Fotovoltaico ed incentivi 2015: perché conviene di più un impianto oggi rispetto al passato (con il conto energia)

Il fotovoltaico oggi conviene? Era più conveniente con i conti energia? Vale la pena farlo oggi? E se sì di che dimensioni? FOTOVOLTAICO CONVENIENZA 2015

Non so come mai, ma l’idea persistente e comune nelle persone è che il mercato delle energie rinnovabili non stia andando bene. Mi risulta sempre difficile dover spiegare invece che dipende da qual è il mercato al quale ci si rivolge. Personalmente mi sono specializzato solo nelle piccole e medie installazioni ed in questo specifico campo c’è molto lavoro da fare. (quindi se hai bisogno di un impianto da 100 chilowatt non sono il consulente giusto per te)

posizionamentoChe il fotovoltaico abbia avuto una brusca frenata negli anni scorsi per quanto concerne i numeri relativi alla produzione in KW/h non è in discussione. E’ solo che è cambiato il target. C’è chi se ne è accorto e chi no. C’è chi è rimasto in gioco e chi si è trovato fuori. C’è oggi una grande richiesta di piccoli impianti rispetto a qualche anno fa dove si realizzavano soprattutto impianti di grandi dimensioni. E’ cambiato il mercato. Punto.
Ma se sei su questa pagina lo sei per capire se adesso ti conviene installare un impianto su casa tua e non per una lezione di economia e positioning aziendale.

Quindi ti spiego in poche semplici righe perché è più conveniente montare un impianto fotovoltaico su casa tua oggi (dove ci sono incentivi molto limitati) rispetto a qualche anno fa (es 2010-2012).

Il calcolo da fare è semplicissimo.autoconsumo LAMPADINA

  1. un buon impianto costa in media il 30% – 40%  in meno rispetto ai listini del 2010.
  2. la tecnologia e pertanto la resa dei pannelli è migliorata
  3. oggi le nuove tecnologie (a microinverter ad esempio) permettono di utilizzare meno spazio sul tetto e permettono di ottimizzare la produzione anche per esposizioni non ottimali (per un approfondimento clicca qui)
  4. il 50% dell’impianto te lo ripaga lo stato attraverso la detrazione fiscale (in 10 anni) (D. Lgs. 83/2012) iva inclusa!
  5. il risparmio che si può ottenere attraverso l’autoconsumo e lo scambio sul posto è del 70% sulla spesa totale annua di energia elettrica. Pertanto consumo energia pulita che mi autoproduco.

Impianto fotovoltaico e rendita catastale. Mi conviene installare un impianto? Qual’è la grandezza giusta per il mio impianto fotovoltaico?

Se non lo avete ancora capito, nonostante i diversi articoli che ho scritto, vi do un altro motivo a supporto della tesi  per la quale l’impianto fotovoltaico per casa vostra deve essere studiato e realizzato su misura. abito su misura

Ci sono casi in cui conviene superare certi limiti di potenza (i 3 kw) e casi nei quali invece conviene avere una potenza minore (sotto i 3 kw). Quando conviene “aumentare la taglia”e quando no? Non si può fare un calcolo che può andare bene per tutti, perché ogni abitazione ha una storia a sè. Se fossi sotto tortura e dovessi dire in due parole o meglio in numeri quando stare sotto questa potenza e quando invece stare sopra, metterei come spartiacque di taglia i 5500 kw/h annui consumati. Ripeto, è solo un dato indicativo che può variare anche del 30% a seconda delle tipologie di cliente (utilizzatore). Se vuoi risparmiare ed avere un prodotto certificato, garantito, sicuro, che ti calzi a pennello, chiedimi una consulenza specifica gratuita.

Veniamo quindi al problema “rendita catastale”. Perché lo affronto? Perché vedo che i miei clienti non sanno cosa sia. Quindi…

SolarWorld Case Study SolarWorld Case Study

Non tutti sanno infatti che l’impianto fotovoltaico sul tetto di casa, se ha una potenza superiore a 3 kiloWatt, potrebbe far aumentare la rendita catastale, e quindi l’Imu, la Tasi e le altre imposte che hanno come base il valore catastale (ad esempio, il registro in caso di compravendita). Secondo l’agenzia delle entrate (circolare n. 36/E del 19 dicembre 2013), i moduli fotovoltaici vanno considerati come una “appendice” dell’abitazione che aumenta il suo valore. Nella stessa circolare vengono esentati dall’obbligo gli impianti “minori” e definite nel dettaglio le circostanze in cui i pannelli vanno registrati al Catasto.rendita catastale
Quando il fotovoltaico è al servizio di un’unità immobiliare già accatastata, la circolare delle Entrate ribadisce che la variazione catastale è obbligatoria solamente quando il valore dell’impianto supera il 15% della rendita catastale. Ma chi può fare questo calcolo? Le rendite catastali cambiano drasticamente a seconda della tipologia di immobile e per il proprietario è impossibile valutare da solo se il rapporto viene superato o no. Per fare una valutazione corretta bisogna coinvolgere un professionista abilitato, come un geometra, perché valuti se è necessario aggiornare la rendita. Di quanto? Impossibile generalizzare, perché di fatto l’impianto farà salire la rendita di una o più “classi”, ma si può ipotizzare che su una villetta con una rendita di 1.200 euro l’incremento sarà – almeno – di 250 euro.
Dei 312mila impianti con una potenza tra i 3 e 20 kW, quasi 46mila si trovano in Veneto. Seguono Lombardia (circa 39mila) ed Emilia Romagna (circa 26mila). Sembra un controsenso, ma non è così: nelle regioni del Sud sono più diffusi i grandi impianti, mentre le strutture di taglia domestica hanno riscosso maggiore popolarità nell’area della pianura Padana. La stessa dove risultano più utilizzate le detrazioni fiscali per il risparmio energetico.

Ecco spiegato l’arcano dell’aumento del valore catastale a seguito di installazione di impianti fotovoltaici. Per info e consulenze specifiche contattami.

(fonte dati numerici sito sole 24 ore)

 

 

Come non deve essere installato un impianto fotovoltaico. Ovvero come sia importante affidarsi a dei professionisti del settore

guantibianchiCome già detto, col mio lavoro mi capita di guardare spesso i tetti delle case.

Oggi ti voglio parlare, o meglio, ti voglio mostrare perché è importante affidarsi ad un consulente serio, che scelga per te i prodotti giusti e che si avvalga di aziende che lavorino in guanti bianchi.

Qualsiasi impianto per il risparmio energetico deve essere seguito e garantito in tutto il processo di lavorazione. Dalla progettazione, alla fabbricazione, dalla posa ed installazione fino al collaudo ed alla certificazione. Questo è importante perché non sto comperando un paio di scarpe che se mi fanno male e o non mi piacciono più posso lasciarle nell’armadio.
Qui stiamo parlando di un prodotto che costa, che deve durare nel tempo con la massima resa possibile e che deve sopportare stress sia nell’utilizzo che sotto il profilo ambientale (freddo, caldo, pioggia, grandine, neve, vento).

Ti ricordo che stiamo parlando del tetto di casa TUA! Vuoi risparmiare? Vuoi far fare l’impianto al tuo amico che si diletta a fare l’elettricista? Leggi qui alcuni consigli sulle reali garanzie!   Capirai subito cosa intendo! Ma hai un impianto sicuro? Certificato? 20150525_17395920150525_174120Guarda le foto che ho scattato oggi e se non vuoi che ti venga installato un impianto in questo modo … assicurati di lavorare con un consulente ed interlocutore serio che segua totalmente il tuo interesse e che sia reperibile prima durante e dopo i lavori.

A me piace lavorare così e vedo che i clienti
apprezzano.

Se vuoi risparmiare fino al 70% sulle bollette di luce e gas (garantito) puoi contattarmi via mail a risparmiobollette.it@gmail.com

Lo scambio sul posto. Te lo spiego in modo semplice. Una volta per tutte

Mi chiedete di spiegarvi lo scambio sul posto. Dai messaggi che ricevo e dalle domande che mi vengono poste c’è un po’ di confusione in merito. scambiosulposto

Cercherò di spiegarvelo nel modo più semplice possibile ed in poche pochissime righe (rispetto alla guida ufficiale che contiene tutte le formule matematiche per il calcolo…) utilizzando in parte il prezioso materiale del sito qualenergiapuntoit al quale vanno i miei complimenti per i molteplici contenuti e gli approfondimenti.

Lo scambio sul posto (che ricordo è un’opzione utilizzabile assieme alla detrazione fiscale del 50% !!!) permette di compensare mediante rimborso il valore economico dell’energia prelevata nei limiti del valore economico di tutta l’energia immessa in rete. E’ importante sottolineare che lo scambio avviene sulla base del valore economico dell’energia immessa e non della semplice lettura del contatore M1 (contatore di scambio).
Per mezzo dello scambio sul posto è possibile quindi farsi rimborsare parte della quota pagata nella bolletta elettrica al proprio fornitore per i prelievi effettuati dalla rete. Il rimborso avviene però nei limiti dell’energia immessa o, per essere più precisi, nei limiti del valore economico dell’energia immessa in rete nel corso dell’anno. Si tratta quindi di una compensazione economica tra prelievi e immissioni di elettricità.fotovoltaicoautoconsumo
Il contributo in conto scambio è composto da una quota energia e da una quota servizi di rete, quest’ultima per le sole componenti A e UC. Sono inoltre escluse le tasse, composte dalle accise e dall’IVA (purtroppo).
Nel caso in cui il valore economico dell’energia immessa superi il valore economico dell’energia prelevata si verifica un’eccedenza. Per le eccedenze sono possibili due possibili trattamenti: o la loro liquidazione monetaria, o la messa a credito del loro valore per l’anno successivo (strada che io consiglio ai miei clienti). Qualora si opti per la liquidazione monetaria delle eccedenze, queste ultime comprendono però unicamente la quota energia relativa all’utenza considerata, mentre invece le rimanenti voci della bolletta non vengono remunerate.
In definitiva, per quanto riguarda lo scambio, il cliente produttore, a fronte di una bolletta mensile o bimestrale relativa all’energia conteggiata in prelievo dal contatore M1, si vede rimborsare a conguaglio una cifra che, per ogni kWh scambiato, mediamente si aggira intorno al 60-70% del medesimo kWh acquistato.
Nel caso si vogliano recuperare le eccedenze facendosele rimborsare, il valore del kWh immesso scende ulteriormente e normalmente non supera il 50% di quello acquistato.
Queste differenze di prezzo giustificano un totale ripensamento dei sistemi di produzione e consumo, che devono sempre più tendere a interagire fra loro per incrementare quanto più possibile la quota dell’energia autoconsumata sul totale dell’energia prodotta. (Ecco spiegato perché ai miei clienti propongo un sistema su misura).

Se non sai se su casa tua si può montare un impianto fotovoltaico, leggi qui.

Se casa tua ha un tetto piccolo, male orientato o con camini ed antenne o altri ombreggiamenti clicca sia qui che qui.lampadine

Quindi non hai scuse!

Buon risparmio a tutti !

Per info, consulenze ed interventi specifici risparmiobollette.it@gmail.com

Impianto fotovoltaico con microinverter enphase energy: Perché può essere la scelta giusta

In un mio precedente articolo ho già affrontato questo tema andando a spiegare che anche chi ha un tetto piccolo ed ombreggiato o esposto in modo non ottimale può avere degli ottimi risultati attraverso questa nuova tecnologia.  microinverter

Vediamo oggi tutti i pregi di un sistema fotovoltaico a microinverter e le differenze sostanziali con un impianto tradizionale a stringa.

  1. resa: in caso di perfetta esposizione il sistema a microinverter garantisce un 15% di produzione in più.
  2. resa: in caso di ombreggiamenti: oltre il 50% in più di un impianto tradizionale. (clicca qui per vedere un video dimostrativo)Enphase-Microinverter-shading-advantages
  3. meno spazio necessario: rendendo di più anche se lo spazio di installazione è limitato posso avere comunque un mio impianto per autoconsumo.albaetramonto
  4. installazione su più falde: l’impianto può essere installato su falde diverse e quindi si può avere una copertura ottimale di quelli che sono i fabbisogni energetici elettrici di una famiglia. Posso farlo cominciare a lavorare prima al mattino e posso farlo smettere di lavorare dopo la sera. Risultato? Almeno 1 ora di luce in più e pertanto un’ora di produzione e di autoconsumo in più.
  5. garanzia infinita: i microinverter “buoni” sono garantiti 20 anni (rispetto ai 5 o 10 anni dei classici inverter di stringa).
  6. nessun costo di manutenzione: a differenza dei normali impianti a stringa non serve mettere in previsione di cambiare 2/3 inverter nell’arco di vita dell’impianto.
  7. nuova generazione di prodotti e materiali. Testati per durare secoli. Non sto scherzando. Secondo un calcolo matematico, grazie ai materiali utilizzati e secondo la qualità delle operazioni di assemblaggio i microinverter hanno un’aspettativa di vita di oltre 300 anni. Testati con oltre 1 milione di ore di test!
  8. facilità d’installazione: permette di avere un lavoro pulito e di qualità garantita e certificata.
  9. monitoraggio in tempo reale 24 ore su 24 e 7 giorni su 7: poiché l’azienda che li produce monitora costantemente la produzione dell’impianto. assistenzaL’utente viene contattato via sms e mail qualora anche solo uno dei pannelli producesse meno rispetto agli altri (tollerabilità che si può settare)
  10. non esiste il “fermo di produzione”. Anche qualora uno dei microinverter dovesse avere dei problemi, tutti gli altri pannelli continuerebbero a produrre senza perdite di produzione. (con un unico inverter se si guasta l’impianto non produce più
  11. ampliabilità del sistema: un domani necessito di maggiore potenza? Posso aggiungere altri moduli fotovoltaici (anche con potenza differente)
  12. sicurezza totale: anche in caso di problemi sul tetto (es incendio dell’immobile) è possibile intervenire con l’acqua poiché la corrente generata dai pannelli è alternata e non continua.
  13. Nessuna generazione di archi e campi elettromagnetici. A differenza degli impianti in corrente continua infatti il ridotto cablaggio prima della trasformazione non permette la formazione di campi elettromagnetici.
  14. predisposizione per le batterie di accumulo.

Ti chiederai quali sono i contro. L’unico che vedo è il prezzo che è superiore ad un impianto standard. Ecco, il prezzo, è superiore solo sulla carta. Perché se hai capito bene i 14 punti qui sopra, allora, a parità di resa, prestazioni, garanzia e fruibilità in realtà è una scelta economicamente migliore.

Come sempre per info e consulenze specifiche mi puoi scrivere a risparmiobollette.it@gmail.com

Il bosco dietro casa e lo spaccalegna ottantenne…

In tempi di crisi si torna all’antico. Non mi dilungherò sul fatto che questo sia un bene o un male. Poca filosofia e molta sostanza.

Nelle tante case viste l’ultimo anno, devo dire che in molti hanno optato per una stufa a pellet o per un camino o stufa a legna.   termocamino Pochi hanno pensato ad un termo camino. Perché? Sicuramente perché è un lavoro più complesso ed oneroso e perché comunque in pochi possono permettersi di avere un bosco dietro casa ed abbastanza legna da scaldare tutta la propria abitazione.

Quindi, un ritorno all’antico, come si faceva prima che “il metano ti da una mano”…

Ma vediamo i pro ed i contro. (Qui raggrupperò le 3 tipologie di impianti che sono sì differenti ma che per questa analisi sono assimilabili – stufa a pellet – camino –  stufa a legna). Partiamo dai pro:

  • riduzione dei costi di gestione rispetto al gas o al gasolio
  • alte temperature nella/e stanza/e a diretto contatto
  • bell’effetto focolare domestico (anche il romanticismo ha la sua importanza).

non me ne vengono in mente altri sai?

Vediamo i contro:

  • approvvigionamento. (Chi ha il bosco dietro casa fatica anche un po’) Perché bisogna che qualcuno la legna o il pellet te lo porti a casapellet
  • sporco, polvere, obbligo di pulizia ogni 2/3 giorni (nel migliore dei casi settimanalmente)
  • aumento del costo dell’iva sul pellet dal 10% al 22%
  • non autonomia dell’impianto. Se non c’è nessuno a casa che carica e stai via qualche giorno, quando torni trovi i pinguini.
  • per tutto l’utilizzo di acqua calda sanitaria devi avere sempre un altra fonte (caldaia) e se sei fortunato e hai un termo camino accendi la stufa a legna anche l’estate? Idea geniale!

La settimana scorsa ero da un cliente ottantenne. taglialegna anzianoMi ha fatto delle domande molto pertinenti e, quando alla luce dei suoi consumi ho cercato di capire cosa lo spingesse davvero alla ricerca di un impianto termico ad integrazione al riscaldamento mi ha detto: “toso  ti te si giovane, ma mi me saria anca stancà de spacar legna a otanta ani! Se me malo per na setimana me mojere la resta al fredo” (traduzione: ragazzo, tu sei giovane, ma io mi sarei anche stancato di spaccar legna a ottanta anni. Se mi ammalo per una settimana mi moglie resta al freddo).

E non fa una piega!

Se anche tu sei alla ricerca di un sistema che ti faccia risparmiare sulle bollette di luce e gas mi puoi contattare via mail a: risparmiobollette.it@gmail.com

 

il conto energia termico: un’opportunità da non lasciarsi scappare

Nel post precedente ti ho spiegato perché il tuo idraulico non ti parlerà mai di qualcosa di diverso dalla detrazione fiscale al 65% in 10 anni. 65--detrazione-fiscale-1-Ma vediamo come puoi rientrare molto più velocemente del tuo investimento.

Qui trovi una sintesi della normativa sul conto energia termico che ovviamente trovi sul sito ufficiale del GSE www.gse.it (acronimo che sta per gestore servizi energetici).

La normativa di riferimento è il DM 28/12/12, il c.d. decreto “Conto Termico” con il quale si dà attuazione al regime di sostegno introdotto dal decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28 per l’incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.gse logo
Il Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A. è il soggetto responsabile dell’attuazione e della gestione del meccanismo, inclusa l’erogazione degli incentivi ai soggetti beneficiari.
Gli interventi incentivabili si riferiscono sia all’efficientamento dell’involucro di edifici esistenti (coibentazione pareti e coperture, sostituzione serramenti e installazione schermature solari) sia alla sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione invernale con impianti a più alta efficienza (caldaie a condensazione) sia alla sostituzione o, in alcuni casi, alla nuova installazione di impianti alimentati a fonti rinnovabili (pompe di calore, caldaie, stufe e camini a biomassa, impianti solari termici anche abbinati a tecnologia solar cooling per la produzione di freddo).

L’incentivo è un contributo alle spese sostenute e sarà erogato in rate annuali per una durata di 2 anni.

Te la faccio più semplice e ti riassumo il tutto!

  1. vuoi risparmiare dal 30 al 70% sulle spese relative al riscaldamento e all’acqua calda sanitaria?
  2. vuoi rientrare in 2 anni del 50% della spesa effettuata? (o da effettuare in caso di finanziamento)
  3. vuoi che questi soldi non siano vincolati alla tua capacità fiscale ma ti arrivino a fondo perduto sul tuo conto corrente?conto termico

Allora il conto termico è la soluzione che fa per te, ma nessuno te ne ha mai parlato.

Capiamoci ancora meglio. Puoi installare su casa tua un sistema innovativo, tecnologicamente avanzato che ti permette di risparmiare il 50% sulle bollette del gas (metano, gpl, gasolio, pellet etc…) e che lo stato ti ripaga al 50% in 2 anni sul tuo conto corrente. 

Ci stai pensando? O non mi sono spiegato bene o forse per te il risparmio non è un problema.

TIC TAC… il tempo passa. Qualcun’altro ne sta approfittando… e tu? Approfitta di questo incentivo adesso prima che sia troppo tardi!

Quello che il tuo idraulico non ti dirà mai

Quando si affronta il tema risparmio energetico e si pensa ad un solare termico la soluzione che sembra più semplice è quella di rivolgersi al proprio idraulico. Ecco le motivazioni (ahimè) che spingono in questa direzione.

  • il mio idraulico conosce casa mia
  • in caso di bisogno risponde subito ed interviene
  • mi fa un ottimo prezzo
  • mi sa consigliare bene

Bene, siamo sicuri che sia così?

  • “conosce casa mia” Questo dovrebbe essere vero, sempre che abbia seguito tutto lui di persona da cima a fondo.  Se già ha messo mano ad un impianto lo conosce. Ma è così indispensabile conoscere un impianto come un papà con il figlio? idraulicoE’ come se la mia Panda dovesse essere sempre controllata dalla stessa persona. Una Panda è una Panda, al nord, al centro ed al sud italia. E lo è anche all’estero. Chiunque me la può aggiustare e revisionare no?
  • “interviene subito”. Mi piace credere che sia vero, ma sentendo ogni giorno diverse decine di clienti non mi pare che il loro idraulico sia così pronto e reattivo per sistemare ogni problematica. Anzi. Ma anche qui c’è chi lavora bene e chi meno. Chi molto meno.
  • “il prezzo”. Anche sul prezzo bisogna capirsi bene. Partiamo dal presupposto che faccia un lavoro certificato e dichiarato (fattura). Non essendo un produttore il materiale lo deve comperare. idraulico_e_ricevuta_fiscaleEssendo un artigiano non potrà comperare direttamente dalla fabbrica e quindi non avrà un prezzo da grossista ma un prezzo più o meno al dettaglio. Quindi anche questa questione del prezzo è opinabile.
  • “mi consiglia bene”. Quanti impianti complessi o di solare termico ha montato il tuo idraulico? Dieci, venti, cinquanta? Siamo sicuri che quello che ti propone rispecchia le tue esigenze e non uno standard che ha imparato a far funzionare ma che magari non rispecchia le tue necessità?

Ma veniamo al dunque, un idraulico per quanto informato possa essere non può seguire tutte le normative in costante sviluppo e la soluzione che ti proporrà anche a livello fiscale sarà quella più semplice per lui. Quindi detrazione fiscale al 65% in 10 anni. Lui ti fa il lavoro, ti fa al fattura (spero, altrimenti ti giochi pure la detrazione…) e tu vai in banca e paghi. Se sbagli cavoli tuoi.

Ma sei sicuro che sia questa la soluzione più conveniente per te?

Hai mai sentito parlare del conto energia termico? No? Lo sapevo.