BANDO ACCUMULO REGIONE LOMBARDIA 2019

Ho volutamente aspettato a pubblicare questo articolo per non creare confusione ai miei clienti veneti. Ma poiché il 31 luglio si è chiusa ufficialmente la possibilità di presentare la domanda per il contributo regionale veneto, oggi parliamo del bando lombardo.

PER LE BATTERIE INSTALLATE PRIMA DELL’8 LUGLIO 2019

In realtà la prima parte del Bando è già in corso ed interessa chi ha già provveduto ad installare la batteria in data antecedente all’8 luglio (possono essere finanziati gli accumuli installati dal 1 gennaio 2018 a patto ovviamente che non abbiano già goduto di medesimo incentivo regionale).

PER LE BATTERIE INSTALLATE DOPO IL GIORNO 8 LUGLIO 2019 O NON ANCORA INSTALLATE

Per chi vuole installare un sistema d’accumulo o lo ha installato dopo il giorno 8 luglio 2019, i giochi si aprono il giorno 9 settembre alle ore 10. A partire da quel giorno e da quell’ora infatti sarà possibile caricare on line la documentazione necessaria per la richiesta di contributo. In questo articolo vi farò una sintesi del bando che potete leggere con tutte le sue specifiche a questo indirizzo.

CHI PUO’ PARTECIPARE?

Al bando possono partecipare i privati cittadini residenti in Lombardia in possesso di un impianto fotovoltaico (o che installeranno un impianto fotovoltaico congiuntamente al sistema d’accumulo).

QUALI SONO LE RISORSE MESSE A DISPOSIZIONE DALLA REGIONE?

3.438.241,95 euro, elevabili a 4.460.000,00 euro (qualora il bilancio regionale lo permettesse)

QUANTO VIENE EROGATO PER OGNI BATTERIA?

Il contributo è a fondo perduto e copre fino al 50% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di un sistema di accumulo, fino ad un massimo di 3.000,00 euro. L’erogazione del contributo in un’unica quota a seguito della rendicontazione delle spese sostenute.

QUALE DOCUMENTAZIONE E’ NECESSARIA PER PARTECIPARE AL BANDO?

1) scheda tecnica del sistema di accumulo (riportante le caratteristiche indicate al paragrafo B.6); 2) preventivo, dettagliato in voci di costo, per l’acquisto e l’installazione del sistema di accumulo; 3) dichiarazione del produttore del sistema di accumulo sui parametri tecnici N, DOD ed E (in aggiunta al punto 1 se la scheda tecnica non li riporta come indicato al paragrafo B.6). [NB: tutta questa documentazione ai miei clienti la fornisco io già pronta nel formato corretto per il caricamento on line]

CONTATTI DELLA REGIONE LOMBARDIA PER DUBBI O CHIARIMENTI

– Casella di posta elettronica dedicata: bando_accumulo@regione.lombardia.it

– Numero verde per informazioni sul Bando: 800 318 318

– Numero verde per l’assistenza su Bandi online: 800 131 151

LE FAQ (FREQUENTLY ASKED QUESTION) – ossia le domande più frequenti

1)A quanto ammonta il contributo per installare un sistema di accumulo? Il contributo massimo erogabile è di 3.000 euro ed è dato dalla somma di due quote: la prima, in percentuale, è legata al rapporto costo/efficienza del sistema di accumulo, la seconda quota, anch’essa percentuale, è data dal costo dell’installazione del sistema di accumulo. 

2) Perché la dotazione non è stata separata tra gli accumuli già installati (tipologia A) e quelli da installare (tipologia B)? Non c’è il rischio che si esauriscano subito le risorse prima che la tipologia B possa presentare domanda? No. È prevista una dotazione per il 2019 e una per il 2020. In fase di assestamento (a fine luglio 2019) si potrebbe utilizzare un ulteriore milione di euro per il 2019. Come indicato al paragrafo C.4 del bando in caso di esaurimento della dotazione 2019 i contributi saranno erogati nel 2020.

3)Se ho più impianti fotovoltaici posso avere più contributi? No. Ogni soggetto può presentare una sola domanda, corrispondente ad un sistema di accumulo a servizio di un impianto fotovoltaico.

4)Voglio installare l’impianto fotovoltaico insieme al sistema di accumulo: ho diritto all’incentivo? Sì, ma il contributo è previsto per il solo sistema di accumulo, indipendentemente dal fatto che sia a servizio di un impianto fotovoltaico esistente o di nuova installazione. Il costo dell’impianto fotovoltaico, infatti, non è una spesa ammissibile.

5)Chi può presentare la domanda? Chi è il “titolare” dell’impianto fotovoltaico? La domanda di contributo deve essere presentata dal soggetto responsabile dell’impianto fotovoltaico (è indicato nel regolamento di esercizio1) che è anche il soggetto a cui è intestato il punto di connessione (POD) ossia il contratto di fornitura dell’energia elettrica collegato all’impianto fotovoltaico. Il codice POD è sempre riportato sia nel regolamento di esercizio sia nella bolletta di fornitura dell’energia elettrica.

6)L’incentivo vale solo per i sistemi di accumulo a servizio degli impianti fotovoltaici situati in Lombardia? Sì. La misura di incentivazione è destinata ai sistemi di accumulo intestati a cittadini lombardi installati esclusivamente sul territorio regionale lombardo.

7)Gli impianti a isola, non collegati alla rete di distribuzione dell’energia elettrica, possono accedere al contributo? Sì. L’incentivo è erogato per il sistema di accumulo, indipendentemente dal fatto che l’impianto fotovoltaico che produce l’energia elettrica da accumulare sia connesso alla rete di distribuzione oppure sia un impianto a isola.

8)Quali sono i documenti da presentare per partecipare al bando? La documentazione obbligatoria è differente per sistemi di accumulo già installati e sistemi di accumulo non ancora installati. Nel primo caso (tipologia A) è la seguente:

  1. scheda tecnica del sistema di accumulo (riportante le caratteristiche indicate al paragrafo B.6 del Bando);
  2. fattura, dettagliata in voci di costo, per l’acquisto e l’installazione del sistema di accumulo;
  3. quietanze di pagamento della fattura (ricevute dei bonifici);
  4. regolamento di esercizio stipulato con il distributore di energia elettrica (esclusi gli impianti a isola);
  5. dichiarazione di conformità alla regola dell’arte rilasciata dall’installatore. 

Se la scheda tecnica non riporta i dati richiesti, così come indicati al paragrafo B.6 del Bando, è necessario allegare una dichiarazione del produttore del sistema di accumulosui parametri tecnici N, DOD ed E, in aggiunta alla scheda tecnica.

Se nella fattura è indicata un’unica voce che raggruppa i costi dell’accumulo e dell’installazione è obbligatorio allegare una dichiarazione del fornitoredel sistema di accumulo sulla suddivisione dell’importo complessivo nei singoli costi. 

Per i sistemi di accumulo non ancora installati (tipologia B) i documenti da allegare alla domanda sono i seguenti:

  1. scheda tecnica del sistema di accumulo (riportante le caratteristiche indicate al paragrafo B.6 del Bando);
  2. preventivo, dettagliato in voci di costo, per l’acquisto e l’installazione del sistema di accumulo.

Inoltre, come per la tipologia A, se la scheda tecnica non riporta i dati richiesti del paragrafo B.6 è necessario allegare una dichiarazione del produttore del sistema di accumulosui parametri tecnici N, DOD ed E, in aggiunta alla scheda tecnica.

9)Che cosa si intende per “firma digitale”, “firma elettronica qualificata” e “firma elettronica avanzata”? Nella pratica, per firmare un documento digitalmente con la carta dei servizi (CRS o CNS) è necessario utilizzare un lettore collegato al PC e inserirvi la carta CRS o CNS unitamente al codice PIN. La legge che disciplina la firma elettronica è il “Codice dell’amministrazione digitale” (Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82). Attualmente la legge italiana prevede 4 tipologie di firma elettronica:

  1. firma elettronica generica (chiamata anche nella prassi firma elettronica “semplice”): l’insieme dei dati in forma elettronica, allegati oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici, utilizzati come metodo di identificazione informatica.
  2. firma elettronica avanzata: insieme di dati in forma elettronica allegati oppure connessi a un documento informatico che consentono l’identificazione del firmatario del documento e garantiscono la connessione univoca al firmatario, creati con mezzi sui quali il firmatario può conservare un controllo esclusivo, collegati ai dati ai quali detta firma si riferisce in modo da consentire di rilevare se i dati stessi siano stati successivamente modificati.
  3. firma elettronica qualificata: un particolare tipo di firma elettronica avanzata che sia basata su un certificato qualificato rilasciato da un certificatore accreditato e realizzata mediante un dispositivo sicuro per la creazione della firma.
  4. firma digitale: un particolare tipo di firma elettronica qualificata basata su un sistema di chiavi crittografiche, una pubblica e una privata, correlate tra loro, che consente al titolare tramite la chiave privata e al destinatario tramite la chiave pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l’integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici.

La firma digitale rappresenta l’equivalente elettronico della tradizionale firma autografa su carta ed è il risultato di una procedura informatica – detta validazione – che garantisce l’autenticità e l’integrità di documenti informatici. 

Per generare una firma digitale è necessario utilizzare una coppia di chiavi digitali asimmetriche attribuite in maniera univoca ad un soggetto, detto titolare. La chiave privata è conosciuta solo dal titolare ed è usata per generare la firma digitale da apporre al documento. Viceversa, la chiave da rendere pubblica è usata per verificare l’autenticità della firma. Questo metodo è conosciuto come crittografia a doppia chiave e garantisce la piena sicurezza visto che la chiave pubblica non può essere utilizzata per ricostruire la chiave privata.

(Fonte: http://www.agid.gov.it/agenda-digitale/infrastrutture-architetture/firme-elettroniche)

10)Qual è l’importo della marca da bollo da pagare per presentare la domanda? L’imposta di bollo per tutte le istanze rivolte alla Pubblica Amministrazione ha un importo di euro 16,00(DPR 642/72 aggiornato con Legge 71 del 24/6/2013). 

11)Ho partecipato al bando compilando la domanda di contributo entro la scadenza indicata nel bando. Quando verrò informato se la domanda è stata accolta o no? Le domande presentate nel periodo di apertura del bando sono esaminate secondo l’ordine di arrivo al protocollo regionale attraverso Bandi online. Le istruttorie vengono svolte entro 60 giorni dalla data di protocollo assegnando via via i contributi alle pratiche esaminate fino al completo utilizzo della dotazione finanziaria del bando.  All’esaurimento della disponibilità del bando verrà data notizia su Bandi onlinee sul portale di Regione Lombardia – Sezione Bandi: le pratiche presenti nel sistema che hanno un numero di protocollo successivo all’ultima pratica finanziata sono poste in una lista di attesa. Le pratiche della lista di attesa saranno esaminate in caso di rinuncia o riduzione degli importi dei contributi già assegnati oppure in caso di rifinanziamento del bando.

12)Sono stato ammesso e finanziato. Come devo procedere per ottenere il contributo a me assegnato? Nel caso di sistemi di accumulo già installati (tipologia A) l’istruttoria di assegnazione del contributo si chiude direttamente con l’erogazione dell’importo assegnato sul conto corrente indicato nella domanda.  Per le pratiche della tipologia B la procedura da seguire è, invece, quella indicata al paragrafo C.6 del Bando, ovvero la seguente: entro sei mesi dal provvedimento di assegnazione del contributo, e dopo avere installato il sistema di accumulo, il soggetto beneficiario accede alla sua pratica nel sistema Bandi onlinee inserisce i seguenti documenti:

  1. fattura, dettagliata in voci di costo, per l’acquisto e l’installazione del sistema di accumulo;
  2. quietanze di pagamento della fattura (ricevute dei bonifici);
  3. regolamento di esercizio2stipulato con il distributore di energia elettrica (esclusi gli impianti a isola);
  4. dichiarazione di conformità alla regola dell’arte rilasciata dall’installatore3.

Si ricorda che le spese ammissibili sono esclusivamente quelle sostenute dal soggetto beneficiario, quindi la fattura e le quietanze di pagamento devono essere intestate (o cointestate) al soggetto beneficiario. Se nella fattura è indicata un’unica voce di costo che raggruppa accumulo e installazione è obbligatorio allegare anche una dichiarazione del fornitoredel sistema di accumulo sulla suddivisione dell’importo complessivo nei singoli costi. La procedura così descritta sarà disponibile online per ogni pratica solo dopo il provvedimento di assegnazione del contributo. A seguito dell’invio della rendicontazione l’Ufficio effettuerà l’istruttoria entro il termine di 60 giorni: l’esito sarà trasmesso al beneficiario e si procederà all’erogazione del contributo. 

13)Come posso fornire l’IBAN per l’accredito del contributo? In fase di compilazione della domanda di contributo il sistema richiederà di compilare in un apposito campo i riferimenti bancari/postali necessari per l’erogazione del contributo.

14)Che cosa si intende per “quietanza di pagamento”? Rappresenta il giustificativo dell’avvenuto pagamento dell’importo fatturato. Ad esempio: copia della ricevuta del bonifico bancario riportante il CRO(codice riferimento operazione) o CRI(codice riferimento interno).

15)Il produttore del sistema di accumulo ha deciso di mettere fuori produzione la batteria per cui mi è stato assegnato il contributo. È possibile variare il prodotto in sede di rendicontazione? Il contributo è assegnato sulla base delle caratteristiche tecniche del sistema di accumulo riportate nella scheda tecnica allegata alla domanda: in casi del tutto eccezionali di impossibilità di confermare l’intervento con il prodotto previsto in fase di domanda, solo per oggettive motivazioni, adeguatamente documentate, legate alla messa fuori produzione del prodotto oppure a modifiche normative che ne impediscono l’installazione secondo la configurazione presentata, è ammessa la sostituzione del sistema di accumulo esclusivamente con un prodotto dalle prestazioni analoghe (ovvero stesso numero di cicli e DOD) o superiori.  Se si verificasse una delle casistiche suddette il soggetto beneficiario deve comunicare via mail alla casella bando_accumulo@regione.lombardia.it l’intenzione di sostituire il sistema di accumulo su cui è stato calcolato il contributo, allegando la nuova scheda tecnica e i nuovi costi. Gli Uffici procederanno con una nuova istruttoria di valutazione che potrà confermare o rideterminare al ribasso l’importo del contributo assegnato (paragrafo C.7 del Bando).

16)Come deve essere la fattura per rendicontare correttamente le spese? La fattura deve essere obbligatoriamente intestata o cointestata al soggetto beneficiario del contributo, essere dettagliata per voci di costo e, se possibile, riportare il numero di riferimento della pratica (ID) nel bando. È quindi necessario che le spese siano suddivise nelle diverse voci, ovvero costo del sistema di accumulo, costo dell’installazione e IVA. Le fatture riportanti le diverse voci di costo possono essere rappresentate da più documenti: è possibile infatti che l’acquisto sia fatto da un fornitore e l’installazione sia eseguita da un altro soggetto (due fatture distinte) oppure l’acquisto e l’installazione siano riferiti ad un solo fornitore (fattura unica). È anche possibile che vi siano più fatture emesse in tempi diversi a seconda dello stato di avanzamento lavori (domanda n. 16); in ogni caso le fatture devono essere inserite in Bandi onlinecon un unico file in formato pdf.

17)Sono possibili fatturazioni e pagamenti differiti (acconto, saldo) al posto di un’unica fattura e un unico pagamento? Sì. È possibile l’emissione di fatture in tempi diversi secondo l’avanzamento dei lavori e quindi relative, ad esempio, alla firma del contratto, ad acconti, inizio lavori, saldo fine lavori. Le fatture devono riportare in ogni caso la suddivisione della spesa nelle singole voci di costo (acquisto e installazione) esattamente come per la fattura unica. Il pagamento dell’intervento può essere fatto in un’unica soluzione o in più rate; anche per le quietanze di pagamento l’inserimento in Bandi onlinedeve avvenire con un unico file in formato pdf come per le fatture.

18)Ho installato un nuovo impianto fotovoltaico con sistema di accumulo integrato ma il regolamento di esercizio potrebbe venire rilasciato oltre la scadenza del bando (sei mesi dalla data di assegnazione del contributo). Come posso completare la rendicontazione? Il regolamento di esercizio è un allegato obbligatorio. In mancanza di esso, e solo in caso di nuovo impianto fotovoltaico installato insieme all’accumulo, si può allegare la domanda di connessione alla rete insieme agli altri allegati della rendicontazione: in tal caso la pratica verrà posta in stato di “integrazione” e i termini istruttori della pratica saranno sospesi fino all’invio del documento obbligatorio. Si evidenzia che il regolamento è indispensabile ai fini dell’erogazione del contributo, perché permette di verificare l’ubicazione dell’impianto fotovoltaico e chi ne è il soggetto responsabile.

19)Ho installato il sistema di accumulo sull’impianto fotovoltaico già esistente. Il regolamento di esercizio del fotovoltaico, ai fini della rendicontazione, deve essere aggiornato con l’accumulo? No. Il regolamento di esercizio da inserire in rendicontazione non deve necessariamente essere la versione aggiornata con il sistema di accumulo. Per gli impianti fotovoltaici esistenti, a cui vengono connessi i sistemi di accumulo incentivati dal bando regionale, il regolamento di esercizio può essere anche nella versione precedente all’inserimento dell’accumulo. 

20)Il mio sistema di accumulo è ad isola, quindi non necessita del regolamento di esercizio, dove indico nella sezione di rendicontazione, questa informazione? Se l’impianto a isola non è già stato segnalato in fase di domanda, al momento di allegare il regolamento di esercizio comparirà una nota esplicativa che inviterà a segnalare che l’impianto è ad isola.

21)Dopo quanto tempo dall’assegnazione il contributo viene liquidato? Il contributo viene erogato solo dopo la rendicontazione su Bandi onlinedelle spese sostenute, da effettuarsi entro sei mesi dalla data del provvedimento di assegnazione. Nell’istruttoria si esamina la documentazione presentata online e l’esame si conclude entro 60 giorni con un provvedimento di erogazione o diniego, comunicato al richiedente. 

22)Ho un nuovo conto corrente bancario: come faccio a comunicarlo? È sufficiente una comunicazionevia mail alla casella dedicata: bando_accumulo@regione.lombardia.it. Ogni variazione (indirizzo, numero di telefono, codice IBAN, etc.) o richiesta di chiarimenti va comunicata alla casella di posta elettronica dedicata al bando Accumulo.

Adesso che hai letto tutto, clicca qui per vedere i risultati ottenuti nel 2017 con il precedente bando della Regione Lombardia (100% di risultato ottenuto con il massimo della cifra disponibile)

Se sei curioso inoltre di vedere i risultati che si possono ottenere con un sistema d’accumulo (le tabelle si riferiscono tutte ad impianti fotovoltaici che hanno abbinato un accumulo Tesla Powerwall2) puoi cliccare sui seguenti link e vedere mese per mese quali risultati di autosufficienza energetica si possono ottenere grazie ad un “polmone energetico” così ampio maggiogiugnoluglio  agosto, settembre  , ottobre , novembre, e dicembre (2018),  gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno (2019)

Se vuoi sapere, vedere e sentire dalla voce dei miei clienti come si sono trovati con la mia consulenza e quali risultati hanno ottenuto grazie all’impianto realizzato puoi cliccare qui e vedere le video interviste.

Per ogni altra informazione, per un preventivo specifico e per avere la documentazione per partecipare al bando questi sono i miei contatti.

BANDO ACCUMULO VENETO: AL VIA L’ACCREDITAMENTO

Da questa mattina è possibile fare l’accreditamento al sito della Regione Veneto per accedere al contributo per l’accumulo fotovoltaico. Per procedere all’accreditamento è necessario seguire le seguenti istruzioni.

ATTENZIONE: LA PERSONA CHE RICHIEDE L’ACCREDITAMENTO DEVE ESSERE IL TITOLARE DELL’IMPIANTO FOTOVOLTAICO, NON SONO AMMESSI INTERMEDIARI

COLLEGARSI AL SITO

https://siu.regione.veneto.it/GUSI

CLICCARE SULL’ICONA “REGISTRAZIONE PER L’ACCESSO AUTORIZZATO” – UTENTI NON REGISTRATI

COMPILARE IL MODULO CON I DATI PERSONALI:

–          NOME COGNOME

–          CODICE FISCALE

–          INDIRIZZO DI RESIDENZA

–          MAIL ( pec o ordinaria)

CLICCARE SULL’ICONA PROCEDI

CLICCARE SULL’INCONA CONFERMA RICHIESTA

SCARICARE IL MODULO DALL’ICONA DOWNLOAD RICHIESTA 

FIRMARE IL DOCUMENTO E CARICARLO ALLA VOCE “ALLEGATI” ASSIEME ALLA COPIA DELLA CARTA D’IDENTITA’

Prima di inoltrare la richiesta cliccare sull’icona “LEGGI INFORMATIVA” prendendone visione

INOLTRARE LA RICHIESTA 

Per qualsiasi problematica applicativa e informatica è possibile contattare il call center regionale: all’indirizzo email call.center@regione.veneto.it o al numero verde 800-914708 nei seguenti orari: 08.00 – 18.30 dal lunedì al venerdì e 08.00-14.00 il sabato. 

Per informazioni relative al bando è attiva la mail: accumulo.energia@regione.veneto.it

Si segnala che entro il giorno 1/7/2019 verrà pubblicato nella pagina web dedicata al bando un documento contenente la risposta a tutte le domande più frequenti – FAQ (non di carattere informatico) che verranno formulate alla e-mail accumulo.energia@regione.veneto.it

TESLA POWERWALL2: I RENDIMENTI DI AGOSTO 2018

Come promesso eccoci all’appuntamento mensile con il riepilogo dei rendimenti dei 18 sistemi fotovoltaici monitorati. Per quanto concerne il mese di agosto 2018, l’autosufficienza degli impianti monitorati è compresa tra l’84% ed il 99%. Da una prima analisi si evince come comincino i primi discostamenti di rendimento dovuti a diversi fattori (analizzati punto per punto in questo articolo).

rendimento powerwall2
Le percentuali di autoconsumo di 18 impianti fotovoltaici con 18 sistemi di accumulo Tesla Powerwall2

1)la diversa grandezza dell’impianto fotovoltaico abbinato alla batteria. In alcuni casi l’impianto fotovoltaico non è in grado di coprire il fabbisogno energetico della casa sulla quale è installato (impianti n.6 e n.16). Nei casi specifici analizzati si tratta di 2 impianti fotovoltaici che sono sottodimensionati rispetto ai consumi. Il sottodimensionamento dipende dalla mancanza di spazio in falda per un ulteriore numero di pannelli per avere maggior produzione. Sono i casi nei quali (vedasi documento con i dati aggregati), i kWh immessi in rete ovviamente sono pochi (ed al contempo viene sfruttata meno la batteria) e sono invece molti i kWh consumati.

2)il diverso fabbisogno energetico degli utenti. A parità di grandezza d’impianto e di zona geografica possiamo avere anche risultati molto diversi tra loro. Questo dipende anche dal diverso fabbisogno energetico richiesto dalle famiglie che utilizzano l’impianto fotovoltaico. Una famiglia  numerosa o con una casa molto grande, magari con una piscina avrà un consumo molto maggiore rispetto ad un single che vive la casa in modo molto diverso. Questa differenza sarà direttamente proporzionale alla diminuzione di ore di luce (autunno/inverno) ed inoltre dipenderà anche dai diversi sistemi di riscaldamento che hanno le abitazioni monitorate (Una casa totalmente elettrica avrà sicuramente nei mesi invernali dei consumi molto più alti rispetto ad una casa con un sistema ibrido o con la caldaia a gas). Questo tema lo andremo a trattare nei prossimi mesi, esaminando e confrontando impianto per impianto. Lo ribadisco ancora una volta. Ogni casa ed ogni famiglia necessita di una consulenza personalizzata. Solo potendo proporre diversi prodotti e diverse soluzioni installative si possono ottenere i massimi benefici. Non esiste un solo tipo di impianto fotovoltaico e non esiste un solo progetto che si può replicare su ogni casa. Il progetto personalizzato che realizzo serve proprio ad ottenere il massimo risparmio (e quindi il rientro più veloce dell’investimento). Vedi ad esempio cosa dicono degli impianti realizzati alcuni miei clienti che hanno deciso di “raccontare la loro storia…”

resa powerwall2 tesla
I dati (del mese di agosto 2018) di produzione, consumo, autoconsumo ed autosufficienza energetica di 18 diversi impianti fotovoltaici (con batteria d’accumulo Tesla Powerwall2), installati in diverse zone del nord Italia.

3)l’eta dell’impianto fotovoltaico. Alcuni degli impianti monitorati sono impianti (magari incentivati), che hanno 10 anni di vita e che pertanto sono stati realizzati con dei materiali/tecnologie qualitativamente inferiori o che hanno comunque subito già l’usura del tempo rispetto ovviamente agli impianti nuovi installati assieme alla batteria. Le garanzie di resa sui prodotti installati dieci anni fa erano meno della metà rispetto a quelle attuali e pertanto i pannelli di “prima generazione” avranno di sicuro una obsolescenza più rapida rispetto a quelli disponibili oggi.

Sarà interessante vedere come il cambiamento della stagione andrà ad influire sui rendimenti dell’abbinata fotovoltaico ed accumulo. Perché se da una parte prevedo (ovviamente) un fisiologico abbassamento dei rendimenti dell’impianto fotovoltaico (per vedere l’andamento annuo di un impianto fotovoltaico è possibile leggere questo articolo), dall’altra dovremmo avere anche una brusca riduzione dell’utilizzo della climatizzazione e quindi una diminuzione dei consumi (periodo autunnale dove ancora non si utilizza il riscaldamento).

Quindi, in attesa di vedere il prossimo report, iscriviti alla newsletter mensile gratuita per non perdere sia i report che gli articoli con tutte le novità del settore. Se  trovi l’argomento interessante puoi lasciare un commento qui sotto. Se invece vuoi installare un impianto fotovoltaico (con o senza accumulo), questi sono i miei dati di contatto per una consulenza gratuita.  E non dimenticarti di andare a vedere/sentire quali risultati abbiamo raggiunto con i nostri clienti. 

Novità Powerwall2: arriverà solo la versione AC

tesla powerwall2 AC
Comunicazione ufficiale di Tesla che annuncia l’arrivo della nuova versione AC

Che nel settore tecnologico ci siano costanti novità è risaputo. Ma per quanto concerne Tesla, stanno proprio correndo. E’ una corsa talmente veloce che può sembrare quasi disorganizzata.  E’ uscito il powerwall 1 e dopo 6 mesi è stato presentato il powerwall2. E’ uscita la versione DC e in pochi mesi se non settimane è già stata sostituita dalla più comoda e duttile versione AC con inverter integrata ed applicazione di gestione/monitoraggio.

Slittano di qualche mese i tempi di consegna. Tesla assicura che chi ha già ordinato il powerwall 2 DC avrà allo stesso prezzo il nuovo powerwall versione AC (anche perchè il DC non verrà consegnato proprio…). Ovviamente gli ordini effettuati avranno la priorità sui nuovi con prime consegne da aprile. (Per i nuovi ordini invece le consegne avveranno da maggio).

Per ora vi allego la scheda tecnica della nuova versione DC e la lettera ufficiale ricevuta oggi. Nei prossimi giorni approfondirò l’argomento e vi terrò informati in merito. Pubblicherò sul blog tutte le nuove informazioni e gli approfondimenti tecnici nonché i vari dubbi relativi alle installazioni sia in relazione ai nuovi impianti fotovoltaici sia che per gli impianti già esistenti (c.d. retrofit).

tesla powerwall2 ACCome ultima cosa, un mio commento del tutto personale. Da una parte sono sbalordito, e tutte queste novità ovviamente non mi facilitano il lavoro di consulente. Al contempo però voglio fare un’altra riflessione. (tendo a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno di mio…). Ben vengano le continue innovazioni e ben venga la possibilità per i clienti di avere l’ultimo prodotto aggiornato disponibile anche se quello ordinato è un altro. (L’importante è ovviamente che le condizioni siano migliorative!!!)

Se vuoi rimanere aggiornato sull’argomento puoi tornare a trovarmi sul blog oppure puoi iscriverti alla newsletter inserendo email e nome nel format apposito in alto a destra.

Per richieste, consulenze specifiche o altro ecco i miei dati di contatto.

TESLA POWERWALL 2: cosa succede nel mondo

tesla powerwall 2A quasi un mese dal lancio del tesla powerwall 2 sono ancora poche le informazioni confermate sul prodotto, sulle tempistiche di consegna e sui partner che andranno ad installare e a seguire la (come sempre) cospicua parte burocratica. (cliccando qui puoi vedere la presentazione e leggere in italiano le informazioni sulla batteria nonché un confronto tecnico con la concorrenza)

Ma cosa sta succedendo nel resto del mondo, lontano dal “bel Paese” ? Vediamo un esempio. In Svezia sono stati stanziati dei fondi con i quali il Governo coprirà fino al 60% (con limite di circa 5400 dollari americani) della spesa per una batteria d’accumulo domestica. La norma era stata pensata per coprire il costo fino ad oggi più alto per un sistema d’accumulo al litio. Con questo incentivo si stima che gli svedesi potranno avere (al netto degli incentivi) la power wall 2 per circa 3000 dollari americani. Per chi prenota la batteria adesso si stima che le installazioni inizino dall’estate 2017 (e già siamo a qualche mese in più rispetto al “disponibile da febbraio 2017” del proclama iniziale. La lungimiranza svedese ha due obiettivi. Il primo è quello di stabilizzare la rete attraverso un sistema autoproduttivo che permetta di non avere i picchi di richiesta e quindi di mettere in sofferenza la rete. Il secondo è quello di arrivare nel 2040 all’eliminazione delle fonti fossili per quanto concerne la produzione di elettricità.

Ma anche la Germania ha spinto da tempo sull’acceleratore. Negli ultimi tre anni il Governo tedesco ha incentivato l’installazione di oltre 43 mila impianti fotovoltaici abbinati a sistemi di accumulo.  Gli impianti fotovoltaici con accumulo installati in Germania nel 2015 sono stati il 41% delle installazioni totali, per un totale di 19 mila sistemi combinati. Ma a cosa è dovuto questo boom? Alla consapevolezza che questo è il futuro (i tedeschi ci anticipano) ed alle agevolazioni con prestiti a bassi interessi che vengono fatti appositamente per questo settore.

Ed in Italia? In italia al momento (fino al 31/12/16) è possibile usufruire della detrazione fiscale del 50% per quanto concerne l’installazione di impianti fotovoltaici e di batterie d’accumulo. E dopo il 31/12/16? Sembra che ci sarà un’ulteriore proroga e sembra con le medesime modalità. Ma come sempre staremo a vedere dopo Santo Stefano i documenti ufficiali pubblicati in Gazzetta (solitamente escono al foto finish il 28 dicembre…). Qui trovi un articolo dove puoi scoprire come e quando il powerwall 2 sarà disponibile in Italia

tesla gigafactoryNel corso del 2016 la Regione Lombardia ha stanziato dei fondi per incentivare l’installazione domestica delle batterie d’accumulo. Vediamo se qualche altra Regione avrà i fondi e la lungimiranza di dare dei contributi similari.

Quello che è interessante di sicuro è che la presentazione della tesla powerwall 2 ha fatto accelerare  anche altri produttori del settore che magari avevano il prodotto pronto ma che ancora non sapevano se fosse davvero il caso di investirci.

Altri aggiornamenti sul tema, credo ci saranno a breve. Per essere sempre informato gratuitamente sulle novità ti basta sottoscrivere la newsletter inserendo la tua mail in alto a destra.