NUOVI AUMENTI PER L’ENERGIA DAL 1 LUGLIO 2018 (CI RISIAMO…)

Una nota canzone estiva faceva: “E come l’anno scorso, e come l’anno prima …” (Mina – “Stessa spiaggia stesso mare”). La musicalità e le parole di questa canzone mettono allegria.  Al contrario delle notizie ricorrenti e implacabili (stagione dopo stagione ed anno dopo anno) che riportano gli aumenti dei costi energetici.
Dal 1 luglio aumento del 6,5% per l’energia elettrica e dell’8,2% per il gas. Alla faccia del ritocchino!

Ti ho già parlato di questi aumenti diverse volte nel corso degli scorsi mesi/anni. Ti voglio fare un breve riepilogo, giusto per dimostrarti che la direzione è segnata e che devi correre ai ripari il prima possibile. 

aumento bollette luce gas2015 – ottobre: AUMENTANO LE BOLLETTE

2016 – luglio: AUMENTO BOLLETTE LUCE E GAS

2016 – dicembre: DAL PRIMO GENNAIO BOLLETTE PIU’ CARE

2017- giugno: DA LUGLIO NUOVI AUMENTI SULLE BOLLETTE ELETTRICHE 

2017 – ottobre AUMENTO BOLLETTE ELETTRICITA’: NEL 2017 +4,2%

2017 – dicembre: BOLLETTE: DA GENNAIO NUOVI AUMENTI LUCE E GAS

E quindi ci risiamo. Solito ritornello. È in arrivo un maxi aumento per le tariffe dell’energia elettrica e del gas. Dal primo luglio, secondo quanto stabilito dall’Autorità per l’Energia, saliranno rispettivamente del 6,5% e dell’8,2%. E con l’aumento dei prezzi, innescato dal caro petrolio, l’inflazione che ha già rialzato la testa a giugno, con un incremento consistente, rischia di aumentare ancora nel corso dell’estate. E di ridurre il potere d’acquisto delle famiglie, in calo per la prima volta da tempo.

L’aumento delle tariffe di luce e gas, secondo l’Autorità, dipende dalle «tensioni internazionali e dalla conseguente forte accelerazione delle quotazioni del petrolio, che hanno pesantemente influenzato i prezzi all’ingrosso nel mercato dell’energia». La benzina verde segna un incremento annuo del 9,7%, il gasolio del 12,6%.

E tu ti stai ancora chiedendo se sia ancora il caso di installare sistemi per il risparmio energetico e per l’autoproduzione di energia elettrica? Ti stai ancora chiedendo se i tempi di ritorno dell’investimento sono congrui? Ti stai ancora a lamentare del fatto che respiri aria poco pulita ? Ti senti in colpa per il mondo che lascerai a tuo figlio ed alle generazioni future.

Qualcosa di concreto lo puoi fare. Inizia a non sperperare risorse energetiche ed inizia produrti da solo quello che ti serve. E’ il momento giusto per dare delle risposte a tutte queste domande. E’ il momento di agire. Prima informati, poi chiedi aiuto a chi può darti una mano e poi entra nel mondo delle energie rinnovabili. Sono pochi semplici passi. Uno dietro l’altro! 😉

SUPER AMMORTAMENTO 2018: dal 140 al 130%

fotovoltaico azienda conviene?
Installazione su tetto piano di un impianto fotovoltaico commerciale

Spesso mi trovo a vedere delle bollette esorbitanti di clienti che hanno aziende piccole e medie che producono di giorno (quando l’impianto fotovoltaico – se ci fosse – farebbe al massimo il suo dovere), che non si rendono conto di buttare soldi (e quindi marginalità) in energia elettrica.

Ma a cosa serve quest’energia alle aziende? Serve per far funzionare i macchinari, per illuminare, per riscaldare e raffrescare. Serve cioè alla produzione ed al contempo serve perché il posto di lavoro sia vivibile e possibilmente confortevole.
Sono ormai diverse le aziende che si sono affidate alla mia consulenza, prima con dei progetti pilota ed ora con dei progetti di risparmio energetico a 360 gradi che prevedono anche delle garanzie sul risparmio. Sempre più imprenditori si rendono conto che  il piano di ammortamento è veramente molto interessante e che spesso il rientro dell’investimento è rapidissimo (parliamo addirittura di 3-4-5 anni !!!)
Ma vediamo nel dettaglio. La Legge di Bilancio 2018, entrata in vigore il primo gennaio 2018, contiene importanti novità per le imprese. È stato infatti confermato il super ammortamento per gli investimenti in beni strumentali tradizionali effettuati entro il 31 dicembre 2018, o entro il 30 giugno 2019. In questo caso, è necessario che entro la fine dell’anno in corso l’ordine risulti accettato e sia avvenuto il pagamento di acconti per almeno il 20%. L’unica modifica rispetto al 2017 è l’aliquota che passa dal 140 al 130%. Nel 2017, questa misura ha fornito un’importante spinta alla realizzazione di impianti fotovoltaici di taglia commerciale ed industriale, che da gennaio a novembre dello scorso anno hanno coperto il 30% delle nuove installazioni. Ma c’è ancora molto da fare e c’è ancora molto da risparmiare !!!
Discorso diverso per le aziende 4.0 per le quali è  stata confermata al 250% l’aliquota dell’iper ammortamento, che sostiene l’acquisto di macchinari e apparati funzionali alla digitalizzazione dei processi produttivi. Di questo ne parleremo in un apposito approfondimento. 
Provo adesso ad elencarti quali siano i vantaggi per la tua azienda:
  1. Riduci le spese – Guarda le tue bollette. Guarda i consumi della tua azienda. Guarda quanti soldi stai regalando all’Enel ed allo stato italiano. Sì perché è vero che l’energia è necessaria, ti serve, paghi un servizio. Ma perché devi pagarlo 3 volte tanto quello che sarebbe il suo costo? Quanto spendi un un anno di corrente? Somma le bollette, forza. 5.000 – 10.000 – 50.000 – 200.000? Quanti ? Lo sai che almeno la metà potresti risparmiarli? E lo sai che potresti farlo a costo zero? Obiezione solita: “ma quanti soldi volete per l’impianto, ma quanto ci vuole per ammortizzarlo?” E se ti dicessi invece che con i soldi che stai spendendo adesso, senza spendere un euro in più potresti realizzare un impianto che si ripaga sa solo in pochissimo tempo? Ma dimmi, hai il problema che non ti vuoi indebitare? Hai paura di intaccare il tuo rating finanziario aziendale? E se così non fosse? Se io potessi offrirti un’operazione che non immobilizza, che non aumenta l’esposizione e indebitamento? Troppo bello per essere vero? Vuoi sapere come? Seguimi e lo capirai meglio. Se hai fretta di capirlo scrivimi una mail (ecco i miei contatti) e vediamo cosa sia possibile fare.
  2. Sei energeticamente (più) indipendente. Ho clienti (dei quali ti posso mostrare i dati ovviamente), che con questo sistema hanno abbattuto il costo di approvvigionamento energetico del 65% !!! E senza svenarsi, indebitarsi … o andare dai “cravattari” ;). Ma perché ho scritto “più indipendente” e non semplicemente “indipendente”? Perché oggi,  su determinati consumi (bisogna fare due conti sulla convenienza) potrebbe essere interessante installare un sistema di accumulo che permetta di consumare anche di notte l’energia eventualmente non utilizzata di giorno. Ribadisco che questa soluzione è da valutare attentamente e con cautela,  perché spesso l’impianto pur essendo “importante” non riesce a coprire i consumi “stratosferici” delle aziende (e perciò rimane poco da accumulare).
  3. Aumenti la competitività (e/o il margine). Se spendi meno puoi essere più competitivo sul mercato. Se lo sei già allora puoi aumentare il margine. Se per caso (allora ti voglio conoscere subito) non hai di questi problemi, significa che puoi guadagnare ulteriormente terreno sugli altri. Lo sai che un imprenditore che si ferma è perduto… no ?
  4. Migliori l’immagine aziendale. Sì perché ci sono aziende, clienti, nazioni che sono molto attente a tutte le certificazioni delle aziende dalle quali comperano materiali, servizi, utility. La vuoi dare una bella immagine green alla tua azienda? Vuoi essere riconosciuto come “l’imprenditore virtuoso”? E lo vuoi fare gratis? Ma cosa aspetti?
  5. Ti “scarichi” il costo dell’impianto dalle tasse. In vita mia ho conosciuto solo una persona che fosse fiera e contenta di pagare le tasse. Mi sono sempre chiesto se fosse solo una questione di credo politico o se, avesse trovato il modo per pagarne proprio poche (e pertanto quelle che pagava gli stavano bene). Quindi, siccome lo so che  ti vengono i sudorini quando ti chiama il tuo commercialista (e secondo me qualche commercialista sadico un po’ ce ne gode 😉 ), chiedigli se ho ragione e se è vero quello che ti dico. Se non lo sa, o chiedigli di informarsi in merito (visto che lo paghi) oppure digli di leggere qui o di mettersi in contatto con me. Perché il commercialista deve essere una via di mezzo tra uno psicologo, un prete, un amico. A pensarci bene,  talvolta gli chiediamo di essere pure mago. Signori e Signori questa non è una magia, ma funziona !!! GARANTITO ! SCRITTO !!
Impianto fotovoltaico sul tetto di un hotel di Riccione www.hoteliberty.com

Veniamo ai dettagli (con i dati della normativa puoi interpellare il tuo commercialista!!!) ed ad un esempio pratico di calcolo, in modo che tu possa capire la reale portata di questa opportunità per la tua azienda.

Il Super Ammortamento è un incentivo fiscale introdotto dal Governo con la Legge di Bilancio 2016 e riconfermato nell’ultima Finanziaria con una percentuale lievemente inferiore, pari al 130% (mentre per l’anno precedente era al 140% ) che ha l’obiettivo di spingere le aziende a investire in beni materiali strumentali.

La Circolare 4/E/2017 redatta congiuntamente da Agenzia delle Entrate e MiSE stabilisce che i contribuenti possono fruire del super ammortamento sulle componenti impiantistiche, tra cui rientrano anche i pannelli fotovoltaici, le centrali fotovoltaiche e quelle eoliche, purché i beni materiali strumentali abbiano coefficienti di ammortamento superiori al 6,5%. (vedasi bene mobile – per un approfondimento puoi leggere qui quest’articolo dell’anno scorso sempre sul super ammortamento).

Il super ammortamento permette una maggiorazione del 30% sul costo di acquisto del bene che ti permette di aumentare l’importo deducibile.

In questo modo risparmi quasi la metà di quello che hai investito, senza averlo realmente speso. L’incremento fiscale della quota di ammortamento rispetto all’effettivo valore del bene acquistato permette di pagare le imposte su una base imponibile inferiore, grazie alle deduzioni maggiorate.A tutti gli effetti l’ammontare del tuo investimento è lo stesso, ma fiscalmente risulta che hai speso di più.

Come puoi calcolare quale sia il vantaggio economico per la tua azienda? Facciamo un esempio (l’importo di 30.000 euro è solo un esempio perché l’impianto va valutato nello specifico per ogni azienda in base ai consumi, allo spazio ed ad altre specifiche tecniche)

Costo investimento per installazione impianto fotovoltaico: 30.000 € + IVA (si intende impianto completo di struttura e costi installativi)

Maggiorazione del 30%: 9.000 €

Costo maggiorato sul quale calcolare l’ammortamento: 39.000 € 

Coefficiente di ammortamento: 9%

Da questi dati risulta che l’ammortamento deducibile per il 2018 sarà 39.000 x 9% =3510 €.

Se consideriamo che i tempi di ammortamento sono di circa 11 anni, la deducibilità complessiva per il calcolo delle imposte è di 3510 x 11 = 38610 €, ben 8610 € in più rispetto all’ammontare effettivo del tuo investimento.

A poter beneficiare dell’incentivo fiscale del super ammortamento sono i soggetti titolari di reddito d’impresa e i professionisti con reddito da lavoro autonomo, anche svolto in forma associativa, purché residenti e con un’organizzazione stabile in Italia.

Oltre ad avere un enorme potenziale di autoconsumo, aziende e imprese commerciali possono sfruttare il fotovoltaico per una strategia di efficientamento energetico complessivo. Elettrificando molti dei consumi, sfruttando ad esempio il fotovoltaico per riscaldare o raffrescare, è possibile abbassare i costi di gestione e migliorare le performance aziendali.

Vuoi avere maggiori informazioni? Vuoi capire per la tua azienda quale sia il tempo di rientro dell’investimento? Contattami per un’analisi gratuita ed una proposta concreta.  

BOLLETTE: da gennaio nuovi aumenti luce e gas

Qualcuno parla già di stangata di Capodanno. Purtroppo infatti, sono in arrivo nuovi aumenti per le bollette di luce e gas. Ma ormai è cosa assodata. Da 3 anni e mezzo nel blog lo dimostro con i fatti e con i dati periodici. In media gli aumento vanno dal 3 al 5% ogni anno. Purtroppo nell’ultimo anno gli aumenti si sono spostati più verso il 5% che verso il 3%. Tieni conto anche di queste cifre quando fai il tuo piano di ammortamento e cerchi di calcolare in quanto tempo rientrerai dell’investimento fotovoltaico.

Perché se rientrare in 5-6-7 anni ti sembra molto, mi devi spiegare cosa c’è di conveniente nel  pagare cifre in aumento per sempre. Se adesso ti sembra di spendere molto per l’energia elettrica ed il gas, come pensi tra qualche anno di sostenere i costi per l’approvvigionamento energetico?

Sì, perché lasciamo perdere le buone azioni e l’ecologia. Parliamo di soldi e numeri, cosa che tocca tutti, chi ne ha pochi deve spenderli in modo oculato  ed anche chi ne ha tanti e non ama “buttarli su per il camino”. E’ proprio questa la frase che uso con i miei clienti. Sistemi non efficienti ti fanno buttare soldi in dispersioni, perdite, inefficienze che costano soldi e risorse.

Ecco cosa riporta oggi il sito www.ansa.it a proposito dell’aumento delle bollette di luce e di gas.

aumento costo luce e gas“Dal prossimo primo gennaio la famiglia tipo registrerà un incremento del +5,3% per le forniture elettriche mentre per quelle gas del +5%. È quanto prevede l’aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela comunicate dall’Autorità per l’energia sottolineando che per l’elettricità è stato decisivo l’incremento dei prezzi all’ingrosso e dei costi per adeguatezza e sicurezza mentre per il gas arriva il previsto effetto invernale. I rincari per le bollette di luce e gas comunicati dall’Autorità per l’energia comporteranno “nel dettaglio, per l’elettricità la spesa (al lordo delle tasse) per la famiglia-tipo nell’anno compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018 di circa 535 euro, con un aumento del +7,5% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° aprile 2016 – 31 marzo 2017) corrispondente ad un aumento di circa 37 euro l’anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas, specifica l’Authority nella sua nota di aggiornamento, sarà di circa 1.044 euro, con un rialzo del +2,1% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, corrispondente ad un aumento di circa 22 euro l’anno.”

Degli aumenti delle bollette ne ho già parlato in diversi articoli.

Te ne linko uno solo dal quale ci sono i link anche a tutti gli altri.

aumento bolletteAllora, vuoi sistemare casa tua una volta per tutte? Vuoi produrti da solo l’energia che ti serve per vivere? Vuoi smetterla di bruciare soldi inutilmente giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno? Prendi gli stessi soldi ed investili nell’efficientare casa tua. Fallo per te e fallo per la tua famiglia!

E se non sai come chiedimelo. Sono qui anche per quello.

Un investimento redditizio oggi? il fotovoltaico

Tre problemi che puoi risolvere per vivere meglio e migliorare il comfort di casa tua
Tre problemi che puoi risolvere per vivere meglio e migliorare il comfort di casa tua

Sei alla ricerca di un investimento redditizio oggi? Hai qualche soldo fermo in banca? Lavori e paghi le tasse? Hai una casa di proprietà? Bene, allora contrariamente a quello che molti potrebbero pensare hai almeno tre problemi. La buona notizia è che potresti risolverli facilmente attraverso una mossa strategicamente azzeccata. Mi spiego meglio. Queste tre caratteristiche portano con sé degli oneri che puoi facilmente ridurre e trasformare in onori con poche semplici mosse. Vuoi sapere perché avere un gruzzoletto, avere un lavoro stabile ed avere un immobile ti stanno penalizzando in questo momento?

Non lasciare che il tuo capitale diminuisca e che diminuisca il potere di acquisto dei tuoi risparmi
Non lasciare che il tuo capitale diminuisca e che diminuisca il potere di acquisto dei tuoi risparmi
  1. Se hai soldi fermi in banca il tuo gruzzoletto piano piano viene eroso (senza che tu lo voglia spendere!) visto che i tassi di interesse sotto zero ormai sono una realtà, basta vedere i rendimenti offerti dai Btp a 2-3 anni. La maggioranza dei titoli di Stato europei e molte obbligazioni aziendali sono a tasso sotto zero. Recentemente è caduto anche il tabù degli interessi negativi sul conto corrente. Una banca tedesca ha infatti introdotto il tasso negativo sui conti dei suoi clienti. Oggi poi le obbligazioni bancarie sono sostituite da fondi di investimento e soprattutto polizze vita (che fanno incamerare alte commissioni di sottoscrizione).
  2. Hai un lavoro e paghi le tasse.
    Quanto pesano le tasse sul tuo stipendio? Lo sai che potresti usare i soldi che paghi in tasse per migliorare casa tua?
    Quanto pesano le tasse sul tuo stipendio? Lo sai che potresti usare i soldi che paghi in tasse per migliorare casa tua?

    Che tu sia un dipendente o un libero professionista sono dolori. Se sei dipendente forse ti sfugge perché quello che ti arriva sul conto corrente è l’importo netto. Se sei un imprenditore o un libero professionista lo hai ben presente ed ogni volta che sul telefono compare il numero del professionista ti scorre un brivido lungo la schiena. Quante tasse paghi? Quanto irpef paghi? Lo puoi calcolare da solo cliccando qui oppure puoi guardare l’importo lordo della tua busta paga e poi scendere in fondo a destra e leggere l’importo netto che ti viene erogato (ma quello forse lo sai a memoria…).

    Puoi ridurre i costi di gestione di casa tua
    Puoi ridurre i costi di gestione di casa tua

    Bene, adesso riprenditi. Lo so, fa male. Ma ti piacerebbe riavere un po’ di quei soldi? (Sì si può, continua a leggere).

  3. Se hai una casa di proprietà, costruita con il sacro sudore della fronte, fatta in economia pezzo pezzo o anche se l’hai acquistata già bella e pronta e magari ci stai pagando un bel mutuo trentennale sopra, sai quanto ti è costata e quanto ancora ti costa. Sì perché nonostante adesso sia tua per starci bene devi acquistare dei servizi indispensabili: i servizi energetici che portano con sé le tristi e salate bollette. Ti chiedo, ti piacerebbe essere almeno un po’ più autonomo? Ti piacerebbe non stare in ansia ogni volta che prevedono un caldo infernale e che sai che per sopravvivere dovrai accendere il climatizzatore? E la stessa cosa vale per il freddo invernale…

Visti i problemi, passiamo alla soluzione. E’ molto semplice e cercherò di semplificarti al massimo i conteggi.

Simulazione di rendita in % di un impianto fotovoltaico per autoconsumo ed uso domestico
Simulazione di rendita in % di un impianto fotovoltaico per autoconsumo ed uso domestico

Se installi su casa tua un impianto fotovoltaico da 3 kw spenderai all’incirca dai 6500 ai 7500 euro a seconda dei modelli. Facciamo i conteggi con un impianto dal costo medio di 7000 euro. E mettiamo una famiglia media di 4 persone con unico stipendio di 1500 euro ed una casa di proprietà.

Abbiamo visto che quei 7000 euro in banca non rendono nulla. E questo è un dato di fatto. Inoltre lo stipendio di 1500 euro netto ha un valore al lordo di oltre 2000 euro. Significa che ci stai pagando delle tasse (compreso l’irpef che potresti farti restituire). Una famiglia di 4 persone spende in media dai 700 ai 1300 euro all’anno (anche qui prendiamo la media 1000 euro).

Nello schema nelle foto sopra ti dimostrato in modo semplice e lampante che il tuo investimento rende il 12% annuo. Nella voce uscite hai il costo dell’impianto. Nella voce entrate hai il risparmio in bolletta e il ritorno delle tasse “scontate”. Se vuoi leggere un altro esempio in merito puoi leggere questo articolo. Quindi, sì, il fotovoltaico è un investimento redditizio. Puoi cambiare i parametri, la percentuale può essere del 16% così come può essere dell’8% se spendi proprio poco di bollette. Ma attenzione, i dati non sono casuali o stimati, guarda il rendimento di un impianto fotovoltaico monitorato di un cliente al quale ho fatto una consulenza

Questo è il momento giusto per sfruttare tutti questi fattori concomitanti!
Questo è il momento giusto per sfruttare tutti questi fattori concomitanti!

Ora potresti farmi un’obiezione. Sarebbe un’obiezione non coerente con una delle tre premesse del post, ma faccio finta di nulla. Mi puoi dire, io i 7000 euro non li ho. Bene, con i tassi medi di interesse sul credito al consumo tra il 5% ed il 7%, hai comunque una resa che va almeno dal 5% al 7%. Ed anche su queste rendite prodotti finanziari non ce ne sono! Quindi, pensa un po’ puoi avere tutti questi benefit anche se i soldi in banca non li hai. Ma ancora ci stai pensando? La soluzione è valida per tutto quello che si farà entro il 31 dicembre 2016. Dopodiché non so se rinnoveranno la detrazione fiscale al 50% o se come sembra la ridurranno al 36%. Adesso è il momento giusto di agire. Punto!

Se vuoi capire perché un impianto fotovoltaico è un investimento che rende di più oggi senza conto energia rispetto a qualche anno fa anche se gli impianti erano incentivati puoi leggere qui. 

Se invece vuoi una consulenza specifica che ti permetta di avere dei risultati garantiti, allora basta una telefonata o una mail. 

 

Come risparmiare sulle bollette di luce e gas

Le due vie del risparmio energetico. Si devono ottimizzare i consumi e si deve puntare all'autosufficienza energetica
Le due vie del risparmio energetico. Si devono ottimizzare i consumi e si deve puntare all’autosufficienza energetica

Come risparmiare sulle bollette di luce e gas ? In diversi articoli ne ho già parlato soprattutto partendo dal presupposto che si deve agire in due direzioni (in entrambe per massimizzare il risultato). Risparmiare (dove è possibile) ed essere indipendenti (dove è possibile). In tutti e due i casi serve un po’ di applicazione e un piccolo investimento di tempo per capire e poi per agire.

Quindi riassumendo le strade sono due 1)mi produco energia da solo 2)razionalizzo ed ottimizzo i consumi. Entrambe le opzioni non devono però non andare a discapito del comfort e della perfetta vivibilità della propria abitazione.

Il punto 1 è stato ampiamente trattato. Vi metto i link ad alcuni articoli in modo da poter approfondire l’argomento indipendenza energetica.

Per quanto concerne il punto 2 ne ho parlato qui

Ma vediamo se c’è ancora qualcosa che posso fare per ridurre i miei costi. Serve fare alcune piccole verifiche. Quindi carta e penna, prendi appunti. O… molto meglio, inserisci questo blog tra i preferiti o nel segnalibro!

tariffa d21. Controllare se si ha la tariffa residente (D2). Spesso quando si cambia casa viene affidata una tariffa residenziale ma non agevolata come effettiva residenza ed i gestori hanno tutto l’interesse che tale tariffa (più onerosa per l’utente) rimanga tale. Per accedere alla tariffa agevolata per i residenti bisogna avere un potenza massima del contatore di 3 kW (in realtà è di 3,3) ed avere la residenza anagrafica nel luogo della fornitura di energia elettrica (prendi la bolletta e verifica nei dati in alto nella prima pagina – solitamente). Capita spesso di dimenticarsi di comunicare al fornitore di essere residenti nell’abitazione per la quale viene fornita l’energia elettrica.
potenza contatore2. Verificare di avere un potenza del contatore adeguata ai propri bisogni. Spesso si pensa che stipulare un contratto con potenza maggiore impegnata sia una comodità in più ma a)nella maggioranza dei casi non si utilizza tale surplus di potenza b)non si pensa che tale disponibilità ha un costo ulteriore che ricade in quota parte su tutta la fornitura di energia. Oppure spesso capita di subentrare ad un contratto di fornitura esistente e non ci si preoccupa di verificare se la potenza contrattuale è in linea con le proprie esigenze. È possibile che l’inquilino precedente avesse bisogno di un potenza maggiore rispetto alla nostra ed ovviamente questo fa aumentare il costo della bolletta.
chiedere e confrontare le tariffe3. Confrontare il prezzo dell’energia che si sta pagando. Questa è sempre una buona norma. Da ormai qualche anno siamo abituati a farlo per alcuni servizi come la telefonia o l’assicurazione Rc auto. Sarebbe buona norma verificare anche se le tariffe per l’energia sono consone al mercato (come detto in incipit, serve un piccolo investimento di tempo prima per capire e poi per agire). Ci sono degli appositi siti che permettono di confrontare le offerte non solo per quanto concerne la voce energia ma per la totalità della bolletta.

bolletta via mail4. Un’altro elemento di risparmio è quello di attivare la domiciliazione sul conto bancario e l’invio delle bolletta via email. Il pagamento tramite addebito sul conto corrente ci permette di non andare presso gli uffici postali a pagare le bollette con il bollettino, non rischiamo gli interessi di mora per non averla saldata in tempo e non in ultimo ci permette di risparmiare i costi di invio nonché gli oneri postali per il pagamento del bollettino.

I metodi per risparmiare ci sono. L’importante è attivarsi ed affidarsi.

 

Le pompe di calore ed il COP

Schermata 2016-06-05 alle 12.08.45Prendo spunto da una domanda di un lettore del blog (Luca) che mi chiede cosa sia il COP e come questo coefficiente incida ed influisca sulla scelta corretta della pompa di calore (in questo caso).
In maniera più semplice possibile, partiamo dalla base. Cos’è la pompa di calore.
E’ un sistema in grado di trasferire calore da un corpo più freddo (sorgente) ad un corpo a temperatura più alta. In sostanza viene invertito il normale processo per cui in natura il calore fluisce da un corpo più caldo ad uno più freddo (possiamo assimilare il funzionamento ad un frigorifero ma al contrario, ed infatti lo stesso principio funziona per il refrigeramento).

Sappiamo che ogni volta che l’energia viene trasformata o trasferita abbiamo una dispersione. Inoltre, perché vi sia questo trasferimento di calore, il sistema ha bisogno di energia, generalmente elettrica. Ma quanta energia serve al processo? Come la quantifico? E come faccio a sapere se il sistema è performante? 
Bene. Allora cos’è il COP.? L’acronimo sta per “Coefficient of Performance” ed è dato dal rapporto tra la potenza o energia termica che esce dal sistema e l’energia che è necessaria al sistema stesso per farla funzionare.  Quindi in maniera ancora più semplice,  una pompa di calore con COP=5 che consuma 1 kW elettrico genera 5 kW termici (per approfondire matematicamente l’argomento potete leggere qui, io non me ne occuperò ovviamente).

Schermata 2016-06-05 alle 12.06.38
funzionamento della pompa di calore e della caldaia a doppia condensazione in funzione della temperatura esterna. Massimo comfort e massimo risparmio

Bisogna però tenere presente che il COP varia in funzione dell’efficienza della macchina e della temperatura di partenza e di arrivo. Pertanto, in alcuni casi deve essere ben valutato il coefficiente di performance non in modalità standard (di laboratorio) ma nelle reali condizioni di utilizzo (e questo ambia da situazione a situazione, posizione geografica, altezza sul livello del mare, percentuale di umidità etc… ) Di certo a parità di condizioni, maggiore è il C.O.P., maggiore sarà la resa del sistema. Se ad esempio analizziamo il funzionamento ed il rendimento di una normale pompa di calore aria/aria, cioè un condizionatore split utilizzato per riscaldare ci accorgiamo che più bassa è la temperatura dell’aria esterna e meno efficiente sarà la pompa di calore. Al di sotto di una certa temperatura esterna (tipicamente sotto i 0°) non conviene utilizzare il condizionatore perchè il COP è quasi pari a 1. (a causa della bassa performance del sistema nonché a causa del cosiddetto effetto sbrinamento del motore esterno).

Schermata 2016-06-05 alle 12.06.00
Sistema ibrido Rotex Daikin. Pompa di calore per riscaldamento (ed per alcuni modelli raffreddamento) e caldaia ibrida a doppia condensazione.

Quando il coefficiente di performance si riduce è conveniente utilizzare una caldaia a gas che riesce a raggiungere alte temperature velocemente ed indipendentemente dalla temperatura esterna. In pratica, se il gas è risulta essere meno costoso della corrente elettrica (a meno che la corrente elettrica non sia gratis e se ne abbia in abbondanza conviene passare dal sistema in pompa di calore al sistema a gas. Per questo motivo (e lo potete leggere qui) per situazioni di case già esistenti che hanno l’allaccio al gas, il mio consiglio è quello di valutare un sistema ibrido che permetta di utilizzare la pompa di calore fin quando conveniente e poi di integrare con una soluzione altamente tecnologica (caldaia a doppia condensazione) a gas. E come faccio a valutare quando convenga passare da un sistema all’altro? Non ti preoccupare. Questi sistemi innovativi elaborano attraverso un algoritmo matematico tutte le informazioni che giungono dal sistema e passa autonomamente ad utilizzare il sistema più performante sia a livello comfort che per quanto concerne il risparmio. Bello ehhh???

Schermata 2016-06-05 alle 12.09.02Vediamo altri acronimi che possono essere utili a capire quale prodotto faccia al caso mio.

S.COP= Seasonal COP. Indica la media stagionale del COP, cioè come il sistema si comporta mediamente in tutto l’anno. EER= Energy Efficiency Ratio: è la stessa cosa del COP ma per il raffrescamento. S.EER= in modo analogo al C.O.P. è l’EER medio stagionale.

Queste poche e semplici informazioni vogliono essere uno spunto di riflessione, nulla di più. Perché il mio consiglio come sempre è quello di affidarti a persone (i consulenti) che siano in grado in ogni situazione di trovare la soluzione migliore in termini di costi/benefici e che ti garantiscano attraverso la “certificazione del risparmio” quello che è il risultato che si andrà ad ottenere sia a livello di comfort che di risparmio. 

Per capire il valore di un prodotto si devono valutare i risultati “garantiti” che lo stesso porta con sé.

PS: Ti lascio con un problemino matematico. Conviene comperare un prodotto che costa 5 e che mi fa risparmiare 1 ogni anno per 10 anni o mi conviene acquistare un prodotto che costa 7 ma che mi fa risparmiare 2 ogni anno per 10 anni? A te la riflessione …

PS2: Per tutto il 2016 su questi sistemi c’è il 65% di detrazione fiscale. Le tasse le paghi? Sì? Allora approfittane per fartene restituire un bel po’ visto che più della metà dell’impianto te la ripaga lo stato!

Fotovoltaico ed auto elettrica

Prendo spunto da una recente consulenza ad un mio cliente padovano, nonché da una piacevole “collaborazione cultural/informativa” con l’amico Andrea di “aboliamo il motore a scoppio ed installiamo energie rinnovabili”  (gruppo Facebook che vi invito a visitare e sottoscrivere) per fare un’analisi su come sia possibile integrare la mobilità sostenibile delle auto elettriche con l’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (fotovoltaico). Premetto che i dati che andremo ad analizzare non vogliono essere (come sempre) una risposta univoca e risolutiva ad ogni situazione ed ad ogni esigenza ma vogliono semplicemente dimostrare che la direzione è quella giusta. (la direzione è l’elettrico…) Ad ognuno poi decidere se sposare il progetto, se lo stesso risponde o meno alle proprie esigenze, se sia o meno sostenibile economicamente e praticamente. Di sicuro, e qui chiudo la premessa, ci sono i pro e ci sono i contro (ma si sa, per ognuno due cose oggettivamente identiche hanno un peso diverso e pertanto non sono più oggettive ma rientrano nella sfera soggettiva).

Il cliente mi chiede. Posso ricaricare la mia macchina elettrica con un impianto fotovoltaico? La mia risposta come sempre è … DIPENDE. Dipende da che auto ho, da che impianto ho, da che uso faccio della macchina elettrica, da quale budget ho.

Nel mio articolo mi avvarrò anche dei grafici di rendimento reali di un altro amico delle energie rinnovabili, Eugenio che cortesemente mi permette di analizzare la sua produzione, il suo autoconsumo ed il suo sistema di ricarica auto casalingo.

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L’elenco di queste 5 auto elettriche è a titolo esemplificativo ed è stato tratto dal sito http://www.trendmotori.com/auto-elettriche-nuovi-modelli.php in data 24 maggio 2016

Chi oggi acquista un’auto elettrica lo fa sostanzialmente per il piacere di non inquinare. Chi prova la guida elettrica poi rimane invece estasiato dalla silenziosità della marcia, dall’accelerazione fulminea e dalla fluidità di marcia. Inoltre nelle salite anche più ripide non si è mai in difficoltà grazie alla coppia massima presente anche a velocità ridotta.

Detto questo, vedremo come sia anche possibile avere un risparmio.

Schermata 2016-05-24 alle 12.21.42 Schermata 2016-05-24 alle 12.21.56 Schermata 2016-05-24 alle 12.22.09 Schermata 2016-05-24 alle 12.22.24

Oggi sul mercato ci sono diverse tipologie di auto elettriche (tralasciando al momento volutamente l’ibrido per parlare solo di totalmente elettriche), che sono semplici quadricicli o che sono auto vere e proprie. Dalle due posti alle 4 posti, fino a crossover come vengono chiamati in gergo, passando per le berline medie ed anche le ammiraglie. Non sarà un problema nominare dei marchi, Renault, Citroen, Nissan, Smart, Volkswagen, Bmw, Kia, Mercedes, Mitsubishi, Hyundai (ancora manca fiat che non ha previsto la 500 elettrica per il mercato europeo), per arrivare a Tesla, nome che sta riscuotendo un grosso successo e che sta mettendo in subbuglio tutto il comparto automotive (tanto da far muovere in questa dei colossi del settore che fino ad oggi erano stati alla finestra).

Quindi, auto elettrica come scelta di vita in primis, come status symbol, (a volte), come piacere di muoversi senza inquinare (sempre) come piacere di guida vero e proprio (sempre) e come fonte di risparmio (a volte) . Perché un’auto elettrica è fonte di risparmio anche se non utilizzo le colonnine gratuite ed anche se la ricarico di notte a casa mia tramite una semplice presa domestica a 220 V. Sì perché il rendimento dei motori elettrici rispetto ai motori termici è conveniente a priori, senza bisogno di scomodare studi o riportare qui calcoli complessi (non è lo scopo del post che vuole invece essere semplicemente alla portata di tutti).

Ma se volessi essere ancora più green? Se volessi addirittura autoprodurmi l’energia che consumo per muovermi? Posso? Se proprio mi da fastidio utilizzare l’energia (anche nucleare) che il gestore del servizio elettrico mi fornisce, posso avere una sorta di “km zero” energetico? La risposta è sì. Puoi. Basta dotarsi di un sistema di produzione di energia elettrica (impianto fotovoltaico). Il vantaggio sarà duplice. Prima di tutto abbatterai i consumi domestici e pertanto potrai consumare (sempre con parsimonia perché lo spreco è sempre un peccato) l’energia che ti auto produci per tutti i bisogni casalinghi. Con il surplus (perché ogni impianto genera un surplus) potrai decidere di accumulare l’energia (accumulo/batteria), potrai creare un accumulo termico (acqua calda sanitaria e/o riscaldamento tramite pompa di calore) o potrai anche (ed è questo il caso che analizziamo) ricaricare la tua auto elettrica.

Ehhh ma chissà che impianto ci vuole per ricaricare un’auto elettrica?  Qui ovviamente dipende dalla capacità delle batterie dell’auto che si vuole/deve ricaricare. Cambia molto se devo ricaricare una twizy o se devo invece ricaricare una model S P90 di tesla.  Di sicuro comunque è la soluzione migliore per l’ambiente e per il risparmio famigliare ed anche nel caso dell’auto molto grande e capiente, potrò con soddisfazione essere certo che una buona parte della ricarica che mi permette di muovermi l’avrò ottenuta semplicemente con il sole che colpisce gratuitamente e giornalmente il mio tetto.

Bene, ma tutti possono avere un impianto fotovoltaico? (leggi qui i 5 requisiti fondamentali) E chi ha i requisiti e non lo ha ancora fatto cosa sta aspettando? (leggi qui perché i tuoi vicini che lo hanno già fatto non sono degli scemi…)

Il minimo che devo installare per avere un beneficio sulle spese domestiche e poter pensare di avere un margine per ricaricare l’auto elettrica è il 3 kwp che consiste (con la tecnologia standard attuale) a 12 pannelli che occupano circa 17 mq. L’ideale per non passare in trifase (spazio sul tetto permettendo) sarebbe quello di installare i 6 kwp che sono 24 pannelli (35 mq). Questo permetterebbe anche una ricarica (di giorno ovviamente) più veloce. L’esempio che faccio ai miei clienti è quello di immaginare di dover riempire una piscina (batteria dell’auto) e di farlo con una pompa semplice da giardino oppure con un idrante di quello dei vigili del fuoco. E’ ovvio che (se ho acqua a disposizione) con l’idrante impiegherò molto meno tempo. Bene per la corrente è la stessa cosa. Maggiori sono i Kwh che posso immettere nelle batterie, minore sarà il tempo di ricarica della mia batteria e pertanto prima la mia auto sarà disponibile.

Ma se io l’auto la utilizzo di giorno? Se la carico la sera? Se la carichi la sera ti consiglio un sistema di accumulo al litio (oggi sul mercato ci sono diverse marche e modelli interessanti) che ti permettono di accumulare il surplus energetico prodotto dell’impianto, stoccarlo in un accumulo per poi utilizzarlo quando mi serve (anche per ricaricare la macchina). Inoltre poiché (a meno di grossi esborsi) l’accumulo solo non sarà sufficiente a caricare un’auto elettrica di medie dimensioni, ad oggi la normativa prevede di poter utilizzare il contributo in conto scambio (dello scambio sul posto) e quindi di ridurre di circa 1/3 il costo della mia bolletta serale.

Quindi riassumendo, perché è un’ottima abbinata l’auto elettrica assieme all’impianto fotovoltaico a casa?

  1. posso caricarmi gratis l’auto
  2. non devo trovare colonnine libere in giro ed attendere la ricarica
  3. non inquino
  4. ottimizzo l’utilizzo della risorsa a km zero. Prodotta e consumata/immagazzinata
  5. l’energia prodotta dall’impianto non solo mi permette di ricaricare l’auto ma serve al fabbisogno energetico di casa mia
  6. se l’abbino ad un sistema d’accumulo mi permette di ricaricare l’auto (in parte) gratuitamente anche di notte
  7. mi permette di non dipendere dalle fluttuazioni del costo dell’energia e dai costanti aumenti annuali
  8. mi permette di essere già oggi un passo nel futuro. (l’elettrico…)
(fig.1) produzione del 20 maggio 2016 - impianto da 6 kwp diviso su 3 falde (sud-est-ovest)
(fig.1) produzione del 20 maggio 2016 – impianto da 6 kwp diviso su 3 falde (sud-est-ovest)

Vediamo ora grazie all’amico Eugenio che abita in Lombardia, come sia possibile ricaricare due auto elettriche in una giornata di sole con un impianto della potenza di 6 kwp (i 24 pannelli di cui parlavo prima). Il parco auto di famiglia è composto da una Renault twizy (quadriciclo) e da una smartED. Ebbene, con la produzione di venerdì 20 maggio oltre al fabbisogno della sua abitazione è riuscito tranquillamente a ricaricarle entrambe. Nel grafico della potenza (fig.1) vedete in blu l’energia prodotta ed in giallo l’energia consumata. Da notare che l’impianto in questione è diviso su 3 falde e pertanto ha dei momenti di minore produzione di picco (in alcune ore del giorno ognuna delle tre falde ha dei down di produzione). Al contempo questa soluzione però permette di sfruttare sia le prime ore di sole del mattino sia le ultime della sera, garantendo una produzione minima costante (ideale per coprire il più possibile i fabbisogni domestici).  Dalle altre

(fig. 2) totale energia autoconsumata ed immessa in rete
(fig. 2) totale energia autoconsumata ed immessa in rete

immagini del sistema di monitoraggio si evince che la produzione giornaliera del suo impianto è stata di 35,39 kWh (fig.2) e che l’energia totale consumata è stata di 22,02 kWh  (fig.3). Quindi, nonostante abbia utilizzato l’energia per i propri fabbisogni domestici, nonostante abbia ricaricato due veicoli elettrici, ha avuto ancora una buona quota di energia da immettere in rete (e da utilizzare tramite lo scambio sul posto in modo da ridurre il costo dei consumi serali) (fig.3). Di sicuro Eugenio con un buon sistema d’accumulo avrebbe potuto puntare ad un maggiore autoconsumo (stoccando l’energia elettrica nella batteria) ed ad un prelievo vicino allo zero. (mi dice che ci sta arrivando 😉 ). Come detto, tutti oggi possiamo migliorare i nostri consumi prima di tutto razionalizzandoli, possiamo poi essere green sia autoproducendoci l’energia sia consumandola per illuminarci, scaldarci, lavarci e ovviamente muoverci.

(fig.3) Energia prodotta ed autoconsumata ed energia acquistata dalla rete
(fig.3) Energia prodotta ed autoconsumata ed energia acquistata dalla rete

Visto anche l’incentivo (detrazione fiscale) dello stato che è del 50% (5% all’anno per 10 anni) sia sull’impianto fotovoltaico che sull’accumulo e visto anche che addirittura sulle pompe di calore per acqua calda sanitaria e per il riscaldamento l’incentivo è del 65% (6,5% per 10 anni), ogni giorno, ogni settimana, ogni mese ed ogni anno che aspettiamo, paghiamo in tasse quello che potremmo risparmiare in energia. Urge una riflessione. Fatti due conti … 

E, se volete un consiglio, andate a fare un test drive di un’auto elettrica qualsiasi perché ne rimarrete piacevolmente sorpresi. Garantito!

Risparmio energetico: ecco il contributo della Provincia

Poche settimane fa mi ero premurato di informarvi circa la possibilità di avere dei contributi dalla provincia di Trento per l’efficientamento energetico di abitazioni e condomini.

Qui trovate l’articolo 

Provincia_autonoma_di_Trento-StemmaVenerdì 20 maggio 2016 sono usciti i regolamenti e pertanto i criteri per ottenere questi contributi.

Chi fosse interessato può leggere il comunicato stampa ufficiale a questo link. Nella medesima pagina a destra ci sono anche le slides di spiegazione sulla normativa e sui regolamenti.

I moduli e le informazioni saranno disponibili a partire da lunedì (domani), rivolgendosi all’Apiae (Agenzia provincia per l’incentivazione delle attività economiche): numero di telefono 0461 – 499400 o via email apiae@provincia.tn.it.

Per informazioni è a disposizione l’Ufficio edilizia abitativa della Provincia autonoma di Trento: numero di telefono 0461 – 495022, email serv.autonomielocali@provincia.tn.it.

Amici trentini, approfittatene! 

La direzione è l’elettrico

[Pre-premessa perché il tempo è prezioso, anche per te che stai leggendo il mio articolo: chi non avesse voglia di leggere o di documentarsi in merito trova già nel titolo la risposta e il mio pensiero/posizionamento tecnico circa la direzione futura degli impianti… ]Schermata 2016-05-19 alle 22.14.03

Bene, se stai continuando a leggere vuol dire che o ti interessa approfondire l’argomento o che il titolo non è abbastanza chiaro. Ovviamente propenderò per la prima ipotesi. Prendo spunto da alcune recenti consulenze per fare il punto della situazione sul percorso tecnico/evolutivo che stiamo percorrendo e la direzione maestra che stiamo seguendo a livello impiantistico.
La doverosa premessa è che come sempre queste mie poche righe possono solo essere un’indicazione di massima ma che ovviamente non possono e non vogliono essere esaustive. Il perché te lo spiego qui.
Esaminiamo 2 casi distinti. Una casa di nuova costruzione (caso A), sulla quale sarà importante fare un progetto specifico che integri tutte le utenze domestiche prima della realizzazione di qualsiasi intervento edile, ed una casa già esistente che si vuole migliorare energicamente (caso B). In questo secondo caso, a seconda della tipologia di edificio, ci possono essere interventi più o meno invasivi, più o meno costosi e più o meno efficaci.
Ai miei clienti dico sempre che il progetto che presenterò loro deve essere la bisettrice di un ipotetico grafico nel quale sull’asse delle x abbiamo il costo e sull’asse delle y abbiamo il beneficio. Quella è la perfetta allocazione delle risorse (come si direbbe in economia) e quella è la perfetta situazione di equilibrio. Il connubio cioè che mi permette di avere qualità e risparmio e quindi che mi permette di rientrare economicamente della spesa il prima possibile (e possibilmente solo o quasi con i risparmi e con gli incentivi fiscali).

CASO A: (sul quale mi soffermerò poco perché chi progetta casa solitamente si affida già a degli esperti)

Se devo pensare ad una casa nuova, che mi duri una vita, che mi dia massimo comfort e che mi permetta anche di poterla chiamare (passiva), allora ho solo l’imbarazzo della scelta. Dal geotermico, all’elettrico con fotovoltaico e pompa di calore, dai materiali superisolanti, alle vernici termiche, le possibilità sono tantissime (anche i prezzi ovviamente). A seconda di quanta energia casa mia dovrà produrre per essere autonoma, ovviamente mi attrezzerò di conseguenza.
Qui il progettista, il termotecnica ed un consulente energetico possono lavorare assieme per trovare la soluzione migliore caso per caso.

CASO B:

Comprende la maggior parte delle abitazioni che già stiamo abitando. Le stiamo vivendo e non siamo soddisfatti di come sono calde/fredde. Solitamente poi a questa insoddisfazione di “comfort” aggiungiamo delle spese folli per riscaldamento, raffrescamento e “mantenimento energetico” in genere. Bene. O meglio male.

Ma quali sono i “buchi neri” che trangugiano euro dagli addebiti permanenti sui nostri conti correnti? Quali sono i beni/servizi/risorse energetici/che consumiamo e spesso sperperiamo all’interno delle nostre abitazioni?

Sostanzialmente sono due. ELETTRICITÀ’ e GAS (ma potrebbe esserci la legna, il pellet, il gasolio…)

E’ possibile ridurre queste spese? Come? Con quali accorgimenti? Con quali interventi? E che direzione mi conviene prendere?

Prima regola: non sprecare ...
Prima regola: non sprecare …

Regola n.1:  non sprecare. Questo significa non tenere temperature tropicali l’inverno e glaciali l’estate. Sembra una cosa banale ma una media di 1-1,5 gradi in meno o in più significa un risparmio globale del 10/15 in bolletta.

Regola n.2: acquistare meno risorse. E per farlo devo avere sistemi più performanti

Regola n.3 produrmi da solo le risorse che mi servono. E qui ci ricolleghiamo al titolo del mio intervento. Oggi con poche migliaia di euro posso garantirmi la produzione di energia elettrica per 30 anni da utilizzare come e quando voglio (e come vedremo sotto per farci quello che voglio…)

Schermata 2016-05-19 alle 22.15.49Ma cosa significa che la direzione è l’elettrico? Significa che se mi produco da solo elettricità posso sopperire alla mancanza di altre risorse (es gas) perché posso trasformare l’elettricità in quello che voglio in maniera piuttosto semplice. Posso accumulare energia elettrica (storage e batterie d’accumulo in genere). Posso accumulare energia termica (attraverso una pompa di calore per acqua calda sanitaria o per acqua calda sanitaria e riscaldamento) grazie all’energia elettrica in surplus prodotta dall’impianto e non autoconsumata istantaneamente.  Posso cucinare (tramite le piastre ad induzione ad esempio). Posso muovermi, (se ho un’auto elettrica) facendo il pieno direttamente a casa mia. Ma Lorenzo, stai dicendo che in tutte le case possiamo togliere il gas? No, questo in molte situazioni ancora è difficile. In primis però puoi ridurre l’utilizzo del gas risparmiando molti soldi e limitandone l’utilizzo solo in situazioni estreme  (freddo) o semplicemente quando nel bilancio energetico della casa risulti essere la risorsa più conveniente.

sistemi intelligenti che razionalizzano le risorse ed ottimizzano il comfort della nostra casa
sistemi intelligenti che razionalizzano le risorse ed ottimizzano il comfort della nostra casa

Sì perché oggi è possibile avere in casa dei sistemi talmente intelligenti che sono in grado di decidere, a seconda della temperatura esterna, a seconda di quanto sole c’è, a seconda di quale sia la risorsa disponibile dal costo minore, quale dispositivo azionare. I risultati di risparmio sono incredibili. Per il portafogli, per l’ambiente e per il miglior comfort di casa nostra. 

Come aumentare il valore di un immobile con le rinnovabili

vendere casaChe il fotovoltaico, il termico e gli interventi di risparmio energetico siano un investimento da fare lo ho spiegato più volte (e qui se ti fosse sfuggito ti spiego il perché). 

Tra le cose da sapere sul fotovoltaico (eccole qui) ho accennato anche a questo importante fattore economico di rivalutazione del valore immobiliare.

efficientamento energeticoChi mette il fotovoltaico in casa infatti, non ha solamente il beneficio di poter ridurre le spese energetiche per gli anni a venire ma mettere il fotovoltaico sul tetto di casa è anche un investimento “immobiliare” perché ne aumenta il valore.

rivalutazione immobiliareE’ assodato che chi mette un impianto fotovoltaico sul tetto di casa ne aumenta il valore commerciale. Vediamo ora come un impianto fotovoltaico aumenta il valore dell’immobile? Quali sono i criteri utilizzati? Come misurare il suo potenziale?

  1. L’immobile ha bisogno di meno energia (elettrica o termica che sia) e pertanto ha minori costi di gestione
  2. L’immobile è più appetibile per eventuali acquirenti 
  3. L’immobile consumando meno non risente dei costanti aumenti di costo delle energie
  4. L’immobile che consuma meno e meglio mi permette di non inquinare e quindi mi fa anche stare meglio

Ma posso quantificare di quanto aumenta il valore? L’aumento stimato varia dal 4% all’8% a seconda delle tipologie di intervento e della grandezza dell’immobile. Di fondamentale importanza sono ovviamente garanzie, certificazioni e qualità dei materiali installati.aumento valore immobiliare

Quanto ti rendono quei soldi in banca? Poco? Prova a vedere qui quanto ti rende invece un investimento in energie rinnovabili! 

Sei ancora dubbioso? O forse non hai soldi da investire? Allora lascia che ce li metta qualcun altro per te e goditi la casa ripagandoti gli impianti con il risparmio!