UTILIZZARE BENE UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO

Puoi anche aver installato il miglior impianto fotovoltaico disponibile oggi sul mercato ma se non lo usi in modo corretto hai speso davvero male i tuoi soldi. Ma non tutto è perduto. Puoi sempre imparare ad utilizzarlo. Puoi migliorarlo, upgradarlo, puoi provare a cambiare un po’ le tue abitudini. Semplicemente puoi iniziare dall’essere consapevole di come funziona e di quanta energia ti sta regalando ogni giorno grazie alla forza del sole.

corretto uso del fotovoltaicoOggi vi porto due esempi di come si può utilizzare in modo diverso un impianto fotovoltaico. Sono due estremi (li vedete affiancati nei grafici di monitoraggio riportati nell’immagine a lato). Sono due grafici tratti da dei monitoraggi di due miei clienti. Sono del medesimo periodo (metà luglio 2018) ed entrambi gli impianti hanno prodotto quasi la medesima quantità di energia.

Il grafico evidenziato con un grande NO come puoi facilmente immaginare è riferito ad  utilizzo poco efficace dell’impianto. Dal grafico si vede infatti che i consumi sono più marcati nel primo mattino (fuori picco di produzione) e alla sera. E’ un utilizzo classico di chi vive poco la casa ed al contempo ha abitudini e consumi basali della casa poco energivori. In questo caso l’energia che viene in messa in rete è la gran parte di quella prodotta. Oltre a questo, i consumi si concentrano nella ore in cui l’impianto non produce.In questo caso il risparmio è minore (il massimo risparmio è quello che si ha da un autoconsumo diretto) ed è pertanto limitato allo scambio sul posto (corrisponde ad una media tra un terzo e la metà rispetto al costo del singolo kWh). Pertanto potrebbe essere una buona soluzione valutare dei sistemi che permettano di aumentare l’autoconsumo. Si potrebbero programmare gli elettrodomestici, si potrebbero programmare i sistemi di climatizzazione oppure si potrebbe cercare di sfruttare il surplus fotovoltaico per produrre (ad esempio) acqua calda.

Un’altra soluzione è quella di affiancare all’impianto un accumulo fotovoltaico. Qui ti potrei linkare decine di articoli che ho già scritto (li trovi tutti in questo indice del blog). Ma ti linkerò solo l’ultimo. 

Passiamo ora brevemente al secondo grafico (quello con la bella scritta SI’). Come puoi vedere dai dati (non farti ingannare dalla quantità di rosso perché la scala della potenza a sinistra è diversa), si tratta di un ottimo risultato di autoconsumo. Per vederlo basta confrontare i dati di autoconsumo e di kWh acquistati dalla rete (in percentuale).

Nel primo grafico l’autoconsumo sulla produzione si limita al 10% mentre nel secondo grafico l’auto consumo arriva al 35%. La differenza si evidenzia ancora di più se guardiamo i dati relativi ai kWh consumati. Infatti mentre nel primo grafico sono stati consumati solo 6,08 kWh dei quali 2,81 sono stati acquistati dalla rete, nel secondo grafico su 14,23 kWh consumati solo 3,56 sono acquistati.

Tradotto in cifre significa che nel primo grafico il risparmio in bolletta sarà limitato al 54% del totale di energia acquistata. Nel secondo esempio invece avremo un risparmio energetico in bolletta del 75% (un risultato da applausi che rivela economicamente superfluo l’acquisto di un sistema di accumulo ).

Il primo passo per risparmiare è imparare ad utilizzare bene il proprio impianto fotovoltaico. Per farlo si deve installare l’impianto giusto sia per potenza che per tipologia e si deve utilizzare un sistema di monitoraggio. Solo in questo modo avremo un rientro dell’investimento veloce ed allocheremo consapevolmente le giuste risorse.

Come va il tuo impianto fotovoltaico? 

Come? Non lo hai ancora? E cosa aspetti? Lo sai che c’è anche la detrazione del 50%? (sia sul fotovoltaico che sulle batterie d’accumulo). Se vuoi entrare in questo mondo e desideri una consulenza gratuita questi sono i miei riferimenti. 

Se vuoi vedere e sentire chi si è già affidato alla mia consulenza puoi vedere le video interviste ai miei clienti cliccando qui. 

RINNOVABILI IN ITALIA: PROIEZIONE 2015-2030

POSSIBILITA’: 1)ELIMINARE IL CARBONE IN ITALIA ENTRO IL 2025 ! 2)COPRIRE (E SUPERARE) IL 55% DEL FABBISOGNO ELETTRICO ENTRO IL 2030 CON LE RINNOVABILI

E’ quello che potrebbe realizzare l’Italia secondo il report pubblicato da European Climate Foundation . Il report dal titolo “Cleaner, Smarter, Cheaper: Responding to opportunities in Europe’s changing energy system”  approfondisce l’opportunità per l’Italia nel sistema energetico europeo evidenziando la continua e costante evoluzione del settore. In particolare lo studio analizza la possibilità per l’Italia di raggiungere e superare l’obiettivo presente nella SEN (Strategia energetica nazionale) di coprire il 55% del consumo interno di elettricità grazie alle rinnovabili entro il 2030 e l’eliminazione graduale del carbone entro il 2025. Il punto di maggior interesse e che merita di soffermarsi un attimo a pensare è che, secondo il report, l’Italia può eliminare il carbone senza costi aggiuntivi e senza aumentare gli impianti a gas e può coprire il 59% del proprio fabbisogno energetico tramite le rinnovabili.

Alla base di questa transizione vi sono diversi fattori convergenti:

1) significative riduzioni dei costi delle tecnologie rinnovabili e di stoccaggio, che hanno superato le aspettative anche più rosee;

2) progressi inattesi in materia di elettrificazione e di consumatori intelligenti;

3) L’azione globale sui cambiamenti climatici, sta accelerando ulteriormente la diffusione dell’energia pulita e l’innovazione.

fotovoltaico 2030
Il fotovoltaico e l’eolico in Italia tra il 2015 ed il 2030. Scenario base ed opportunità. La differenza è sostanziale

Tecnologia migliore, a prezzi fruibili, utilizzabile su larga scala e consapevolezza che è necessario mettere un freno alla “dolce vita” energetica che il pianeta ha vissuto fino ad oggi, sono due strade convergenti che spingono verso l’alto la produzione da fonti rinnovabili. E per fortuna! (aggiungerei!!!) Raggiungere l’obiettivo del 59% di elettricità da rinnovabili per l’Italia  sarà possibile prima di tutto grazie alla diminuzione del costo della tecnologia fotovoltaica e allo sviluppo dell’efficienza energetica. E questa abbinata sarà di sicuro da traino per altri cambiamenti ed  innovazioni sia nello stile di vita delle persone che nelle abitudini e pertanto nella quotidianità (vedasi ad esempio la mobilità elettrica).

L’analisi ha elaborato 2 possibili scenari al 2030, Baseline e Opportunity. Il primo si basa sullo scenario previsto dal pacchetto sull’Energia Pulita (CEP) proposto dalla Commissione Europea, considerando i costi aggiornati delle rinnovabili; il secondo prevede politiche più ambiziose da parte degli stati membri verso l’attuazione di un’eletrificazione intelligent che considera l’integrazione fra fotovoltaico, mobilità elettrica, processi industriali e pompe di calore. E’ interessante come tra la proiezione “base” e quella che effettivamente si può raggiungere vi sia una sostanziale e cospicua differenza.

ECCO LE CONCLUSIONI DEL REPORT:

1)Il fotovoltaico è la risorsa rinnovabile più importante in Italia.

Esso presenta un enorme potenziale per la generazione di elettricità a zero emissioni e a basso costo (LCOE di 40 €/MWh). Entro il 2030, il fotovoltaico potrebbe raggiungere una capacità installata complessiva di 52 GW, cioè un aumento del 174% rispetto al 2015 (19GW), contribuendo a soddisfare più del 22% della domanda di elettricità in Italia. Inoltre, insieme ad uno sviluppo dell’eolico di 18 GW (cioè un aumento del 100% rispetto ai 9 GW del 2015), nonché delle biomasse e dell’idroelettrico, le energie rinnovabili possono contribuire per il 59% al consumo interno di elettricità. Ciò può essere raggiunto senza costi aggiuntivi ma richiede una revisione degli obiettivi al 55% della SEN per il 2030. Risparmi energetici e cooperazione regionale sono fondamentali per raggiungere l’obiettivo del 59%.

2) l’eliminazione del carbone in Italia è fattibile senza costi aggiuntivi e senza l’installazione di nuovi impianti a gas.

L’aumento della produzione di elettricità da gas può essere soddisfatto completamente attraverso l’aumento della capacità delle centrali a ciclocombinato esistenti, rendendo così superflui nuovi investimenti nel settore, compresi quelli ininfrastrutture come gasdotti e terminali GNL. La domanda di gas rimarrà infatti al di sotto dei livelli odierni di consumo.

3) I consumi intelligenti rappresentano un elemento fondamentale per limitare i picchi di domanda e integrare più fotovoltaico nella rete.

Quindi, servono l’impegno e  la consapevolezza di tutti per implementare un processo (quello del passaggio all’utilizzo delle energie rinnovabili che è già segnato da tempo. Ora la differenza la può fare ognuno di noi, anche nel suo piccolo, consumando meno, consumando meglio e soprattutto auto producendosi l’energia necessaria.

 

OLTRE IL 90% DI INDIPENDENZA ENERGETICA

QUANTI KWH HAI PRELEVATO QUESTO MESE DALLA RETE? CINQUE, DIECI, QUINDICI?! Questi sono i kWh che potresti aver consumato nel mese di maggio 2018 se tu avessi optato per l’installazione di un impianto fotovoltaico con un sistema di accumulo.
4 esempi di risultati ottenuti con impianti fotovoltaici + sistema di accumulo nel mese di maggio 2018

In questi giorni sono molti i clienti che telefonicamente mi hanno espresso gioia e soddisfazione per i risultati di indipendenza energetica che stanno ottenendo dai loro impianti. Allora sono andato a spulciarmi qualche risultato. Purtroppo (non so perché), credo per via dell’ultimo aggiornamento dell’applicazione da parte di Tesla, in questi giorni non riesco a vedere i risultati di tutto l’anno.   Poco male, in questo precedente articolo ho postato le immagini dell’app di Roberto, cliente di Grantorto (Pd) che anche nei mesi invernali ha ottenuto l’80% di autosufficienza energetica dall’Enel.

Quindi oggi voglio dare spazio alla gioia di chi sta ottenendo dei risultati di autosufficienza che fino a l’altro ieri parevano impensabili. 

Sarà mia cura continuare a monitorare i consumi ed i risultati ottenuti dai miei clienti anche con l’aumento dei consumi dovuti alla climatizzazione estiva, ai sistemi di irrigazione, alle pompe della piscina etc…

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SUPER AMMORTAMENTO 2018: dal 140 al 130%

fotovoltaico azienda conviene?
Installazione su tetto piano di un impianto fotovoltaico commerciale

Spesso mi trovo a vedere delle bollette esorbitanti di clienti che hanno aziende piccole e medie che producono di giorno (quando l’impianto fotovoltaico – se ci fosse – farebbe al massimo il suo dovere), che non si rendono conto di buttare soldi (e quindi marginalità) in energia elettrica.

Ma a cosa serve quest’energia alle aziende? Serve per far funzionare i macchinari, per illuminare, per riscaldare e raffrescare. Serve cioè alla produzione ed al contempo serve perché il posto di lavoro sia vivibile e possibilmente confortevole.
Sono ormai diverse le aziende che si sono affidate alla mia consulenza, prima con dei progetti pilota ed ora con dei progetti di risparmio energetico a 360 gradi che prevedono anche delle garanzie sul risparmio. Sempre più imprenditori si rendono conto che  il piano di ammortamento è veramente molto interessante e che spesso il rientro dell’investimento è rapidissimo (parliamo addirittura di 3-4-5 anni !!!)
Ma vediamo nel dettaglio. La Legge di Bilancio 2018, entrata in vigore il primo gennaio 2018, contiene importanti novità per le imprese. È stato infatti confermato il super ammortamento per gli investimenti in beni strumentali tradizionali effettuati entro il 31 dicembre 2018, o entro il 30 giugno 2019. In questo caso, è necessario che entro la fine dell’anno in corso l’ordine risulti accettato e sia avvenuto il pagamento di acconti per almeno il 20%. L’unica modifica rispetto al 2017 è l’aliquota che passa dal 140 al 130%. Nel 2017, questa misura ha fornito un’importante spinta alla realizzazione di impianti fotovoltaici di taglia commerciale ed industriale, che da gennaio a novembre dello scorso anno hanno coperto il 30% delle nuove installazioni. Ma c’è ancora molto da fare e c’è ancora molto da risparmiare !!!
Discorso diverso per le aziende 4.0 per le quali è  stata confermata al 250% l’aliquota dell’iper ammortamento, che sostiene l’acquisto di macchinari e apparati funzionali alla digitalizzazione dei processi produttivi. Di questo ne parleremo in un apposito approfondimento. 
Provo adesso ad elencarti quali siano i vantaggi per la tua azienda:
  1. Riduci le spese – Guarda le tue bollette. Guarda i consumi della tua azienda. Guarda quanti soldi stai regalando all’Enel ed allo stato italiano. Sì perché è vero che l’energia è necessaria, ti serve, paghi un servizio. Ma perché devi pagarlo 3 volte tanto quello che sarebbe il suo costo? Quanto spendi un un anno di corrente? Somma le bollette, forza. 5.000 – 10.000 – 50.000 – 200.000? Quanti ? Lo sai che almeno la metà potresti risparmiarli? E lo sai che potresti farlo a costo zero? Obiezione solita: “ma quanti soldi volete per l’impianto, ma quanto ci vuole per ammortizzarlo?” E se ti dicessi invece che con i soldi che stai spendendo adesso, senza spendere un euro in più potresti realizzare un impianto che si ripaga sa solo in pochissimo tempo? Ma dimmi, hai il problema che non ti vuoi indebitare? Hai paura di intaccare il tuo rating finanziario aziendale? E se così non fosse? Se io potessi offrirti un’operazione che non immobilizza, che non aumenta l’esposizione e indebitamento? Troppo bello per essere vero? Vuoi sapere come? Seguimi e lo capirai meglio. Se hai fretta di capirlo scrivimi una mail (ecco i miei contatti) e vediamo cosa sia possibile fare.
  2. Sei energeticamente (più) indipendente. Ho clienti (dei quali ti posso mostrare i dati ovviamente), che con questo sistema hanno abbattuto il costo di approvvigionamento energetico del 65% !!! E senza svenarsi, indebitarsi … o andare dai “cravattari” ;). Ma perché ho scritto “più indipendente” e non semplicemente “indipendente”? Perché oggi,  su determinati consumi (bisogna fare due conti sulla convenienza) potrebbe essere interessante installare un sistema di accumulo che permetta di consumare anche di notte l’energia eventualmente non utilizzata di giorno. Ribadisco che questa soluzione è da valutare attentamente e con cautela,  perché spesso l’impianto pur essendo “importante” non riesce a coprire i consumi “stratosferici” delle aziende (e perciò rimane poco da accumulare).
  3. Aumenti la competitività (e/o il margine). Se spendi meno puoi essere più competitivo sul mercato. Se lo sei già allora puoi aumentare il margine. Se per caso (allora ti voglio conoscere subito) non hai di questi problemi, significa che puoi guadagnare ulteriormente terreno sugli altri. Lo sai che un imprenditore che si ferma è perduto… no ?
  4. Migliori l’immagine aziendale. Sì perché ci sono aziende, clienti, nazioni che sono molto attente a tutte le certificazioni delle aziende dalle quali comperano materiali, servizi, utility. La vuoi dare una bella immagine green alla tua azienda? Vuoi essere riconosciuto come “l’imprenditore virtuoso”? E lo vuoi fare gratis? Ma cosa aspetti?
  5. Ti “scarichi” il costo dell’impianto dalle tasse. In vita mia ho conosciuto solo una persona che fosse fiera e contenta di pagare le tasse. Mi sono sempre chiesto se fosse solo una questione di credo politico o se, avesse trovato il modo per pagarne proprio poche (e pertanto quelle che pagava gli stavano bene). Quindi, siccome lo so che  ti vengono i sudorini quando ti chiama il tuo commercialista (e secondo me qualche commercialista sadico un po’ ce ne gode 😉 ), chiedigli se ho ragione e se è vero quello che ti dico. Se non lo sa, o chiedigli di informarsi in merito (visto che lo paghi) oppure digli di leggere qui o di mettersi in contatto con me. Perché il commercialista deve essere una via di mezzo tra uno psicologo, un prete, un amico. A pensarci bene,  talvolta gli chiediamo di essere pure mago. Signori e Signori questa non è una magia, ma funziona !!! GARANTITO ! SCRITTO !!
Impianto fotovoltaico sul tetto di un hotel di Riccione www.hoteliberty.com

Veniamo ai dettagli (con i dati della normativa puoi interpellare il tuo commercialista!!!) ed ad un esempio pratico di calcolo, in modo che tu possa capire la reale portata di questa opportunità per la tua azienda.

Il Super Ammortamento è un incentivo fiscale introdotto dal Governo con la Legge di Bilancio 2016 e riconfermato nell’ultima Finanziaria con una percentuale lievemente inferiore, pari al 130% (mentre per l’anno precedente era al 140% ) che ha l’obiettivo di spingere le aziende a investire in beni materiali strumentali.

La Circolare 4/E/2017 redatta congiuntamente da Agenzia delle Entrate e MiSE stabilisce che i contribuenti possono fruire del super ammortamento sulle componenti impiantistiche, tra cui rientrano anche i pannelli fotovoltaici, le centrali fotovoltaiche e quelle eoliche, purché i beni materiali strumentali abbiano coefficienti di ammortamento superiori al 6,5%. (vedasi bene mobile – per un approfondimento puoi leggere qui quest’articolo dell’anno scorso sempre sul super ammortamento).

Il super ammortamento permette una maggiorazione del 30% sul costo di acquisto del bene che ti permette di aumentare l’importo deducibile.

In questo modo risparmi quasi la metà di quello che hai investito, senza averlo realmente speso. L’incremento fiscale della quota di ammortamento rispetto all’effettivo valore del bene acquistato permette di pagare le imposte su una base imponibile inferiore, grazie alle deduzioni maggiorate.A tutti gli effetti l’ammontare del tuo investimento è lo stesso, ma fiscalmente risulta che hai speso di più.

Come puoi calcolare quale sia il vantaggio economico per la tua azienda? Facciamo un esempio (l’importo di 30.000 euro è solo un esempio perché l’impianto va valutato nello specifico per ogni azienda in base ai consumi, allo spazio ed ad altre specifiche tecniche)

Costo investimento per installazione impianto fotovoltaico: 30.000 € + IVA (si intende impianto completo di struttura e costi installativi)

Maggiorazione del 30%: 9.000 €

Costo maggiorato sul quale calcolare l’ammortamento: 39.000 € 

Coefficiente di ammortamento: 9%

Da questi dati risulta che l’ammortamento deducibile per il 2018 sarà 39.000 x 9% =3510 €.

Se consideriamo che i tempi di ammortamento sono di circa 11 anni, la deducibilità complessiva per il calcolo delle imposte è di 3510 x 11 = 38610 €, ben 8610 € in più rispetto all’ammontare effettivo del tuo investimento.

A poter beneficiare dell’incentivo fiscale del super ammortamento sono i soggetti titolari di reddito d’impresa e i professionisti con reddito da lavoro autonomo, anche svolto in forma associativa, purché residenti e con un’organizzazione stabile in Italia.

Oltre ad avere un enorme potenziale di autoconsumo, aziende e imprese commerciali possono sfruttare il fotovoltaico per una strategia di efficientamento energetico complessivo. Elettrificando molti dei consumi, sfruttando ad esempio il fotovoltaico per riscaldare o raffrescare, è possibile abbassare i costi di gestione e migliorare le performance aziendali.

Vuoi avere maggiori informazioni? Vuoi capire per la tua azienda quale sia il tempo di rientro dell’investimento? Contattami per un’analisi gratuita ed una proposta concreta.  

Da luglio nuovi aumenti sulle bollette elettriche

aumento bollette energia elettrica“Da luglio nuovi aumenti sulle bollette elettriche…” E puntualmente ci risiamo, succede di nuovo. Un giorno mi prenderò la briga di riepilogare e dividere per anno e mese questi dati inerenti gli “aumenti strategici”.  Ma cos’è un aumento strategico? E’ un sistema utilizzato dal mercato che permette di aumentare i costi dell’energia (elettricità e gas soprattutto), in determinati momenti dell’anno, al fine di massimizzare i guadagni. A questi aumenti sono associate delle piccole diminuzioni di prezzo su quelle materie prime che in quel periodo non sono utilizzate (o meglio questo è il principio…). Le diminuzioni sono ovviamente sempre percentualmente inferiori agli aumenti che avvengono in altri momenti dell’anno per il medesimo prodotto. Cosa comporta questo giochino nella realtà? Comporta che se sei”schiavo dell’energia” e se cioè non te la puoi autoprodurre ed autoconsumare, devi sottostare a questi giochetti che nell’arco dell’anno, ogni anno ti sfilano qualche bel biglietto da 50 euro. Vediamo questo ultimo esempio. Il costo dell’energia elettrica aumenta in estate (in questo caso +2,8%) mentre contemporaneamente diminuisce leggermente il gas (-2,9%). Ovviamente sulle nostre tasche questo decremento non è un beneficio, perché chi lo usa il gas d’estate coi riscaldamenti spenti? Cosa significa questo? Che per la legge di mercato della domanda e dell’offerta, quando c’è maggiore richiesta aumentano anche i costi anche per quanto concerne l’energia. Le incongruenze però sono almeno due. 1) non è vero che d’estate c’è penuria di energia (elettrica ad esempio), è vero altresì che c’è maggiore richiesta. Se tutti si dotassero di un proprio impianto, si potrebbe avere una maggiore autosufficienza e si potrebbe stabilizzare la rete che altrimenti è soggetta a picchi elevati ed a relativi sprechi anche in fase di approvvigionamento (leggasi penali per l’acquisto di energia elettrica da altri stati che poi non viene utilizzata poiché in esubero). A differenza di quanto credi,  un utente medio consuma più elettricità d’estate rispetto all’inverno (prova a vedere anche la tua bolletta!) L’estate è anche il momento in cui ci sono più ore di luce e pertanto c’è maggiore produzione di energia fotovoltaica. Quindi sarebbe veramente semplice raggiungere degli ottimi risultati di autosufficienza. Piccolo impianto fotovoltaico per ognuno ed il gioco è fatto. (almeno per la fascia F2). Poi, se voglio proprio arrivare molto vicino all’indipendenza energetica ti basta installare un ottimo sistema d’accumulo tarato sulle tue esigenze. Ed il gioco è fatto.

impianto su misuraOvviamente per fare delle valutazioni precise ti consiglio affidarti ad un consulente che abbia la possibilità di spaziare su diversi prodotti, di taglie diverse e di marche diverse. Chi vende mono marca, ha solo quello a catalogo e, volente o nolente tenterà di darti quel prodotto. Chi è autonomo invece (io ovviamente) non ha problemi di questo tipo e riesce a trovare il miglior prodotto al miglio prezzo attraverso l’analisi specifica di casa tua.

Così si lavora. Punto. Il resto è “fuffa… solo fuffa…”!

Ottimizzatori per fotovoltaico cosa sono ed a cosa servono

ottimizzatori solaredge
Ottimizzatore che viene installato sotto ad ogni pannello fotovoltaico

Cosa sono gli ottimizzatori per il fotovoltaico? Ed a cosa servono? Come possono aiutarci ad aumentare il rendimento del nostro impianto? Vale la pena spendere per questo optional? Sempre? Qualche volta? E quanto costa in più un impianto ottimizzato rispetto ad uno standard?

Brevemente (perché chi vuole approfondire tecnicamente si studierà le schede tecniche dei prodotti – o del prodotto – essendo uno l’ottimizzatore per eccellenza), vediamo a cosa servono gli ottimizzatori e come funzionano.

Come dice il nome stesso, l’ottimizzatore è un apparecchio che si installa sotto ad ogni pannello e che permette di ottimizzare la produzione e  la gestione singola nonchè il controllo degli stessi nonostante un unico inverter.

Pertanto con gli ottimizzatori avrò una maggiore produzione in caso di perfetta esposizione dei pannelli che, in caso di ombreggiamenti  può essere superiore anche del 25% rispetto ad un impianto non ottimizzato. Attenzione, spesso non si tiene erroneamente conto di piccoli ombreggiamenti dati da camini, antenne paraboliche fili elettrici, tiranti, rami, alberi, altre abitazioni che mettendo anche solo uno spicchio di pannello in ombra fanno “cadere” la produzione dell’impianto.

vantaggi ottimizzatori
I problemi che gli ottimizzatori permettono di risolvere

Personalmente credo che sia molto interessante tenere sotto controllo con molta precisione il rendimento dell’impianto perché la buona riuscita dell’investimento dipende da quanto l’impianto sarà in grado di produrre per i propri consumi, (il cosiddetto autoconsumo), per riempire al meglio l’accumulo (se presente) e per l’immissione di energia in rete (attraverso l’utilizzo del cosiddetto scambio sul posto).

Maggiore sarà la produzione e di conseguenza maggiore saranno l’autoconsumo (immediato o procrastinato attraverso l’accumulo), e la cessione di energia alla rete. Maggior produzione quindi significa in soldoni rientro più veloce dell’investimento. Infatti, una volta realizzato l’impianto, ogni chilowattora non prodotto è un chilowattora perso in termini di “risparmio in bolletta”.

Ma allora per produrre di più perché devo mettere gli ottimizzatori? Non mi conviene mettere semplicemente più pannelli? No, non è detto che convenga installare ad esempio un 4 kWp al posto di uno da 3 kWp. E non è detto che un 4 kWp renda di più di un 3 kWp ottimizzato. Sì perché se una parte dell’impianto è in ombra con l’impianto tradizionale ho un netto calo di produzione mentre con gli ottimizzatori isolo solo il pannello che rende meno e con tutti gli altri capto ogni raggio di sole possibile. Per questo, per capire se e come fare l’investimento è importante affidarsi ad un consulente energetico che possa fare delle valutazioni e dei calcoli concreti e che vi possa poi anche garantire la resa reale di quanto progettato ed installato. Come sempre, le parole hanno un peso, i risultati un altro. Pertanto affidatevi a chi è in grado di garantire con la propria esperienza e con la propria competenza quello che vi propone.

Riassumendo i pregi:

1)maggiore produzione 2)controllo singolo dei pannelli 3)sistema di monitoraggio wireless 4)risoluzione di problemi quali ombreggiamento, sporcizia dei pannelli, pannello difettoso 5)possibilità di installazione su più falde senza limite di pannelli

ottimizzatole solaredge
Confronto tra il rendimento di un impianto tradizionale ed uno ottimizzato in caso di ombreggiamento

Ed ora veniamo ai costi:

Partiamo dalla considerazione che una volta costavano “un botto” e che pertanto la scelta comportava un cospicuo esborso economico. Oggi invece il prezzo di questi apparecchi è decisamente abbordabile. Sapete che sul mio blog i prezzi non sono segreti e che le informazioni che vi porto vogliono esservi d’aiuto e di sostegno per “ottimizzare” (gioco di parole) l’investimento sul risparmio energetico per la vostra abitazione. Bene, un prezzo congruo (marzo 2017) per un sistema di ottimizzazione di potenza è di 60/70 Euro (ivato) a pannello. (il prezzo tiene conto anche della fornitura dell’inverter solaredge – che ha un costo superiore – al posto di un inverter di altra marca). Pertanto un 3 kWp ottimizzato costerà dai 700 agli 800 (a seconda di quanti pannelli metto) euro in più rispetto ad un medesimo impianto non ottimizzato. Per lo stesso motivo un 6 kWp ottimizzato costerà circa 1400/1500 euro in più, rispetto ad un egual potenza non ottimizzato.

Che ti serva un impianto ottimizzato o che tu voglia valutarne uno senza ottimizzatori, qui ci sono i miei dati per chiedermi una consulenza specifica in ambito risparmio energetico!

 

 

Novità Powerwall2: arriverà solo la versione AC

tesla powerwall2 AC
Comunicazione ufficiale di Tesla che annuncia l’arrivo della nuova versione AC

Che nel settore tecnologico ci siano costanti novità è risaputo. Ma per quanto concerne Tesla, stanno proprio correndo. E’ una corsa talmente veloce che può sembrare quasi disorganizzata.  E’ uscito il powerwall 1 e dopo 6 mesi è stato presentato il powerwall2. E’ uscita la versione DC e in pochi mesi se non settimane è già stata sostituita dalla più comoda e duttile versione AC con inverter integrata ed applicazione di gestione/monitoraggio.

Slittano di qualche mese i tempi di consegna. Tesla assicura che chi ha già ordinato il powerwall 2 DC avrà allo stesso prezzo il nuovo powerwall versione AC (anche perchè il DC non verrà consegnato proprio…). Ovviamente gli ordini effettuati avranno la priorità sui nuovi con prime consegne da aprile. (Per i nuovi ordini invece le consegne avveranno da maggio).

Per ora vi allego la scheda tecnica della nuova versione DC e la lettera ufficiale ricevuta oggi. Nei prossimi giorni approfondirò l’argomento e vi terrò informati in merito. Pubblicherò sul blog tutte le nuove informazioni e gli approfondimenti tecnici nonché i vari dubbi relativi alle installazioni sia in relazione ai nuovi impianti fotovoltaici sia che per gli impianti già esistenti (c.d. retrofit).

tesla powerwall2 ACCome ultima cosa, un mio commento del tutto personale. Da una parte sono sbalordito, e tutte queste novità ovviamente non mi facilitano il lavoro di consulente. Al contempo però voglio fare un’altra riflessione. (tendo a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno di mio…). Ben vengano le continue innovazioni e ben venga la possibilità per i clienti di avere l’ultimo prodotto aggiornato disponibile anche se quello ordinato è un altro. (L’importante è ovviamente che le condizioni siano migliorative!!!)

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Per richieste, consulenze specifiche o altro ecco i miei dati di contatto.

Dal primo gennaio 2017 bollette più care

A me sembra di avere un deja vu. O forse no. E’ solo che è e sarà sempre così. Costi energetici sempre in aumento. Ma il modo per difendersi c’è.

Aumenti in arrivo per le tariffe di luce e gas. Dal domani 1° gennaio per la famiglia-tipo la bollette dell’elettricità registrerà un aumento dello 0,9%, mentre per il gas l’incremento sarà del 4,7%.

A renderlo noto è l’Authority dell’energia e del gas. Nel primo trimestre del 2017 – spiega l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico – l’andamento del prezzo dell’energia elettrica è determinato principalmente dall’atteso aumento delle quotazioni per il maggior consumo legato alla stagione invernale. Questo è quanto prevede l’aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori in tutela per il primo trimestre 2017, come ha annunciato l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico.

Altro che buon anno. Aumentano le bollette. Quindi o 1) paghi e zitto o 2)te ne stai al buio ed al freddo oppure 3)risolvi il tuo problema energetico.

Da domani 1° gennaio, quindi, per la famiglia-tipo la bolletta dell’elettricità registrerà un aumento dello 0,9%, mentre per il gas l’incremento sarà del 4,7%. Per l’elettricità, in breve, la spesa (al lordo tasse) per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (compreso tra l’1 aprile 2016 e il 31 marzo 2017) sarà di 498 euro, per il gas, invece, la spesa della famiglia-tipo nello stesso periodo, sarà di circa 1.022 euro (dati tratti da www.ilgiornale.it).

Ora mi domando, ma tu che consumi di più sia di corrente elettrica che di gas, ancora non hai pensato di chiudere i rubinetti di quella voragine energetica che è casa tua. Lo sai che lo puoi fare a costo zero grazie al risparmio ed agli incentivi? Non ci credi? Leggi qui questi articoli con degli esempi pratici. 

Come aumenteranno i costi per l’approvigionamento dell’energia elettrica per chi non si rende (almeno in parte) indipendente.

L’articolo e la notizia non sono una novità. E’ solo un andamento ciclico. Poiché i costi per l’approvigionamento energetico sono in costante perpetuo inarrestabile aumento si deve trovare il modo per difendersi. Non ci credi? Guarda questi articoli e dimmi se non avrei potuto semplicemente fare un copia incolla.

Quindi come mi difendo? Consumando meno attraverso prodotti con tecnologie più efficienti ed autoproducendomi l’energia di cui ho bisogno. Si può fare. Chiedimi gratis come.