo centrale nel garantire la stabilità e l’efficienza delle reti elettriche. In Italia, questa necessità è particolarmente urgente a causa del sottodimensionamento della rete elettrica, che fatica a rispondere alle nuove esigenze del sistema energetico moderno.

La rete elettrica italiana, progettata per un sistema energetico centralizzato e basato principalmente su fonti fossili, si trova oggi di fronte a sfide strutturali. L’incremento della produzione da fonti rinnovabili, come solare ed eolico, ha portato a una generazione decentralizzata che spesso supera la capacità della rete di trasportare e distribuire efficacemente l’energia.

Questo sottodimensionamento si traduce in diversi problemi, tra cui:

  • Congestioni della rete: difficoltà nel gestire i flussi di energia nelle ore di picco di produzione.
  • Limitazioni agli allacciamenti: ritardi e difficoltà per i nuovi impianti fotovoltaici ed eolici a causa della saturazione delle infrastrutture esistenti.
  • Spreco di energia: impossibilità di utilizzare l’energia generata in eccesso, che spesso deve essere limitata (vedasi modulazione della potenza ed impostazione degli impianti in modalità zero immissioni.

Questi problemi non solo rallentano la transizione energetica, ma aumentano anche i costi per i consumatori e per il sistema nel suo complesso.

IL RUOLO STRATEGICO DEI SISTEMI DI ACCUMULO PER IL FOTOVOLTAICO

I sistemi di accumulo energetico rappresentano una soluzione chiave per affrontare le criticità della rete. Consentendo di immagazzinare l’energia prodotta in eccesso e di rilasciarla quando necessario, questi sistemi contribuiscono a:

  • Stabilizzare la rete: riducendo le congestioni e migliorando la gestione dei flussi di energia.
  • Ottimizzare l’autoconsumo: per famiglie e imprese che dispongono di impianti fotovoltaici, i sistemi di accumulo permettono di massimizzare l’utilizzo dell’energia autoprodotta, diminuendo la dipendenza dalla rete.
  • Ridurre gli sprechi: l’energia generata da fonti rinnovabili che non viene immediatamente consumata può essere conservata per un uso futuro, aumentando l’efficienza complessiva del sistema.

Dal punto di vista economico, i sistemi di accumulo rappresentano un investimento strategico sia per i privati che per il sistema elettrico nazionale. Essi contribuiscono a ridurre i costi di bilanciamento della rete, migliorano la resilienza del sistema energetico e offrono opportunità di risparmio per i consumatori, che possono sfruttare tariffe vantaggiose nelle fasce orarie di minor consumo.

Sul piano ambientale, i sistemi di accumulo accelerano l’integrazione delle energie rinnovabili, riducendo la dipendenza da fonti fossili e abbattendo le emissioni di CO2. Essi rappresentano quindi uno strumento indispensabile per raggiungere gli obiettivi climatici europei e internazionali.

LA BATTERIA D’ACCUMULO E’ PERTANTO UNA PRIORITA’

In un paese come l’Italia, dove la rete elettrica è sottodimensionata rispetto alle esigenze attuali, i sistemi di accumulo rappresentano una soluzione indispensabile per garantire la sicurezza, l’efficienza e la sostenibilità energetica. Investire in queste tecnologie significa non solo risolvere le criticità del presente, ma anche costruire un futuro più verde e resiliente.

È il momento di affrontare con decisione le sfide della transizione energetica, cogliendo le opportunità offerte dai sistemi di accumulo per trasformare la rete elettrica italiana in un modello di innovazione e sostenibilità.

Per il Veneto ed il Friuli Venezia Giulia sono a disposizione per consulenze specifiche per progetti residenziali ed industriali. Propongo soluzioni integrate per analisi dei consumi, progetto d’intervento con relativo preventivo, messa in opera, tutte le pratiche ed assistenza pre, durante e post installazione.

Questi i miei contatti.

Questo invece quello che dicono i miei clienti dei lavori realizzati