FOTOVOLTAICO ED ACCUMULO: AUTOSUFFICIENZA AL 94,46% A MARZO 2019

Ammetto che ho controllato più volte la “formula della media” nel foglio excel con il quale raccolgo mensilmente i dati statistici relativi a fotovoltaico ed accumulo dei miei clienti. I risultati ottenuti a marzo 2019 sono straordinari. La media di autosufficienza dei 28 impianti monitorati per il mese di marzo e del 94,46%.

Credo che i risultati di questo mese parlino da soli. Quindi ne approfitterò per elencare alcuni punti chiave (una sorta di “guida alla lettura”) in modo che tu possa apprezzare al meglio la tabella.

1)Gli impianti che vedi monitorati qui sopra sono tutti di miei clienti che nel corso degli anni hanno deciso di installare un impianto fotovoltaico con un sistema d’accumulo. Nella maggior parte dei casi l’impianto fotovoltaico ha già diversi anni, (quindi anche in conto energia), e l’accumulo è stato aggiunto solo in un secondo momento (in 17 casi su 28 per la precisione).

2)Gli impianti monitorati sono tutti nel nord Italia (e pertanto con condizioni meteo non prettamente favorevoli per la produzione fotovoltaica) e precisamente nelle regioni Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte (se il tuo impianto lo vuoi realizzare in centro o sud Italia pensa quanto meglio può rendere ancora).

3)Il sistema d’accumulo monitorato è per tutti uguale. Si tratta del Tesla Powerwall 2. La scelta è ricaduta su questo tipo di accumulo per A) creare uniformità e quindi avere un campione statistico utilizzabile. (confrontare impianti fotovoltaici di capacità diverse con sistemi d’accumulo con capacità diverse su case con consumi totalmente diversi non avrebbe dato dei risultati aggregabili utili ad un ragionamento statistico) B)è l’accumulo che oggi viene maggiormente installato dai miei clienti

4)Come accennato nel punto 3 gli impianti fotovoltaici ai quali è stato installato il sistema d’accumulo sono di diverse potenze. Ho scelto di mettere gli impianti in ordine di potenza crescente (dal più piccolo al più grande) per aiutare chi sta facendo le sue valutazioni sull’acquisto di un fotovoltaico con sistema d’accumulo. Questi dati infatti possono essere una linea guida per capire in base ai consumi della tua abitazione quale sia la potenza necessaria da installare e quali siano i risultati realizzabili. Ovviamente vuole essere solo un’indicazione in quanto, anche se il campione col tempo avrà sempre dati più completi, è sempre buona cosa fare una valutazione specifica per ogni casa in modo da essere sicuri di fare l’acquisto corretto.

5)I dati raccolti dimostrano che un impianto fotovoltaico domestico, anche se di piccole dimensioni è in grado di produrre mediamente molta più energia rispetto a quella necessaria per l’autoconsumo dell’abitazione durante il giorno (vi sono poi dei casi specifici (es impianti numero 5 – 12 – 17 – 21 – 23) , dove l’impianto risulta sottodimensionato rispetto ai consumi dell’immobile (e pertanto in alcuni mesi dell’anno l’accumulo non può essere sfruttato al meglio perché non vi è abbastanza energia da immettervi). In questi casi le motivazioni sono diverse. A)poco spazio sul tetto B)cambiamento dei consumi (aumento) rispetto all’analisi iniziale (es inserimento di sistemi elettrici – pompe di calore per riscaldamento e raffrescamento al posto di tradizionali sistemi a gas). C)impianto fatto in conto energia (pertanto più per utilità finanziaria che per autoconsumo). D)tetto con esposizione non ottimale. Nelle nuove realizzazioni (di fotovoltaico ed accumulo) è importante bilanciare bene i vari impianti (fotovoltaico – accumulo – riscaldamento – raffrescamento – mobilità elettrica) per ottenere il miglior risultato di autosufficienza possibile con il minimo dispendio di risorse economiche.

6)Per quanto si evince dal punto 5 quindi è importante che il sistema di accumulo sia un “polmone” sufficientemente ampio per garantire l’ottimale utilizzo dell’energia elettrica prodotta (in un prossimo articolo tratterò l’argomento nello specifico). L’errore che spesso viene compiuto (in buona fede dal cliente ed in minor buona fede – o “in ignoranza” – da chi propone l’accumulo) è quello di equiparare i kWp dell’impianto fotovoltaico con i Kwh della capacità d’accumulo. Per capire quale sia il corretto dimensionamento del sistema d’accumulo si deve partire A)dai consumi in kWh (per dimensionare l’impianto fotovoltaico e per valutarne il posizionamento migliore) B)dalla grandezza dell’impianto fotovoltaico (nei casi in cui si voglia associare un accumulo ad un impianto fotovoltaico già esistente ed ovviamente in relazione al punto A) C)Tenendo ben presente le necessità e gli obbiettivi che si vogliono raggiungere (es aumento del consumo elettrico per diminuire il consumo di gas – per la produzione di acqua calda sanitaria o di riscaldamento e raffreddamento ad esempio).

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A presto!

TESLA POWERWALL2: I RENDIMENTI DI SETTEMBRE 2018

97,89% di autosufficienza energetica. Questa è la media realizzata da 19 impianti con accumulo installati in zone diverse del nord Italia (Veneto-Lombardia- Emilia Romagna- Piemonte)

Questo mese gli impianti monitorati sono 19 (tutti miei clienti ovviamente). Come da previsione (agosto 2018), i rendimenti degli impianti sono ancora molto alti, anche in caso di “accoppiamento” del sistema di accumulo con un impianto fotovoltaico di modeste dimensioni. Da un lato le più miti temperature settembrine hanno permesso di utilizzare meno gli impianti di climatizzazione e pertanto di diminuire i consumi. Dall’altro, il sole settembrino è ancora piuttosto alto nel cielo e ci permette di produrre energia elettrica in abbondanza.

Se vuoi fare un confronto tra i rendimenti del mese di settembre ed i mesi precedenti,  puoi leggere i dati del mese di maggiogiugno, luglio ed agosto (2018)

Dell’analisi di settembre vi segnalo alcune cose.

1)Ho corretto per difetto il risultato dell’impianto n. 14 che dava come risultato (vedi foto) 100%. E’ un arrotondamento che viene fatto dal sistema di monitoraggio sopra il 99,5. Pertanto essendoci stato un minimo consumo (1,8 kWh) ho preferito mettere 99%.

2)Tutti gli impianti fotovoltaici anche per il mese di settembre hanno prodotto molto più dell’utilizzato e pertanto sono riusciti a riempire in modo continuativo il powerwall2 di Tesla.

3)E’ sempre buona norma (soprattutto per i prossimi mesi dove gli impianti produrranno ogni giorno meno kWh) auto/consumare il più possibile di giorno e diminuire i consumi serali (ovviamente è un’indicazione per un utilizzo sempre migliore). Questo permette di avere un’autonomia elevata anche nei giorni di maltempo laddove l’impianto ha una produzione limitata. Nei casi in cui questo non è possibile il sistema di accumulo ha provveduto sopperendo al mancato consumo diurno e coprendo grosse fette di consumo serale (es soprattutto impianti n. 2-14-18).  Con un sistema di accumulo di capacità più limitata sicuramente questo sarebbe stato molto difficile.

4)Gli unici impianti che hanno acquistato più energia della media (5-17) sono impianti sottodimensionati rispetto al consumo del nucleo famigliare. In entrambi i casi si tratta di impianti incentivati (con 8/10 anni di vita) che hanno ricoperto tutta la superficie di tetto utile disponibile.

Quindi, in conclusione, il sistema di accumulo Powerwall2 di Tesla anche per il mese di settembre 2018 rileva sui 19 impianti monitorati una media di autosufficienza energetica del 97,89%.
Questi dati sono impressionanti !

E’ plausibile attendersi che queste percentuali andranno calando nei prossimi mesi per via della minor produzione degli impianti (meno ore di luce, più giornate incerte, nebbie, smog cittadino). Intanto continuerò a tenere monitorata la situazione ed a produrre mensilmente quest’analisi.

Se vuoi un preventivo per un sistema di accumulo (con o senza impianto fotovoltaico) mi puoi scrivere o chiamare a questi contatti. Se invece vuoi essere sicuro di non perderti tutti le novità del settore e le analisi mensili iscriviti in alto a destra nell’apposita stringa. Basta mettere nome e mail (riceverai conferma via mail).

Sei curioso di sapere quali e quante consulenze faccio? Nessun segreto, qui puoi vedere le fotografie degli impianti realizzati da gennaio 2017 ad oggi.

E per caso vuoi sapere se i miei clienti sono soddisfatti del lavoro fatto e dei risultati di risparmio concreti che si possono ottenere, ti invito a guardare le video testimonianze dei miei clienti che hanno deciso di metterci la faccia ed il nome e cognome. 

Buona produzione di energia pulita (e gratuita) a tutti !

OLTRE IL 90% DI INDIPENDENZA ENERGETICA

QUANTI KWH HAI PRELEVATO QUESTO MESE DALLA RETE? CINQUE, DIECI, QUINDICI?! Questi sono i kWh che potresti aver consumato nel mese di maggio 2018 se tu avessi optato per l’installazione di un impianto fotovoltaico con un sistema di accumulo.

4 esempi di risultati ottenuti con impianti fotovoltaici + sistema di accumulo nel mese di maggio 2018

In questi giorni sono molti i clienti che telefonicamente mi hanno espresso gioia e soddisfazione per i risultati di indipendenza energetica che stanno ottenendo dai loro impianti. Allora sono andato a spulciarmi qualche risultato. Purtroppo (non so perché), credo per via dell’ultimo aggiornamento dell’applicazione da parte di Tesla, in questi giorni non riesco a vedere i risultati di tutto l’anno.   Poco male, in questo precedente articolo ho postato le immagini dell’app di Roberto, cliente di Grantorto (Pd) che anche nei mesi invernali ha ottenuto l’80% di autosufficienza energetica dall’Enel.

Quindi oggi voglio dare spazio alla gioia di chi sta ottenendo dei risultati di autosufficienza che fino a l’altro ieri parevano impensabili. 

Sarà mia cura continuare a monitorare i consumi ed i risultati ottenuti dai miei clienti anche con l’aumento dei consumi dovuti alla climatizzazione estiva, ai sistemi di irrigazione, alle pompe della piscina etc…

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I PANNELLI FOTOVOLTAICI E LA NEVE

neve pannelliIn questi giorni di freddo polare dove il tanto temuto “Burian” ha raggiunto l’Italia è sceso anche qualche fiocco di neve sul nord. In altre zone dello Stivale in realtà di neve ne ha fatta anche troppa.

Ma cosa succede quando la neve si posa sui pannelli fotovoltaici sul tetto? La prima cosa che si può riscontrare è ovviamente una minore produzione dell’impianto. Infatti, a seconda di quanta neve scende, il pannello diminuisce drasticamente le proprie capacità di recepire luminosità.

In questi casi, quando solo una parte dell’impianto è coperta dalla neve possono essere d’aiuto gli ottimizzatori di potenza. Infatti, capita spesso di vedere alcune parti del tetto più sgombre di altre dalla neve. I motivi possono essere molteplici. Per esempio può essere che su alcune zone del tetto il sole batta in maniera più forte. Potrebbe anche esserci  un camino vicino e che pertanto una parte del tetto sia più calda rispetto ad un’altra.

E dopo che la neve si è posata? Cosa succede? Il pannello si rovina? Si deve fare qualcosa? No, non serve fare nulla. La neve dopo poche ore/giorni, a seconda della temperatura ovviamente se ne andrà da sola ed anzi, contribuirà a dare una “lavata” ai pannelli.

Gli unici problemi che ci possono essere sono nelle case di montagna, laddove i tetti sono molto pendenti, ma non perché i pannelli si possono rovinare, ma bensì perché i naso di neve caduta in abbondanza possono causare la caduta sulla strada e quindi su cose/persone di grosse quantità di neve. Questo succede perché non appena il primo strato di neve a contatto con il pannello (liscio) si scioglie, innesca un effetto (valanga) e libera il pannello del carico di neve. Ma in tetti di questo tipo vengono installati appositi fermi che non permettano lo slittamento improvviso di grosse masse di neve a terra.

Quindi, abbiate solo pazienza, la neve presto si scioglierà (entro pochi giorni) e l’impianto rientrerà nuovamente a pieno regime. 

Legge bilancio 2018: conferme e novità su ristrutturazioni e risparmio energetico

legge stabilità 2018 gazzetta ufficialeLa legge di bilancio 2018 è stata partorita. Già perché ogni anno pare proprio sia un parto arrivare a fine anno senza delle informazioni precise. Ed anche quest’anno, il tutto è stato pubblicato in extremis. Nello specifico sul supplemento ordinario n. 62 alla Gazzetta ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2017 , dove troviamo la legge 27 dicembre 2017, n. 205 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020”. Vediamo quali sono le novità che interessano la tua abitazione/azienda ed il risparmio energetico.

  • Cessione della detrazione (Comma 3). Con la modifica del comma 2-ter all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, viene estesa la possibilità di cessione del credito corrispondente alla detrazione anche alle ipotesi di interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle singole unità immobiliari. A differenza di quanto previsto precedentemente dove la cessione era fruibile solo per gruppi di unità immobiliare per interventi congiunti (condomini), ora è prevista anche per ogni singola unità immobiliare.
  • detrazione 65%Detrazione risparmio energetico (Comma 3) – Con la modifica del comma 1 all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90 è prorogata fino al 31 dicembre 2018 la detrazione del 65% . Nel medesimo comma si precisa però che, la detrazione è ridotta al 50% per le spese relative all’acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto (la detrazione non spetta se si installano caldaie con efficienza inferiore alla classe A) mentre resta al 65% per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza almeno pari alla classe A e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti, appartenenti alle classi V, VI oppure VIII, o con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, o per le spese sostenute per l’acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.
  • Detrazione rischio sismico e risparmio energetico per le parti condominiali  (Comma 3) – Con l’inserimento del comma 4-quater.1 all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, per le spese relative agli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3, finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica, spetta una detrazione maggiorata dell’80%, se gli interventi determinano il passaggio a una classe di rischio inferiore, o dell’85% se gli interventi determinano il passaggio a due classi di rischio inferiori.
  • fondo garanziaFondo garanzie (Comma 3) – Con l’inserimento del comma 3-quater all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, nell’ambito del Fondo nazionale per l’efficienza energetica è istituita una sezione dedicata al rilascio di garanzie su operazioni di finanziamento di interventi di riqualificazione energetica, con una dotazione di 50 milioni di euro.
  • Super e iper ammortamento (Commi 29-32) – Sono prorogate per l’anno 2018 le misure di superammortamento e di iperammortamento, che consentono alle imprese ed ai professionisti di maggiorare le quote di ammortamento dei beni strumentali, a fronte di nuovi investimenti effettuati. Pertanto non solo la tua abitazione ma anche la tua impresa può essere più efficiente e farti risparmiare soldi sia per il raffrescamento/riscaldamento, sia per quanto concerne il pagamento delle tasse. (E stiamo parlando del 140% !!!)

Se vuoi una consulenza per un preventivo d’intervento sulla tua abitazione/azienda e se vuoi usufruire delle agevolazioni della legge di bilancio 2018 ti basta utilizzare le modalità di contatto. 

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Boom degli storage: mercato in crescita esponenziale

aumento esponenziale accumulo fotovoltaico
Previsioni delle installazioni a livello mondiale dei sistemi di accumulo per fotovoltaico al 2030 (fonte bloomberg)

Si sa che le proiezioni spesso lasciano il tempo che trovano in quanto molteplici sono le variabili che possono modificare nel tempo un andamento come quello del grafico a fianco. Soprattuto laddove si parla di un mercato “nuovo” e senza uno storico che vada oltre i 3/4 anni, come è quello dello storage per fotovoltaico. D’altronde Tesla con i suoi powerwall ha sparpigliato le carte, creando non poco subbuglio sul mercato. Le previsioni sono di un grande boom del mercato degli storage quindi. Dall’analisi si evince che la parte del leone la faranno gli Stati Uniti. Ma questo è normale. E lo è per due motivi. In primis la diffusione della tecnologia fotovoltaica è proporzionalmente decisamente inferiore a quella italiana. In secundis perché alcune dei più grandi brand stanno investendo fortemente in questo mercato. Ricco ed in ascesa. E l’Italia? Come si comporterà? Quale sarà la richiesta? La mia previsione, e lo dico sempre ai miei clienti è che se oggi c’è ancora un po’ di titubanza (soprattutto per il costo del prodotto), un domani tutte le famiglie godranno di un sistema d’accumulo. L’ho detto spesso che la direzione è l’elettrico. Non può non essere altrimenti. E lo sarà anche nel mercato automobilistico, (con i suoi tempi e passando almeno per qualche anno ancora per l’ibrido). Sempre secondo lo studio pubblicato da bloomberg, “il mercato globale dei sistemi di storage raggiungerà i 125 GW di installato entro il 2030, crescendo di sei volte rispetto alla fine del 2016. Nello stesso periodo la capacità di stoccaggio passerà da 5 GWh di fine 2016 a 305 GWh”. La stima è contenuta nell’ultima analisi di Bloomberg New Energy Finance.

casa classe A
E’ possibile migliorare la propria abitazione lavorando su tutti gli impianti di casa.

Ovviamente, per “saziare” questa fame di accumulo energetico , si prevede che tra 2018 a 2030 il settore dello storage attirerà oltre 100 miliardi di dollari di investimenti.  Ci saranno nuovi attori che si affacceranno al mercato dello storage? Ci saranno nuove tecnologie che aumenteranno ulteriormente la capacità del sistema d’accumulo? Per il momento godiamoci gli attuali attori che hanno fatto passi da gigante in pochissimi anni. Perché, ve lo dico per esperienza. 5 anni fa nessuno avrebbe pensato che si sarebbe potuto far funzionare un forno a casa tramite un accumulo domestico dal prezzo accessibile. E tu hai il tuo impianto fotovoltaico sul tetto di casa? No? Perché? Sai cosa serve per avere un impianto fotovoltaico? E non mi dire che il problema è che non hai i soldi. Leggi anche qui. Tii spiego perché basta sapere come allocare le risorse per avere da subito un risparmio tangibile.

Io metto a disposizione la mia competenza per migliorare casa tua. Se vuoi veramente migliorare la situazione energetica della tua abitazione ottenendo un risparmio concreto e duraturo nel tempo mi puoi contattare qui.

Bando Accumulo Lombardia: RISULTATO 100% !!!

Tutte le domande presentate con il supporto di risparmiobollette.it per il Bando Accumulo 2017 della Regione Lombardia sono state accettate e tutte con il massimo importo possibile !!!

Quindi 100% di risultato raggiunto !!!

vincitori bando accumulo lombardiaPoche righe in questo post semplicemente per complimentarmi con i miei lettori/clienti che hanno caricato correttamente e nei tempi tutta la documentazione necessaria. Un grande ringraziamento anche al mio Staff per la precisione e la dedizione dimostrata. La combinazione di questa sinergia ha portato al raggiungimento di questo importante risultato.

Ne approfitto per rispondere a chi quotidianamente mi scrive per chiedermi se vi siano altri bandi in altre regioni per usufruire di ulteriori incentivi (oltre alla detrazione fiscale) per l’installazione di sistemi di accumulo. Al momento non ci sono altri bandi o non ci sono notizie ufficiali di altri bandi in arrivo. Ovviamente, qualora vi fossero sarete tempestivamente informati. Pertanto iscrivetevi alla newsletter gratuita (spazio dedicato a destra della homepage) e passate sul blog a leggere tutte le novità sul risparmio energetico.

Per tutti gli aggiudicatari, che hanno presentato la richiesta alla Regione Lombardia tramite il supporto di www.risparmiobollette.it , sarete contattati (stessi riferimenti utilizzati per la parte relativa a preventivo e fattura), per la definizione di tutta la parte burocratica (enel, gse, sopralluogo tecnico) preliminare all’installazione.

Vi invito ad inviare celermente tutta la documentazione richiesta facendo attenzione a tutte le specifiche indicazioni sia per la compilazione dei documenti che per il pagamento delle fatture che ricordo devono essere bonifici per detrazione fiscale.

Per quanto concerne le tempistiche, le stesse varieranno a seconda del prodotto scelto. Sonnen Batterie ed Lg saranno installate entro gennaio, mentre per il powerwall2 di Tesla bisognerà attendere un po’ di più (indicativamente metà marzo).

Complimenti a tutti, e godetevi il risparmio in bolletta ed il contributo regionale sull’acquisto !!!

NB: Qui potete trovare la graduatoria del bando 2017 con aggiudicatari, lista d’attesa e domande respinte (da pag. 78  pag. 115)

 

Batterie Tesla: automotive e Powerwall2

nevada tesla fabbricaAd inizio 2017 la Gigafactory di Tesla nel Nevada ha cominciato a produrre grandi quantità di celle per le batterie a ioni di litio, al fine di rifornire i suoi prodotti esistenti (la Model S, la Model X ed il powerwall1) ed i nuovi prodotti come la Model 3 ed ovviamente l’accumulo Powerwall 2. Si è trattato di un passo importante per l’azienda statunitense poiché la produzione in grandi quantità di batterie realizzate in collaborazione con Panasonic avrebbe dovuto permettere di eliminare quello che è stato (ed in parte ancora è),  il collo di bottiglia che ha impedito il potenziamento della produzione. Il primo obiettivo è riuscire a produrre 23.000 Model entro fine anno (fine 2017). Questo obiettivo come hai potuto già leggere qui, ha portato Tesla a dover fare una scelta e dare delle priorità. Quindi prima la mobilità elettrica e poi l’accumulo.

Facciamo un passo indietro. La Gigafactory ha ufficialmente aperto i battenti nel 2016 e fino a novembre si è occupata principalmente della prima variante della batteria domestica Powerwall. Ad inizio anno  la collaborazione tra Tesla e Panasonic è stata ampliata, con il colosso nipponico che ha investito 30 miliardi di yen (circa 245 milioni di euro) nel settore batterie per automotive ed energie rinnovabili (fotovoltaico su tutte). Questa partnership così stretta deriva dal fatto che le attività in questione sono parte integrante dei progetti di Elon Musk che vuole trasformare Tesla in una società energetica totalmente green. Nella Gigafactory Panasonic ha investito 1.6 miliardi di dollari. L’obiettivo è produrre  35 GWh/anno di celle creando un’economia di scala in grado di  permettere un abbattimento dei costi del 30%.

batterie panasonic per TeslaLa notizia di questi giorni è che Il CEO di Panasonic Kazuhiro Tsuga conferma il fatto che al momento ci sono dei ritardi di produzione per quanto concerne le batterie ma che è in fase di lancio il nuovo sistema automatizzato delle celle per la model 3.

Non è dato sapere se il nuovo modello di  celle (e quindi di batterie) saranno solo per la Model 3 o se il nuovo sistema automatizzato servirà anche a produrre i componenti fondamentali del Powerwall2 (ipotizzabile). A rigor di logica però, in ogni caso questa automazione permetterà di ridurre fino (si spera a breve) ad eliminare, il collo di bottiglia produttivo.

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Powerwall 2 di Tesla: troppi gli ordini

tesla powerwall 2Il Powerwall 2 di Tesla è il sogno di molti, ormai lo si è capito. E’ evidente a tutti che  il marchio Tesla abbia un grosso appeal. Inoltre, il prezzo molto competitivo rispetto alla concorrenza (a parità di kWh di capacità d’accumulo), è stata la ciliegina sulla torta. Bene. Chi si è mosso per primo ed ha avuto il coraggio di scegliere subito il prodotto Tesla ora lo ha in casa allacciato al proprio impianto fotovoltaico (o lo avrà a breve). Chi invece ha tergiversato un po’ o ha deciso di recente di accedere a questo sistema dovrà attendere il suo powerwall2 a lungo. Veramente molte sono state le richieste per questo sistema di accumulo dalla enorme capacità (13,2 kWh). Così tante che ora per averlo si deve attendere la coda di consegna. Il rallentamento nelle consegne inoltre è dovuto al fatto che Tesla ha avviato a pieno regime la produzione della Model 3. Per la sua nuova creatura automotive sono infatti previste 23.000 model 3 da produrre entro fine anno. E di batterie al litio in 23.000 auto ce ne vanno proprio tante. Pertanto in Tesla hanno dovuto decidere con che priorità procedere. Poiché il core business dell’azienda è la mobilità elettrica piuttosto che il mero accumulo fotovoltaico (almeno al momento), chi non ha ancora ordinato il Powerwall 2 dovrà attendere un pochino. Sì, ok, ma quanto? Se ordino oggi quando potrò avere il mio powerwall2? La stima delle consegne ordinandolo oggi è marzo/aprile 2018.

Poco male se penso che è un sistema che posso sfruttare al massimo della potenza in primavera estate ed autunno. Ma si sa, attendere qualcosa che si desidera è sempre faticoso. Ma tant’è.

batterie fotovoltaicoE se non volessi aspettare, quali sono le alternative? Di marchi di accumuli ce ne sono molti. A partire da Sonnenbatterie, passando per Lg, Varta, Samsung, Growatt, Qcell, ed altri marchi meno conosciuti.  Il problema è sempre capire cosa ti serve, come e perché. In base a quello è possibile fare una stima del sistema di accumulo che serve per la tua abitazione. In base ai consumi poi si valuta costi/benefici, tempi di rientro dell’investimento anche in base alle garanzie dei prodotti ed alla tecnologia utilizzata (durata nel tempo). Non è un calcolo semplicissimo, ed è per questo che consiglio sempre di chiedere l’aiuto di un consulente in materia. Possibilmente che non sia un consulente mono marchio, ma che ti possa offrire una diversità di proposte tra le quali trovare quella che calza a pennello.

Cerco di spiegarti meglio cosa intendo. Se hai un impianto fotovoltaico devi prima valutare quanta energia produce l’impianto, quanta di questa ne autoconsumi direttamente e quanta ne immetti in rete. A seconda del tipo di contratto (incentivo) che hai sottoscritto poi, è interessante capire quale sia la reale convenienza per te. Queste sono solo alcune delle valutazioni da fare prima di decidere quale accumulo accoppiare al proprio impianto fotovoltaico. Se non hai un impianto e quindi fai contestualmente impianto ed accumulo è ancora più importante l’apporto di un “esperto indipendente” perché non hai uno storico dei consumi e quello che serve a te è un sistema performante che ti permetta di risparmiare subito sull’acquisto e nell’arco del tempo. Quindi acquistare il prodotto giusto subito e bene significa rientrare più velocemente dell’investimento.

Questo è il mio lavoro. E sono qui per permetterti di renderti sempre un po’ di più energeticamente autosufficiente.  Leggi questo articolo guarda a che livelli di risparmio ed autosufficienza energetica si possono raggiungere! 

Bando accumulo Regione Lombardia: 2522 domande

Sono arrivati i primi risultati numerici relativi al Bando Accumulo fotovoltaico della Regione Lombardia. Ebbene, sono ben 2522 le domande presentate in una settimana. Vedremo ora, in base ai fondi stanziati (4 milioni di euro) ed al tipo di richieste effettuate quanti utenti potranno essere accontentati. Per chi si fosse perso gli articoli relativi al bando è possibile leggere qui ed anche qui .

Piacevolmente soddisfatta Claudia Maria Terzi, assessore regionale all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, della Lombardia, visto anche il raddoppio dello stanziamento rispetto al medesimo bando presentato l’anno scorso. Precisa infatti l’Assessore lombardo:  «Con il bando dello scorso anno siamo riusciti a finanziare circa 500 nuovi sistemi di accumulo. Un risultato straordinario che ha fatto esaurire, in breve tempo, la dotazione finanziaria di 2 milioni di euro che avevamo destinato. Quest’anno, in virtù delle esigenze del territorio e delle numerose richieste, con un grandissimo sforzo siamo riusciti a raddoppiare il contributo per il bando». Il contributo concesso ai cittadini lombardi è a fondo perduto, fino al 50% delle spese dell’intervento e fino ad un massimo di 3.000 euro per ciascuno.

ecologia e risparmioAi finanziamenti erano ammesse le spese relative ad acquisto e installazione di sistemi di accumulo di energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici, purché effettuate successivamente alla data del 3 febbraio 2016. Trattandosi di un bando “a sportello”, dopo la chiusura è stata avviata l’istruttoria per arrivare all’assegnazione dei fondi in ordine cronologico, fino a esaurimento delle risorse, al termine della quale si conoscerà quante delle 2.522 richieste verranno accolte e quindi il numero esatto di cittadini che potranno beneficiare degli incentivi.

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