Come si utilizza un impianto fotovoltaico. Averlo non basta

Oggi ero da un cliente che era perplesso sul suo acquisto ti un impianto fotovoltaico comperato qualche anno fa (non da me).

Alla mia domanda del perché non fosse soddisfatto dell’acquisto effettuato mi ha detto che gli era stato promesso un grosso risparmio.

Analizzo il suo impianto che sta producendo bene e sul quale non ho nulla da eccepire. L’installazione è ok, (se vuoi sapere come non deve essere installato un impianto clicca qui), la produzione anche. Il problema deve essere un altro.

Mi mostra l’ultima bolletta che segna 250 euro di spesa trimestrale. Vado a vedere i consumi e gli faccio notare che su 1300 kw fatturati solo 197 sono consumati di giorno. (Se vuoi sapere come si legge una bolletta clicca qui)

Quindi gli dico che l’impianto sta funzionando molto bene e che i suoi consumi giornalieri sono quasi completamente coperti dall’impianto.

Gli chiedo ovviamente come mai vi siano alti consumi la sera invece.

consumo elettrodomestici per classe
quanto consumano gli elettrodomestici in base alla classe A-C  (clicca sull’immagine per ingrandire)
Consumo elettrodomestici – potenza – utilizzo medio giornaliero e consumo annuo (clicca sull’immagine per ingrandire)

Mi dice che avendo la tariffa bioraria lui lavatrice e lavastoviglie le fa la sera. Per un approfondimento in merito leggi qui.

Torno a spiegargli il funzionamento di un impianto fotovoltaico (che ovviamente produce di giorno) e quindi come può utilizzarlo al meglio cercando anche di fargli capire che però deve utilizzare gli elettrodomestici in modo scaglionato durante il giorno.

Concludo dicendogli che per 4 anni lo ha utilizzato male ma che può recuperare utilizzandolo al meglio per i prossimi 20 anni.

Consulenza? E’ anche tranquillizzare un tuo “non cliente” e spiegargli come gestire al meglio le proprie risorse.

(Se vuoi sapere che lavoro faccio e perché mi piace… clicca qui!)

Lo scambio sul posto. Te lo spiego in modo semplice. Una volta per tutte

Mi chiedete di spiegarvi lo scambio sul posto. Dai messaggi che ricevo e dalle domande che mi vengono poste c’è un po’ di confusione in merito. scambiosulposto

Cercherò di spiegarvelo nel modo più semplice possibile ed in poche pochissime righe (rispetto alla guida ufficiale che contiene tutte le formule matematiche per il calcolo…) utilizzando in parte il prezioso materiale del sito qualenergiapuntoit al quale vanno i miei complimenti per i molteplici contenuti e gli approfondimenti.

Lo scambio sul posto (che ricordo è un’opzione utilizzabile assieme alla detrazione fiscale del 50% !!!) permette di compensare mediante rimborso il valore economico dell’energia prelevata nei limiti del valore economico di tutta l’energia immessa in rete. E’ importante sottolineare che lo scambio avviene sulla base del valore economico dell’energia immessa e non della semplice lettura del contatore M1 (contatore di scambio).
Per mezzo dello scambio sul posto è possibile quindi farsi rimborsare parte della quota pagata nella bolletta elettrica al proprio fornitore per i prelievi effettuati dalla rete. Il rimborso avviene però nei limiti dell’energia immessa o, per essere più precisi, nei limiti del valore economico dell’energia immessa in rete nel corso dell’anno. Si tratta quindi di una compensazione economica tra prelievi e immissioni di elettricità.fotovoltaicoautoconsumo
Il contributo in conto scambio è composto da una quota energia e da una quota servizi di rete, quest’ultima per le sole componenti A e UC. Sono inoltre escluse le tasse, composte dalle accise e dall’IVA (purtroppo).
Nel caso in cui il valore economico dell’energia immessa superi il valore economico dell’energia prelevata si verifica un’eccedenza. Per le eccedenze sono possibili due possibili trattamenti: o la loro liquidazione monetaria, o la messa a credito del loro valore per l’anno successivo (strada che io consiglio ai miei clienti). Qualora si opti per la liquidazione monetaria delle eccedenze, queste ultime comprendono però unicamente la quota energia relativa all’utenza considerata, mentre invece le rimanenti voci della bolletta non vengono remunerate.
In definitiva, per quanto riguarda lo scambio, il cliente produttore, a fronte di una bolletta mensile o bimestrale relativa all’energia conteggiata in prelievo dal contatore M1, si vede rimborsare a conguaglio una cifra che, per ogni kWh scambiato, mediamente si aggira intorno al 60-70% del medesimo kWh acquistato.
Nel caso si vogliano recuperare le eccedenze facendosele rimborsare, il valore del kWh immesso scende ulteriormente e normalmente non supera il 50% di quello acquistato.
Queste differenze di prezzo giustificano un totale ripensamento dei sistemi di produzione e consumo, che devono sempre più tendere a interagire fra loro per incrementare quanto più possibile la quota dell’energia autoconsumata sul totale dell’energia prodotta. (Ecco spiegato perché ai miei clienti propongo un sistema su misura).

Se non sai se su casa tua si può montare un impianto fotovoltaico, leggi qui.

Se casa tua ha un tetto piccolo, male orientato o con camini ed antenne o altri ombreggiamenti clicca sia qui che qui.lampadine

Quindi non hai scuse!

Buon risparmio a tutti !

Per info, consulenze ed interventi specifici [email protected]