BATTERIE D’ACCUMULO SU IMPIANTI INCENTIVATI: DETRAZIONE SI’, DETRAZIONE NO, DETRAZIONE SI’!

Normativamente parlando siamo un Paese schizofrenico. E’ l’unica spiegazione che posso dare a quello che è successo, sta succedendo e succederà in tema detrazione sui sistemi d’accumulo in retrofit (cioè aggiunti dopo), su impianti incentivati (in conto energia).

E’ dal 2017 che se ne parla. Nel 2018 una circolare dell’Agenzia delle Entrate sembrava chiarire la questione confermando (con la circolare 7/E del 27 aprile 2018), la possibilità di detrarre il costo di un sistema d’accumulo aggiunto ad un impianto fotovoltaico in conto energia. In merito in questi anni ho scritto diversi articoli per rincorrere questa schizofrenia normativa. Nello specifico: maggio 2017, maggio 2018, settembre 2018

Ora nel 2019 un’ulteriore circolare (13/E del 31 maggio) dell’Agenzia delle Entrate dice l’esatto contrario. Ma come è possibile mi chiedo? Come può un utente districarsi in questo marasma normativo antinomico?

Adesso, dopo una valanga di pressioni (clienti, rivenditori, installatori, produttori), richieste, incontri, (politici e tecnici) pare che si riesca a rimettere ordine ed a tornare a quanto detto nel 2018. Che è logico, ovvio, ma non definito!

Prima del “rimpasto di governo” era stato trovato un accordo tra Ministero ed Entrate, per confermare lo sgravio fiscale le batterie abbinate a fotovoltaico incentivato. Questo avrebbe messo fine ad un’incertezza che non fa bene al mercato (crea incertezza e fa perdere un sacco di tempo sia ai consulenti che agli utenti).

L’intervento risolutivo però non è mai arrivato e ora a risolvere la questione potrebbe essere un intervento con un emendamento alla legge di Bilancio promosso dal senatore padovano Gianni Girotto.

La legge introdurrà un’interpretazione autentica con effetto retroattivo (perché altrimenti come farebbe chi ha installato ed iniziato a detrarre già negli anni scorsi?) che appunto permetterà allo storage di accedere alla detrazione anche quando l’impianto cui si abbina già riceve tariffe incentivanti quali quelle dei vari conti energia.

Non possiamo rincorrere notizie, voci interpretazioni. Le persone chiedono certezze. E le certezze sono anche indispensabili per poter avere un piano di ammortamento, di rientro dell’investimento sicuro e sostenibile.

Speranzosi, attendiamo news in merito. Semplificare gente, semplificare … please !!!

Come sempre pubblicherò ogni news in merito. Se ti interessa restare aggiornato puoi iscriverti gratuitamente alla newsletter. Spazio in alto a destra della pagina!

BANDO ACCUMULO VENETO: PROROGA DEI TEMPI DI RENDICONTAZIONE

La Regione Veneto ha fatto il suo dovere prorogando (D.G.R.V. n.1688 del 19/11/2019) i termini di scadenza per la rendicontazione del cosiddetto “bando accumulo 2019” (DGRV 840/2019).

Inoltre, con il medesimo decreto, la Giunta Regionale ha approvato, su proposta dell’Assessore allo Sviluppo Economico Roberto Marcato, lo scorrimento dell’elenco delle domande presentate a valere sul bando ex DGRV 840/2019 e il finanziamento di quelle ammesse a seguito di positiva istruttoria.

In particolare:

– Per le domande già ammesse a contributo (DDR 179/2019  e DDR 183/2019) il termine ultimo per la presentazione della rendicontazione in piattaforma SIU è il 26/6/2020 ore 16:00, fermo restando che in ogni caso la relativa spesa dovrà essere sostenuta e pagata entro il 13/12/2019 e gli interventi dovranno essere realizzati dal 1/1/2019 al 13/12/2019.
– Per per le domande invece oggetto di scorrimento e che saranno ammesse a finanziamento a seguito di positiva istruttoria (che ancora non si sa quando verrà pubblicata),  il termine ultimo per realizzare gli interventi, sostenere e pagare le spese relative e rendicontare è il 26/6/2020. In particolare il termine ultimo per la presentazione della rendicontazione in piattaforma SIU è il 26 giugno 2020 ore 16:00.

E’ stata accolta pertanto la richiesta di proroga (ha vinto il buonsenso) presentata per tutelare i miei clienti qualora Enel non avesse completato in tempo l’iter relativo all’allaccio dei sistemi d’accumulo.

Adesso per tutti coloro che sono nell’elenco di cui all’allegato C, non ci resta che aspettare l’esito dell’istruttoria che confermi la graduatoria per poi procedere anche con tutto l’iter installativo (guarda qui quante ne stiamo installando!!!), burocratico e di allaccio.

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I RENDIMENTI DEL FOTOVOLTAICO CON ACCUMULO: AD OTTOBRE 82,18%

Ed ecco puntuali le statistiche di ottobre 2019. Questo mese segna un 82,18% di autosufficienza energetica su un monitoraggio di 44 impianti tutti in nord Italia. Siamo in media rispetto ad ottobre 2018 dove registravamo un 85,14% ma con un campione statistico di 22 impianti contro i 44 attuali. (a questo link l’articolo dell’anno scorso).

Abbiamo rilevato che la media di autosufficienza è del 82,18%. E’ interessante analizzare che c’è molta differenza tra autosufficienza con il solo fotovoltaico (34,79%) ed autosufficienza raggiunta grazie all’accumulo (48,68%).

A questi link i monitoraggi dei mesi scorsi maggiogiugnoluglio  agosto, settembre  , ottobre , novembre, e dicembre (2018),  gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre (2019)

Ad incidere al ribasso sulla percentuale alcuni immobili molto energivori che nonostante il fotovoltaico continuano a “pescare” energia dalla rete. Ribadisco fortemente l’esigenza di dimensionare in modo corretto l’impianto fotovoltaico per evitare di non avere un’adeguata produzione energetica durante l’anno. Un impianto dimensionato correttamente permette infatti di avere un surplus energetico estivo (da sfruttare anche con lo scambio sul posto dopo aver riempito l’accumulo) ed al contempo un’adeguata copertura per i mesi invernali.

Gli impianti che ottengono i risultati maggiori sono quelli che sono stati dimensionati tenendo conto dei consumi dell’immobile e del desiderio (Attuale o futuro) di immagazzinare energia attraverso un sistema d’accumulo adeguato.

Calcolando che tutti gli accumuli sono installati al nord, in pianura padana, l’82,18% di autufficienza nel mese di ottobre è sicuramente un ottimo risultato.

Nei prossimi mesi conto di poter aumentare ancora il campione statistico sul quale fare il monitoraggio, visto le decine di batterie vendute.

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A presto! Lorenzo Valer

NUOVI FONDI PER IL BANDO ACCUMULO VENETO: ECCO CHI LI RICEVERA’

Ed ecco la conferma ufficiale direttamente dal sito della Regione Veneto. “Con la Legge Regionale n. 42 del 18 ottobre 2019 è stata approvata la Seconda variazione generale al bilancio di previsione 2019-2021 della Regione del Veneto che stanzia ulteriori risorse a valere sul bando ex DGRV 840/2019, pertanto le istanze già pervenute e non istruite per esaurimento fondi (riportate all’Allegato C del decreto 179/2019) saranno esaminate dagli scriventi uffici ai fini della loro ammissibilità secondo l’ordine cronologico della presentazione delle stesse”.

Attenzione, parla di istanze già pervenute. Quindi chi in questi giorni/settimane scrive messaggi pubblicitari dove dice che è riaperto il Bando Accumulo della Regione Veneto e che invita a fare nuovi contratti sta palesemente travisando la realtà delle cose o meglio non sta facendo corretta informazione ma solo pubblicità ingannevole.

Infatti come scritto ufficialmente dalla Regione Veneto, saranno finanziati (con l’importo stanziato) solo coloro che hanno già presentato la domanda entro il 31 luglio e che sono entrati in graduatoria (allegato C). Poi, se dovessero avanzare fondi, potrebbero essere valutate ulteriori candidature. Ma queste ovviamente saranno da presentare previo apposito nuovo bando che per il momento non è in programma a breve (di sicuro se ne riparlerà non prima della primavera 2020).

Questa era la previsione che avevo già fatto il giorno 22 luglio, poco prima che venisse chiusa la possibilità di richiedere l’incentivo regionale che aveva avuto parziale conferma con il comunicato stampa n. 1537 del 24 settembre 2019 della Regione Veneto. Il tutto era poi stato ribadito sempre in questo articolo del 27 settembre dove dicevo: “Quindi, se sei in graduatoria, non finanziato in prima istanza, è molto probabile che tu riceva l’anno prossimo la possibilità di avere l’incentivo per il tuo sistema d’accumulo! Davvero un’ottima notizia. E qui, i miei clienti (avvisati del fatto che non sarebbero entrati in prima istanza per il 2019) ma invitati ad inserire la richiesta anche numerosi giorni dopo l’apertura del bando, hanno la conferma che ci avevo visto giusto!

Quindi, buone notizie, anzi direi ottime, per tutti i miei clienti che hanno deciso di presentare ugualmente la richiesta di finanziamento nonostante li avessi correttamente già avvisati che i fondi in prima istanza erano già stati esauriti nei primi giorni dall’apertura del bando!

RAFFICA DI INSTALLAZIONI DI POWERWALL TESLA

Sono ben 267 le Tesla Powerwall 2 installate negli ultimi due anni e mezzo da Bioenergia e Risparmiobollette.it . La prima era stata quella di Roberto a luglio 2017. (qui puoi leggere l’articolo. Mentre qui puoi ascoltare/vedere l’intervista a Roberto). Negli ultimi 8 mesi addirittura con una media di 22 al mese (agosto compreso). E continueranno a raffica anche per novembre e dicembre 2019 visto che ci sono da installare tutti i sistemi di accumulo del bando regionale veneto.

E’ sicuramente una bella soddisfazione che voglio condividere con tutto il mio Team e con i lettori del Blog.

Tutto questo lavoro mi permetterà anche di poter integrare ulteriormente i report mensili per avere un campione statistico sempre maggiore (grazie ancora ai clienti che hanno dato il consenso alla privacy per il monitoraggio).

Quindi, se vuoi anche tu la tua Powerwall contattami qui (sia che tu abbia già un fotovoltaico, sia che ti serva una consulenza per fotovoltaico ed accumulo)

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93,23% DI RISPARMIO ENERGETICO A SETTEMBRE 2019

Settembre 2019: 93,23% la media di risparmio energetico dei 43 impianti mensilmente monitorati e dotati di accumulo Tesla Powerwall2.

  1. Continua ad aumentare il campione statistico (ne approfitto per ringraziare tutti i miei clienti che condividono i dati dei loro impianti).
  2. Si conferma lo straordinario risultato che si può ottenere grazie alla grande capienza di questo sistema d’accumulo da 13,5 kWh.
  3. Abbiamo ancora un ottimo risultato nonostante siano diminuite le ore di luce disponibili.
  4. E’ il momento ideale per sfruttare i sistemi di condizionamento in pompa di calore per riscaldare gli immobili nelle giornate fresche (ma non ancora così rigide), sfruttando al massimo la potenza dell’impianto fotovoltaico.
  5. Quasi tutti i clienti (coloro cioè che hanno consumi in media), hanno un residuo di carica al mattino sempre superiore al 30% che permette di sopperire alle giornate autunnali meno produttive.

Ti allego l’immagine con i dati di settembre. Buona visione/lettura!

Se vuoi leggere le analisi dei mesi scorsi ti basta cliccare sul mese di tuo interesse.  maggiogiugnoluglio  agosto, settembre  , ottobre , novembre, e dicembre (2018),  gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto (2019)

Se anche tu vuoi migliorare casa tua mi puoi contattare. Questi sono i miei recapiti! 

Se vuoi vedere tutti gli ultimi lavori realizzati puoi vedere qui la gallery con date e luoghi degli interventi (aggiornata settimanalmente)

E se vuoi sentire e vedere come si sono trovati i clienti che hanno già utilizzato la mia consulenza, qui puoi vedere i video realizzati ad almeno un anno dall’attivazione degli impianti!

BANDO ACCUMULO REGIONE VENETO: TUTTI IN ATTESA DELLA GRADUATORIA

Proseguono le numerose installazioni dei sistemi d’accumulo anche per il mese di settembre. I risultati ottenuti da due anni di esperienza consulenziale ed installativa hanno permesso di aumentare ulteriormente il numero di batterie abbinate ad impianti fotovoltaici nuovi ed esistenti.

Tutto il Veneto inoltre è in fermento in attesa delle graduatorie della Regione del bando accumulo. In questi giorni è comparso sul sito questo messaggio: “a causa dell’elevato numero di domande pervenute, è in corso l’istruttoria di ammissibilità. A breve verrà pubblicato sul Burv e sulla presente pagina il decreto di approvazione degli esiti istruttori” .

Che le domande fossero tante lo si era capito, i server erano andati in crash il giorno dell’apertura del bando.

Ma come mai le tempistiche per la pubblicazione della graduatoria si sono allungate?

In teoria, avendo inserito ogni utente la modulistica non ci dovrebbero essere grossi lavori da fare (se non quelli di verifica) della corretta documentazione e la lista “di riserva” per l’ordine di inserimento cronologico per le domande in esubero.

E se si stessero cercando altre risorse per aumentare il numero di impianti da poter finanziare? Di sicuro le proteste relative alle “problematiche tecniche” emerse nella compilazione del bando sono state molte. E sicuramente saranno anche state diverse le mail e le raccomandate di protesta inviate in regione. E, viste le passate esperienze per bandi similari questo è preludio di numerosi ricorsi (fondati o meno, legittimi o meno, accolti o meno, ), presentati da chi non è riuscito ad accedere al bando per problemi tecnici.

Questa sarebbe di sicuro la soluzione auspicabile e gradita. Ma fattibile? Resta sintonizzato per tutte le novità in merito (il modo migliore è quello di iscriversi alla newsletter (in alto a destra della pagina). Ogni aggiornamento sarà tempestivamente segnalato.

ACCUMULO PER IL FOTOVOLTAICO: E’ UNA TRUFFA O CONVIENE DAVVERO?

Chi mi conosce di persona o è lettore del mio blog sa che parlo con i dati. E sa che ogni mese (qui trovi l’ultimo pubblicato ad oggi – luglio 2019) sul blog puoi trovare un report dettagliato che evidenzia i risultati reali di autosufficienza che si possono raggiungere con i sistemi d’accumulo abbinati agli impianti fotovoltaici. Faccio questo report mensile per due motivi. In primo luogo perché se un mio cliente ha dei dati anomali rispetto alla media possiamo intervenire prontamente per capire se c’è qualcosa da aggiustare nelle abitudini o nella taratura degli impianti, in secondo luogo perché amo la concretezza.

Mi piacciono i dati scritti, chiari, inconfutabili, analizzabili, confrontabili.

E per capire la necessità (o meno) di installare un sistema d’accumulo, servono dei dati statistici ampi (Qui ad esempio trovi un articolo che approfondisce il tema dell’accumulo). Se infatti il fotovoltaico oggi è una realtà conosciuta da tutti e sulla cui funzionalità e bontà non esistono dubbi, dei sistemi d’accumulo tutti ne parlano ma pochi sanno esattamente come e quanto funzionano. E sapere questo è fondamentale per capire se e cosa sia il caso di installare. Pertanto, inutile affidarsi alle chiacchiere da bar o a chi non conosce nemmeno le caratteristiche del prodotto che propone. Per il Consulente (e quindi di rimando per il cliente), è importante avere ben chiare le caratteristiche di tutti i tipi di sistemi d’accumulo per poi poter proporre in ogni occasione quello migliore. (Perché va sempre fatta una valutazione specifica)

Le domande più frequenti (o le obiezioni) che mi vengono fatte sono. Eh, ma quanto costa? Eh, ma quanto tempo ci metto per ripagarmi l’investimento? Eh, ma quanto durano le batterie? Eh, ma lo smaltimento? Tutte domande lecite. Le cui risposte sono già in prima analisi presenti sul blog ma che poi vanno tradotte nella realtà di ogni singolo. Ed infatti ogni mia consulenza mira ad analizzare con i numeri (e non con le chiacchiere) quelle che sono le reali possibilità di risparmio ed autosufficienza energetica. (Ricordo che ogni intervento proposto prevede una garanzia di risultato).

Ormai lo dico da diversi anni (sul blog da oltre 4…): “Ogni intervento deve essere valutato in modo nuovo, partendo da un’analisi del consumo e da una conoscenza del fruitore e della sua famiglia!” Spesso questo viene saltato (sbagliando malamente) perché ci si lascia tentare da una golosa offerta del momento (golosa per chi? Per Te o per chi te la sta proponendo?).

Quindi va fatta una valutazione, attenta, serena e ponderata che tenga conto dei consumi, dei costi e delle garanzie e quindi dei tempi di rientro dell’investimento. Quello che ti posso garantire è che prima o poi tutti e ripeto tutti installeranno in abbinata al proprio impianto fotovoltaico un sistema d’accumulo. Non ci si scappa. E’ il completamento di un lavoro iniziato.

Quello che devi fare è capire quando farlo e con chi farlo. Perché al di là delle mirabolanti promesse quello che conta per il tuo portafoglio e per il tuo risultato sono i dati reali concreti e garantiti. Ed i numeri non mentono.

Dopo questa doverosa premessa, veniamo al post odierno. Quanto puoi essere energicamente autosufficiente con l’accumulo abbinato al fotovoltaico? (Ho presentato i dati in anteprima nel mese di aprile presso lo Store Tesla di Padova, con un seminario dal titolo “Il sole anche di notte”qui trovi il link all’articolo).

Nel grafico a fianco puoi vedere quali sono i risultati ottenuti dai miei clienti negli scorsi 12 mesi. Si tratta di un dato molto significativo anche perché tra i 40 impianti monitorati, ve ne sono alcuni installati su case totalmente elettriche e che pertanto nei mesi invernali hanno consumi elettrici molto elevati. Ci sono poi casi eccezionali (come questo di Luciano di Schio) dove si è riusciti ad ottenere dei risultati sorprendenti anche in inverno grazie alla particolare esposizione (ed inclinazione) dell’impianto fotovoltaico.

Vediamo ora nello specifico una sorta di “legenda” per capire meglio tutti i dati raccolti.

1)Gli impianti che vedi monitorati qui sopra sono tutti di miei clienti che nel corso degli anni hanno deciso di installare un impianto fotovoltaico con un sistema d’accumulo. Nella maggior parte dei casi l’impianto fotovoltaico ha già diversi anni, (quindi anche in conto energia), e l’accumulo è stato aggiunto solo in un secondo momento (in 22 casi su 40 per la precisione).

2)Gli impianti monitorati sono tutti nel nord Italia (e pertanto con condizioni meteo non prettamente favorevoli per la produzione fotovoltaica) e precisamente nelle regioni Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte (se il tuo impianto lo vuoi realizzare in centro o sud Italia potrai ottenere risultati ancora migliori). 

3)Il sistema d’accumulo monitorato è per tutti uguale. Si tratta del Tesla Powerwall 2. La scelta è ricaduta su questo tipo di accumulo per A) creare uniformità e quindi avere un campione statistico utilizzabile. (confrontare impianti fotovoltaici di capacità diverse con sistemi d’accumulo con capacità diverse su case con consumi totalmente diversi non avrebbe dato dei risultati aggregabili utili ad un ragionamento statistico) B)è l’accumulo che oggi viene maggiormente installato dai miei clienti 

4)Come accennato nel punto 3 gli impianti fotovoltaici ai quali è stato installato il sistema d’accumulo sono di diverse potenze. Nei report mensili (clicca qui per vedere l’ultimo disponibile ad oggi di luglio 2019 con una media di autosufficienza energetica del 93,36%) Ho scelto di mettere gli impianti in ordine di potenza crescente (dal più piccolo al più grande) per aiutare chi sta facendo le sue valutazioni sull’acquisto di un fotovoltaico con sistema d’accumulo. 

5)I dati raccolti dimostrano che un impianto fotovoltaico domestico, anche se di piccole dimensioni è in grado di produrre mediamente molta più energia rispetto a quella necessaria per l’autoconsumo dell’abitazione durante il giorno (vi sono poi dei casi specifici, dove l’impianto risulta sottodimensionato rispetto ai consumi dell’immobile (e pertanto in alcuni mesi dell’anno l’accumulo non può essere sfruttato al meglio perché non vi è abbastanza energia da immettervi). In questi casi le motivazioni sono diverse. A)poco spazio sul tetto B)cambiamento dei consumi (aumento) rispetto all’analisi iniziale (es inserimento di sistemi elettrici – pompe di calore per riscaldamento e raffrescamento al posto di tradizionali sistemi a gas). C)impianto fatto in conto energia (pertanto più per utilità finanziaria che per autoconsumo). D)tetto con esposizione non ottimale. Nelle nuove realizzazioni (di fotovoltaico ed accumulo) è importante bilanciare bene i vari impianti (fotovoltaico – accumulo – riscaldamento – raffrescamento – mobilità elettrica) per ottenere il miglior risultato di autosufficienza possibile con il minimo dispendio di risorse economiche. 

6)Per quanto si evince dal punto 5 quindi è importante che il sistema di accumulo sia un “polmone” sufficientemente ampio per garantire l’ottimale utilizzo dell’energia elettrica prodotta. L’errore che spesso viene compiuto (in buona fede dal cliente ed in minor buona fede – o “in ignoranza” – da chi propone l’accumulo) è quello di equiparare i kWp dell’impianto fotovoltaico con i Kwh della capacità d’accumulo. Per capire quale sia il corretto dimensionamento del sistema d’accumulo si deve partire A)dai consumi in kWh (per dimensionare l’impianto fotovoltaico e per valutarne il posizionamento migliore) B)dalla grandezza dell’impianto fotovoltaico (nei casi in cui si voglia associare un accumulo ad un impianto fotovoltaico già esistente ed ovviamente in relazione al punto A) C)Tenendo ben presente le necessità e gli obbiettivi che si vogliono raggiungere (es aumento del consumo elettrico per diminuire il consumo di gas – per la produzione di acqua calda sanitaria o di riscaldamento e raffreddamento ad esempio).

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NEWS !!! BANDO ACCUMULO REGIONE VENETO

Le voci si susseguivano da mesi. Alcune erano fondate, altre meno. Ma ora è ufficiale. La Giunta Regionale ha dato, oggi 28 maggio, il primo via libera al provvedimento che permetterà di sostenere economicamente i cittadini veneti nell’acquisto ed installazione di sistemi di accumulo di energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici di utenza domestica.

Il bando sia per importi che per le prime modalità emerse sembra ricalcare la positiva esperienza della Regione Lombardia (a questo link l’eccezionale risultato ottenuto da chi si è affidato alla consulenza di risparmiobollette.it lo scorso anno – 100% di contributi raggiunti). Si tratta di 2 milioni di euro.

Tale bando rientra nelle azioni previste dal Piano Energetico Regionale sulle Fonti Rinnovabili, Risparmio ed Efficienza, adottato dal Consiglio Regionale nel 2017, in particolare quelle relative all’efficientamento del patrimonio edilizio esistente e alla diffusione sostenibile delle fonti rinnovabili.

«Sono molto soddisfatto del primo via libera a questa importante delibera in tema di consumo energetico e sostenibilità – sottolinea Roberto Marcato, assessore regionale all’energia, che ha proposto il testo alla Giunta – è un intervento che, fornendo un incentivo direttamente al privato cittadino, consente, tra l’altro, di aumentare l’autoconsumo di energia e di supportare la stabilità della rete nell’ottica di un complessivo aumento della generazione distribuita. Siamo certi che produrrà anche un effetto volano sul tessuto produttivo sia in Veneto che fuori regione». Attraverso il bando, infatti, la Giunta Regione intende fornire un concreto supporto all’utilizzo di sistemi di accumulo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili ed in tal senso l’art. 5 del Collegato alla Legge di Stabilità Regionale 2019 autorizza la Giunta regionale a concedere contributi a fondo perduto, a favore di soggetti privati residenti in Veneto, per l’acquisto e l’installazione di sistemi di accumulo di energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici al fine del contenimento del consumo energetico.

Nel bando si prevede l’assegnazione di un contributo a fondo perduto, con un importo massimo concedibile pari a 3.000 euro e variabile fino al 50 per cento delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di un sistema di accumulo a servizio di impianti fotovoltaici di utenza domestica. Saranno ammessi al contributo interventi realizzati nel 2019 e le spese dovranno essere sostenute a decorrere dal 1 gennaio; gli interventi, inoltre, dovranno essere realizzati e rendicontati entro il 13 dicembre 2019. L’iter di approvazione del bando prevede ora il passaggio in III Commissione Consiliare. Acquisito il parere della Commissione, la delibera tornerà alla Giunta regionale per il via libera definitivo alla pubblicazione del bando.

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FOTOVOLTAICO ED ACCUMULO: AUTOSUFFICIENZA AL 94,46% A MARZO 2019

Ammetto che ho controllato più volte la “formula della media” nel foglio excel con il quale raccolgo mensilmente i dati statistici relativi a fotovoltaico ed accumulo dei miei clienti. I risultati ottenuti a marzo 2019 sono straordinari. La media di autosufficienza dei 28 impianti monitorati per il mese di marzo e del 94,46%.

Credo che i risultati di questo mese parlino da soli. Quindi ne approfitterò per elencare alcuni punti chiave (una sorta di “guida alla lettura”) in modo che tu possa apprezzare al meglio la tabella.

1)Gli impianti che vedi monitorati qui sopra sono tutti di miei clienti che nel corso degli anni hanno deciso di installare un impianto fotovoltaico con un sistema d’accumulo. Nella maggior parte dei casi l’impianto fotovoltaico ha già diversi anni, (quindi anche in conto energia), e l’accumulo è stato aggiunto solo in un secondo momento (in 17 casi su 28 per la precisione).

2)Gli impianti monitorati sono tutti nel nord Italia (e pertanto con condizioni meteo non prettamente favorevoli per la produzione fotovoltaica) e precisamente nelle regioni Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte (se il tuo impianto lo vuoi realizzare in centro o sud Italia pensa quanto meglio può rendere ancora).

3)Il sistema d’accumulo monitorato è per tutti uguale. Si tratta del Tesla Powerwall 2. La scelta è ricaduta su questo tipo di accumulo per A) creare uniformità e quindi avere un campione statistico utilizzabile. (confrontare impianti fotovoltaici di capacità diverse con sistemi d’accumulo con capacità diverse su case con consumi totalmente diversi non avrebbe dato dei risultati aggregabili utili ad un ragionamento statistico) B)è l’accumulo che oggi viene maggiormente installato dai miei clienti

4)Come accennato nel punto 3 gli impianti fotovoltaici ai quali è stato installato il sistema d’accumulo sono di diverse potenze. Ho scelto di mettere gli impianti in ordine di potenza crescente (dal più piccolo al più grande) per aiutare chi sta facendo le sue valutazioni sull’acquisto di un fotovoltaico con sistema d’accumulo. Questi dati infatti possono essere una linea guida per capire in base ai consumi della tua abitazione quale sia la potenza necessaria da installare e quali siano i risultati realizzabili. Ovviamente vuole essere solo un’indicazione in quanto, anche se il campione col tempo avrà sempre dati più completi, è sempre buona cosa fare una valutazione specifica per ogni casa in modo da essere sicuri di fare l’acquisto corretto.

5)I dati raccolti dimostrano che un impianto fotovoltaico domestico, anche se di piccole dimensioni è in grado di produrre mediamente molta più energia rispetto a quella necessaria per l’autoconsumo dell’abitazione durante il giorno (vi sono poi dei casi specifici (es impianti numero 5 – 12 – 17 – 21 – 23) , dove l’impianto risulta sottodimensionato rispetto ai consumi dell’immobile (e pertanto in alcuni mesi dell’anno l’accumulo non può essere sfruttato al meglio perché non vi è abbastanza energia da immettervi). In questi casi le motivazioni sono diverse. A)poco spazio sul tetto B)cambiamento dei consumi (aumento) rispetto all’analisi iniziale (es inserimento di sistemi elettrici – pompe di calore per riscaldamento e raffrescamento al posto di tradizionali sistemi a gas). C)impianto fatto in conto energia (pertanto più per utilità finanziaria che per autoconsumo). D)tetto con esposizione non ottimale. Nelle nuove realizzazioni (di fotovoltaico ed accumulo) è importante bilanciare bene i vari impianti (fotovoltaico – accumulo – riscaldamento – raffrescamento – mobilità elettrica) per ottenere il miglior risultato di autosufficienza possibile con il minimo dispendio di risorse economiche.

6)Per quanto si evince dal punto 5 quindi è importante che il sistema di accumulo sia un “polmone” sufficientemente ampio per garantire l’ottimale utilizzo dell’energia elettrica prodotta (in un prossimo articolo tratterò l’argomento nello specifico). L’errore che spesso viene compiuto (in buona fede dal cliente ed in minor buona fede – o “in ignoranza” – da chi propone l’accumulo) è quello di equiparare i kWp dell’impianto fotovoltaico con i Kwh della capacità d’accumulo. Per capire quale sia il corretto dimensionamento del sistema d’accumulo si deve partire A)dai consumi in kWh (per dimensionare l’impianto fotovoltaico e per valutarne il posizionamento migliore) B)dalla grandezza dell’impianto fotovoltaico (nei casi in cui si voglia associare un accumulo ad un impianto fotovoltaico già esistente ed ovviamente in relazione al punto A) C)Tenendo ben presente le necessità e gli obbiettivi che si vogliono raggiungere (es aumento del consumo elettrico per diminuire il consumo di gas – per la produzione di acqua calda sanitaria o di riscaldamento e raffreddamento ad esempio).

Adesso, se sei arrivato a leggere fino a qui e se sei interessato a rimanere aggiornato su tutte le possibili applicazioni del fotovoltaico e delle energie rinnovabili in genere puoi iscriverti alle newsletter mensile inserendo i tuoi dati in alto a destra (viene inviata una sola mail di newsletter al mese). Se vuoi leggere le analisi dei mesi scorsi ti basta cliccare sul mese di tuo interesse.  maggiogiugnoluglio  agosto, settembre  , ottobre , novembre, e dicembre (2018),  gennaio febbraio (2019)

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