QUANTO VIENE PAGATO IL RITIRO DEDICATO (RID) NEL 2024?

Oggi vediamo quanto viene pagata l’energia ceduta al GSE tramite la convenzione di Ritiro Dedicato (cioè la convenzione tornata in auge con l’avvento del Superbonus 110 (che non permetteva di usufruire della convenzione di Scambio Sul Posto) e che oggi può essere scelta al posto dello scambio sul posto per gli impianti fotovoltaico che vanno in detrazione fiscale al 50%.

I valori variano di mese in mese, sono espressi in Euro/MWh e sono divisi sia in fasce (orarie) che per zone di produzione. Le fasce sono le classiche e le vediamo nella tabella 1. I dati che trovate riportati sotto sono stati presi direttamente dal sito del GSE in data 10 marzo 2024 (e tutti i conteggi si riferiscono agli importi di tale tabella. In fondo all’articolo aggiornerò periodicamente la tabella generale con le variazioni degli importi mese per mese).

Tabella 1: “Come vengono calcolate le fasce in base agli orari/giorni”

I dati per sapere quanto viene pagata l’energia sono disponibili e sono aggiornati periodicamente sul sito del GSE. Vediamo quindi nella tabella 2 quanto viene remunerata l’energia nel 2024 (ad oggi è presente sul sito del gse solo il riferimento di gennaio 2024 – le tabelle verranno aggiornate nei prossimi mesi…)

Come vediamo dalla tabella 2 e prendendo come esempio il Nord Italia (dove vivo, lavoro e faccio consulenza), l’energia è stata pagata in Fascia F1 a gennaio 2024 circa 103 Euro per ogni MWh immesso. Che equivale circa 0,103 Euro (cioè 10,3 centesimi). 

Quindi, se dispongo di un impianto che produce 7000 kWh all’anno (diciamo un 6 kWp ben esposto), ipotizzando di venderne circa la metà (cioè 3500 kWh annui), ricevere come compenso per la vendita dell’energia di circa 360,5 euro ai quali andranno detratti i costi di gestione pratiche del GSE che per un 6 kWp saranno 0,7 Euro * 6 = 4,2 Euro all’anno. 

Questi importi vanno segnalati nella dichiarazione dei redditi alla voce “altri redditi” e vanno tassati in base all’aliquota di chi dichiara (clicca qui per leggere un articolo dedicato in merito alla tassazione del RID).

In molti mi chiedono se sia meglio lo scambio sul posto o il Ritiro dedicato. (cliccando su questo link potete leggere un articolo dedicato in merito)

QUALE E’ LA DIFFERENZA TRA LO SCAMBIO SUL POSTO ED IL RITIRO DEDICATO?

SCAMBIO SUL POSTO O RITIRO DEDICATO? QUALI LE DIFFERENZE? QUALI DEI DUE CONVIENE?

Negli ultimi 2 anni e mezzo sono davvero molte le famiglie che hanno usufruito del Superbonus 110. Chi ha realizzato il proprio impianto con questa convenzione non ha sottoscritto un contratto di “scambio sul posto” ma bensì un contratto denominato “ritiro dedicato”

scambio sul posto ritiro dedicato

Lo scambio sul posto era nato per premiare le famiglie che prima dell’avvento dei sistemi d’accumulo immettevano energia di giorno e poi la dovevano ricomperare di notte. In questo modo le percentuali di autoconsumo basse (in media il 30-35% dell’energia prodotta) non premiavano i risparmi delle famiglie che solitamente di giorno sono fuori casa per lavorare e quindi hanno i loro consumi la sera e la notte. Infatti lo scambio sul posto (anche detto SSP), premia l’energia “immessa in rete e riconsumata”. Ho spiegato in diversi articoli qui sul blog il funzionamento dello scambio sul posto. Potete leggerli cliccando sui seguenti link.

Bene, se hai letto gli articoli sopra adesso sai di sicuro per bene come funziona lo Scambio sul Posto. Ma come funziona il “Ritiro Dedicato” (denominato anche RID)? E che differenza c’è con lo Scambio sul posto?

Il ritiro dedicato ha un funzionamento sicuramente più intuitivo (e dovrebbe essere meno macchinoso), rispetto allo scambio sul posto. Fondamentalmente parte dal presupposto di premiare chi produce e cede alla rete energia prodotta da fonti rinnovabili che risulta in eccesso rispetto a quella che gli serve per il proprio fabbisogno (consumo + accumulo) indipendentemente da quanto ne consuma.

Tradotto: Produci 100? 40 ti servono per casa e 60 sono ceduti alla rete? Il ritiro dedicato ti pagherà i 60 ceduti alla rete (indipendentemente da quanta energia prelevi).

A differenza dello SSP però l’energia che tu cedi è un “guadagno” derivato da una vendita di energia e pertanto tale guadagno genera un reddito che deve essere inserito all’interno della dichiarazione dei redditi nella voce “altri redditi”. In pratica il ritiro dedicato è una vendita che viene tassata come vengono tassate le eccedenze dello scambio sul posto (ti rimando sempre a questo articolo se vuoi rivedere cosa sono le eccedenze nello scambio sul posto)

Ma conviene di più lo SSP o il RID? Nel contesto residenziale con impianti fotovoltaici sempre più potenti ed efficienti e con batterie d’accumulo sempre più capaci, sostanzialmente la differenza è poca (perché l’energia elettrica che andrò ad acquistare sarà un numero di kWh molto limitato) e pertanto sarà molta l’energia venduta. Lo scambio sul posto è quindi ad oggi un po’ più vantaggioso per chi ha un piccolo impianto magari senza batteria, che produce poco eccesso rispetto al bilancio tra energia prodotta e ricomperata.

Es: impianto da 3 kWp che produce 3500 kWh all’anno, e famiglia che ne autoconsuma 1500 e ricompera 2000 kWh (andando sostanzialmente ad un saldo di pareggio senza eccedenze).

Se dovessi a chiosa sintetizzare ancora di più quanto scritto sopra: Lo Scambio sul posto è un meccanismo di compensazione tra immissioni e prelievi mentre Il Ritiro Dedicato è un meccanismo di vendita dell’energia“.