FOTOVOLTAICO ED ACCUMULO TESLA: LE STATISTICHE DI OTTOBRE 2018

OTTOBRE 2018: 22 Impianti fotovoltaici con accumulo Tesla Powerwall 2 oggetto dell’analisi. Media rendimento totale 85,14%.

Ciao a tutti. Eccomi puntuale con le statistiche del mese. Vediamo subito il dato riepilogativo. La media di autosufficienza del mese è stata dell’85,14% (83,36 se includiamo un impianto che è rimasto fermo per un guasto e che pertanto non è stato sfruttato al massimo). Un buon dato ancora molto alto nonostante, soprattutto nell’ultima settimana del mese vi sia stato un meteo avverso.

Il dato interessante è che c’è il “sorpasso percentuale dell’accumulo sull’impianto fotovoltaico”. Infatti, in quasi tutti gli impianti monitorati l’accumulo ha dato un risultato percentuale di efficienza energetico maggiore rispetto al fotovoltaico.

Questo per diversi motivi. Andiamo ad analizzarli assieme.

1)la minore potenza del sole di ottobre rispetto ai mesi precedenti. Meno potenza/intensità solare e minor numero di ore 11,48 (media nord italia al 30 settembre) contro 10,26 (media nord italia al 31 ottobre)

2)la grande capacità dell’accumulo Tesla Powerwall2 (13,2 kWh totalmente scaricabili)  ha permesso di utilizzare anche di giorno la batteria (non scaricata totalmente di notte) anche nelle ore in cui l’impianto fotovoltaico non avrebbe reso autosufficienti le abitazioni (in caso di maltempo o di ridotta produzione o di maggiore necessità di potenza rispetto al picco di produzione dell’impianto). Questo perché l’accumulo serve sia per i consumi serali e notturni sia per coprire il fabbisogno giornaliero nei momenti in cui necessitiamo di energia e non ne abbiamo di disponibile. In pratica l’accumulo fa da “polmone” per livellare la sovra produzione energetica dell’impianto rispetto alla necessità di consumo differita e non coincidente con il picco solare del fotovoltaico.

3) Il dato in calo risente inoltre del fatto che molti utenti, (soprattutto a fine mese) hanno acceso i sistemi in pompa di calore (per mitigare i primi freddi).

Mi aspetto di avere nei prossimi mesi dei dati sempre meno uniformi tra loro per il fatto che ci saranno immobili alimentati totalmente ad elettrico e che pertanto avranno dei rendimenti molto più bassi  (in quanto i kWh acquistati saranno notevolmente superiori alle altre abitazioni) rispetto ad altre case che utilizzano sistemi di riscaldamento tradizionale (gas metano o gpl o pellet e legna). Per dare un’idea il più possibile corretta rispetto all’apporto del fotovoltaico e dell’accumulo nel processo di indipendenza energetica vanno sempre tenuti conto anche il numero di kWh che l’abitazione consuma nel mese (dati che puntualmente inserisco nelle tabelle mensili).

Se sei interessato ad acquistare la tua Tesla Powerwall2 puoi fare richiesta di un preventivo qui. Il sistema di accumulo (sia per impianti monofase che trifase) è da noi disponibile in pronta consegna ed ordinandolo oggi siamo in grado di installarlo entro il mese di dicembre.

Se i dati che vedi qui non ti bastano puoi ascoltare le interviste ai clienti che già si sono affidati alla mia consulenza. 

Se invece vuoi vedere i report precedenti, puoi leggere i dati del mese di maggiogiugno, luglio ed agosto e settembre (2018)

 

 

INARRESTABILE ! AUMENTO DELLE BOLLETTE DA OTTOBRE

Ormai ho perso il conto di quanti articoli su questo argomento ho scritto. Ti “linko” solo l’ultimo (al cui interno  ci sono anche gli altri articoli sul medesimo argomento) e copincollo l’articolo tratto dal sito www.tg24.sky.it e ripreso da molte testate e blog del settore.

Qui c’è poco da fare e da attendere. L’unico modo per non essere dipendenti da questi aumenti è migliorare l’efficienza della propria casa ed autoprodursi corrente elettrica. Se non credi sia possibile guarda chi lo ha già fatto ed adesso sorride quando riceve le sue bollette energetiche! 

A partire dall’1 ottobre l’Arera, l’Autorità per l’energia, ha stabilito per l’elettricità un aumento del 7,6% (LA NOTA) e per il gas un rincaro del 6,1% (LA NOTA). Una decisione dettata da diversi fattori, tra cui i prezzi in salita di gas e carbone, l’impennata delle quotazioni dei permessi di emissione della Co2 e lo stop delle centrali nucleari in Francia.

Le spese per le famiglie

In base agli aumenti stabiliti dall’Arera, per una famiglia media si tratta di un aumento di 32 euro sul cosiddetto “anno scorrevole” (1 gennaio-31 dicembre 2018) per la bolletta dell’elettricità e di 61 euro per quella del metano. Vale a dire che la spesa media del 2018 sarà pari a 552 euro a famiglia per la luce e 1.096 euro per il gas.

Attenzione perché queste sono delle medie! Prova a vedere se tu spendi così poco sia di luce che di gas. Perché ogni giorno vedo cifre decisamente superiori! 

Perché luce e gas aumentano?

La decisione, ha spiegato l’Arera, è stata determinata dalla “eccezionale situazione di tensione nei mercati energetici in Europa”. In particolare, pesano le “sostenute” quotazioni internazionali delle materie prime energetiche: il gas risulta più caro del 13% e il carbone del 12%, ma c’è da considerare anche l’aumento dei prezzi del gas trasportato via mare (GNL) sui mercati asiatici, che limita in prospettiva l’offerta di gas naturale disponibile per l’Europa. Effetti negativi derivano anche dalla crescita “senza precedenti” del prezzo dei permessi di emissione di anidride carbonica (CO2, +29% negli ultimi tre mesi rispetto al trimestre precedente) e dall’incertezza legata allo stop totale o parziale di 22 reattori nucleari su 58 in Francia. Una “tempesta” energetica che ha portato a un aumento del prezzo della borsa elettrica del 29%.

Arera: abbiamo fatto scudo il più possibile

Tuttavia gli aumenti, già consistenti e in linea con quelli scattati a luglio (+6,5% luce e +8,2% gas), avrebbero potuto essere ben più consistenti se l’Arera non avesse deciso di rinnovare il blocco degli oneri generali di sistema (voci come il sostegno alle rinnovabili e i costi per lo smantellamento delle centrali nucleari), già fermati nel precedente aggiornamento. L’Autorità, insomma, ha utilizzato “nella misura massima possibile la sua azione di ‘scudo'” contro l’impennata delle quotazioni delle materie prime, rinnovando una misura che, nel totale dei due trimestri, vale circa 1 miliardo di euro. Una somma non indifferente, che però, prima o poi, andrà in tutto o in parte recuperata.

L’allarme e i calcoli delle associazioni dei consumatori

Preoccupazione e calcoli differenti da quelli di Arera arrivano dalle associazioni dei consumatori. L’Unione nazionale consumatori, che parla di “stangata” e invece di prendere in considerazione l’anno “scorrevole” si concentra sugli ultimi 12 mesi: l’aumento totale sarebbe così pari a 109 euro (42 per la luce e 67 per il gas). Il Codacons, invece, fa la somma degli ultimi due trimestri e avverte che il rincaro totale è del 13,6% per il gas e dell’11,4% per la luce. Federconsumatori, infine, considera “sempre più urgente una riforma degli oneri di sistema”.

La possibilità di risparmiare c’è. La possibilità di realizzare l’intervento a costo zero sfruttando il risparmio energetico e la detrazione fiscale anche… Ma cosa stai aspettando?
Questi i miei contatti per una consulenza gratuita.

TESLA POWERWALL2 A LUGLIO 2018: AUTOSUFFICIENZA ENERGETICA TRA IL 95% ED IL 99%

Sole ne abbiamo a luglio? E caldo ne abbiamo? Climatizzatori a pieno regime, case belle fresche GRATUITAMENTE grazie all’abbinata fotovoltaico ed accumulo. Ti anticipo il risultato: autosufficienza energetica tra il 95% ed il 99% per tutti i 18 impianti monitorati.

monitoraggio teslaCome promesso anche questo mese ho pazientemente raccolto i dati dei monitoraggi dei miei clienti che hanno aderito all’iniziativa inviandomi compilato il modulo per la privacy per il monitoraggio da remoto.  L’idea di pubblicare i dati raggiunti deriva dal fatto che credo che i risultati parlino più di mille parole. Voglio che chi sta decidendo se prendere o meno l’accumulo possa capire se sta facendo la scelta giusta e se il suo impianto è adatto per questa batteria così capiente  (rispetto a molti accumuli di altri brand). (Se vuoi leggere tutta la verità sui sistemi di accumulo puoi leggere questo articolo).

Rispetto ai risultati pubblicati il mese scorso (questo il link del precedente articolo), ho voluto inserire qualche dato in più. In particolare ho aumentato il numero degli impianti (ora sono 18, tutti installati nel nord Italia). Ho inoltre provveduto ad  ordinarli per potenza di picco dell’impianto fotovoltaico. Sono sorprendenti i risultati che si riescono ad ottenere anche con impianto sotto i 3 kWp.

Tra i dati rilevati ho anche inserito il consumo mensile del nucleo famigliare in modo che ognuno possa cercare di capire quale “taglia” sia quella più giusta per lui se sta pensando di installare un impianto fotovoltaico con un accumulo.

I dati si commentano da soli. Andiamo dal 95% al 99% di autosufficienza energetica.

risultati powerwall2 tesla(in alcuni casi addirittura la app di tesla dava 100% perché arrotondava dal 99,6. In questo caso ho preferito arrotondare per difetto per evitare discostamenti tra la percentuale di autosufficienza raggiunta ed i kWh acquistati). Questi dati sono stati recentemente supportati anche da Roberto in una delle testimonianze sui lavori eseguiti con me. Qui puoi vedere e sentire tutte le testimonianze raccolte fin ora.

Anche qui voglio anticipare l’obiezione del più furbo, quello che non arriva a leggere fino a qui e commenta con: “beh, a luglio sono capaci tutti di fare questi risultati …” .  Ecco il risultato ottenuto a gennaio e febbraio in Veneto con un impianto da 5 kWp e con un powerwall2 Tesla.

Sarà sicuramente interessante  vedere i risultati che si possono ottenere in autunno e poi in inverno. Mese dopo mese, stai sintonizzato e ti mostrerò tutti i dati, senza segreti.

Per essere sicuro di non perderti neanche un articolo, nemmeno un confronto tra prodotti e neppure l’ultima dritta per risparmiare ti basta inserire il tuo nome e la tua mail nell’apposito spazio in alto a destra della home page del blog. (massimo 2 invii di newsletter mensili).  Se invece vuoi una consulenza o un preventivo per l’installazione di un impianto fotovoltaico o di un sistema di accumulo puoi contattarmi via telefono o mail.

Per ogni commento o suggerimento puoi scrivere qui sotto nell’apposito spazio.

FOTOVOLTAICO: INSTALLAZIONE SU TETTO PIANO

supporti tetto wurthNel mio ultimo articolo ho voluto porre l’attenzione sull’importanza di affidarsi ad aziende competenti che utilizzano sistemi di installazione certificati e materiali di qualità. La scelta del tipo di installazione inoltre non è un processo banale. A seconda della tipologia di copertura si possono utilizzare diversi accorgimenti.

Oggi andiamo ad analizzare un’installazione su tetto piano. Questo tipo di installazione a  livello tecnico è più semplice rispetto ad ‘un’installazione su tetto a falda perché si lavora su una superficie piana che si presume più stabile.

Ma quali sono gli accorgimenti da utilizzare per far sì che un’installazione su tetto piano sia anche un’installazione sicura nel tempo?  E cosa intendo per sicura? Intendo sicura per l’immobile e che cioè non danneggi la struttura portante del tetto, non crei danno a livello di possibili infiltrazioni e che al contempo non vada a rovinare gli equilibri di coibentazione della copertura. Ed al contempo deve essere sicura per chi vive nell’immobile e per chi ci passa a fianco.

Su un tetto piano (o leggermente inclinato 0-5°) è fondamentale non andare a forare la copertura del tetto. Se infatti come abbiamo visto qui su un tetto inclinato posso utilizzare dei sistemi che mi permettono di essere sicuro al 100% di proteggere la mia installazione contro le infiltrazioni, nel caso di tetto piano devo prevedere la possibilità che l’acqua indeterminate situazioni possa stagnare, creando anche delle micro pozzanghere che possono piano piano mettere alla prova le sigillazioni eseguite sul tetto a seguito di fori.

Ma allora qual è la soluzione migliore?

Si deve cercare di non forare. Pertanto si deve trovare un sistema alternativo per far sì che il pannello possa stazionare sul tetto senza essere fisicamente agganciato alla copertura. In questo caso ci vengono a supporto i sistemi certificati per tetto piano che fungono sia da cavalletti che da zavorre. Il miglior prodotto oggi sul mercato è sicuramente il sistema “sunballast”. Le sue strutture di supporto sono infatti testate e certificate nella galleria del vento e si adattano a diverse tipologie di copertura e di installazione. Con questi sistemi è possibile per chi progetta l’impianto decidere anche l’angolazione del supporto (che mette il pannello più o meno inclinato). A maggiore angolazione sarà necessario ovviamente un peso maggiore della zavorra per contrastare l’eventuale sollecitazione del vento (c.d. effetto vela).

supporti tetto piano fotovoltaicoQui si capisce anche la differenza tra un installatore improvvisato ed un installatore che utilizza una progettazione garantita ed efficace anche nelle peggiori situazioni atmosferiche. Ho visto infatti installazioni su tetto piano realizzate con dei cavalletti in metallo e dei mattoni (sì hai letto bene mattoni) come zavorre. I mattoni si posso no spostare col vento o a seguito di sollecitazioni del vento sul cavalletto. Spostandosi ovviamente compromettono tutta la solidità della struttura nonché l’equilibrio di tutto l’intervento realizzativo.

Obiezione dell’utente “Eh, ma chissà quanto costa tutto questo lavoro extra. Io ho un budget entro cui stare, io faccio l’impianto per risparmiare. Non si può sempre pensare al peggiore dei casi, non sarò mica così sfortunato”. Chi progetta e vende un impianto si deve prendere carico di questi costi progettuali. Io il progetto ed il dimensionamento del prezzo lo do compreso nel prezzo e pertanto non è un costo. E come seconda cosa, i supporti di questo tipo non sono costosi come credete.

Stiamo parlando di 100/150 euro al kwp. (quindi 300/450 euro in più per un 3 kwp ad esempio)

Sai che nei miei articoli trovi già i prezzi dei vari interventi. Ritengo infatti che è vero che ogni installazione va vista nello specifico, ma è anche vero che un’indicazione di massima non deve mai mancare. Informare le persone significa renderle più consapevoli di quello di cui hanno bisogno nonché più tranquille nel processo decisionale che le porta ad entrare nel mondo del risparmio e delle energie rinnovabili.

garanzia 100%Qui puoi trovare massima trasparenza ed efficienza per un’installazione concorrenziale ma nel rispetto di tutti i crismi installativi. Perché il tuo impianto sul tuo tetto ci deve stare per almeno 30 anni. E ci deve stare in sicurezza e senza arrecare nessun danno a cose o persone. E come sempre qui vige la regola. soddisfatto o rimborsato!

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I SISTEMI DI STAFFAGGIO PER IMPIANTI FOTOVOLTAICI

Durante le consulenze  in tema di risparmio energetico vedo che si pone spesso molta attenzione sul brand di alcuni prodotti (pagandoli anche troppo a volte) e poi invece si tende a risparmiare su delle parti dell’impianto che sono invece molto importanti in termini di sicurezza.

Oggi Ti parlo dello staffaggio con il quale l’impianto fotovoltaico viene “ancorato” al tetto.

Di sistemi di aggancio al tetto ce ne sono moltissimi. Basti pensare che aziende come Wurth (parliamo del top di gamma), hanno oltre 100 soluzioni installative diverse  che dipendono dalla varie combinazioni possibili.

Il perché si tenga poco presente questa parte dell’acquisto è evidente. E’ qualcosa che non si vede e che pertanto si da come parte indistinguibile dell’impianto e mera componente strumento utile alla sola realizzazione del lavoro finito. Della serie un tipo vale l’altro. Io invece ci tengo affinché il cliente possa vedere, toccare con mano, percepire la qualità dei materiali e la cura installativa che richiedo.

Il perché  sarebbe (uso il condizionale perché come detto sopra spesso ciò non viene fatto) importante valutare cosa, come, quando e perché è indispensabile utilizzare installatori competenti che utilizzano materiali di qualità e che installino con calma e precisione te lo spiego io.

Cosa succede se si utilizzano materiali economici ? Succede che deperiscono. Succede che arrugginiscono. Succede che ossidano. Succede che tra 20 anni quando vorrai svitare una qualsiasi vite, la stessa ti rimarrà in mano.

Cosa succede se il lavoro viene fatto in velocità? Succede che non vengono mantenuti degli standard di qualità e di precisione che permettano di avere un’installazione ottimale ed anche esteticamente impeccabile.

Cosa succede se si utilizza il sistema più veloce ma meno performante per la “sigillazione” del tuo tetto? Succede che (magari non subito), ma nel corso degli anni si crea qualche infiltrazione alla quale dovrai mettere costosamente mano.

Quando ti affidi ad un’azienda piuttosto che un’altra prova a chiedere al tuo consulente se è in grado di spiegarti che tipo di installazione ti verrà fatta. Prova a chiedere che materiali verranno utilizzati. Anche questa componente dell’impianto è importante per il corretto funzionamento di tutto l’impianto e per la resa dello stesso nel tempo.

E se non vuoi avere sorprese in merito cerca di affidarti a persone che conoscono quello che ti stanno offrendo e che sono in gradi di dimostrarti nello specifico come deve essere realizzato un impianto a regola d’arte.

Perché se credi che un professionista ti costi molto (cosa che spesso non è vera tra l’altro, perché la professionalità dovrebbe essere insita nel servizio!!!), non hai idea di quanto ti costerà un incompetente 😉

I PANNELLI FOTOVOLTAICI E LA NEVE

neve pannelliIn questi giorni di freddo polare dove il tanto temuto “Burian” ha raggiunto l’Italia è sceso anche qualche fiocco di neve sul nord. In altre zone dello Stivale in realtà di neve ne ha fatta anche troppa.

Ma cosa succede quando la neve si posa sui pannelli fotovoltaici sul tetto? La prima cosa che si può riscontrare è ovviamente una minore produzione dell’impianto. Infatti, a seconda di quanta neve scende, il pannello diminuisce drasticamente le proprie capacità di recepire luminosità.

In questi casi, quando solo una parte dell’impianto è coperta dalla neve possono essere d’aiuto gli ottimizzatori di potenza. Infatti, capita spesso di vedere alcune parti del tetto più sgombre di altre dalla neve. I motivi possono essere molteplici. Per esempio può essere che su alcune zone del tetto il sole batta in maniera più forte. Potrebbe anche esserci  un camino vicino e che pertanto una parte del tetto sia più calda rispetto ad un’altra.

E dopo che la neve si è posata? Cosa succede? Il pannello si rovina? Si deve fare qualcosa? No, non serve fare nulla. La neve dopo poche ore/giorni, a seconda della temperatura ovviamente se ne andrà da sola ed anzi, contribuirà a dare una “lavata” ai pannelli.

Gli unici problemi che ci possono essere sono nelle case di montagna, laddove i tetti sono molto pendenti, ma non perché i pannelli si possono rovinare, ma bensì perché i naso di neve caduta in abbondanza possono causare la caduta sulla strada e quindi su cose/persone di grosse quantità di neve. Questo succede perché non appena il primo strato di neve a contatto con il pannello (liscio) si scioglie, innesca un effetto (valanga) e libera il pannello del carico di neve. Ma in tetti di questo tipo vengono installati appositi fermi che non permettano lo slittamento improvviso di grosse masse di neve a terra.

Quindi, abbiate solo pazienza, la neve presto si scioglierà (entro pochi giorni) e l’impianto rientrerà nuovamente a pieno regime. 

CREDI ANCORA CHE IL FOTOVOLTAICO L’INVERNO NON FUNZIONI ?

Sei ancora convinto che l’impianto fotovoltaico d’inverno non funzioni? Oggi ho deciso di mostrarti punto per punto le varie obiezioni che genericamente, quotidianamente sento nel mio lavoro. E poi ho deciso di mostrarti i risultati reali che puoi ottenere con un impianto fotovoltaico correttamente dimensionato e scelto.
Il risultato ottenuto oggi domenica 25 febbraio 2018 da un impianto fotovoltaico da 4,5 kWp con un accumulo Tesla Powerwall 2 da 13,2 kWh

Tutti detrattori del fotovoltaico  ti hanno sempre detto che:

1)l’impianto fotovoltaico ti permette di avere energia solo di giorno

2)la tecnologia fotovoltaica ha la sua massima produzione da marzo ad ottobre

3)l’impianto fotovoltaico produce molto di più di quello che ti serve durante il giorno

4)che l’impianto fotovoltaico costa un “botto di soldi” (e sai quante bollette ci paghi?)

Bene, tutti argomenti  che presi singolarmente e spiegati solo con le chiacchiere da bar possono avere un fondo di verità. Ma quali sono i luoghi comuni e le obiezioni che riportano  le persone ? (anche di fronte a dei dati concreti e tangibili?)  Le tesi e le frasi sono varie ma si possono così sintetizzare  “mi hanno detto che” oppure “ho letto su internet che …” oppure ancora “un mio conoscente che lo ha mia ha detto che se tornasse indietro non lo rifarebbe”  o l’evergreen “ma adesso non ci sono più gli incentivi, lo dovevo fare anni fa, ormai adesso …”

Le possibilità sono tre. O ci sono molti folli in giro (quelli che hanno capito la portata di questa tecnologia e del risparmio energetico ed economico che la stessa comporta) oppure chi propone l’impianto fotovoltaico è proprio un grande ammaliatore. Io opterei per la terza possibilità che è la seguente.

La differenza tra qualcosa che funziona e qualcosa che non funziona sta tutta nella competenza di chi ti consiglia, nel materiale che scegli e nell’azienda alla quale ti affidi.  Personalmente prediligo che a parlare per me siano gli impianti realizzati, le referenze che settimanalmente arrivano e i grazie sinceri delle Famiglie che quotidianamente incontro.

Ma poiché la fiducia è una bella cosa ma è pur sempre un’arma a doppio taglio anche oggi (come sempre) vi porto un po’ di dati a supporto di quello che dico. Oggi mi stavo scrivendo con Andrei, un potenziale cliente di Ravenna al quale sto facendo una consulenza. Andrei ha l’esigenza di installare un impianto fotovoltaico con accumulo. E’ un investimento che desidera fare per la casa che ha appena comperato. Desidera con l’impianto integrare il riscaldamento a gas con le pompe di calore dei condizionatori. Parlando con lui ho pensato bene di vedere nel concreto, anche in questi giorni di tempo incerto quanta potenza poteva dare un impianto fotovoltaico di grandezza similare a quella che abbiamo ipotizzato di installare sulla casa di Andrei.

Sei ancora convinto che l’inverno l’abbinata fotovoltaico più accumulo non funzioni? Questo è il risultato di autosufficienza energetica ottenuto con un impianto fotovoltaico da 4,5 kwp (del 2012) abbinato ad una Tesla Powerwall2. Il tutto installato in provincia di Padova.

E, come sempre dico a chi si affida alla mia consulenza: Le parole sono una cosa. Possono essere anche reali. Ma i dati, quelli derivanti da un monitoraggio ufficiale sono talmente concreti e dettagliati che non possono lasciare adito a dubbi.

Quindi, in una giornata come oggi 25 febbraio 2018, con il poco solo presente in quel di Padova, cosa può produrre e cosa può alimentare un impianto fotovoltaico? Il dato lo vedete nello screenshoot qui a fianco.

98% di autonomia ottenuta! Di cui solo il 33% dato dall’impianto fotovoltaico e ben il 65% dato dalla batteria d’accumulo.

Ed allora qualcuno potrebbe pure dire: “beh, ma oggi non era proprio una giornata pessima. Invernale sì, non di pieno sole, ma non pessima. ” E giusto per bloccare sul nascere anche i più scettici ho deciso di verificare anche l’andamento dello stesso impianto dal primo gennaio ad oggi. Bene, 80% di autoproduzione. Con il 37% dall’impianto fotovoltaico e con il 43% dato dal sistema di accumulo (in questo caso il Powerwall 2 di Tesla).

Quindi, cosa si deduce da questi dati? Che l’impianto fotovoltaico è vero, d’inverno produce meno che d’estate. E non credo tu credessi il contrario. Che il sistema di accumulo pur essendo da 13,2 kWh si ricarica anche l’inverno ed anzi, proprio per la sua grande capacità permette di essere un polmone ampio e  conferma di funzionare bene anche di giorno quando la sola produzione dell’impianto fotovoltaico non sarebbe sufficiente.

Ora, se mi chiedi di essere energeticamente totalmente auto sufficiente per tutto l’inverno e con un impianto da 4 kWh, quello che ti dico è assolutamente no. Ma credo che l’80% di autonomia energetica nei mesi di gennaio e febbraio significhino che di kWh in un anno ne comprerai proprio pochi e soprattutto che l’impianto sta facendo il suo dovere e sta trasformando tutti ma proprio tutti i raggi che riceve in energia pulita!

Con buona pace dei vari gestori e con buona pace della tua coscienza che sa perfettamente che consumando la tua energia pulita non solo risparmi dei soldi ma contribuisci ad una riduzione drastica, doverosa e vitale di CO2 in atmosfera. E scusami se è poco.

Come sempre sono a disposizione di tutti, nei commenti sotto o tramite i miei contatti. 

Se vuoi sapere tutti i miti ed i falsi miti sui sistemi di accumulo puoi leggere questo articolo pubblicato nei giorni scorsi

 

Bando Lombardia: i primi esiti ed i primi aggiudicatari

bando accumulo regione lombardia 2017Premessa: Paolo mi contatta sul blog ad agosto per una consulenza su un accumulo ed una pratica di revamping su un impianto incentivato già esistente che andiamo così ad ottimizzare. Ne parliamo telefonicamente e via mail. Poi ci incontriamo a settembre.  Definiamo importi e modalità di pagamento e compiliamo tutta la documentazione. Alla fine del discorso mi fermo un attimo e gli dico, “Paolo, ma lo sai che in Lombardia è appena stato pubblicato anche il bando accumulo 2017? Domani ti faccio contattare dall’ufficio per la compilazione della documentazione. C’è un contributo fino a 3000 euro. Non sarebbe male riuscire a portarlo a casa!”

Fine della premessa. E veniamo alla giornata di ieri 10 novembre 2017.

Suona il telefonino:

L: Ciao Paolo, come stai?

P:Ciao Lorenzo, ti volevo comunicare che ho ricevuto oggi una mail dalla Regione Lombardia.

L: Bene, che dicono?

P: Che mi hanno concesso il contributo.

L: Stasera stappa una boccia e brinda con la Signora !

P: Grazie mille Lorenzo, se non fosse stato per te non avrei saputo del Bando. L’accumulo lo avrei fatto ugualmente anche senza il bando, però così è ancora più bello perché diminuiscono i tempi di rientro dell’investimento.

L: Mi fa molto piacere sentire le tue parole. E’ una grande soddisfazione aver contribuito alla diffusione di un ulteriore sistema di accumulo e di averlo fatto permettendoti anche di risparmiare!

In molti mi chiedono se vi siano in previsione altri bandi accumulo indetti da altre regioni. Al momento non vi è nessuna notizia in merito se non mere voci di corridoio circa indicazioni generiche date da varie consulte. Ricordo però che al bando 2017 hanno potuto aderire anche coloro i quali avevano già installato (anche un anno prima) il sistema di accumulo in modo retroattivo.

E’ giunto il momento per capire se sia il caso di installare in casa tua un sistema di accumulo? Non sai se conviene? Non sai quale marca e modello scegliere? Hai paura di perdere gli incentivi? Sul blog trovi tutte le informazioni preliminari che ti servono. Questi sono i miei contatti per avere una consulenza specifica ed un preventivo gratuito d’intervento.

PS: Buon brindisi Paolo! Adesso attendiamo gli altri aggiudicatari …

Batterie Tesla: automotive e Powerwall2

nevada tesla fabbricaAd inizio 2017 la Gigafactory di Tesla nel Nevada ha cominciato a produrre grandi quantità di celle per le batterie a ioni di litio, al fine di rifornire i suoi prodotti esistenti (la Model S, la Model X ed il powerwall1) ed i nuovi prodotti come la Model 3 ed ovviamente l’accumulo Powerwall 2. Si è trattato di un passo importante per l’azienda statunitense poiché la produzione in grandi quantità di batterie realizzate in collaborazione con Panasonic avrebbe dovuto permettere di eliminare quello che è stato (ed in parte ancora è),  il collo di bottiglia che ha impedito il potenziamento della produzione. Il primo obiettivo è riuscire a produrre 23.000 Model entro fine anno (fine 2017). Questo obiettivo come hai potuto già leggere qui, ha portato Tesla a dover fare una scelta e dare delle priorità. Quindi prima la mobilità elettrica e poi l’accumulo.

Facciamo un passo indietro. La Gigafactory ha ufficialmente aperto i battenti nel 2016 e fino a novembre si è occupata principalmente della prima variante della batteria domestica Powerwall. Ad inizio anno  la collaborazione tra Tesla e Panasonic è stata ampliata, con il colosso nipponico che ha investito 30 miliardi di yen (circa 245 milioni di euro) nel settore batterie per automotive ed energie rinnovabili (fotovoltaico su tutte). Questa partnership così stretta deriva dal fatto che le attività in questione sono parte integrante dei progetti di Elon Musk che vuole trasformare Tesla in una società energetica totalmente green. Nella Gigafactory Panasonic ha investito 1.6 miliardi di dollari. L’obiettivo è produrre  35 GWh/anno di celle creando un’economia di scala in grado di  permettere un abbattimento dei costi del 30%.

batterie panasonic per TeslaLa notizia di questi giorni è che Il CEO di Panasonic Kazuhiro Tsuga conferma il fatto che al momento ci sono dei ritardi di produzione per quanto concerne le batterie ma che è in fase di lancio il nuovo sistema automatizzato delle celle per la model 3.

Non è dato sapere se il nuovo modello di  celle (e quindi di batterie) saranno solo per la Model 3 o se il nuovo sistema automatizzato servirà anche a produrre i componenti fondamentali del Powerwall2 (ipotizzabile). A rigor di logica però, in ogni caso questa automazione permetterà di ridurre fino (si spera a breve) ad eliminare, il collo di bottiglia produttivo.

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Powerwall 2 di Tesla: troppi gli ordini

tesla powerwall 2Il Powerwall 2 di Tesla è il sogno di molti, ormai lo si è capito. E’ evidente a tutti che  il marchio Tesla abbia un grosso appeal. Inoltre, il prezzo molto competitivo rispetto alla concorrenza (a parità di kWh di capacità d’accumulo), è stata la ciliegina sulla torta. Bene. Chi si è mosso per primo ed ha avuto il coraggio di scegliere subito il prodotto Tesla ora lo ha in casa allacciato al proprio impianto fotovoltaico (o lo avrà a breve). Chi invece ha tergiversato un po’ o ha deciso di recente di accedere a questo sistema dovrà attendere il suo powerwall2 a lungo. Veramente molte sono state le richieste per questo sistema di accumulo dalla enorme capacità (13,2 kWh). Così tante che ora per averlo si deve attendere la coda di consegna. Il rallentamento nelle consegne inoltre è dovuto al fatto che Tesla ha avviato a pieno regime la produzione della Model 3. Per la sua nuova creatura automotive sono infatti previste 23.000 model 3 da produrre entro fine anno. E di batterie al litio in 23.000 auto ce ne vanno proprio tante. Pertanto in Tesla hanno dovuto decidere con che priorità procedere. Poiché il core business dell’azienda è la mobilità elettrica piuttosto che il mero accumulo fotovoltaico (almeno al momento), chi non ha ancora ordinato il Powerwall 2 dovrà attendere un pochino. Sì, ok, ma quanto? Se ordino oggi quando potrò avere il mio powerwall2? La stima delle consegne ordinandolo oggi è marzo/aprile 2018.

Poco male se penso che è un sistema che posso sfruttare al massimo della potenza in primavera estate ed autunno. Ma si sa, attendere qualcosa che si desidera è sempre faticoso. Ma tant’è.

batterie fotovoltaicoE se non volessi aspettare, quali sono le alternative? Di marchi di accumuli ce ne sono molti. A partire da Sonnenbatterie, passando per Lg, Varta, Samsung, Growatt, Qcell, ed altri marchi meno conosciuti.  Il problema è sempre capire cosa ti serve, come e perché. In base a quello è possibile fare una stima del sistema di accumulo che serve per la tua abitazione. In base ai consumi poi si valuta costi/benefici, tempi di rientro dell’investimento anche in base alle garanzie dei prodotti ed alla tecnologia utilizzata (durata nel tempo). Non è un calcolo semplicissimo, ed è per questo che consiglio sempre di chiedere l’aiuto di un consulente in materia. Possibilmente che non sia un consulente mono marchio, ma che ti possa offrire una diversità di proposte tra le quali trovare quella che calza a pennello.

Cerco di spiegarti meglio cosa intendo. Se hai un impianto fotovoltaico devi prima valutare quanta energia produce l’impianto, quanta di questa ne autoconsumi direttamente e quanta ne immetti in rete. A seconda del tipo di contratto (incentivo) che hai sottoscritto poi, è interessante capire quale sia la reale convenienza per te. Queste sono solo alcune delle valutazioni da fare prima di decidere quale accumulo accoppiare al proprio impianto fotovoltaico. Se non hai un impianto e quindi fai contestualmente impianto ed accumulo è ancora più importante l’apporto di un “esperto indipendente” perché non hai uno storico dei consumi e quello che serve a te è un sistema performante che ti permetta di risparmiare subito sull’acquisto e nell’arco del tempo. Quindi acquistare il prodotto giusto subito e bene significa rientrare più velocemente dell’investimento.

Questo è il mio lavoro. E sono qui per permetterti di renderti sempre un po’ di più energeticamente autosufficiente.  Leggi questo articolo guarda a che livelli di risparmio ed autosufficienza energetica si possono raggiungere!