SUPER AMMORTAMENTO 2018: dal 140 al 130%

fotovoltaico azienda conviene?
Installazione su tetto piano di un impianto fotovoltaico commerciale

Spesso mi trovo a vedere delle bollette esorbitanti di clienti che hanno aziende piccole e medie che producono di giorno (quando l’impianto fotovoltaico – se ci fosse – farebbe al massimo il suo dovere), che non si rendono conto di buttare soldi (e quindi marginalità) in energia elettrica.

Ma a cosa serve quest’energia alle aziende? Serve per far funzionare i macchinari, per illuminare, per riscaldare e raffrescare. Serve cioè alla produzione ed al contempo serve perché il posto di lavoro sia vivibile e possibilmente confortevole.
Sono ormai diverse le aziende che si sono affidate alla mia consulenza, prima con dei progetti pilota ed ora con dei progetti di risparmio energetico a 360 gradi che prevedono anche delle garanzie sul risparmio. Sempre più imprenditori si rendono conto che  il piano di ammortamento è veramente molto interessante e che spesso il rientro dell’investimento è rapidissimo (parliamo addirittura di 3-4-5 anni !!!)
Ma vediamo nel dettaglio. La Legge di Bilancio 2018, entrata in vigore il primo gennaio 2018, contiene importanti novità per le imprese. È stato infatti confermato il super ammortamento per gli investimenti in beni strumentali tradizionali effettuati entro il 31 dicembre 2018, o entro il 30 giugno 2019. In questo caso, è necessario che entro la fine dell’anno in corso l’ordine risulti accettato e sia avvenuto il pagamento di acconti per almeno il 20%. L’unica modifica rispetto al 2017 è l’aliquota che passa dal 140 al 130%. Nel 2017, questa misura ha fornito un’importante spinta alla realizzazione di impianti fotovoltaici di taglia commerciale ed industriale, che da gennaio a novembre dello scorso anno hanno coperto il 30% delle nuove installazioni. Ma c’è ancora molto da fare e c’è ancora molto da risparmiare !!!
Discorso diverso per le aziende 4.0 per le quali è  stata confermata al 250% l’aliquota dell’iper ammortamento, che sostiene l’acquisto di macchinari e apparati funzionali alla digitalizzazione dei processi produttivi. Di questo ne parleremo in un apposito approfondimento. 
Provo adesso ad elencarti quali siano i vantaggi per la tua azienda:
  1. Riduci le spese – Guarda le tue bollette. Guarda i consumi della tua azienda. Guarda quanti soldi stai regalando all’Enel ed allo stato italiano. Sì perché è vero che l’energia è necessaria, ti serve, paghi un servizio. Ma perché devi pagarlo 3 volte tanto quello che sarebbe il suo costo? Quanto spendi un un anno di corrente? Somma le bollette, forza. 5.000 – 10.000 – 50.000 – 200.000? Quanti ? Lo sai che almeno la metà potresti risparmiarli? E lo sai che potresti farlo a costo zero? Obiezione solita: “ma quanti soldi volete per l’impianto, ma quanto ci vuole per ammortizzarlo?” E se ti dicessi invece che con i soldi che stai spendendo adesso, senza spendere un euro in più potresti realizzare un impianto che si ripaga sa solo in pochissimo tempo? Ma dimmi, hai il problema che non ti vuoi indebitare? Hai paura di intaccare il tuo rating finanziario aziendale? E se così non fosse? Se io potessi offrirti un’operazione che non immobilizza, che non aumenta l’esposizione e indebitamento? Troppo bello per essere vero? Vuoi sapere come? Seguimi e lo capirai meglio. Se hai fretta di capirlo scrivimi una mail (ecco i miei contatti) e vediamo cosa sia possibile fare.
  2. Sei energeticamente (più) indipendente. Ho clienti (dei quali ti posso mostrare i dati ovviamente), che con questo sistema hanno abbattuto il costo di approvvigionamento energetico del 65% !!! E senza svenarsi, indebitarsi … o andare dai “cravattari” ;). Ma perché ho scritto “più indipendente” e non semplicemente “indipendente”? Perché oggi,  su determinati consumi (bisogna fare due conti sulla convenienza) potrebbe essere interessante installare un sistema di accumulo che permetta di consumare anche di notte l’energia eventualmente non utilizzata di giorno. Ribadisco che questa soluzione è da valutare attentamente e con cautela,  perché spesso l’impianto pur essendo “importante” non riesce a coprire i consumi “stratosferici” delle aziende (e perciò rimane poco da accumulare).
  3. Aumenti la competitività (e/o il margine). Se spendi meno puoi essere più competitivo sul mercato. Se lo sei già allora puoi aumentare il margine. Se per caso (allora ti voglio conoscere subito) non hai di questi problemi, significa che puoi guadagnare ulteriormente terreno sugli altri. Lo sai che un imprenditore che si ferma è perduto… no ?
  4. Migliori l’immagine aziendale. Sì perché ci sono aziende, clienti, nazioni che sono molto attente a tutte le certificazioni delle aziende dalle quali comperano materiali, servizi, utility. La vuoi dare una bella immagine green alla tua azienda? Vuoi essere riconosciuto come “l’imprenditore virtuoso”? E lo vuoi fare gratis? Ma cosa aspetti?
  5. Ti “scarichi” il costo dell’impianto dalle tasse. In vita mia ho conosciuto solo una persona che fosse fiera e contenta di pagare le tasse. Mi sono sempre chiesto se fosse solo una questione di credo politico o se, avesse trovato il modo per pagarne proprio poche (e pertanto quelle che pagava gli stavano bene). Quindi, siccome lo so che  ti vengono i sudorini quando ti chiama il tuo commercialista (e secondo me qualche commercialista sadico un po’ ce ne gode 😉 ), chiedigli se ho ragione e se è vero quello che ti dico. Se non lo sa, o chiedigli di informarsi in merito (visto che lo paghi) oppure digli di leggere qui o di mettersi in contatto con me. Perché il commercialista deve essere una via di mezzo tra uno psicologo, un prete, un amico. A pensarci bene,  talvolta gli chiediamo di essere pure mago. Signori e Signori questa non è una magia, ma funziona !!! GARANTITO ! SCRITTO !!
Impianto fotovoltaico sul tetto di un hotel di Riccione www.hoteliberty.com

Veniamo ai dettagli (con i dati della normativa puoi interpellare il tuo commercialista!!!) ed ad un esempio pratico di calcolo, in modo che tu possa capire la reale portata di questa opportunità per la tua azienda.

Il Super Ammortamento è un incentivo fiscale introdotto dal Governo con la Legge di Bilancio 2016 e riconfermato nell’ultima Finanziaria con una percentuale lievemente inferiore, pari al 130% (mentre per l’anno precedente era al 140% ) che ha l’obiettivo di spingere le aziende a investire in beni materiali strumentali.

La Circolare 4/E/2017 redatta congiuntamente da Agenzia delle Entrate e MiSE stabilisce che i contribuenti possono fruire del super ammortamento sulle componenti impiantistiche, tra cui rientrano anche i pannelli fotovoltaici, le centrali fotovoltaiche e quelle eoliche, purché i beni materiali strumentali abbiano coefficienti di ammortamento superiori al 6,5%. (vedasi bene mobile – per un approfondimento puoi leggere qui quest’articolo dell’anno scorso sempre sul super ammortamento).

Il super ammortamento permette una maggiorazione del 30% sul costo di acquisto del bene che ti permette di aumentare l’importo deducibile.

In questo modo risparmi quasi la metà di quello che hai investito, senza averlo realmente speso. L’incremento fiscale della quota di ammortamento rispetto all’effettivo valore del bene acquistato permette di pagare le imposte su una base imponibile inferiore, grazie alle deduzioni maggiorate.A tutti gli effetti l’ammontare del tuo investimento è lo stesso, ma fiscalmente risulta che hai speso di più.

Come puoi calcolare quale sia il vantaggio economico per la tua azienda? Facciamo un esempio (l’importo di 30.000 euro è solo un esempio perché l’impianto va valutato nello specifico per ogni azienda in base ai consumi, allo spazio ed ad altre specifiche tecniche)

Costo investimento per installazione impianto fotovoltaico: 30.000 € + IVA (si intende impianto completo di struttura e costi installativi)

Maggiorazione del 30%: 9.000 €

Costo maggiorato sul quale calcolare l’ammortamento: 39.000 € 

Coefficiente di ammortamento: 9%

Da questi dati risulta che l’ammortamento deducibile per il 2018 sarà 39.000 x 9% =3510 €.

Se consideriamo che i tempi di ammortamento sono di circa 11 anni, la deducibilità complessiva per il calcolo delle imposte è di 3510 x 11 = 38610 €, ben 8610 € in più rispetto all’ammontare effettivo del tuo investimento.

A poter beneficiare dell’incentivo fiscale del super ammortamento sono i soggetti titolari di reddito d’impresa e i professionisti con reddito da lavoro autonomo, anche svolto in forma associativa, purché residenti e con un’organizzazione stabile in Italia.

Oltre ad avere un enorme potenziale di autoconsumo, aziende e imprese commerciali possono sfruttare il fotovoltaico per una strategia di efficientamento energetico complessivo. Elettrificando molti dei consumi, sfruttando ad esempio il fotovoltaico per riscaldare o raffrescare, è possibile abbassare i costi di gestione e migliorare le performance aziendali.

Vuoi avere maggiori informazioni? Vuoi capire per la tua azienda quale sia il tempo di rientro dell’investimento? Contattami per un’analisi gratuita ed una proposta concreta.  

Powerwall 2 di Tesla: troppi gli ordini

tesla powerwall 2Il Powerwall 2 di Tesla è il sogno di molti, ormai lo si è capito. E’ evidente a tutti che  il marchio Tesla abbia un grosso appeal. Inoltre, il prezzo molto competitivo rispetto alla concorrenza (a parità di kWh di capacità d’accumulo), è stata la ciliegina sulla torta. Bene. Chi si è mosso per primo ed ha avuto il coraggio di scegliere subito il prodotto Tesla ora lo ha in casa allacciato al proprio impianto fotovoltaico (o lo avrà a breve). Chi invece ha tergiversato un po’ o ha deciso di recente di accedere a questo sistema dovrà attendere il suo powerwall2 a lungo. Veramente molte sono state le richieste per questo sistema di accumulo dalla enorme capacità (13,2 kWh). Così tante che ora per averlo si deve attendere la coda di consegna. Il rallentamento nelle consegne inoltre è dovuto al fatto che Tesla ha avviato a pieno regime la produzione della Model 3. Per la sua nuova creatura automotive sono infatti previste 23.000 model 3 da produrre entro fine anno. E di batterie al litio in 23.000 auto ce ne vanno proprio tante. Pertanto in Tesla hanno dovuto decidere con che priorità procedere. Poiché il core business dell’azienda è la mobilità elettrica piuttosto che il mero accumulo fotovoltaico (almeno al momento), chi non ha ancora ordinato il Powerwall 2 dovrà attendere un pochino. Sì, ok, ma quanto? Se ordino oggi quando potrò avere il mio powerwall2? La stima delle consegne ordinandolo oggi è marzo/aprile 2018.

Poco male se penso che è un sistema che posso sfruttare al massimo della potenza in primavera estate ed autunno. Ma si sa, attendere qualcosa che si desidera è sempre faticoso. Ma tant’è.

batterie fotovoltaicoE se non volessi aspettare, quali sono le alternative? Di marchi di accumuli ce ne sono molti. A partire da Sonnenbatterie, passando per Lg, Varta, Samsung, Growatt, Qcell, ed altri marchi meno conosciuti.  Il problema è sempre capire cosa ti serve, come e perché. In base a quello è possibile fare una stima del sistema di accumulo che serve per la tua abitazione. In base ai consumi poi si valuta costi/benefici, tempi di rientro dell’investimento anche in base alle garanzie dei prodotti ed alla tecnologia utilizzata (durata nel tempo). Non è un calcolo semplicissimo, ed è per questo che consiglio sempre di chiedere l’aiuto di un consulente in materia. Possibilmente che non sia un consulente mono marchio, ma che ti possa offrire una diversità di proposte tra le quali trovare quella che calza a pennello.

Cerco di spiegarti meglio cosa intendo. Se hai un impianto fotovoltaico devi prima valutare quanta energia produce l’impianto, quanta di questa ne autoconsumi direttamente e quanta ne immetti in rete. A seconda del tipo di contratto (incentivo) che hai sottoscritto poi, è interessante capire quale sia la reale convenienza per te. Queste sono solo alcune delle valutazioni da fare prima di decidere quale accumulo accoppiare al proprio impianto fotovoltaico. Se non hai un impianto e quindi fai contestualmente impianto ed accumulo è ancora più importante l’apporto di un “esperto indipendente” perché non hai uno storico dei consumi e quello che serve a te è un sistema performante che ti permetta di risparmiare subito sull’acquisto e nell’arco del tempo. Quindi acquistare il prodotto giusto subito e bene significa rientrare più velocemente dell’investimento.

Questo è il mio lavoro. E sono qui per permetterti di renderti sempre un po’ di più energeticamente autosufficiente.  Leggi questo articolo guarda a che livelli di risparmio ed autosufficienza energetica si possono raggiungere! 

Temperature a picco e costi di riscaldamento in salita

costi riscaldamentoLeggo oggi sul sito ilmeteo.it: “E’ in atto l’immensa colata di aria artica sull’Italia. L’aria artica porterà con sé un tracollo delle temperature fino a 15° in meno rispetto alla media del periodo, e inoltre farà arrivare la neve, anche copiosa, su Adriatiche e al Sud. TEMPERATURE DAL 5 GENNAIO – E’ da questo giorno che l’imponente irruzione di aria artica invaderà l’Italia. Al Nord i valori minimi scenderanno fino a -7/-9° in pianura, fino a -18°/-26° in montagna. Al Centro valori notturni sottozero su tantissime città, a Roma sono previsti -5°, gelo anche al Sud, valori vicino allo zero anche sul resto delle regioni meridionali. Il giorno della Befana tutto il Centro-Sud vedrà la neve fino in pianura e coste con valori termici vicini agli zero gradi anche di giorno e sottozero di notte.costi riscaldamento
Sabato 7 sarà la giornata più gelida, temperature non superiori allo zero al Nord e sulle colline del Centro-Sud, addirittura -7° di massima a Potenza! Valori massimi vicini allo zero su tutta Italia. Valori notturni fino a -10° in pianura al Nord, -5° previsti a Roma, -12 a l’Aquila, -10 a Potenza, -7° a Milano, Torino, Venezia, -9° a Padova.”

Ora, che faccia più freddo del solito credo tu te ne sia accorto da solo. Dai, è inverno, è normale che faccia freddo. Solo che forse con gli inverni più miti avuti negli ultimi anni forse c’eravamo un po’ abituati bene. Abituati a non soffrire il freddo ed a non avere spese di riscaldamento esorbitanti. Mettici poi l’aumento delle bollette di luce e gas dal primo gennaio ed il danno è fatto. Quindi il consiglio che ti do è di mettere da parte qualche bel centinaio di euro in più quest’anno per quando arriverà il conguaglio.

Bene, queste erano le notizie negative. E quelle positive? Quelle positive sono che potresti risparmiare anche il 50% di quello che attualmente spendi rendendo più efficiente casa tua.

Ah, non dimenticare che lo stato ti restituisce il 50 ed il 65% di quello che spendi per efficientare casa tua. Quindi, a conti fatti puoi, con i soldi che stai pendendo adesso migliorare casa tua, migliorare il comfort abitativo, aumentarne la classe energetica ed anche il valore economico come immobile.

Ti faccio un esempio semplice, così ti fai i conti con calma. Ma prima del conteggio alcune premesse:

  • ogni situazione va analizzata in modo specifico ed accurato per capire esattamente necessità, consumi, costi abitudini etc. Perché io lavoro così.
  • Prendo come esempio una cifra di spesa medio/bassa in modo che tutte le famiglie in media vi si possano riconoscere.
  • Le percentuali di risparmio come i consumi variano anch’esse da caso a caso ma comunque le percentuali di risparmio evidenziate sono dei casi (medi) reali di clienti che hanno già approfittato della mia consulenza.
schema rientro investimento
Schema esemplificativo ENTRATE/USCITE dal quale si evince che in pochi anni è possibile ripagarsi l’impianto sfruttando il risparmio in bolletta garantito nonché gli incentivi fiscali statali.

Quanto spenderai quest’anno di gas? Mettiamo 1500 euro. Quanto spenderai quest’anno di energia elettrica? Mettiamo 1000 euro. Bene, in un anno spendi 2500 euro solo per rifornirti energeticamente. E se potessi risparmiare ben il 40/50% di questo importo? Sarebbero ben 1100/1250 euro. Giusto? Bene. E se per avere tutto questo benessere il tuo investimento fosse di 15.000 euro sui quali avere una detrazione fiscale media del 60% (9000 euro). In quanto rientreresti del tuo investimento?

Per qualsiasi domanda di carattere generale che può essere utile a tutti puoi cliccare e commentare qui sotto, se invece vuoi risparmiare subito scrivimi una mail a risparmiobollette.it@gmail.com con i tuoi dati di contatto e sarà mia cura contattarti entro 24 ore per valutare se e cosa sia possibile fare per la tua specifica situazione.

Super ammortamento del 140% per il fotovoltaico

super ammortamento 140%Sei un’ azienda? Hai un’azienda? Hai dello spazio utile sul tetto da poter utilizzare per produrre energia attraverso un impianto fotovoltaico? Ci hai mai pensato? Perché no? Lo sai che puoi utilizzare la normativa che prevede il super ammortamento del 140% ??? Il super ammortamento o maxi ammortamento al 140 per cento, introdotto dalla Legge di Stabilità 2016, consente un’importante agevolazione fiscale per le imprese che investono.

Il beneficio riguarda Irpef e Ires.

Quindi riepilogando puoi avere sul tetto della tua attività, piccola o grande che sia…

1) Un impianto che gode di un super ammortamento del bene

2) Un impianto che ti permette risparmio e razionalizzazione dell’uso dell’energia

3) Un impianto che ti permette di non essere schiavo degli aumenti tariffari

Hai capito bene. Puoi produrti da solo energia e puoi scaricarti il 140% del costo sostenuto.

ammortamento 140%Non vuoi spendere nulla? Lo vuoi gratis? Puoi avere anche questo, tramite un costo zero creato appositamente per le aziende! (chiedimi come…)

Ma cos’è il super ammortamento?  E’ un’agevolazione fiscale per le imprese che investono ed è previsto dalla Legge di Stabilità 2016. Perché è stato concepito? Per permettere alle aziende che innovano e che vogliono essere competitive riducendo i costi di produzione, di farlo subito.

La norma prevede che, ai fini delle imposte sui redditi, i soggetti titolari di reddito d’impresa e i soggetti esercenti arti e professioni” che, dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016, effettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi quali l’impianto fotovoltaico, possano ritenere il costo di acquisizione maggiorato del 40%, con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento. Sostanzialmente, se il costo d’acquisto di un bene strumentale è pari a 100, il costo deducibile ai fini dell’ammortamento fiscale sarà pari a 140.
Quindi, attraverso il super ammortamento o maxi ammortamento le aziende che investono in beni strumentali possono ammortizzare fiscalmente il bene al 140 per cento in luogo del 100 per cento. (Come è ovvio che sia, per sfruttare al massimo il beneficio fiscale i beni strumentali non dovranno essere venduti prima della fine del periodo di ammortamento).

Il super ammortamento può essere applicato da “tutte le aziende che investono in beni strumentali strettamente inerenti al core business aziendale”, comprendendo in questa definizione tutti i titolari di:

  • reddito d’impresa;
  • reddito da lavoro autonomo (tranne i contribuenti in regime forfetario).

Ma il super ammortamento è proprio per tutte le aziende? Siamo in Italia e quindi le interpretazioni sono diverse. (mi domando come sempre… perché???) Perché per definire se un’azienda abbia diritto o meno alla deduzione del 140% si deve valutare se l’impianto sia da considerarsi “mobile” o immobile” e pertanto dove e come sia installato. Perché questa differenziazione? Perché se l’impianto è considerato mobile può essere dedotto con aliquota 9% e pertanto rientra nella fattispecie del super ammortamento del 140%. Se invece l’impianto viene considerato come bene immobile, allora l’aliquota di ammortamento è del 4% e pertanto non rientra nelle specifiche della legge di stabilità 2016 (ne usufruiscono i beni con quota 6,5% o superiore). La mia opinione è che se l’impianto è realizzato sovra struttura e pertanto non è totalmente integrato possa essere considerato come bene mobile (tanto che alcuni impianti sono stati in più occasioni oggetti di furto), e pertanto possa essere portato in deduzione con gli specifici vantaggi del super ammortamento. Il mio consiglio comunque è di consultare sempre il proprio commercialista al fine di avere l’interpretazione più consona alla specifica realtà (sì pare assurdo dirlo ma ci possono essere interpretazioni opposte in merito). (qui trovate circolare dell’agenzia delle entrate in merito… ) Da tenere presente inoltre quale criterio per l’utilizzo dell’agevolazione oggetto del post è che comunque, qualora il valore dell’impianto fotovoltaico a servizio dell’azienda, istallato sul tetto, non supera il 15% del valore capitale o la redditività dell’immobile al quale è asservito, questi può essere classificato come “bene mobile” e pertanto non corre l’obbligo dell’accatastamento. In questo caso ha accesso al super ammortamento e potrà essere dedotto con il coefficiente ordinario del 9%.

Qualora pertanto l’ammortamento del 140% sia utilizzabile, il conteggio da fare ai fini della deducibilità e pertanto ai fini del “risparmio fiscale è il seguente.

Nell’applicazione operativa, l’ammortamento al 140 per cento consente di ammortizzare il cespite acquistato secondo le aliquote ordinarie, mentre dal punto di vista fiscale viene effettuata una “variazione in diminuzione della base imponibile” su cui poi verranno calcolate le imposte.
Per esempio, se l’azienda Pincopallo srl  acquista un cespite per un costo (al netto dell’iva) pari a 30000,00 euro e il relativo coefficiente di ammortamento è pari al 9%  (come bene mobile), secondo il normale ammortamento, le  quote d’ammortamento sarebbero: 30.000 € x 9% = 2700 €

Con l'incentivo del 140% ogni azienda deve investire nelle energie rinnovabili. Non approfittarne è un delitto!
Con l’incentivo del 140% ogni azienda deve investire nelle energie rinnovabili. Non approfittarne è un delitto!

Il periodo di ammortamento pertanto sarà 30.000 € / 2700 € = circa 11 anni (qualcosa in più se calcoliamo la quota dimezzata del primo anno per alcuni casi). Invece, solo per il 2016 (o per beni acquistati anche prima del 15 ottobre 2015 ma consegnati dopo quella data) con il super ammortamento abbiamo un coefficiente d’ammortamento: 9% + 40% = 12,6%
Quindi con il super ammortamento, le quote d’ammortamento varieranno in questo modo: 30.000 € x 12,6% = 3780 €. Pertanto, il periodo di ammortamento (resta uguale): circa 11 anni, ma quello che cambia è la deduzione totale: 3780 € x 11 anni = 41580 € invece di 30.000 €.

E scusate se è poco! 

Detto ancora più semplice. Medesimo tempo d’ammortamento ma la possibilità di “amplificare” del 40% l’importo dedotto fiscalmente.

Ma ci stai ancora pensando??? L’unico motivo per non farlo è perché non hai un tetto dove installare i pannelli … (e… a dire il vero, potrei risolverti pure questo problema… ;))

Pannelli fotovoltaici e smaltimento. Un’attenzione oggi per un’esigenza di domani

eternitVe lo ricordate l’eternit? Certo che sì. Mai nome fu più indovinato. Non per la sua durata ma per i problemi che avrebbe creato.

L’Eternit nasce agli inizi del secolo scorso e guadagna popolarità in breve tempo. Nel 1911 inizia la produzione di lastre e tegole. Nel 1928 inizia la produzione di tubi in fibrocemento, che fino agli anni settanta rappresenteranno lo standard nella costruzione di acquedotti. Nel 1933 fanno la loro comparsa le lastre ondulate, usate spesso per tetti e capannoni.
A partire dal 1984 le fibre di amianto vengono sostituite da altre fibre non cancerogene. Nel 1994 l’ultimo tubo contenente asbesto lascia la fabbrica. La commercializzazione di Eternit contenente cemento-amianto è cessata in Italia tra il 1992 e il 1994.
Negli anni sessanta, ricerche mostrarono come la polvere di amianto, generata dall’usura dei tetti e usata come materiale di fondo per i selciati, provoca asbestosi e una grave forma di cancro, il mesotelioma pleurico. Eternit e Fibronit continuarono tuttavia a produrre manufatti sino al 1986, con drammatiche conseguenze per la salute degli operai. (fonte wikipedia)

E per il fotovoltaico? Sarà un problema smaltirlo in futuro?I materiali utilizzati saranno tutti completamente riciclabili, ma chi si farà carico dei costi? pvcycle

Le aziende serie si avvalgono di consorzi di smaltimento seri e certificati. E per il costo? Perché ogni pannello che esce da queste fabbriche che in Italia ormai si contano sulle dita di una mano comprende già nei costi di produzione anche lo smaltimento gratuito a fine servizio.

Voglio il fotovoltaico. Posso ??? I 5 requisiti fondamentali

Alcune premesse doverose:

  • Entrare nel mondo delle energie rinnovabili e del fotovoltaico è sempre conveniente. Quello che cambia, in base ai consumi ed al rendimento è il tempo di rientro economico dell’investimento.img-test-energetische-sanierungen-700
  • Non c’è un prodotto che va bene per tutti. Ogni immobile ha bisogno di una specifica consulenza per vedere se e come realizzare un impianto e per vedere quale sia la migliore soluzione.

Detto questo, vediamo quali sono i requisiti per l’installazione di un impianto per utilizzo domestico:

  1. Avere un tetto (o parte di esso) di proprietà (è molto difficile installare su un condominio anche se stiamo cercando di farlo. Leggi qui )fotovoltaico Che questo tetto abbia una superficie utilizzabile di almeno 20 mq (lordi)
  2. Che questo tetto (con i metri quadri di cui sopra) sia esposto a sud – sud/est – sud/ovest – est – ovest. (ovviamente a seconda dell’esposizione corrisponde equivalente rendimento). L’unica falda dove difficilmente si installa è quella a nord. (anche se, di recente – maggio 2016 – , attenzione, solo per determinate situazioni, al sud Italia ho rivalutato questa situazione. Leggi qui )
  3. Avere un allaccio ad un gestore elettrico (Enel – Trenta – Edison – Sorgenia, etc…)
  4. Non avere particolari ombreggiamenti che potrebbero ridurre la produzione ed il corretto funzionamento dell’impianto (ho scritto particolari perchè con le nuove tecnologie anche il problema ombreggiamenti può essere bypassato).

 

“La lavatrice falla dopo le sette di sera”. Tipica frase del marito alla moglie

Lo so che è capitato anche a te. Di dirlo se sei un marito o di sentirtelo dire se sei una moglie. In una casa con un contratto a tariffa bi oraria è una frase che ha senso. Sì perché la lavatrice è un elettrodomestico molto energivoro. E di lavatrici ne facciamo parecchie.

lavatrice disperazione

A casa mia era uguale. Si cercava sempre per quanto possibile di risparmiare. Dico per quanto possibile perché se chi abita una casa è fuori tutto il giorno è normale che questi lavori vengano fatti la sera.

Io e mia moglie siamo dei liberi professionisti, quindi ci sono giorni che siamo fuori casa ed altri dove magari invece parte della giornata siamo in casa. Sono quei momenti relativamente più tranquilli in cui è più semplice dedicarsi alle attività casalinghe che altrimenti si dovrebbero fare ad ora tarda.

E col risparmio allora come la mettiamo ? Abbiamo visto nel precedente articolo come funzionano le fasce di consumo ed abbiamo visto come  di giorno si paghi il massimo.

Sai cosa mi rispondeva mia moglie (devo dire a ragione)? “Torno a casa tardi, dobbiamo preparare la cena e poi, invece di rilassarmi un po’ con te sul divano mi devo mettere a fare la lavatrice? Col cavolo, la faccio domani mattina che ho due ore di tempo. E poi, quando la lavatrice ha finito alle 23, stendi tu ? Altrimenti domani mattina i vestiti puzzano…” Ed il ragionamento non fa una piega.

Come ho risolto? Semplice, installando sul tetto di casa mia un piccolo impianto fotovoltaico per uso domestico. Mi produce l’energia sufficiente per il mio fabbisogno giornaliero andando ad abbattermi quei fastidiosi consumi in F1.mani sole

E la sera? La sera ovviamente non ho più grandi consumi perché gli elettrodomestici maggiormente energivori li facciamo di giorno. La poca energia che mi serve la sera inoltre la pago la metà. Si perché attraverso lo scambio sul posto, tutta l’energia in eccesso che produco di giorno quando non ci sono la posso riutilizzare la sera scontandola dalla bolletta. Non posso dire di aver raggiunto l’autosufficienza energetica, ma la direzione è quella giusta.

Quindi maggiore comfort e tutto gratis !  solar-fotovoltaico-maniHai mai pensato di sfruttare l’energia gratuita del sole per consumare energia pulita, risparmiare soldi e rispettare l’ambiente non vincolando i tuoi consumi all’orario? Io sì e ne sono fiero!

5 trucchi per risparmiare in casa sulle bollette

Trovo in rete degli interessantissimi vademecum su come risparmiare sulle bollette. Sono sicuramente indicazioni interessanti e le sposo anche a livello di eticità e di sostenibilità. Ma se parliamo di vero risparmio credo che questo sia un inizio, ma solo quello. In rete ne ho trovati molti che in realtà ovviamente si ripetono e differiscono solo per piccole varianti. (in corsivo i consigli trovati) Vediamone alcuni ed analizziamoli punto per punto.risparmio_economico e ambientale

1. Preferite la doccia al bagno. Cercate di moderare i tempi di permanenza sotto l’acqua scrosciante, è gradevole, è vero, ma cercate di utilizzare solo l’acqua effettivamente necessaria. Tenete inoltre presente che lavarsi è molto importante, ma a volte noi abusiamo del sapone. Farsi la doccia tutti i giorni è certo indispensabile d’estate, quando si suda, ma non in inverno. Installate inoltre un regolatore della temperatura dell’acqua:  oltre a evitarvi spiacevoli scottature, eviterete di sprecare energia. (tratto da comefarepuntocom)

Sicuramente un consiglio che ci permette di risparmiare. Ma io oltre ai consumi devo valutare il mio livello di comfort. Se mi sono fatto casa, se mi sono concesso una bella vasca, gradirei poterla utilizzare senza dover rompere il salvadanaio ogni volta che voglio sguazzare con le paperelle. paperella di gommaNon so tu che leggi, ma io una doccia al giorno me la faccio sempre perché altrimenti al mattino quando mi alzo non riesco proprio a carburare. E’ un po’ il mio caffè! Attenzione, non vorrei essere frainteso. Cerco di essere attento all’ambiente. Dico solo che c’è il sole che ci può scaldare GRATIS un sacco di acqua da poter utilizzare senza dover inquinare. Mi sembra proprio stupido non farlo …

2. Usate responsabilmente l’aria condizionata e il riscaldamento. Se avete una caldaia programmabile, fate in modo che scaldi nelle ore in cui siete presenti in casa, o al massimo che inizi quindici-venti minuti prima del vostro ritorno dall’ufficio, nelle giornate particolarmente fredde. L’aria condizionata richiede una grande quantità di energia: prima di accenderla, provate con la funzione deumidificatore, a volte è sufficiente a migliorare la situazione. (tratto da comefarepuntocom)

Quindi riscaldamento e refrigeramento. Bene. Anche qui parliamo sempre di comfort. Premetto che sono d’accordo nel tenere in casa temperature piacevoli ma non equatoriali in inverno (contrariamente alle preferenze di mia moglie). Io però ad esempio soffro molto il caldo. D’estate se sono a casa e fa caldo sono fregato. Il condizionatore mi diventa indispensabile e quindi lo uso. Ma io l’energia del mio bel condizionatore non la compero… (nemmeno la rubo), io me la produco da solo ! PENSACI !

Dicevo che mia moglie ama il caldo d’inverno. Bene, anche quel caldo io lo prendo dal sole, gratis e senza immettere in atmosfera tonnellate di CO2 ! 

3. Installate lampadine a lunga durata e a basso consumo energetico. Costano un po’ di più ma nel tempo vi daranno un considerevole risparmio (e non avrete la scocciatura di doverle cambiare). Considerate anche l’installazione di pannelli solari (tratto da comefarepuntocom)

Qui ovviamente dobbiamo parlare di led. Tecnologia utilissima che ci permette di risparmiare sull’illuminazione di casa. Ma a meno che voi non abbiate l’impianto di illuminazione di San Siro (cfr post precedente), il vostro consumo elettrico e quindi la vostra maggiore spesa deriva da quegli elettrodomestici che consumano di più. Gli energivori come amo chiamarli! Quindi, o l’energia ve la producete aggratissss o ne consumate meno. Io personalmente amo fare entrambe le cose risparmiando, avendo maggiore comfort e inquinando meno.

4. Rubinetti con valvole di flusso: basta applicare queste valvole al rubinetto per avere un risparmio di acqua notevole. Queste valvole permetto di inserire dell’aria all’interno del getto di acqua: tanto basta per riuscire a ridurre il consumo del 50% e il vostro rubinetto funzionera meglio di prima! (tratto da leitvpuntoit)

Questo è un semplice trucco che ci permette di risparmiare acqua, in fondo per lavarci non ci serve la portata e la potenza del Niagara. Se però quest’acqua per poca che sia la desidero calda io torno a dire che non dover far partire la caldaia per me è una gran goduria.acqua calda

5. Uso della lavatrice. Meglio non lavare in lavatrice a temperature superiori a 60°C.  (tratto da stilenaturale.com)

In linea di massima sì, sono d’accordo, le alte temperature servono di rado. Ah, mi ero scordato, che sia a bassa o ad alta temperatura io l’acqua calda ce l’ho gratis.

 

Svegliati! Il tetto sopra casa tua non serve (solo) a ripararti dalla pioggia

Se vivi in una villetta, casa a schiera, casa singola ho due notizie per te, una brutta ed una bella. Una è evidente mentre forse sull’altra ci hai pensato poco e male. Si tratta cioè di problema e soluzione.lampadina-idea testa

Vivere “indipendenti” senza nessuno sopra e sotto che ti cammina giorno e notte ha il suo perchè. Hai un bel giardino, il tuo garage con posto auto, lo spazio per far girare il tuo bel labrador.

I dolori arrivano però al momento delle bollette (notizia brutta). Sì perché o hai investito molto sulla qualità e sul livello energetico di casa tua (bioedilizia, coibentazioni, cappotti, illuminazione a basso consumo etc…) oppure sei nella situazione in cui si trova l’80% dei proprietari di case costruite con i crismi del secolo scorso.

Quindi ti peseranno non poco la bolletta del riscaldamento (gas solitamente) e quella dell’energia elettrica (sì perché i faretti ad incasso alogeni facevano tanto figo ma facevano e ahimè fanno tutt’oggi anche tanto stadio San Siro a livello di consumi).

Veniamo alla bella notizia. Se hai una casa tutta tua hai anche un tetto da poter utilizzare.tetto

Bene, quel tetto sarà la tua salvezza perché potrai sfruttare l’energia del sole per ridurre i tuoi consumi fino al 70%. (sia di luce che di gas). Non ci hai mai pensato ? Davvero ? Fatti due conti e pensa a cosa potresti farci con quei soldi in più.

 

Leggere la bolletta è come leggere il futuro nei fondi del caffè

Non so chi ci abbia mai provato veramente. Ma se qualche temerario ci ha provato si sarà accorto che leggere e soprattutto capire una bolletta energetica è cosa ardua.FoiJ3

Io ve la voglio fare proprio facile facile.

  1. molte informazioni presenti nel riepilogo che vi mandano sono del tutto superflue.
  2. quello che è importante capire è che ridurre i consumi non significa solo risparmiare sul consumo ma anche su tutti gli oneri che sono proporzionali
  3. consumare 100 non significa consumare il doppio di chi consuma 50 ma bensì di più perché non è come al supermercato che se comperi la confezione più grande hai del risparmio. I più energivori (almeno al momento, poi con le innovazioni renziane si vedrà) sono i più penalizzati.
  4. non ha senso calcolare il semplice costo del prodotto energetico acquistato, luce o gas che sia, perché il prezzo al kw o al metro cubo è segnato come molto più basso rispetto al prezzo in bolletta (accise, oneri, distribuzione, costo contatore etc… )

Quindi, se prendiamo come esempio la bolletta dell’energia elettrica ad esempio, l’unico modo per capire quanto l’energia ci stia costando è dividere l’importo della fattura per i kw consumati. (Attenzione, affinché il calcolo sia accurato e rispecchi i miei reali consumi devo prima essere diligente e fare periodicamente le auto letture).

Quello che spesso mi viene chiesto è cosa sono le fasce orarie F1 f2 f3. Bene, la maggior parte delle utenze domestiche ha una tariffa bioraria nella quale l’energia consumata di giorno (8 del mattino 19 di sera) ha un costo maggiore. Questa è f1. F2 ed f3 si possono sostanzialmente accumunare poiché si riferiscono alla notte ed ai weekend cioè i momenti in cui l’energia costa meno.f1f2f3

Detto questo, come faccio a risparmiare? Le possibilità sono due e non per forza non si possono applicare assieme. Consumo meno e mi produco energia da solo. Per chi vive in condominio, salvo rarissimi casi si deve accontentare della formula numero 1. Per chi invece ha un tetto a disposizione la soluzione ottimale è prodursi da solo l’energia che necessita. (Tramite i pannelli fotovoltaici)