Allaccio fotovoltaico: tempistiche e ritardi

scegliere il consulente giusto ed il partner giusto per migliorare i propri consumi ed abbattere i costi energetici
E’ importante scegliere il consulente giusto ed il partner giusto per migliorare i propri consumi ed abbattere i costi energetici

Investire nelle energie rinnovabili per migliorare casa propria, i propri consumi e il comfort della stessa, significa affidarsi ad aziende che si occupano (o si dovrebbero occupare) di tutto il lavoro. Dalla consulenza specifica sulla scelta dei prodotti e degli interventi tecnici, alla consulenza fiscale, al post vendita, per una perfetta ed ottimale gestione dell’impianto installato.

I dubbi che si hanno quando si deve decidere a chi affidare questi lavori sono molteplici:

  • quanto tempo ci vorrà per fare il lavoro?
  • si occuperanno di tutto loro?
  • quanta burocrazia ci sarà?
  • faranno un bel lavoro?
  • l’impianto funzionerà bene?
  • mi farà risparmiare davvero?
  • avrò pronta assistenza in caso di problematiche o malfunzionamenti?
  • la garanzia che mi viene data è reale o “virtuale”?
E' importante che siano descritte e garantite le tempistiche dei lavori
E’ importante che siano descritte e garantite le tempistiche dei lavori

Bene. Ma quali sono le tempistiche corrette per tutto l’iter del lavoro? In primis dipende da quanti e quali lavori vengono eseguiti. Ora capirai quanto è importante affidarsi a consulenti seri ed ad aziende serie che siano in grado di

  • dare dei tempi certi per quanto concerne l’installazione
  • dare al cliente un documento scritto con i tempi necessari per lo svolgimento di ogni attività
  • dare i contatti dei referenti diretti (mail – telefono – cellulare), sia per la parte progettuale che per quella amministrativa che per quella tecnica che ovviamente per quella commerciale
  • informare il cliente in ogni momento sullo stato avanzamento lavori al fine di aggiornarlo tempestivamente di tutto l’iter percorso

Prendiamo un esempio classico, un impianto fotovoltaico.

Energia gratis dal sole con l'impianto fotovoltaico giusto
Energia gratis dal sole con l’impianto fotovoltaico giusto

Le tempistiche per avere l’impianto installato e funzionante dipendono sia dall’azienda che dal “gestore della rete elettrica” che si occuperà di allacciare l’impianto alla rete attraverso un contatore bidirezionale, una volta installati i pannelli.

Attenzione, questo lavoro di allaccio comporta 1 ora di lavoro, non di più!

In gergo questo passaggio si dice appunto “allaccio” ed anche a seconda di come ha lavorato l’azienda installatrice, potrebbero volerci settimane o mesi.

Per evitare di avere sul tetto un impianto pronto a produrre ma che non può essere messo in funzione bisogna che l’azienda che si è occupata dell’installazione e di tutta la parte burocratica si sia mossa per tempo. Per tutto il tempo in cui l’impianto è sul tetto ma non produce infatti, l’utente continua a comperare l’energia dal gestore e pertanto continua a ricevere le salate bollette. Sembra un paradosso ma è così.

La differenza tra allacci “veloci” ed allacci “eterni” sta nel modo in cui si affronta la burocrazia di tutto l’iter amministrativo ed autorizzativo che si cela dietro al lavoro di progettazione ed installazione di un impianto fotovoltaico.

Può capitare che l’azienda installatrice dia la colpa ad Enel distribuzione  che in realtà ha una carta dei servizi con ben indicati i tempi di intervento. (la famosa carta dei servizi o wellcome letter che dovrebbero fornire ai propri clienti tutte le aziende).

Schermata 2016-03-20 alle 22.57.25Ma cosa deve fare l’azienda alla quale si delega tutto il lavoro per un impianto?

  • richiedere il preventivo per la connessione del tuo impianto alla rete Enel
  • accettare il preventivo quando arriva e versare quanto richiesto
  • ad impianto installato dare il fine lavori e attendere la connessione

Non andrò nello specifico ad approfondire tutti questi passaggi che vanno fatti compilando una serie di moduli e caricando i dati dell’impianto sui due portali web dedicati (Enel e Terna Gaudì). Attenzione, non solo devono essere caricati, devono ovviamente essere corretti !!! In caso di dati incompleti, caricamenti su portali non andati a buon fine, dati validati su un portale e non sull’altro,  il meccanismo si blocca e si rimane nel limbo tra un processo e l’altro.

Per fare tutti questi passaggi sono necessari dei tempi tecnici e pertanto, le pratiche burocratiche sono la prima cosa da fare per arrivare in tempi brevi alla connessione.

La carta dei servizi Enel prevede dei rimborsi per i ritardi sugli allacci. Il consulente che vi segue vi potrà informare e seguire anche in questa eventualità
La carta dei servizi Enel prevede dei rimborsi per i ritardi sugli allacci. Il consulente che vi segue vi potrà informare e seguire anche in questa eventualità

Un’altra informazione che ahimè spesso non viene data agli utenti è che dalla carta dei servizi si evince che sono previste delle penali in caso di ritardo nella connessione dell’impianto da parte di Enel. Esistono delle penali sia in caso di ritardo nella formulazione del preventivo sia nella connessione dell’impianto.

Ma come posso essere certo della bontà dell’azienda alla quale mi affido? Chiedi sempre le tempistiche, chiedi siano scritte, chiedi di avere sempre i riferimenti di tutti i responsabili dei vari step del lavoro. E soprattutto, affidati ad aziende che hanno all’interno della loro struttura un team che segue direttamente tutte le pratiche dalla A alla Z verificando e certificando tutti i passaggi per rispettare le tempistiche indicate e scritte al cliente.

Regole certe ,tempistiche certe, risparmio certo, cliente pienamente soddisfatto
Regole certe ,tempistiche certe, risparmio certo, cliente pienamente soddisfatto

“Verba volant… scripta manent…”

La soddisfazione del cliente è l’energia vitale del mio lavoro. Ogni lavoro che seguo deve essere pienamente attinente a quanto pattuito e richiesto con e dal mio cliente. Questo non è un modo di lavorare. Per me è l’unico modo di lavorare!

Mettimi alla prova.

E poi sono sicuro che mi lascerai anche tu una videorecensione!

Cambiare la caldaia

Molti clienti mi chiedono come mai stanno consumando così tanto e quindi spendendo altrettanto per riscaldare la loro abitazione. La risposta la vedi già dal titolo del post. Un motore vecchio consuma sicuramente di più rispetto ad un sistema nuovo, di ultima generazione e quindi molto più efficiente.daikin_rotex_sistema_ibrido_apertura

Ma quanto puoi risparmiare sul costo di riscaldamento solamente cambiando caldaia? La risposta ovviamente è … dipende.

Non voglio parlare qui di una semplice soluzione. Voglio parlare della soluzione per eccellenza. La caldaia ibrida gas pompa di calore!

Quindi:

  • se hai l’allaccio al gas ma stai consumando troppo per il riscaldamento e quindi vuoi abbattere questo costo (anche se hai i radiatori di casa ad 80 gradi!)
  • se vuoi un sistema più efficiente che in modo automatico ti permetta di sfruttare la fonte energetica dal costo migliore e dal rendimento maggiore in ogni momento del giorno e dell’anno
  • se vuoi risparmiare anche sul costo per la produzione di acqua calda sanitaria 

allora la caldaia ibrida pompa di calore/gas (metano o gol) a doppia condensazione è la soluzione per casa tua.Grafico Hybrid_tcm745-350193

I risparmi vanno dal 30 al 50% a seconda della classe energetica di casa tua e se a questo aggiungi che il 65% del costo te lo restituisce lo stato in detrazione fiscale, il gioco è fatto. Hai una caldaia nuova a costo zero. 

Se poi hai già un impianto fotovoltaico che ti produce energia quando non ti serve e che vorresti utilizzare meglio sfruttando l’autoconsumo…

Se invece l’impianto non lo hai, questa è l’occasione per abbattere i costi energetici sia di elettricità che di gas in una volta sola.

Schermata 2016-03-18 alle 17.31.30Adesso prova a pensare alla tua caldaia. Da quanto l’hai installata? Che rendimento ha? E’ una caldaia a condensazione o una standard? Quanto durerà ancora? Ti dico questo perché solitamente quando la caldaia si rompe definitivamente non hai il tempo di valutare il prodotto migliore e ti devi accontentare di ciò che al momento ti viene proposto. 

Se invece ci pensi per tempo… stai sereno e risparmi un sacco di soldi!

Qui trovi i miei riferimenti per un sopralluogo ed una consulenza gratuita presso la tua abitazione.

 

 

Come migliorare l’autoconsumo

Se stai leggendo questo articolo molto probabilmente hai già un impianto fotovoltaico. Se non lo hai mi chiedo come mai tu non lo abbia ancora fatto e ti invito a cliccare qui (un indice per il lettore ed il navigatore) ed a leggere gli articoli sul fotovoltaico. Potrai così capire perché ci devi pensare seriamente: adesso.

Stai sfruttando al meglio il tuo impianto fotovoltaico?
Stai sfruttando al meglio il tuo impianto fotovoltaico?

Quindi hai un impianto. Sei soddisfatto di come lo stai utilizzando oppure sei consapevole che spesso non riesci a sfruttarlo al meglio perché le ore di produzione possono non coincidere con le ore in cui casa tua ha bisogno di energia? E’ evidente che una delle prerogative di chi ha un impianto fotovoltaico sul proprio tetto è quella di rendere massimo l’autoconsumo.
In questo articolo vediamo quali sono i benefici dell’autoconsumo e come sia possibile autoconsumare di più e meglio.

Definiamo l’autoconsumo. Un utente autoconsuma l’energia prodotta dal proprio impianto quando l’energia prodotta viene utilizzata direttamente, passando “dal tetto” alla “rete domestica”, senza passare dalla rete Enel. L’energia prodotta viene, in questo caso, utilizzata nel momento stesso sua produzione o, nel caso di un sistema con accumulo fotovoltaico, viene stoccata nelle batterie per essere utilizzata in seguito. L’utilizzo di batterie è comunque “autoconsumo”, ma, anzichè essere un “autoconsumo istantaneo” è “autoconsumo differito”. Autoconsumare “in loco” l’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico comporta una serie di vantaggi economici innanzitutto. Vantaggi che si traducono in un immediato risparmio in bolletta che in alcuni periodi dell’anno, sfruttando un autoconsumo intelligente, è possibile ridurre le bollette anche del 80-90 per cento. Ed il resto dell’energia prodotta? Se non sei in possesso di un sistema di accumulo (storage) tutta la parte di energia non autoconsumata viene immessa in rete per essere valorizzata con lo scambio sul posto. Se invece hai un sistema di accumulo la tua “sovrapproduzione” non autoconsumata viene immagazzinata per essere disponibile quando meglio credi.

Accumulare l'energia prodotta e non autoconsumata subito significa risparmiare ed aumentare la propria indipendenza
Accumulare l’energia prodotta e non autoconsumata subito significa risparmiare ed aumentare la propria indipendenza

Con un accumulatore è possibile arrivare, in alcune situazioni, ad azzerare completamente le bollette. Ovviamente non si tratta di un obbiettivo facile da raggiungere, vista le forte intermittenza produttiva della fonte solare, ma in determinati periodi dell’anno con un minimo accumulo è possibile ottenere delle bollette “a saldo zero”. Ottimizzando l’autoconsumo, infatti, si avrà la possibilità di ridurre drasticamente i prelievi dalla rete e quindi l’acquisto di energia dal proprio operatore. Perché conviene consumare l’energia autoprodotta riducendo il più possibile l’acquisto dal proprio fornitore? Perché quando si acquista energia elettrica dalla rete,  in fattura vengono addebitate non solo le quantità effettive di energia prelevata, ma anche (e soprattutto) una moltitudine di altre voci di costo

  • oneri di rete
  • servizio di fornitura
  • distribuzione
  • trasmissione
  • oneri di dispacciamento
  • accise varie
  • addizionali
  • iva (anche su tutto quanto sopra)
il costo effettivo dell'energia è un terzo rispetto a quello pagato in bolletta
il costo effettivo dell’energia è un terzo rispetto a quello pagato in bolletta

Quindi, se il prezzo dell’energia “pura”, sul mercato elettrico, va dai 4 ai 10 centesimi per kWh, l’energia pagata in bolletta viene a costare il doppio (ed a volte anche il triplo) del suo costo effettivo. Infatti, per vedere cosa costa effettivamente all’utente finale un kw/h basta prendere l’importo della bolletta e dividerlo per il costo effettivo dei kw/h fatturati. Noterete che in bolletta paghiamo l’energia ad un costo lordo che va da un minimo di 0,20 €/kWh, fino ad oltre 0,35 €/kWh (a seconda anche della taglia del contatore presente). Come detto, il prezzo della sola energia è di pochissimi (0,04-0,08) centesimi di euro/kWh. Se ti interessa capire come leggere meglio la tua bolletta clicca qui (leggere la bolletta è come leggere i fondi di caffè).

Quindi autoconsumare significa non prelevare e pertanto significa evitare di pagare tutti i balzelli elencati sopra. (con somma soddisfazione… tra l’altro!). Come è ovvio quindi, l’energia acquistata dalla rete e pagata in bolletta, risulta molto più onerosa di quella auto prodotta ed inoltre (sempre per tutti quei balzelli), ha un costo molto maggiore del valore assegnato dal Gse all’energia immessa in rete.

prestito banca
Credito=basso guadagno Debito=alta spesa

L’energia che non viene autoconsumata, infatti, viene immessa in rete e viene comunque “pagata” dal Gse. Il valore assegnatole, però, è inferiore al prezzo dello stesso quantitativo acquistato dalla rete. L’esempio che faccio sempre ai miei clienti è quello della banca. Se metti 10.000 euro in banca, gli interessi che ti vengono riconosciuti sono ridicoli (0,6-1,2%). Se però i 10.000 euro li chiedi, ecco che allora il discorso cambia ed il tasso può arrivare al 10%. Per l’immissione ed il prelievo di energia è il medesimo principio.

Quindi per ottimizzare l’autoconsumo devo cercare di:

  • progettare e realizzare  il mio impianto affinché copra i miei consumi partendo dalle esigenze e delle abitudini mie e della mia famiglia
  • capire come posso utilizzare meglio l’energia in eccesso prima di accumularla o cederla (es: produrre acqua calda, riscaldamento)
  • adeguare il più possibile i picchi di consumo (qualora siano cambiate le abitudini rispetto allo studio iniziale del primo punto o qualora siano migliorabili) alla disponibilità di sole (e quindi di energia gratuita)
  • domotizzare casa (in modo che gli elettrodomestici funzionino quando la produzione è massima)
  • accumulare l’energia prodotta ma non autoconsumata per utilizzarla la sera, la notte, quando c’è maltempo
  • immettere in rete l’ulteriore energia eventualmente in eccesso per utilizzarla nei periodi di minore produzione dove neanche l’accumulo può rendermi autosufficiente (es inverno) sfruttando lo scambio sul posto
Chiamami 347/0899613 o scrivimi a risparmiobollette.it@gmail.com
Chiamami al 347/0899613 o scrivimi a risparmiobollette.it@gmail.com

Come avrai capito acquistare il corretto impianto fotovoltaico, adattarlo ad un’abitazione, renderlo compatibile ed efficiente con gli impianti esistenti (es riscaldamento) è un’operazione delicata. Una approfondita e corretta consulenza è la base sulla quale costruire trent’anni di risparmio e di ecologia.

Contattami. Vediamo assieme come migliorare casa tua! 

Orientamento ed inclinazione ottimale dei pannelli

Piero mi chiede se casa sua ha un orientamento ottimale.  Dopo un sopralluogo posso rispondergli, sì, ma dipende cosa vogliamo realizzare. Perché Piero ha dello spazio sul tetto. Non tantissimo, ma sufficiente per fare un intervento. Il mio compito sarà offrire a Piero la migliore soluzione per casa sua. Quindi la mia consulenza gli permetterà di ottimizzare il fabbisogno energetico della sua abitazione attraverso una combinazione di impianti che gli permetta di ripagarsi l’impianto semplicemente col risparmio e con l’incentivo (detrazione fiscale).

Quindi, prendendo spunto dalle domande di Piero circa come deve essere installato un impianto fotovoltaico, oggi affrontiamo questo argomento: orientamento ed inclinazione dei pannelli.

Infatti il rendimento dei moduli fotovoltaici dipende, oltre che dal luogo e modalità di installazione, dall’ orientamento e dall’angolo di inclinazione con cui sono installati.

orientamento pannelli fotovoltaiciL’orientamento e l’inclinazione dei pannelli fotovoltaici cambiano le prestazioni dell’impianto fotovoltaico: più i moduli sono orientati in maniera ottimale verso i raggi del sole, più l’effetto fotovoltaico sarà migliore. Per “orientamento” si intende lo spostamento tra i punti cardinali: nord, sud, est, ovest. Per “inclinazione” si intende invece la “pendenza”, la “angolatura”, dei pannelli rispetto al piano orizzontale (del suolo). Si esprime in gradi di angolazione: a 90° il pannello è perfettamente verticale, a 0° è perfettamente orizzontale. Installare con l’orientamento ottimale (che è sud ) e con la migliore inclinazione (che in Italia è tra i 30 ed i 35 gradi ) è fondamentale per garantire un rendimento sempre al massimo delle potenzialità. Però non sempre si può installare l’impianto fotovoltaico con queste angolature ottimali, bisogna comunque sapere in tal caso quanto potrà produrre l’impianto, anche se non in condizioni ottimali.

tetti sui quali è instancabile un impianto fotovoltaico
tetti sui quali è instancabile un impianto fotovoltaico

Ma posso quindi installare anche ad est ed ad ovest? Sì certo, sapendo di avere delle ore del giorno che avranno maggiore produttività ed altre dove la produttività sarà molto ridotta. Altra possibile soluzione è quella di installare su due falde (es est ed ovest) avendo l’accortezza di sovradimensionare di qualche centinaio di watt l’impianto. In questo caso avrai una riduzione del picco di produzione nelle ore centrali della giornata ma avrò una produzione migliore e più costante dal primo mattino fino a sera. Qui ne parlo in modo specifico. 

Ma come dico sempre. Queste sono delle indicazioni generali. Per una consulenza specifica affidatevi sempre ad un consulente esperto. A tal proposito questi sono i miei recapiti.

 

Risparmiare senza inquinare

rappresentazione dell'inquinamento. Fonte educazionesostenibile.it
rappresentazione dell’inquinamento. Fonte educazionesostenibile.it

E’ possibile risparmiare sulle spese di casa senza inquinare? E’ possibile trovare alternative che non ci facciano tornare tecnologicamente indietro di secoli? La risposta è banalmente sì sì sì ed ancora sì. Perché queste alternative esistono già e permetterebbero di avere

  • risparmio
  • efficienza energetica
  • attenzione all’ambiente

Mi capita spesso di andare a trovare dei clienti che, abitando in casette singole, case a schiera, villette, hanno dovuto trovare una soluzione “economica” e “veloce” per riscaldare la propria abitazione. In molti sono tornati alle stufe a legna (la maggiorate non canalizzate) e di stufe a pellet della medesima tipologia. Perché questo? Per ridurre i costi esorbitanti del riscaldamento a gas.

E lo posso anche capire. Posso anche capire il bel tepore del legno, la piacevolezza del fuoco, il calore avvolgente di un caminetto. Però, questo “ritorno al passato” che incidenza ha sulla produzione di polveri sottili e quindi sull’inquinamento? E quanta resa hanno questi sistemi di riscaldamento (che spesso disperdono gran parte del calore attraverso il camino)?

Prendo spunto per i seguenti dati da un articolo di aspo italia (risorse economia ed ambiente) che evidenzia come se molto si è fatto per ridurre l’inquinamento dei mezzi di trasporto, ancora molto è da fare per quanto concerne il riscaldamento delle abitazioni.

Figura 2: Per l’Italia, storico dei consumi di energia nel settore residenziale, ripartito per tipologia di combustibile. I combustibili liquidi comprendono il gasolio, il GPL, il kerosene e l’olio combustibile. Fonte: aspoitalia.wordpress.com
Italia, storico dei consumi di energia nel settore residenziale, ripartito per tipologia di combustibile. I combustibili liquidi comprendono il gasolio, il GPL, il kerosene e l’olio combustibile. Fonte: aspoitalia.wordpress.com

Perché se è vero che “nel residenziale la tendenza storica che emerge dal grafico a fianco è quella dell’aumento progressivo dell’utilizzo del metano al posto dei combustibili liquidi (gasolio e GPL soprattutto). Dal 2003 però il consumo di biomasse (legna e più recentemente pellet), già debolmente in aumento anche prima, subisce un’accelerazione.

Dal 2003 l’effetto complessivo è quindi una sostituzione più rapida dei combustibili liquidi mediante legna e pellet, a scapito del metano.

Il problema è che questa sostituzione non è indolore. Ogni unità di energia che viene bruciata in più sotto forma di biomassa, emette molte più polveri sottili di quelle avrebbe emesso la stessa unità di energia in forma di combustibili liquidi (e infinitamente di più rispetto al metano, che ha una combustione molto pulita). Per dare un’idea dei fattori di emissione di PM 2,5 , per il 2011 l’ISPRA fornisce i seguenti dati: biomasse, 400g/GJ; carbone, 219g/GJ; gasolio e GPL tra 2 e 3,6g/GJ; metano 0,2g/GJ. In altre parole, legna e pellet emettono 100 volte di più PM2,5 rispetto a Gasolio e GPL, e 2000 volte rispetto al metano”(Fonte: aspoitalia.wordpress.com)

Consumo storico di pellet in Italia, ripartito per tipologia di apparecchio utilizzatore. Fonte: presentazione presente sul sito web di progettofuoco riportante dati AIEL.
Consumo storico di pellet in Italia, ripartito per tipologia di apparecchio utilizzatore. Fonte: presentazione tratta dal sito web di progetto fuoco riportante dati AIEL.

Queste affermazioni trovano pieno riscontro dalle stime di consumo dei pellet bruciati nelle stufe e caminetti, la cui vendita ha avuto un vero e proprio boom proprio a partire dai primi anni del nuovo millennio.

Abbiamo una fonte energetica inesauribile che è il sole che ci può dare corrente elettrica e riscaldamento. Abbiamo la possibilità di accumulare sia corrente che calore attraverso gli accumuli termici ed elettrici (batterie). Possiamo avere dei forti incentivi per le migliorie che apportiamo alla nostra abitazione. Non approfittare delle innovazioni tecnologiche e delle agevolazioni presenti è veramente folle.

Se sei anche tu in cerca di un sistema per migliorare energeticamente casa tua, mi puoi chiedere una consulenza specifica cliccando qui. Ma non prima di aver letto … qui. 

Fotovoltaico e “smaltimento sostenibile”

Una notizia interessante per il binomio fotovoltaico e smaltimento dei pannelli.
Un gruppo di ricercatori della Corea del Sud ha trovato un sistema di riciclo più sostenibile che non prevede l’utilizzo di una sostanza chimica altamente tossica come l’acido fluoridrico. Solitamente, dopo aver recuperato i wafer di silicio da una cella fotovoltaica esausta, li si tratta con questa sostanza inquinante e nociva. (che va trattata con estrema cura e che ha anch’essa dei processi e quindi dei costi di smaltimento). Una ricerca condotta in tandem da scienziati del Korea Electronics Technology Institute e del Korea

smaltimento pannelli fotovoltaici
smaltimento pannelli fotovoltaici

Interfacial Science and Engineering Institute ha prodotto risultati sorprendenti. Infatti, dal loro lavoro congiunto è nato il primo sistema di riciclo sostenibile per il fotovoltaico. I  pannelli vengono prima riscaldati a 480 °C in un forno al fine di vaporizzare il collante che lega i wafer di silicio  al loro interno. A differenza delle precedenti prove effettuate si è scoperto che i wafer non si rompono durante il riscaldamento se la temperatura viene fatta salire di 15 °C al minuto.
Una volta che un wafer integro è stato rimosso dal pannello, l’elettrodo d’argento viene estratto dalla sua superficie superiore con acido nitrico (questo, ancora, non si è riusciti ad eliminarlo). Il rivestimento antiriflesso, l’emettitore termico e gli strati di giunzione p-n vengono poi polverizzati in una rettificatrice. Infine, l’idrossido di potassio stacca l’elettrodo di alluminio dal lato posteriore del wafer. Le nuove celle solari rigenerate, assicurano gli esperti, garantiscono prestazioni identiche a quelle ricavate da materia prima.

Riciclo sostenibile dei pannelli. Risparmio e tutela dell'ambiente
Riciclo sostenibile dei pannelli. Risparmio e tutela dell’ambiente.

Poiché nei prossimi anni si andranno a smaltire sempre più pannelli fotovoltaici, ben vengano queste innovazioni che permettono non solo di inquinare molto meno, ma anche di rigenerare i materiali per donare loro vita nuova ad altissima efficienza. Un altro passo avanti quindi per quanto concerne l’efficienza e la sostenibilità delle energie rinnovabili. Se da un lato abbiamo pannelli più prestanti, materiali più resistenti, sistemi di gestione più efficienti, dall’altro si stanno facendo passi interessanti anche per quanto concerne lo smaltimento e il riutilizzo sostenibile dei pannelli esausti.

Per avere ulteriori informazione sul riciclo dei pannelli fotovoltaici e sull’importanza di affidarsi ad aziende che lo prevedono già in fase di consulenza iniziale clicca qui.
Per il vademecum delle cose fondamentali da sapere prima di montare un impianto fotovoltaico, clicca qui.

Fotovoltaico tradizionale – on grid – off grid

Rispondo tramite questo articolo al sig. Gianni che mi chiede quali siano le possibilità per installare un accumulo ed in cosa si differenzi un sistema con accumulo dal sistema fotovoltaico tradizionale.

Facciamo subito una macro divisione: 1) fotovoltaico tradizionale, 2) fotovoltaico on grid 3) fotovoltaico off grid.

  1. fotovoltaico tradizionaleGli impianti fotovoltaici tradizionali sono la forma classica di impianto fotovoltaico. Funzionano attraverso la luce solare che raccolta dai pannelli fotovoltaici viene trasformata immediatamente in energia elettrica continua e successivamente in alternata grazie ad un trasformatore che in gergo è chiamato inverter . La corrente alternata è poi subito utilizzabile all’interno dell’abitazione, riducendo al minimo la richiesta di energia dall’esterno (rete ENEL o altro gestore), oppure può essere venduta alla rete elettrica con il sistema dello “scambio sul posto”.
  2. sistema_off-gridFotovoltaico off-grid (anche detto “ad isola” o “stand alone”) L’impianto fotovoltaico off-grid è dotato di un sistema di accumulo di energia (batterie di accumulo che possono essere di diverso tipo) ed è l’ideale per abitazioni, edifici e strutture mobili (camper, roulotte, barche) che non hanno la possibilità di collegarsi alla rete elettrica nazionale o vogliono rendersi completamente autonome dal fornitore di energia.
    Permette di usufruire, in maniera stabile e continua, solo dell’energia prodotta dall’impianto e, in caso di emergenza, è possibile collegarsi al gestore elettrico (ove presente).
  3. on gridIl Fotovoltaico on-grid è l’impianto fotovoltaico che unisce i vantaggi dei sistemi tradizionale e off-grid. L’impianto fotovoltaico on-grid utilizza l’energia del sole per servire l’utenza e caricare le batterie d’accumulo al fine di utilizzarle durante le ore buie (sera/notte o quando non c’è il sole anche di giorno). È’ molto importante che gli inverter di questi impianti siano certificati CEI-021, quindi idonei per vendere l’energia prodotta in eccesso alla rete elettrica nazionale attraverso il sistema di scambio sul posto.

Ma quanto posso risparmiare con un pianto fotovoltaico? Qui potete vedere dei dati reali e rendervi conto di quanto sia possibile risparmiare anche senza cambiare le proprie abitudini

E quanto con un impianto con accumulo? Per scoprire di più sugli accumuli puoi leggere qui  ed anche qui

Per consulenze specifiche: ecco i miei contatti.

Come aumentare il valore di un immobile con le rinnovabili

vendere casaChe il fotovoltaico, il termico e gli interventi di risparmio energetico siano un investimento da fare lo ho spiegato più volte (e qui se ti fosse sfuggito ti spiego il perché). 

Tra le cose da sapere sul fotovoltaico (eccole qui) ho accennato anche a questo importante fattore economico di rivalutazione del valore immobiliare.

efficientamento energeticoChi mette il fotovoltaico in casa infatti, non ha solamente il beneficio di poter ridurre le spese energetiche per gli anni a venire ma mettere il fotovoltaico sul tetto di casa è anche un investimento “immobiliare” perché ne aumenta il valore.

rivalutazione immobiliareE’ assodato che chi mette un impianto fotovoltaico sul tetto di casa ne aumenta il valore commerciale. Vediamo ora come un impianto fotovoltaico aumenta il valore dell’immobile? Quali sono i criteri utilizzati? Come misurare il suo potenziale?

  1. L’immobile ha bisogno di meno energia (elettrica o termica che sia) e pertanto ha minori costi di gestione
  2. L’immobile è più appetibile per eventuali acquirenti 
  3. L’immobile consumando meno non risente dei costanti aumenti di costo delle energie
  4. L’immobile che consuma meno e meglio mi permette di non inquinare e quindi mi fa anche stare meglio

Ma posso quantificare di quanto aumenta il valore? L’aumento stimato varia dal 4% all’8% a seconda delle tipologie di intervento e della grandezza dell’immobile. Di fondamentale importanza sono ovviamente garanzie, certificazioni e qualità dei materiali installati.aumento valore immobiliare

Quanto ti rendono quei soldi in banca? Poco? Prova a vedere qui quanto ti rende invece un investimento in energie rinnovabili! 

Sei ancora dubbioso? O forse non hai soldi da investire? Allora lascia che ce li metta qualcun altro per te e goditi la casa ripagandoti gli impianti con il risparmio! 

Fotovoltaico ed accumulo: programmazione tedesca

batteria accumulo1Il fotovoltaico con accumulo e la programmazione tedesca. Uno sguardo verso un futuro “autoalimentato”

A piccoli passi ma ci stiamo arrivando. O forse dovrei dire ci stanno arrivando? Sì perché accade in Germania. Lì, già da oltre due anni hanno una regolamentazione e quindi propongono  (ed incentivano) le batterie d’accumulo per gli impianti fotovoltaici. Ora, hanno ben pensato di studiare e monitorare la situazione e sono arrivati alla conclusione che l’obiettivo tedesco è quello di quadriplicare la produzione ed il consumo di energia pulita proveniente da fotovoltaico ed accumulato tramite storage. Stanno pertanto programmando l’aumento del fotovoltaico con accumulo.Il boom delle batterie domestiche per lo stoccaggio dell’energia solare prodotta in eccesso potrebbe rendere addirittura superflue le linee ad alta tensione previste dal piano di sviluppo della rete energetica tedesca che dovrebbe partire nel 2025.bandiera germaniaSecondo gli analisti della Agora Energiewende (think-tank che si occupa di sviluppare strategie che assicurino alla Germania una transizione rapida ed economicamente sostenibile verso le energie rinnovabili), la Germania potrebbe passare dall’attuale scenario di 39 GW a uno scenario di 150 GW di capacità fotovoltaica senza determinare impatti rilevanti sulle infrastrutture elettriche. Per riuscire in questo intento nei prossimi anni dovrebbero essere installati complessivamente 40 GW di sistemi di accumulo.
Un ottimo progetto a mio avviso, con una visione nel medio lungo periodo che non può che essere vista positivamente.
Concludo con una battuta: i tedeschi si devono giustamente far perdonare lo scandalo Volkswagen. 😉

Il fotovoltaico in Italia

media ore di sole in Italia
In Italia abbiamo in media da 5 ad oltre 7 ore di sole al giorno. Un’energia costante e gratuita da poter utilizzare al meglio

Il fotovoltaico in Italia: facciamo un po’ d’ordine.

  1. Il fotovoltaico tira o no in Italia? Assolutamente sì!
  2. Ci sono ancora gli incentivi? Assolutamente sì! (50% detrazione fiscale e scambio sul posto)
  3. Che tipo di impianti si vendono? A differenza degli anni del boom degli incentivi dove si “speculava” (ed attenzione utilizzo l’accezione neutra del termine) con grandi impianti, oggi c’è un fiorire di piccoli e medi impianti che sfruttano l’autoproduzione come autoconsumo.
  4. E sul fabbisogno energetico che risultati abbiamo raggiunto? Alcuni esempi: A settembre 2015 il fotovoltaico ha coperto l’8,2% della domanda di energia elettrica in Italia (con un + 0,6% rispetto al medesimo mese del 2014) Nei primi 9 mesi dell’anno (gennaio – settembre) ha coperto l’8,5% del fabbisogno (con un + 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2014)

Quindi: