FOTOVOLTAICO E PAESAGGISTICA: IL TAR A FAVORE DEGLI IMPIANTI

Ci sono zone soggette al vincolo paesaggistico che hanno delle limitazioni per l’installazione di impianti fotovoltaici. Ma questi vincoli sono realmente a tutela del “paesaggio” o stiamo parlando di mera burocrazia?
Posso condividere l’esigenza di preservare immobili dal valore storico la cui bellezza ed il cui valore potrebbe non sposarsi appieno con le nuove tecnologie. (Anche se poi penso a “cattedrali moderne” all’interno di contesti storici e mi chiedo chi come e perché possa decidere a favore o meno di uno o un altro intervento). Quello che non posso condividere è che si estendano dei vincoli generici anche a delle tipologie di installazioni che nulla hanno di impattante. Soprattutto se inserite in territori dove ben altri sono i problemi paesaggistici. (fabbriche, capannoni dismessi, edifici pericolanti).

Questo anche alla luce del fatto che il legislatore incoraggia l’installazione di impianti fotovoltaici con una serie di incentivi diretti ed indiretti. Pertanto a rigor di logica, non dovrebbero esserci ostacoli alla realizzazione di impianti solari (intesi sia come pannelli fotovoltaici che come pannelli termici), in presenza di condizioni favorevoli da un punto di vista energetico ed economico. Invece, come tutti gli addetti al settore ben sanno, le barriere non mancano ed una delle più importanti e difficili da superare è rappresentata dalla tutela del paesaggio (cosiddetta pratica paesaggistica). Ecco che spesso, questo vincolo, finisce per essere in contrapposizione con l’obiettivo della promozione delle energie rinnovabili.pratica paesaggistica

Già in passato mi ero occupato delle prime facilitazioni in questo ambito con un articolo (ottobre 2016) nel quale si evinceva che l’ente preposto non poteva dare un diniego secco ed immotivato alla richiesta di installazione di un impianto per il risparmio energetico. 

Un altro passo in questa direzione è confermato da una recente sentenza del TAR della Lombardia, (496/2018) che contiene utili chiarimenti sull’installazione di pannelli fotovoltaici in aree sottoposte a vincolo. Tutto nasce dal ricorso delle proprietarie di un fabbricato che si trova a Maccagno con Pino e Veddasca (VA), zona sottoposta a vincolo paesaggistico, che avevano richiesto l’autorizzazione per la sostituzione della vecchia tettoia in luogo di una nuova, munita di pannelli fotovoltaici. La Soprintendenza aveva dato parere positivo all’avvio dei lavori, vietando però la posa dei pannelli, facendo quindi scattare il ricorso al TAR. La successiva sentenza dà sostanzialmente ragione alle proprietarie e fa piazza pulita di molte interpretazioni ostili al fotovoltaico: la terza sezione del Tar Lombardia evidenzia infatti come “la presenza di impianti fotovoltaici sulla sommità degli edifici – pur innovando la tipologia e morfologia della copertura – non è più percepita come fattore di disturbo visivo, bensì come un’evoluzione dello stile costruttivo accettata dall’ordinamento e dalla sensibilità collettiva (come aveva peraltro già stabilito il Tar del Veneto nel 2013)”

Il consiglio come sempre è quello di affidarsi a chi conosce la materia ed installa quotidianamente impianti. Conoscere il territorio, le diverse “particolarità comunali” nonché le vie corrette per portare in porto un progetto dalla fase di progettazione a quella di rendicontazione contabile (es: detrazione nel caso del fotovoltaico) è fondamentale e per nulla scontato. Affidati ai professionisti e non agli improvvisati!

 

FOTOVOLTAICO 2018 DETRAZIONE E NUOVO ADEMPIMENTO ENEA

Purtroppo (dico purtroppo perché è un’altra “burocrataggine” da dover fare e /o da farsi fare), dal 1°gennaio 2018  è  previsto un nuovo adempimento; è necessario infatti anche l’invio di una nuova comunicazione relativa all’intervento all’Enea, come disposto dalla recente legge di bilancio 2018 (cosa che fino all’anno scorso non era necessaria per il fotovoltaico). Fino all’anno scorso infatti, questo tipo di comunicazione doveva essere inviato solo per ottenere l’Ecobonus in presenza di interventi di riqualificazione energetica degli edifici (vedasi ad esempio impianti solari termici, sistemi ibridi, sostituzioni di caldaie etc…).

“Tenuto conto che l’obiettivo della legge è il monitoraggio energetico (si legge nelle specifiche emanate dall’Enea),  l’Enea ritiene che la trasmissione dei dati debba avvenire solamente per gli interventi che comportano riduzione dei consumi energetici o utilizzo delle fonti rinnovabili di energia”. Infatti, tale comunicazione ha l’obiettivo di monitorare e valutare i risparmi conseguiti con la realizzazione degli impianti e sarà similare a quella già utilizzata per gli interventi di risparmio energetico (quelli con detrazione 65%). Si precisa inoltre nel documento che la trasmissione della comunicazione dovrà avvenire esclusivamente per sia telematica. 

Ma come si deve procedere quindi?
Dopo l’emanazione di alcuni decreti attuativi, Enea provvederà a predisporre gli opportuni strumenti informatici per la raccolta dei dati e la relativa documentazione di supporto. Ti informerò non appena ci saranno novità in merito. Resta sintonizzato. E per essere sicuro di non perderti nulla iscriviti alla newsletter gratuita. (vengono inviate max 2 newsletter mensili)
Se invece vuoi valutare un preventivo per un impianto fotovoltaico o un sistema di accumulo o un hybrid system mi puoi contattare via telefono – whatsapp o mail 

 

IL NOLEGGIO OPERATIVO PER IMPIANTI FOTOVOLTAICI

Alcune aziende si stanno già avvalendo del sistema del “noleggio operativo” per alcuni macchinari necessari alla propria attività. Ma in cosa consiste questa opportunità per le aziende? Come dice il nome è un noleggio a medio/lungo termine che permette di utilizzare delle attrezzature senza doverle acquistare.

Oggi le aziende possono utilizzare questa formula anche per quanto concerne i sistemi per il risparmio energetico e l’efficientamento degli immobili. (vedasi fotovoltaico – pompe di calore – sistemi di accumulo, ad esempio).
Come funziona?

Si progetta l’impianto fotovoltaico (o più genericamente il progetto di risparmio energetico) e lo si installa. L’azienda invece id pagarlo subito o di chiedere un leasing, sottoscrive un noleggio mensile (comprensivo anche di manutenzione straordinaria) che può durare da 1 a 5 anni. Ovviamente l’importo del noleggio varierà in funzione della durata del contratto di noleggio. Alla fine del tempo stabilito con una minimo importo (3% del totale) è possibile anche riscattare l’impianto.

Ma quindi quali sono i vantaggi del noleggio operativo che ai più può sembrare simile ad un leasing?
  • L’azienda può usufruire da subito dell’impianto pagando mensilmente il noleggio ed utilizzando i fondi risparmiati dal mancato consumo energetico. Non deve pertanto utilizzare risorse proprie e/o immobilizzare capitale;
  • Il canone di noleggio è interamente deducibile nel corso dell’esercizio fiscale in cui è sostenuto (non come il leasing dove si possono detrarre i 2/3 dell’ammortamento ordinario));
  • Il noleggio Viene iscritto a bilancio alla voce “spese correnti” ed è quindi interamente detratto nell’anno. Non crea ammortamento e non necessita di iscrizione nel libro cespiti;
  • Le quote mensili del noleggio non impattano sull’Irap;
  • La durata del noleggio la sceglie l’azienda (max 5 anni) ed è parametrica al risparmio energetico (pertanto dei ripaga almeno in parte con risorse che sarebbero comunque spese)
  • Attraverso la progettazione iniziale ed il bilanciamento dell’impianto sul consumo energetico aziendale è possibile avere dei costi certi per tutta la durata del contratto (canone fisso); il canone è unico e all inclusive (comprende anche eventuali costi di manodopera straordinaria ed assicurazione all/risk);
  • Il noleggio non risulta come esposizione finanziaria e pertanto non va ad incidere sul rating aziendale (non vi è nessuna segnalazione alla centrale rischi);
Hai un’azienda che consuma energia e vuoi renderti più autosufficiente? Vuoi avere un’analisi gratuita ed un progetto di risparmio reale, immediato e garantito?
Contattami  per un appuntamento. E buon lavoro!

I SISTEMI DI STAFFAGGIO PER IMPIANTI FOTOVOLTAICI

Durante le consulenze  in tema di risparmio energetico vedo che si pone spesso molta attenzione sul brand di alcuni prodotti (pagandoli anche troppo a volte) e poi invece si tende a risparmiare su delle parti dell’impianto che sono invece molto importanti in termini di sicurezza.

Oggi Ti parlo dello staffaggio con il quale l’impianto fotovoltaico viene “ancorato” al tetto.

Di sistemi di aggancio al tetto ce ne sono moltissimi. Basti pensare che aziende come Wurth (parliamo del top di gamma), hanno oltre 100 soluzioni installative diverse  che dipendono dalla varie combinazioni possibili.

Il perché si tenga poco presente questa parte dell’acquisto è evidente. E’ qualcosa che non si vede e che pertanto si da come parte indistinguibile dell’impianto e mera componente strumento utile alla sola realizzazione del lavoro finito. Della serie un tipo vale l’altro. Io invece ci tengo affinché il cliente possa vedere, toccare con mano, percepire la qualità dei materiali e la cura installativa che richiedo.

Il perché  sarebbe (uso il condizionale perché come detto sopra spesso ciò non viene fatto) importante valutare cosa, come, quando e perché è indispensabile utilizzare installatori competenti che utilizzano materiali di qualità e che installino con calma e precisione te lo spiego io.

Cosa succede se si utilizzano materiali economici ? Succede che deperiscono. Succede che arrugginiscono. Succede che ossidano. Succede che tra 20 anni quando vorrai svitare una qualsiasi vite, la stessa ti rimarrà in mano.

Cosa succede se il lavoro viene fatto in velocità? Succede che non vengono mantenuti degli standard di qualità e di precisione che permettano di avere un’installazione ottimale ed anche esteticamente impeccabile.

Cosa succede se si utilizza il sistema più veloce ma meno performante per la “sigillazione” del tuo tetto? Succede che (magari non subito), ma nel corso degli anni si crea qualche infiltrazione alla quale dovrai mettere costosamente mano.

Quando ti affidi ad un’azienda piuttosto che un’altra prova a chiedere al tuo consulente se è in grado di spiegarti che tipo di installazione ti verrà fatta. Prova a chiedere che materiali verranno utilizzati. Anche questa componente dell’impianto è importante per il corretto funzionamento di tutto l’impianto e per la resa dello stesso nel tempo.

E se non vuoi avere sorprese in merito cerca di affidarti a persone che conoscono quello che ti stanno offrendo e che sono in gradi di dimostrarti nello specifico come deve essere realizzato un impianto a regola d’arte.

Perché se credi che un professionista ti costi molto (cosa che spesso non è vera tra l’altro, perché la professionalità dovrebbe essere insita nel servizio!!!), non hai idea di quanto ti costerà un incompetente 😉

CREDI ANCORA CHE IL FOTOVOLTAICO L’INVERNO NON FUNZIONI ?

Sei ancora convinto che l’impianto fotovoltaico d’inverno non funzioni? Oggi ho deciso di mostrarti punto per punto le varie obiezioni che genericamente, quotidianamente sento nel mio lavoro. E poi ho deciso di mostrarti i risultati reali che puoi ottenere con un impianto fotovoltaico correttamente dimensionato e scelto.
Il risultato ottenuto oggi domenica 25 febbraio 2018 da un impianto fotovoltaico da 4,5 kWp con un accumulo Tesla Powerwall 2 da 13,2 kWh

Tutti detrattori del fotovoltaico  ti hanno sempre detto che:

1)l’impianto fotovoltaico ti permette di avere energia solo di giorno

2)la tecnologia fotovoltaica ha la sua massima produzione da marzo ad ottobre

3)l’impianto fotovoltaico produce molto di più di quello che ti serve durante il giorno

4)che l’impianto fotovoltaico costa un “botto di soldi” (e sai quante bollette ci paghi?)

Bene, tutti argomenti  che presi singolarmente e spiegati solo con le chiacchiere da bar possono avere un fondo di verità. Ma quali sono i luoghi comuni e le obiezioni che riportano  le persone ? (anche di fronte a dei dati concreti e tangibili?)  Le tesi e le frasi sono varie ma si possono così sintetizzare  “mi hanno detto che” oppure “ho letto su internet che …” oppure ancora “un mio conoscente che lo ha mia ha detto che se tornasse indietro non lo rifarebbe”  o l’evergreen “ma adesso non ci sono più gli incentivi, lo dovevo fare anni fa, ormai adesso …”

Le possibilità sono tre. O ci sono molti folli in giro (quelli che hanno capito la portata di questa tecnologia e del risparmio energetico ed economico che la stessa comporta) oppure chi propone l’impianto fotovoltaico è proprio un grande ammaliatore. Io opterei per la terza possibilità che è la seguente.

La differenza tra qualcosa che funziona e qualcosa che non funziona sta tutta nella competenza di chi ti consiglia, nel materiale che scegli e nell’azienda alla quale ti affidi.  Personalmente prediligo che a parlare per me siano gli impianti realizzati, le referenze che settimanalmente arrivano e i grazie sinceri delle Famiglie che quotidianamente incontro.

Ma poiché la fiducia è una bella cosa ma è pur sempre un’arma a doppio taglio anche oggi (come sempre) vi porto un po’ di dati a supporto di quello che dico. Oggi mi stavo scrivendo con Andrei, un potenziale cliente di Ravenna al quale sto facendo una consulenza. Andrei ha l’esigenza di installare un impianto fotovoltaico con accumulo. E’ un investimento che desidera fare per la casa che ha appena comperato. Desidera con l’impianto integrare il riscaldamento a gas con le pompe di calore dei condizionatori. Parlando con lui ho pensato bene di vedere nel concreto, anche in questi giorni di tempo incerto quanta potenza poteva dare un impianto fotovoltaico di grandezza similare a quella che abbiamo ipotizzato di installare sulla casa di Andrei.

Sei ancora convinto che l’inverno l’abbinata fotovoltaico più accumulo non funzioni? Questo è il risultato di autosufficienza energetica ottenuto con un impianto fotovoltaico da 4,5 kwp (del 2012) abbinato ad una Tesla Powerwall2. Il tutto installato in provincia di Padova.

E, come sempre dico a chi si affida alla mia consulenza: Le parole sono una cosa. Possono essere anche reali. Ma i dati, quelli derivanti da un monitoraggio ufficiale sono talmente concreti e dettagliati che non possono lasciare adito a dubbi.

Quindi, in una giornata come oggi 25 febbraio 2018, con il poco solo presente in quel di Padova, cosa può produrre e cosa può alimentare un impianto fotovoltaico? Il dato lo vedete nello screenshoot qui a fianco.

98% di autonomia ottenuta! Di cui solo il 33% dato dall’impianto fotovoltaico e ben il 65% dato dalla batteria d’accumulo.

Ed allora qualcuno potrebbe pure dire: “beh, ma oggi non era proprio una giornata pessima. Invernale sì, non di pieno sole, ma non pessima. ” E giusto per bloccare sul nascere anche i più scettici ho deciso di verificare anche l’andamento dello stesso impianto dal primo gennaio ad oggi. Bene, 80% di autoproduzione. Con il 37% dall’impianto fotovoltaico e con il 43% dato dal sistema di accumulo (in questo caso il Powerwall 2 di Tesla).

Quindi, cosa si deduce da questi dati? Che l’impianto fotovoltaico è vero, d’inverno produce meno che d’estate. E non credo tu credessi il contrario. Che il sistema di accumulo pur essendo da 13,2 kWh si ricarica anche l’inverno ed anzi, proprio per la sua grande capacità permette di essere un polmone ampio e  conferma di funzionare bene anche di giorno quando la sola produzione dell’impianto fotovoltaico non sarebbe sufficiente.

Ora, se mi chiedi di essere energeticamente totalmente auto sufficiente per tutto l’inverno e con un impianto da 4 kWh, quello che ti dico è assolutamente no. Ma credo che l’80% di autonomia energetica nei mesi di gennaio e febbraio significhino che di kWh in un anno ne comprerai proprio pochi e soprattutto che l’impianto sta facendo il suo dovere e sta trasformando tutti ma proprio tutti i raggi che riceve in energia pulita!

Con buona pace dei vari gestori e con buona pace della tua coscienza che sa perfettamente che consumando la tua energia pulita non solo risparmi dei soldi ma contribuisci ad una riduzione drastica, doverosa e vitale di CO2 in atmosfera. E scusami se è poco.

Come sempre sono a disposizione di tutti, nei commenti sotto o tramite i miei contatti. 

Se vuoi sapere tutti i miti ed i falsi miti sui sistemi di accumulo puoi leggere questo articolo pubblicato nei giorni scorsi

 

SUPER AMMORTAMENTO 2018: dal 140 al 130%

fotovoltaico azienda conviene?
Installazione su tetto piano di un impianto fotovoltaico commerciale

Spesso mi trovo a vedere delle bollette esorbitanti di clienti che hanno aziende piccole e medie che producono di giorno (quando l’impianto fotovoltaico – se ci fosse – farebbe al massimo il suo dovere), che non si rendono conto di buttare soldi (e quindi marginalità) in energia elettrica.

Ma a cosa serve quest’energia alle aziende? Serve per far funzionare i macchinari, per illuminare, per riscaldare e raffrescare. Serve cioè alla produzione ed al contempo serve perché il posto di lavoro sia vivibile e possibilmente confortevole.
Sono ormai diverse le aziende che si sono affidate alla mia consulenza, prima con dei progetti pilota ed ora con dei progetti di risparmio energetico a 360 gradi che prevedono anche delle garanzie sul risparmio. Sempre più imprenditori si rendono conto che  il piano di ammortamento è veramente molto interessante e che spesso il rientro dell’investimento è rapidissimo (parliamo addirittura di 3-4-5 anni !!!)
Ma vediamo nel dettaglio. La Legge di Bilancio 2018, entrata in vigore il primo gennaio 2018, contiene importanti novità per le imprese. È stato infatti confermato il super ammortamento per gli investimenti in beni strumentali tradizionali effettuati entro il 31 dicembre 2018, o entro il 30 giugno 2019. In questo caso, è necessario che entro la fine dell’anno in corso l’ordine risulti accettato e sia avvenuto il pagamento di acconti per almeno il 20%. L’unica modifica rispetto al 2017 è l’aliquota che passa dal 140 al 130%. Nel 2017, questa misura ha fornito un’importante spinta alla realizzazione di impianti fotovoltaici di taglia commerciale ed industriale, che da gennaio a novembre dello scorso anno hanno coperto il 30% delle nuove installazioni. Ma c’è ancora molto da fare e c’è ancora molto da risparmiare !!!
Discorso diverso per le aziende 4.0 per le quali è  stata confermata al 250% l’aliquota dell’iper ammortamento, che sostiene l’acquisto di macchinari e apparati funzionali alla digitalizzazione dei processi produttivi. Di questo ne parleremo in un apposito approfondimento. 
Provo adesso ad elencarti quali siano i vantaggi per la tua azienda:
  1. Riduci le spese – Guarda le tue bollette. Guarda i consumi della tua azienda. Guarda quanti soldi stai regalando all’Enel ed allo stato italiano. Sì perché è vero che l’energia è necessaria, ti serve, paghi un servizio. Ma perché devi pagarlo 3 volte tanto quello che sarebbe il suo costo? Quanto spendi un un anno di corrente? Somma le bollette, forza. 5.000 – 10.000 – 50.000 – 200.000? Quanti ? Lo sai che almeno la metà potresti risparmiarli? E lo sai che potresti farlo a costo zero? Obiezione solita: “ma quanti soldi volete per l’impianto, ma quanto ci vuole per ammortizzarlo?” E se ti dicessi invece che con i soldi che stai spendendo adesso, senza spendere un euro in più potresti realizzare un impianto che si ripaga sa solo in pochissimo tempo? Ma dimmi, hai il problema che non ti vuoi indebitare? Hai paura di intaccare il tuo rating finanziario aziendale? E se così non fosse? Se io potessi offrirti un’operazione che non immobilizza, che non aumenta l’esposizione e indebitamento? Troppo bello per essere vero? Vuoi sapere come? Seguimi e lo capirai meglio. Se hai fretta di capirlo scrivimi una mail (ecco i miei contatti) e vediamo cosa sia possibile fare.
  2. Sei energeticamente (più) indipendente. Ho clienti (dei quali ti posso mostrare i dati ovviamente), che con questo sistema hanno abbattuto il costo di approvvigionamento energetico del 65% !!! E senza svenarsi, indebitarsi … o andare dai “cravattari” ;). Ma perché ho scritto “più indipendente” e non semplicemente “indipendente”? Perché oggi,  su determinati consumi (bisogna fare due conti sulla convenienza) potrebbe essere interessante installare un sistema di accumulo che permetta di consumare anche di notte l’energia eventualmente non utilizzata di giorno. Ribadisco che questa soluzione è da valutare attentamente e con cautela,  perché spesso l’impianto pur essendo “importante” non riesce a coprire i consumi “stratosferici” delle aziende (e perciò rimane poco da accumulare).
  3. Aumenti la competitività (e/o il margine). Se spendi meno puoi essere più competitivo sul mercato. Se lo sei già allora puoi aumentare il margine. Se per caso (allora ti voglio conoscere subito) non hai di questi problemi, significa che puoi guadagnare ulteriormente terreno sugli altri. Lo sai che un imprenditore che si ferma è perduto… no ?
  4. Migliori l’immagine aziendale. Sì perché ci sono aziende, clienti, nazioni che sono molto attente a tutte le certificazioni delle aziende dalle quali comperano materiali, servizi, utility. La vuoi dare una bella immagine green alla tua azienda? Vuoi essere riconosciuto come “l’imprenditore virtuoso”? E lo vuoi fare gratis? Ma cosa aspetti?
  5. Ti “scarichi” il costo dell’impianto dalle tasse. In vita mia ho conosciuto solo una persona che fosse fiera e contenta di pagare le tasse. Mi sono sempre chiesto se fosse solo una questione di credo politico o se, avesse trovato il modo per pagarne proprio poche (e pertanto quelle che pagava gli stavano bene). Quindi, siccome lo so che  ti vengono i sudorini quando ti chiama il tuo commercialista (e secondo me qualche commercialista sadico un po’ ce ne gode 😉 ), chiedigli se ho ragione e se è vero quello che ti dico. Se non lo sa, o chiedigli di informarsi in merito (visto che lo paghi) oppure digli di leggere qui o di mettersi in contatto con me. Perché il commercialista deve essere una via di mezzo tra uno psicologo, un prete, un amico. A pensarci bene,  talvolta gli chiediamo di essere pure mago. Signori e Signori questa non è una magia, ma funziona !!! GARANTITO ! SCRITTO !!
Impianto fotovoltaico sul tetto di un hotel di Riccione www.hoteliberty.com

Veniamo ai dettagli (con i dati della normativa puoi interpellare il tuo commercialista!!!) ed ad un esempio pratico di calcolo, in modo che tu possa capire la reale portata di questa opportunità per la tua azienda.

Il Super Ammortamento è un incentivo fiscale introdotto dal Governo con la Legge di Bilancio 2016 e riconfermato nell’ultima Finanziaria con una percentuale lievemente inferiore, pari al 130% (mentre per l’anno precedente era al 140% ) che ha l’obiettivo di spingere le aziende a investire in beni materiali strumentali.

La Circolare 4/E/2017 redatta congiuntamente da Agenzia delle Entrate e MiSE stabilisce che i contribuenti possono fruire del super ammortamento sulle componenti impiantistiche, tra cui rientrano anche i pannelli fotovoltaici, le centrali fotovoltaiche e quelle eoliche, purché i beni materiali strumentali abbiano coefficienti di ammortamento superiori al 6,5%. (vedasi bene mobile – per un approfondimento puoi leggere qui quest’articolo dell’anno scorso sempre sul super ammortamento).

Il super ammortamento permette una maggiorazione del 30% sul costo di acquisto del bene che ti permette di aumentare l’importo deducibile.

In questo modo risparmi quasi la metà di quello che hai investito, senza averlo realmente speso. L’incremento fiscale della quota di ammortamento rispetto all’effettivo valore del bene acquistato permette di pagare le imposte su una base imponibile inferiore, grazie alle deduzioni maggiorate.A tutti gli effetti l’ammontare del tuo investimento è lo stesso, ma fiscalmente risulta che hai speso di più.

Come puoi calcolare quale sia il vantaggio economico per la tua azienda? Facciamo un esempio (l’importo di 30.000 euro è solo un esempio perché l’impianto va valutato nello specifico per ogni azienda in base ai consumi, allo spazio ed ad altre specifiche tecniche)

Costo investimento per installazione impianto fotovoltaico: 30.000 € + IVA (si intende impianto completo di struttura e costi installativi)

Maggiorazione del 30%: 9.000 €

Costo maggiorato sul quale calcolare l’ammortamento: 39.000 € 

Coefficiente di ammortamento: 9%

Da questi dati risulta che l’ammortamento deducibile per il 2018 sarà 39.000 x 9% =3510 €.

Se consideriamo che i tempi di ammortamento sono di circa 11 anni, la deducibilità complessiva per il calcolo delle imposte è di 3510 x 11 = 38610 €, ben 8610 € in più rispetto all’ammontare effettivo del tuo investimento.

A poter beneficiare dell’incentivo fiscale del super ammortamento sono i soggetti titolari di reddito d’impresa e i professionisti con reddito da lavoro autonomo, anche svolto in forma associativa, purché residenti e con un’organizzazione stabile in Italia.

Oltre ad avere un enorme potenziale di autoconsumo, aziende e imprese commerciali possono sfruttare il fotovoltaico per una strategia di efficientamento energetico complessivo. Elettrificando molti dei consumi, sfruttando ad esempio il fotovoltaico per riscaldare o raffrescare, è possibile abbassare i costi di gestione e migliorare le performance aziendali.

Vuoi avere maggiori informazioni? Vuoi capire per la tua azienda quale sia il tempo di rientro dell’investimento? Contattami per un’analisi gratuita ed una proposta concreta.  

Il ruolo dell’inverter nell’impianto fotovoltaico

Quando si sceglie un impianto fotovoltaico spesso si impiegano molte risorse nella scelta del pannello andando poi a tralasciare altre componenti molto importanti dell’impianto come i sistemi di ancoraggio dei pannelli al tetto o come l’inverter.

Oggi ti parlo brevemente proprio dell’inverter e dell’importanza che lo stesso ha nell’economia di un impianto fotovoltaico.

Sì perché l’energia prodotta in corrente continua dai pannelli va poi convertita in corrente alternata per l’utilizzo domestico. Per farla breve l’inverter non è che un trasformatore di corrente. E pertanto è sottoposto ad un carico di lavoro notevole soprattutto per otto mesi all’anno, nei quali può lavorare ininterrottamente anche 12 ore al giorno.

come scegliere inverterIn base alla “taglia” (cioè alla potenza)dell’impianto  viene installato un inverter appositamente “dimensionato” che permetta di ottenere i massimi benefici in termini di efficienza e pertanto di trasformazione di corrente utile.

Bene, ora devi sapere che non tutti gli inverter hanno le stesse caratteristiche. Infatti ci sono

1)inverter più o meno performanti. La performance è data dalla percentuale di energia che viene persa nella trasformazione da continua ad alternata (e che se ne va in calore)

2)inverter con diverse garanzie (temporali). Si va da un minimo di 5 anni (standard) ad un massimo di 25 anni (con estensione della garanzia)

3)inverter che gestiscono più stringhe di pannelli (necessari nel caso ci siano orientamenti diversi e pertanto produzioni diverse nell’arco delle ore della giornata)

4)inverter che hanno un sistema di monitoraggio (che può essere semplice con una sostanziale ripetizione dei dati del monitor dell’inverter su una app o sul computer, fino a quelli più complessi che permettono anche di confrontare produzione dell’impianto con consumo della casa e quindi di ottimizzarne l’autoconsumo e pertanto il risparmio)

5)inverter che sono in grado di lavorare anche quando solo una parte dei pannelli sta producendo corrente (parlo in questo caso dell’inverter solaredge che supporta gli ottimizzatori (di cui puoi leggere nello specifico qui).

6)inverter più o meno rumorosi

7)inverter di piccole e di medie dimensioni (ormai le dimensioni sono in genere piuttosto contenute)

8)inverter “ibridi” che sono in grado anche di gestire (dei particolari modelli di batteria). Questi inverter servono per impianti fotovoltaici nuovi nei quali si installa da subito un sistema di accumulo (solitamente inverter e batteria sono dello stesso produttore)

Ovviamente per scegliere un inverter è bene per prima cosa affidarsi al proprio consulente. E’ bene inoltre vedere quali optional sono compresi o meno e chiedere quali siano gli anni di garanzia del prodotto.

BOLLETTE: da gennaio nuovi aumenti luce e gas

Qualcuno parla già di stangata di Capodanno. Purtroppo infatti, sono in arrivo nuovi aumenti per le bollette di luce e gas. Ma ormai è cosa assodata. Da 3 anni e mezzo nel blog lo dimostro con i fatti e con i dati periodici. In media gli aumento vanno dal 3 al 5% ogni anno. Purtroppo nell’ultimo anno gli aumenti si sono spostati più verso il 5% che verso il 3%. Tieni conto anche di queste cifre quando fai il tuo piano di ammortamento e cerchi di calcolare in quanto tempo rientrerai dell’investimento fotovoltaico.

Perché se rientrare in 5-6-7 anni ti sembra molto, mi devi spiegare cosa c’è di conveniente nel  pagare cifre in aumento per sempre. Se adesso ti sembra di spendere molto per l’energia elettrica ed il gas, come pensi tra qualche anno di sostenere i costi per l’approvvigionamento energetico?

Sì, perché lasciamo perdere le buone azioni e l’ecologia. Parliamo di soldi e numeri, cosa che tocca tutti, chi ne ha pochi deve spenderli in modo oculato  ed anche chi ne ha tanti e non ama “buttarli su per il camino”. E’ proprio questa la frase che uso con i miei clienti. Sistemi non efficienti ti fanno buttare soldi in dispersioni, perdite, inefficienze che costano soldi e risorse.

Ecco cosa riporta oggi il sito www.ansa.it a proposito dell’aumento delle bollette di luce e di gas.

aumento costo luce e gas“Dal prossimo primo gennaio la famiglia tipo registrerà un incremento del +5,3% per le forniture elettriche mentre per quelle gas del +5%. È quanto prevede l’aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela comunicate dall’Autorità per l’energia sottolineando che per l’elettricità è stato decisivo l’incremento dei prezzi all’ingrosso e dei costi per adeguatezza e sicurezza mentre per il gas arriva il previsto effetto invernale. I rincari per le bollette di luce e gas comunicati dall’Autorità per l’energia comporteranno “nel dettaglio, per l’elettricità la spesa (al lordo delle tasse) per la famiglia-tipo nell’anno compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018 di circa 535 euro, con un aumento del +7,5% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° aprile 2016 – 31 marzo 2017) corrispondente ad un aumento di circa 37 euro l’anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas, specifica l’Authority nella sua nota di aggiornamento, sarà di circa 1.044 euro, con un rialzo del +2,1% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, corrispondente ad un aumento di circa 22 euro l’anno.”

Degli aumenti delle bollette ne ho già parlato in diversi articoli.

Te ne linko uno solo dal quale ci sono i link anche a tutti gli altri.

aumento bolletteAllora, vuoi sistemare casa tua una volta per tutte? Vuoi produrti da solo l’energia che ti serve per vivere? Vuoi smetterla di bruciare soldi inutilmente giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno? Prendi gli stessi soldi ed investili nell’efficientare casa tua. Fallo per te e fallo per la tua famiglia!

E se non sai come chiedimelo. Sono qui anche per quello.

Un “solare” augurio di buone feste

auguri nataleNell’augurare a tutti i lettori di risparmiobollette.it un sereno Natale posto volentieri il video realizzato da Solaredge (azienda leader a livello mondiale di inverter con ottimizzatori di potenza) per le festività di fine anno 2017.

E’ un divertente video realizzato da chi lavora in ambito fotovoltaico per la realizzazione di prodotti sempre più efficienti e performanti.

Buon Natale e buon Feste!

Lorenzo

Solar roof: altro passo di Tesla verso il futuro

solar roof tesla powerwall2E’ notizia fresca dei giorni scorsi. Tesla ha avviato, presso la fabbrica di Buffalo (NY), la produzione di celle per la realizzazione delle tegole fotovoltaiche Solar Roof. La notizia è stata riportata  da Bloomberg, secondo cui le celle saranno realizzate da Panasonic, partner del colosso americano. L’obiettivo è quello di realizzare, ogni anno, circa 2 GW di celle solari presso la fabbrica di Buffalo, valore in rialzo rispetto alle stime iniziali, che prevedevano 1 GW all’anno a partire dal 2019. La soluzione, costituita da particolari tegole fotovoltaiche in vetro temperato ad alta resistenza e disponibili in quattro modelli (liscia, smerigliata, toscana e ardesia), permetterà di produrre energia pulita senza dover installare i tradizionali pannelli fotovoltaici.
Al momento per l’Europa per resta ancora un progetto futuribile e non si sa quanto realmente realizzabile. Perché ? Perché i costi oggi non permettono di mettere questo sistema in competizione con l’ormai collaudato sistema di pannelli fotovoltaici tradizionali. Il sistema tradizionale infatti permette oggi di poter avere un impianto fotovoltaico a costi davvero ottimi. Cosa intendo per prezzi ottimi? Oggi si può avere un ottimo impianto fotovoltaico da 3 kWp già a partire da 5500 euro.
La soluzione del solar roof di Tesla è intrigante. Vedremo nei prossimi anni quali saranno gli sviluppi e se tale tecnologia potrà o meno prendere piede anche in Italia.
solar roof tesla 2018Quindi, futuro a parte, oggi conviene installare un impianto fotovoltaico? La risposta è “quasi” sempre sì. Quello che cambiano sono solo i tempi di rientro dell’investimento. Ma il rientro c’è sempre. Se poi ragioniamo sul fatto che la tecnologia è avanzata così tanto da permettere di avere garanzie di anche 30 anni, allora possiamo proprio dire che chi ha un tetto di proprietà e non installa un impianto fotovoltaico, sta buttando soldi e risorse.
Come sempre sono a disposizione per una consulenza specifica ed un preventivo.