POMPA DI CALORE CON IL FOTOVOLTAICO ED ACCUMULO: FUNZIONA DAVVERO? I NUMERI DOPO 2 ANNI DI UTILIZZO

Oggi pubblichiamo la testimonianza di Roberto Favaro di Mirano in provincia di Venezia. Roberto è stato convinto dal figlio a contattarci per realizzare il suo sogno: avere una gasa no gas. Dopo un’attenta consulenza volta a vedere i consumi e le necessità della famiglia Favaro nonché l’efficienza della loro casa, abbiamo condiviso il progetto “casa no gas”. Ribadisco sempre che sono necessari determinati parametri per fare un intervento come questo perché, se è vero che potremmo utilizzare (impropriamente) le pompe di calore per generare alta temperatura (radiatori), è anche vero che se sposto semplicemente il consumo dal gas all’elettrico, l’intervento non ha senso.Per avere senso l’intervento mi deve garantire comfort ed economicità sia impiantistica che di mantenimento (consumo di energia elettrica). Quindi, casa no gas sì, ma solo a determinate condizioni. Infatti, la scelta del sistema ibrido o della solo pompa di calore dipende da molteplici fattori quali ad esempio 1)tipologia d’impianto di riscaldamento (alta o bassa temperatura) 2)presenza/assenza di isolamento della casa (alcune case non hanno un involucro efficiente (o così efficiente da garantirne il corretto riscaldamento con un sistema in sola pompa di calore) 3)esposizione del tetto (devo cercare di avere il più possibile la copertura solare anche nelle ore e nelle stagioni in cui la pompa di calore è in funzione e pertanto la casa è particolarmente energivora) 4)zona climatica (le nostre installazioni avvengono per lo più in pianura padana e pertanto siamo consapevoli che nei mesi invernali una parte del riscaldamento in pompa di calore prevede l’acquisto di energia dalla rete nonostante l’installazione di un efficiente ed ampio impianto fotovoltaico 5)spazio nella sala termica (il sistema in sola pompa di calore necessità ancora più spazio perché servono due accumuli, uno per la sanitaria ed uno per l’acqua tecnica) 6)necessità ed abitudini della famiglia (se una famiglia tiene 70 gradi nei termosifoni la pompa di calore ha una performance molto bassa rispetto all’utilizzo a bassa temperatura). Quindi, tendenzialmente (ad oggi e fino a prova empirica contraria), dove c’è alta temperatura prediligiamo installare la ibrida (con buona pace di chi vorrebbe mettere la pompa di calore pura sempre e comunque come panacea di tutti i mali e come risoluzione definitiva in ogni situazione). Appurato che la casa di Roberto aveva le giuste caratteristiche siamo partiti con la progettazione e la successiva realizzazione del progetto. Ma lasciamo che sia Roberto a raccontarci cosa abbiamo realizzato e soprattutto come… Buona visione!

L’IMPORTANZA DEL FOTOVOLTAICO CON ACCUMULO IN UNA CASA NO GAS…

Conosco Gianni da diversi anni. E’ infatti un possessore di auto Tesla come me già da diverso tempo. Da Gianni già qualche anno fa avevamo lavorato su un progetto di efficientemento energetico sulla sua abitazione, integrando l’impianto fotovoltaico già esistente con un sistema d’accumulo Powerwall2 di Tesla. In occasione della realizzazione della sua nuova abitazione, Gianni ci ha coinvolti per realizzare un progetto ambizioso, una casa no gas con certificato casaclima gold. Una casa con queste caratteristiche, alimentata solo in elettrico ha bisogno di un fotovoltaico con accumulo potente ed efficiente. Per questo, abbiamo studiato diverse alternative ed abbiamo alla fine optato per un sistema Huawei Trifase con un fotovoltaico ottimizzato da 20 kWp. Già in questo inverno Gianni, grazie al sole ha ottenuto un’autosufficienza del 60%. Ringrazio Gianni per la testimonianza!

Dove si può cerchiamo di creare dei progetti efficienti “no gas” (ma non sempre è economicamente conveniente)

Anche Mauro ha una casa no gas (in questo progetto ho seguito personalmente anche la trasformazione da casa con riscaldamento a gas a casa totalmente elettrica). Clicca qui per vedere la testimonianza di Mauro!

Lavoro similare è stato realizzato da Angelo a Rovigo. Clicca qui per vedere la testimonianza di Angelo

INARRESTABILE ! AUMENTO DELLE BOLLETTE DA OTTOBRE

Ormai ho perso il conto di quanti articoli su questo argomento ho scritto. Ti “linko” solo l’ultimo (al cui interno  ci sono anche gli altri articoli sul medesimo argomento) e copincollo l’articolo tratto dal sito www.tg24.sky.it e ripreso da molte testate e blog del settore.

Qui c’è poco da fare e da attendere. L’unico modo per non essere dipendenti da questi aumenti è migliorare l’efficienza della propria casa ed autoprodursi corrente elettrica. Se non credi sia possibile guarda chi lo ha già fatto ed adesso sorride quando riceve le sue bollette energetiche! 

A partire dall’1 ottobre l’Arera, l’Autorità per l’energia, ha stabilito per l’elettricità un aumento del 7,6% (LA NOTA) e per il gas un rincaro del 6,1% (LA NOTA). Una decisione dettata da diversi fattori, tra cui i prezzi in salita di gas e carbone, l’impennata delle quotazioni dei permessi di emissione della Co2 e lo stop delle centrali nucleari in Francia.

Le spese per le famiglie

In base agli aumenti stabiliti dall’Arera, per una famiglia media si tratta di un aumento di 32 euro sul cosiddetto “anno scorrevole” (1 gennaio-31 dicembre 2018) per la bolletta dell’elettricità e di 61 euro per quella del metano. Vale a dire che la spesa media del 2018 sarà pari a 552 euro a famiglia per la luce e 1.096 euro per il gas.

Attenzione perché queste sono delle medie! Prova a vedere se tu spendi così poco sia di luce che di gas. Perché ogni giorno vedo cifre decisamente superiori! 

Perché luce e gas aumentano?

La decisione, ha spiegato l’Arera, è stata determinata dalla “eccezionale situazione di tensione nei mercati energetici in Europa”. In particolare, pesano le “sostenute” quotazioni internazionali delle materie prime energetiche: il gas risulta più caro del 13% e il carbone del 12%, ma c’è da considerare anche l’aumento dei prezzi del gas trasportato via mare (GNL) sui mercati asiatici, che limita in prospettiva l’offerta di gas naturale disponibile per l’Europa. Effetti negativi derivano anche dalla crescita “senza precedenti” del prezzo dei permessi di emissione di anidride carbonica (CO2, +29% negli ultimi tre mesi rispetto al trimestre precedente) e dall’incertezza legata allo stop totale o parziale di 22 reattori nucleari su 58 in Francia. Una “tempesta” energetica che ha portato a un aumento del prezzo della borsa elettrica del 29%.

Arera: abbiamo fatto scudo il più possibile

Tuttavia gli aumenti, già consistenti e in linea con quelli scattati a luglio (+6,5% luce e +8,2% gas), avrebbero potuto essere ben più consistenti se l’Arera non avesse deciso di rinnovare il blocco degli oneri generali di sistema (voci come il sostegno alle rinnovabili e i costi per lo smantellamento delle centrali nucleari), già fermati nel precedente aggiornamento. L’Autorità, insomma, ha utilizzato “nella misura massima possibile la sua azione di ‘scudo'” contro l’impennata delle quotazioni delle materie prime, rinnovando una misura che, nel totale dei due trimestri, vale circa 1 miliardo di euro. Una somma non indifferente, che però, prima o poi, andrà in tutto o in parte recuperata.

L’allarme e i calcoli delle associazioni dei consumatori

Preoccupazione e calcoli differenti da quelli di Arera arrivano dalle associazioni dei consumatori. L’Unione nazionale consumatori, che parla di “stangata” e invece di prendere in considerazione l’anno “scorrevole” si concentra sugli ultimi 12 mesi: l’aumento totale sarebbe così pari a 109 euro (42 per la luce e 67 per il gas). Il Codacons, invece, fa la somma degli ultimi due trimestri e avverte che il rincaro totale è del 13,6% per il gas e dell’11,4% per la luce. Federconsumatori, infine, considera “sempre più urgente una riforma degli oneri di sistema”.

La possibilità di risparmiare c’è. La possibilità di realizzare l’intervento a costo zero sfruttando il risparmio energetico e la detrazione fiscale anche… Ma cosa stai aspettando?
Questi i miei contatti per una consulenza gratuita.