Solar roof: altro passo di Tesla verso il futuro

solar roof tesla powerwall2E’ notizia fresca dei giorni scorsi. Tesla ha avviato, presso la fabbrica di Buffalo (NY), la produzione di celle per la realizzazione delle tegole fotovoltaiche Solar Roof. La notizia è stata riportata  da Bloomberg, secondo cui le celle saranno realizzate da Panasonic, partner del colosso americano. L’obiettivo è quello di realizzare, ogni anno, circa 2 GW di celle solari presso la fabbrica di Buffalo, valore in rialzo rispetto alle stime iniziali, che prevedevano 1 GW all’anno a partire dal 2019. La soluzione, costituita da particolari tegole fotovoltaiche in vetro temperato ad alta resistenza e disponibili in quattro modelli (liscia, smerigliata, toscana e ardesia), permetterà di produrre energia pulita senza dover installare i tradizionali pannelli fotovoltaici.
Al momento per l’Europa per resta ancora un progetto futuribile e non si sa quanto realmente realizzabile. Perché ? Perché i costi oggi non permettono di mettere questo sistema in competizione con l’ormai collaudato sistema di pannelli fotovoltaici tradizionali. Il sistema tradizionale infatti permette oggi di poter avere un impianto fotovoltaico a costi davvero ottimi. Cosa intendo per prezzi ottimi? Oggi si può avere un ottimo impianto fotovoltaico da 3 kWp già a partire da 5500 euro.
La soluzione del solar roof di Tesla è intrigante. Vedremo nei prossimi anni quali saranno gli sviluppi e se tale tecnologia potrà o meno prendere piede anche in Italia.
solar roof tesla 2018Quindi, futuro a parte, oggi conviene installare un impianto fotovoltaico? La risposta è “quasi” sempre sì. Quello che cambiano sono solo i tempi di rientro dell’investimento. Ma il rientro c’è sempre. Se poi ragioniamo sul fatto che la tecnologia è avanzata così tanto da permettere di avere garanzie di anche 30 anni, allora possiamo proprio dire che chi ha un tetto di proprietà e non installa un impianto fotovoltaico, sta buttando soldi e risorse.
Come sempre sono a disposizione per una consulenza specifica ed un preventivo.

Da luglio nuovi aumenti sulle bollette elettriche

aumento bollette energia elettrica“Da luglio nuovi aumenti sulle bollette elettriche…” E puntualmente ci risiamo, succede di nuovo. Un giorno mi prenderò la briga di riepilogare e dividere per anno e mese questi dati inerenti gli “aumenti strategici”.  Ma cos’è un aumento strategico? E’ un sistema utilizzato dal mercato che permette di aumentare i costi dell’energia (elettricità e gas soprattutto), in determinati momenti dell’anno, al fine di massimizzare i guadagni. A questi aumenti sono associate delle piccole diminuzioni di prezzo su quelle materie prime che in quel periodo non sono utilizzate (o meglio questo è il principio…). Le diminuzioni sono ovviamente sempre percentualmente inferiori agli aumenti che avvengono in altri momenti dell’anno per il medesimo prodotto. Cosa comporta questo giochino nella realtà? Comporta che se sei”schiavo dell’energia” e se cioè non te la puoi autoprodurre ed autoconsumare, devi sottostare a questi giochetti che nell’arco dell’anno, ogni anno ti sfilano qualche bel biglietto da 50 euro. Vediamo questo ultimo esempio. Il costo dell’energia elettrica aumenta in estate (in questo caso +2,8%) mentre contemporaneamente diminuisce leggermente il gas (-2,9%). Ovviamente sulle nostre tasche questo decremento non è un beneficio, perché chi lo usa il gas d’estate coi riscaldamenti spenti? Cosa significa questo? Che per la legge di mercato della domanda e dell’offerta, quando c’è maggiore richiesta aumentano anche i costi anche per quanto concerne l’energia. Le incongruenze però sono almeno due. 1) non è vero che d’estate c’è penuria di energia (elettrica ad esempio), è vero altresì che c’è maggiore richiesta. Se tutti si dotassero di un proprio impianto, si potrebbe avere una maggiore autosufficienza e si potrebbe stabilizzare la rete che altrimenti è soggetta a picchi elevati ed a relativi sprechi anche in fase di approvvigionamento (leggasi penali per l’acquisto di energia elettrica da altri stati che poi non viene utilizzata poiché in esubero). A differenza di quanto credi,  un utente medio consuma più elettricità d’estate rispetto all’inverno (prova a vedere anche la tua bolletta!) L’estate è anche il momento in cui ci sono più ore di luce e pertanto c’è maggiore produzione di energia fotovoltaica. Quindi sarebbe veramente semplice raggiungere degli ottimi risultati di autosufficienza. Piccolo impianto fotovoltaico per ognuno ed il gioco è fatto. (almeno per la fascia F2). Poi, se voglio proprio arrivare molto vicino all’indipendenza energetica ti basta installare un ottimo sistema d’accumulo tarato sulle tue esigenze. Ed il gioco è fatto.

impianto su misuraOvviamente per fare delle valutazioni precise ti consiglio affidarti ad un consulente che abbia la possibilità di spaziare su diversi prodotti, di taglie diverse e di marche diverse. Chi vende mono marca, ha solo quello a catalogo e, volente o nolente tenterà di darti quel prodotto. Chi è autonomo invece (io ovviamente) non ha problemi di questo tipo e riesce a trovare il miglior prodotto al miglio prezzo attraverso l’analisi specifica di casa tua.

Così si lavora. Punto. Il resto è “fuffa… solo fuffa…”!

Ottimizzatori per fotovoltaico cosa sono ed a cosa servono

ottimizzatori solaredge
Ottimizzatore che viene installato sotto ad ogni pannello fotovoltaico

Cosa sono gli ottimizzatori per il fotovoltaico? Ed a cosa servono? Come possono aiutarci ad aumentare il rendimento del nostro impianto? Vale la pena spendere per questo optional? Sempre? Qualche volta? E quanto costa in più un impianto ottimizzato rispetto ad uno standard?

Brevemente (perché chi vuole approfondire tecnicamente si studierà le schede tecniche dei prodotti – o del prodotto – essendo uno l’ottimizzatore per eccellenza), vediamo a cosa servono gli ottimizzatori e come funzionano.

Come dice il nome stesso, l’ottimizzatore è un apparecchio che si installa sotto ad ogni pannello e che permette di ottimizzare la produzione e  la gestione singola nonchè il controllo degli stessi nonostante un unico inverter.

Pertanto con gli ottimizzatori avrò una maggiore produzione in caso di perfetta esposizione dei pannelli che, in caso di ombreggiamenti  può essere superiore anche del 25% rispetto ad un impianto non ottimizzato. Attenzione, spesso non si tiene erroneamente conto di piccoli ombreggiamenti dati da camini, antenne paraboliche fili elettrici, tiranti, rami, alberi, altre abitazioni che mettendo anche solo uno spicchio di pannello in ombra fanno “cadere” la produzione dell’impianto.

vantaggi ottimizzatori
I problemi che gli ottimizzatori permettono di risolvere

Personalmente credo che sia molto interessante tenere sotto controllo con molta precisione il rendimento dell’impianto perché la buona riuscita dell’investimento dipende da quanto l’impianto sarà in grado di produrre per i propri consumi, (il cosiddetto autoconsumo), per riempire al meglio l’accumulo (se presente) e per l’immissione di energia in rete (attraverso l’utilizzo del cosiddetto scambio sul posto).

Maggiore sarà la produzione e di conseguenza maggiore saranno l’autoconsumo (immediato o procrastinato attraverso l’accumulo), e la cessione di energia alla rete. Maggior produzione quindi significa in soldoni rientro più veloce dell’investimento. Infatti, una volta realizzato l’impianto, ogni chilowattora non prodotto è un chilowattora perso in termini di “risparmio in bolletta”.

Ma allora per produrre di più perché devo mettere gli ottimizzatori? Non mi conviene mettere semplicemente più pannelli? No, non è detto che convenga installare ad esempio un 4 kWp al posto di uno da 3 kWp. E non è detto che un 4 kWp renda di più di un 3 kWp ottimizzato. Sì perché se una parte dell’impianto è in ombra con l’impianto tradizionale ho un netto calo di produzione mentre con gli ottimizzatori isolo solo il pannello che rende meno e con tutti gli altri capto ogni raggio di sole possibile. Per questo, per capire se e come fare l’investimento è importante affidarsi ad un consulente energetico che possa fare delle valutazioni e dei calcoli concreti e che vi possa poi anche garantire la resa reale di quanto progettato ed installato. Come sempre, le parole hanno un peso, i risultati un altro. Pertanto affidatevi a chi è in grado di garantire con la propria esperienza e con la propria competenza quello che vi propone.

Riassumendo i pregi:

1)maggiore produzione 2)controllo singolo dei pannelli 3)sistema di monitoraggio wireless 4)risoluzione di problemi quali ombreggiamento, sporcizia dei pannelli, pannello difettoso 5)possibilità di installazione su più falde senza limite di pannelli

ottimizzatole solaredge
Confronto tra il rendimento di un impianto tradizionale ed uno ottimizzato in caso di ombreggiamento

Ed ora veniamo ai costi:

Partiamo dalla considerazione che una volta costavano “un botto” e che pertanto la scelta comportava un cospicuo esborso economico. Oggi invece il prezzo di questi apparecchi è decisamente abbordabile. Sapete che sul mio blog i prezzi non sono segreti e che le informazioni che vi porto vogliono esservi d’aiuto e di sostegno per “ottimizzare” (gioco di parole) l’investimento sul risparmio energetico per la vostra abitazione. Bene, un prezzo congruo (marzo 2017) per un sistema di ottimizzazione di potenza è di 60/70 Euro (ivato) a pannello. (il prezzo tiene conto anche della fornitura dell’inverter solaredge – che ha un costo superiore – al posto di un inverter di altra marca). Pertanto un 3 kWp ottimizzato costerà dai 700 agli 800 (a seconda di quanti pannelli metto) euro in più rispetto ad un medesimo impianto non ottimizzato. Per lo stesso motivo un 6 kWp ottimizzato costerà circa 1400/1500 euro in più, rispetto ad un egual potenza non ottimizzato.

Che ti serva un impianto ottimizzato o che tu voglia valutarne uno senza ottimizzatori, qui ci sono i miei dati per chiedermi una consulenza specifica in ambito risparmio energetico!

 

 

Tesla Powerwall 2: non per tutti

powerwall 2
Confronti tra prezzi (solo della batteria ai grossisti) e prestazioni di alcune batterie in concorrenza con il powerwall2 di Tesla

Mi è stato chiesto di dare delle indicazioni di massima circa il reale, concreto, fattivo utilizzo di un accumulo così tanto capiente come il powerwall2. Sì perché l’utente oggi si chiede: “Farà al caso mio? – Riuscirò ad utilizzarlo al meglio? Ma quanto lo sfrutto? Non è il caso che io installi qualcosa di più piccolo? E se sì, cosa?”

Apriti cielo, c’è un mondo e non ho le risposte alle domande appena scritte. Non ho le risposte semplicemente perché ogni possessore di un impianto fotovoltaico ha una storia a sé fatta di consumi, autoconsumo, abitudini, rendimenti e tipologia di impianti.

Pertanto non posso dare una risposta univoca che vada bene per tutti. Posso cercare però di dipanare qualche dubbio attraverso qualche esempio. In particolare oggi utilizzerò l’approfondimento (scritto qualche giorno fa) in risposta ad un commento di Lorenzo, lettore toscano del blog che mi chiedeva qualche numero in merito alle percentuali di utilizzo dell’accumulo più capiente (se parliamo dei marchi più conosciuti) –  il powerwall 2 – oggi sul mercato.

powerwall 2
La consulenza specifica per la progettazione e la realizzazione di un impianto fotovoltaico serve appositamente per valutare quale sia la migliore soluzione ad un problema specifico. Ed ogni casa ed ogni famiglia hanno le loro caratteristiche

Lo ribadirò più volte: non è possibile dare un’informazione che vada bene a tutti. Bisogna valutare molte/troppe incognite tipo: 1)location (provincia – comune) 2)inclinazione del tetto 3)ombreggiamenti 4)abitudini famigliari 5)percentuale di autoconsumo sia giornaliera che stagionale 6)picchi di consumo giornalieri- mensili – stagionali 7)ore di sole realmente impattanti sull’impianto (se la casa è vicino ad un monte di sicuro prenderà meno sole rispetto ad un’altra che dista dalla stessa solo poche centinaia di metri). Da tutte queste variabili puoi ben capire che non è possibile così facilmente avere un’informazione precisa e puntuale se non attraverso un’analisi specifica.
Cerco di venirti/vi incontro con delle indicazioni di massima riducendo al minimo le variabili e ipotizzando che ci siano ottimali condizioni di installazione.
Mettiamo che tu abiti a Pisa e che tu voglia installare un impianto da 6 kWp su un tetto non ombreggiato, pendenza 30 gradi rivolto a sud. Ora, mettiamo una media di produzione di 1400 kWh di produzione per 1 kWp, si ha una produzione di 8400 kWh annui.
Quindi ho in media una produzione di 23 kWh al giorno. (ovviamente è una media). Cerchiamo di avvicinarci un po’ di più ancora ai dati reali di produzione. Diciamo che l’impianto produce il 60% del totale in estate (maggio, giugno, luglio, agosto, settembre), che produce il 25% del totale in primavera autunno (marzo, aprile, ottobre, novembre) ed il 15% del totale in inverno (dicembre, gennaio, febbraio).
Quindi il mio impianto produrrà (ripeto per l’ennesima volta che sono conteggi spannometrici) il 12% del totale (1008)nei mesi di maggio giugno luglio agosto e settembre, il 6,25% (525) al mese nei mesi di marzo aprile ottobre novembre ed il 5% (420) nei mesi di dicembre gennaio febbraio. Dando come standard i 30 giorni mensili abbiamo quindi una produzione rispettivamente di 33,6 – 17.5 – 14 kw/h al giorno. (attenzione è un calcolo spannometrico e pure di media perchè se piove per una settimana di fila in più da un anno rispetto ad un altro ovviamente i conti sballano!!!).
Qui ovviamente bisogna vedere quanto si autoconsuma. Mettiamo che si riesca ad auto consumare il 50% della produzione (4200 kWh), riusciamo sempre a mettere “qualcosa” in batteria ed un sistema come il powerwall 2 lo sfruttiamo a pieno tra i 5 ed i 9 mesi all’anno. Di sicuro per i restanti mesi non riuscirò a caricare tutta la batteria (ma poiché ho allo stesso prezzo di 8/10 kw il 13,5, io preferisco averne di più e non sfruttarla tutta piuttosto che averne una di capacità ridotta che quando potrei immagazzinare ed autoconsumare è satura e mi costringe a scambiare con la rete).
Ho messo questi dati prendendo come spunto degli impianti già esistenti, funzionanti e monitorati che hanno come accumulo il powerwall1.
Poi, come sempre dico, ogni situazione è un caso a sé ed è importante fare le giuste valutazioni, ricordando che la differenza la fa anche (ed a volte di molto) come poi io utilizzo il mio impianto.

Lorenzo Valer
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Se vuoi approfondire l’argomento e vedere se il tuo impianto può dotarsi di un Tesla powerwall 2 e se l’investimento può essere congruo, qui ci sono i miei dati per chiedere una consulenza (via mail o telefono). 

PS: oggi pomeriggio ho avuto occasione di parlare con un responsabile tecnico di Tesla che mi ha confermato come la batteria al litio non soffra del fatto di non essere totalmente caricata. Pertanto se la carico solo a metà non si rovina.