Fotovoltaico con accumulo

monitoraggio
come migliorare il rendimento del proprio impianto fotovoltaico? Facendolo funzionare anche di notte

Recentemente (come già scritto qui…) ho iniziato a proporre ai miei clienti (vecchi e nuovi) un sistema d’accumulo molto interessante.

Nello stesso post ho anche spiegato il motivo per il quale adesso credo sia un’operazione da fare.

  1. sono cambiate le regole dello scambio sul posto e non risulta essere più così interessante come fino a pochi mesi fa
  2. ho trovato un prodotto innovativo, sicuro, testato e con una qualità eccelsa

Bene, prima di procedere premetto che le analisi che qui trovate si basano sul modello di accumulo che io presento ai miei clienti. (altre marche, altre tecnologie, altre “qualità” daranno risultati diversi e non sta a me dire se migliori o meno. Fatto è che io dopo tanto cercare ho scelto questa tipologia di prodotto. Punto).

Molti di voi che sono arrivati su questa pagina e che stanno pensando alle batterie diranno, “ho un impianto che produce di giorno e sono a posto, ora mi serve qualcosa per non comperare energia dalla rete nemmeno la sera”.

Vi voglio dimostrare perché questo pensiero è corretto ma riduttivo.  Quando sarete in fondo al mio post avrete capito che

Energia totale prodotta dall'impianto fotovoltaico (allaccio 11/14)
Fig. 1 – Energia totale prodotta dall’impianto fotovoltaico (allaccio 11/14)
  1. l’accumulo per il fotovoltaico non si limita ad essere utile la sera
  2. l’accumulo per il fotovoltaico in alcuni casi può essere utile anche di giorno
  3. l’accumulo per il fotovoltaico ci permette di non dover sempre essere con la “spina in mano” e con lo sguardo rivolto all’insù per vedere quante nuvole ci sono in cielo o quanto è forte l’irraggiamento del nostro “amico sole” e quindi di conseguenza quando utilizzare la nostra energia

Vediamo un esempio reale di un mio cliente con sistema di monitoraggio sul suo impianto fotovoltaico. Come vediamo (fig. 1) ha prodotto quasi 3000 kW/h da novembre 2014 ad oggi. Il dato subito evidente inoltre è che fino ad ora ha immesso in rete e quindi non ha utilizzato il 76,52% dell’energia prodotta.

Energia totale consumata dalla famiglia dell'esempio dal momento in cui p stato installato l'impianto fotovoltaico (allaccio 11/14)
Fig. 2 – Energia totale consumata dalla famiglia dell’esempio dal momento in cui p stato installato l’impianto fotovoltaico (allaccio 11/14)

Vediamo ora quali sono stati i consumi di questa famiglia (fig. 2)

Si evince subito che il consumo giornaliero in F1, cioè la fascia più dispendiosa si è molto ridotto e si attesta u un misero 2,44% (se ti interessa capire cosa sono, a cosa servono e come si leggono i dati delle fasce F1-F2-F3 clicca qui).

Quindi il risultato ottenuto è un buon autoconsumo (50,37%) perchè significa che quando ci dovrebbe essere luce (cioè di giorno), abbiamo comperato pochissima energia . Le note dolenti invece sono quelle inerenti l’energia prelevata di sera e di notte oltre che nel week end e cioè F2 ed F3. Infatti nonostante l’energia prodotta sia più del doppio rispetto a quella consumata, il 47,19% dell’energia che viene utilizzata la sera viene comunque acquistata (ad un prezzo agevoltato è vero, perchè ho lo scambio sul posto). Quindi la pago meno ma la pago. E questo è fastidioso perchè devo ripagare l’energia che mi sono già prodotto da solo.

picco solare
Fig. 3 – Grafico di produzione di un impianto fotovoltaico e curva di consumo energetico con acquisto dalla rete. E se potessimo mettere in cassaforte quel picco ed utilizzarlo a piacere?

In soldoni cosa significa questo? Significa che con l’impianto fotovoltaico ho ridotto di molto i consumi, in termini di quantità di oltre il 50% ed in termini economici (nel costo totale della bolletta e non guardando solo ai Kw), di un 65%. Posso fare meglio? Posso fare di più? Posso permettermi di vedermi arrivare bollette da pochi pochissimi euro? YES ! Posso arrivare in pratica al 100% di autoconsumo e quindi diciamo ad un 95% di risparmio economico. Come? Sfruttando meglio l’energia che produco, immagazzinandola ed utilizzandola quando non ne ho. Ma vediamo: quando mi serve energia ma non ne ho e quindi la compero?

  • la sera
  • di notte
  • quando c’è brutto tempo
  • quando le ore di sole sono meno e quindi l’impianto forzatamente produce meno (l’inverno) (fig.3)
  • quando per qualsiasi motivo anche di giorno ho bisogno di maggiore potenza rispetto a quella che mi sta dando l’impianto fotovoltaico
  • quando ci sono black out e tutti sono senza energia

In tutti questi casi se ho immagazzinato energia, posso utilizzarla senza acquistarla, e quindi gratis (fig. 3)!!!

Per farvi capire cosa intendo vi mostro l’andamento energetico (fig. 4 – per ingrandire basta cliccarci sopra) dei consumi e dell’impianto (visto sopra) in una giornata di febbraio (12 febbraio 2015).

Fig. 4 - 12 febbraio 2015 Un esempio di produzione in una giornata invernale
Fig. 4 – 12 febbraio 2015 Un esempio di produzione in una giornata invernale

Si evince che le ore di sole sono minori rispetto alla primavera ed all’estate (ma questo lo sapevate anche senza che ve lo dicessi io). Nonostante questo l’impianto fa sì il suo lavoro ma la percentuale di autoconsumo è inferiore rispetto a quella che per forza acquisto dalla rete. Bene, se avessi immagazzinato l’energia non avrei avuto questo problema e mi sarei consumato l’energia pulita da me prodotta anche nei mesi invernali! Vi pare poco?

Per una consulenza specifica contattami via mail o telefonicamente!

 

L’ abc del risparmio: come risparmiare

UN INDICE PER IL LETTORE ED IL NAVIGATORE: ovvero l’abc del risparmio energetico

indice generale risparmiobollette.itIn questi mesi ho scritto diversi articoli. Bene, qui sotto li troverai divisi per argomenti e potrai cominciare ad addentrarti nel mondo delle energie rinnovabili anche da neofita. Al contempo se invece sei già consapevole di avere un problema a casa tua e stai solo cercando un modo per risolverlo, ti aiuterò a capire quali sono le soluzioni adatte alla tua casa. Ricordati, quello che ha fatto il tuo amico, il tuo vicino, non è detto che sia la soluzione giusta per te!

abc di risparmiobollette.itResta inteso… quelle che trovi nel blog sono delle indicazioni di massima. Dopodiché ogni casa ha bisogno di una consulenza specifica se vogliamo trovare il giusto punto di equilibrio tra costi e benefici.

PRESENTAZIONE DEL BLOG ED INFORMAZIONI A 360 GRADI.

SOPRAVVIVERE ALLA BOLLETTA: TRUCCHI PER RISPARMIARE ED INFORMAZIONI PER CAPIRE

GLI INCENTIVI

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BATTERIE D’ACCUMULO

IL SOLARE TERMICO

POMPA DI CALORE

STUFE E TERMOCAMINI

AUTO ELETTRICHE E MOBILITA’ SOSTENIBILE 

 

 

Le batterie per il fotovoltaico

batteria accumulo11 cliente su 2 me le ha chieste nell’ultimo anno (l’articolo è stato scritto nel 2015) e me le chiede tutt’ora (2018). Ma fino a poco tempo fa ho sempre detto che non era ancora il momento. Perché? Perché ancora non avevo trovato il prodotto “serio” da offrire ai miei clienti. Cosa intendo per prodotto serio? Intendo un prodotto che abbia una garanzia molto elevata e che garantisca molti cicli di ricarica. Un prodotto cioè che mi permetta davvero di fare una lavatrice o una lavastoviglie senza utilizzare l’energia della rete e non un semplice sistema tampone per 4 luci a led ed una televisione! In giro vedevo (2015) e video tutt’ora (2018) dei giocattoli che vengono spacciati come sistemi d’accumulo… )

Bene, ora posso dire di essere pronto ad offrire anche questo prodotto ai miei clienti. (e posso anche dare diverse soluzioni tutte molto performanti, a seconda delle specifiche esigenze). Ma facciamo un passo indietro. Perché pensare ad un accumulo (batterie) per il proprio impianto fotovoltaico (già installato) o in abbinata ad un impianto nuovo?

batteria accumulo2Perché purtroppo le regole del gioco sono cambiate. Quindi se fino a pochi mesi fa (2015) lo scambio sul posto era ancora molto conveniente, adesso devo ragionare in modo diverso per poter immagazzinare l’energia in eccesso che produco e per poterla usare a mio piacimento di giorno (in caso di necessità di ulteriore picco) o di notte (come nella normalità dei casi). Quindi significa non prelevare (quasi mai e quasi più) energia dalla rete.

batteria accumulo3Quindi vediamo perché pensare alle batterie d’accumulo per il proprio impianto fotovoltaico già esistente o in fase di definizione.

Massimizzano l’autoconsumo dell’impianto sia di giorno che di notte
• Sono semplici da installare
• Proteggono l’utente dagli aumenti del costo dell’energia
• Liberano l’utente dal possibile calo delle tariffe incentivanti e dal GSE
• Godono delle detrazioni fiscali del 50% in 10 anni (fino a fine 2018)

Ora vediamo di rispondere alle domande più frequenti

  1. posso installarle su qualsiasi impianto o devo cambiare l’inverter? Quelle che vi propongo io vanno bene per qualsiasi impianto perché vanno messe in “coda” all’impianto e pertanto non necessitano di grandi lavori.
  2. ma quanto durano? Sono garantite per 10 anni e per 10000 cicli di ricarica!
  3. che tecnologia utilizzano? La migliore in assoluto cioè il litio
  4. come posso vedere quanto mi fanno risparmiare? Ovviamente potrei rispondere dalle bollette abbattute. Ma oltre all’evidenza tangibile economica, questo sistema d’accumulo ci permette di tenere sotto controllo l’impianto ed il suo rendimento attraverso un sistema di monitoraggio semplice ma eccezionalmente dettagliato. Puoi infatti monitorare sia il consumo di casa tua, sia l’apporto del fotovoltaico, sia l’apporto del sistema di accumulo. Meglio di così è impossibile!
  5. Posso usufruire delle detrazioni fiscali del 50% su questo prodotto? Se ti muovi sì. Il limite è il 31/12/18 (aggiornamento di gennaio 2018), poi si presume che le detrazione si abbassino al 36%).

Volevi renderti indipendente ed utilizzare la TUA ENERGIA PULITA? Ora puoi. Per consulenze specifiche in tutta Italia contattatemi via mail o telefono qui

Vuoi vedere quanti persone si sono già affidate alla mia consulenza nell’ultimo anno? Bene, clicca qui (ci sono anche molte batterie  di diverse marche e capacità, già installate e già operative!)

batterie accumulo grafico

 

Le parole chiave del fotovoltaico: produzione, rendimento, autoconsumo, scambio sul posto

Oggi voglio mostrarvi un esempio di come, quanto e quando produce un impianto fotovoltaico.  Poca filosofia e tanto succo. Prenderò come esempio i dati reali relativi all’impianto di un mio cliente che sto monitorando per lui al fine di dargli qualche ulteriore dritta per migliorare il proprio “bilancio energetico”.

Dati essenziali: Regione Veneto – Potenza installata 6 kw – tipologia pannelli policristallini 250w con unica stringa – orientamento sud – normale giornata infrasettimanale. Il suo impianto fotovoltaico fa parte di un’abbinata elettrica termica che ho progettato per lui attraverso un semplice sistema di ammortamento dei costi attraverso il sistema degli incentivi e dei risparmi. Se lo vuoi anche tu clicca qui e inizia a capire di cosa si tratta!

storico energia1
Storico energia prodotta nelle 24 ore. Clicca sull’immagine per ingrandire il grafico

Se a questo punto del discorso stai pensando: “sì va bene, una figata di impianto ma io non me lo posso permettere”, ti invito a leggere anche questo. Pochi dati reali per farti capire che stai solo perdendo tempo non prendendo la decisione giusta, ADESSO!
L’esempio riportato nei diversi grafici è quello del giorno 29 maggio 2015.
Dal grafico si evince che in questo periodo l’impianto comincia a produrre già di primissima mattina e già alle 8 del mattino ha un output di oltre di 1000 watt. Ovviamente poi la produzione è costantemente in aumento per tutta la prima parte della giornata con un picco di 4400 watt alle 14.30 per poi scendere gradualmente  e terminare la sua produzione alle 19 (alle 18 produceva ancora 1000 watt).

Quindi sono ben 12 ore di produzione.

storico potenza
Storico della potenza delle ultime 24 ore. Clicca sull’immagine per ingrandire il grafico
energia consumata
Dati percentuali inerenti l’energia consumata nelle ultime 24 ore. Clicca sull’immagine per ingrandire il grafico

Vediamo come questo mio cliente si comporta con l’autoconsumo. Vediamo dei picchi sia di mattina che di pomeriggio che vengono tutti tranquillamente assorbiti dalla curva di produzione dell’impianto. Vi sono però alcuni carichi importanti che vengono registrati dopo le 21 e che arrivano anche a 2500 watt. Quindi qui si può migliorare. Ci deve essere ancora qualche abitudine da fascia bioraria. Quindi qualche lavatrice o qualche lavastoviglie che viene fatta partire dopo cena o durante la notte. Questi costi è vero che vengono ammortizzati tramite lo scambio sul posto, ma se possibile, per avere il massimo guadagno andrebbero spostati quando c’è luce e cioè quando tutta l’energia che sto producendo è gratuita!

energia prodotta
Grafico energia prodotta nelle ultime 24 ore. Dal dato si evince che c’è ancora ampio margine di miglioramento e che l’impianto può coprire tranquillamente ulteriori consumi durante l’arco della giornata (in questo caso specifico di impianto da 6 kw anche multipli). Clicca sull’immagine per ingrandire il grafico

Vediamo quindi nel grafico dell’energia consumata che l’energia prelevata dalla rete in fascia 1 (se non sai cosa sono e come funzionano le fasce clicca qui) è davvero pochissima per un misura del 2,31%. Molto interessante il dato sull’autoconsumo. Questa famiglia ne usufruisce per il 60,34% (si può comunque fare di meglio). L’acquisto di energia in fascia serale (e week end) è del 37,34%. Ed è su questo dato che mi concentrerò per capire assieme al mio cliente come migliorare ancora questa percentuale aumentando quella inerente l’autoconsumo attraverso anche l’ausilio di sistemi temporizzatori. Perché sappiatelo. Anche chi non vive mai la casa di giorno può ottenere dei buoni risultati di risparmio attraverso un sistema per il risparmio energetico.

Questo è il mio lavoro. E’ un piacere farlo, è un piacere vedere i visi soddisfatti delle persone che ho aiutato ad entrare nel mondo delle energie rinnovabili.

E… ricordatevi che il “vero consulente” vi accompagna prima, durante e dopo la scelta del vostro impianto.

Per approfondimenti e consulenze specifiche: risparmiobollette.it@gmail.com

Come si utilizza un impianto fotovoltaico. Averlo non basta

Oggi ero da un cliente che era perplesso sul suo acquisto ti un impianto fotovoltaico comperato qualche anno fa (non da me).

Alla mia domanda del perché non fosse soddisfatto dell’acquisto effettuato mi ha detto che gli era stato promesso un grosso risparmio.

Analizzo il suo impianto che sta producendo bene e sul quale non ho nulla da eccepire. L’installazione è ok, (se vuoi sapere come non deve essere installato un impianto clicca qui), la produzione anche. Il problema deve essere un altro.

Mi mostra l’ultima bolletta che segna 250 euro di spesa trimestrale. Vado a vedere i consumi e gli faccio notare che su 1300 kw fatturati solo 197 sono consumati di giorno. (Se vuoi sapere come si legge una bolletta clicca qui)

Quindi gli dico che l’impianto sta funzionando molto bene e che i suoi consumi giornalieri sono quasi completamente coperti dall’impianto.

Gli chiedo ovviamente come mai vi siano alti consumi la sera invece.

consumo elettrodomestici per classe
quanto consumano gli elettrodomestici in base alla classe A-C  (clicca sull’immagine per ingrandire)
Consumo elettrodomestici – potenza – utilizzo medio giornaliero e consumo annuo (clicca sull’immagine per ingrandire)

Mi dice che avendo la tariffa bioraria lui lavatrice e lavastoviglie le fa la sera. Per un approfondimento in merito leggi qui.

Torno a spiegargli il funzionamento di un impianto fotovoltaico (che ovviamente produce di giorno) e quindi come può utilizzarlo al meglio cercando anche di fargli capire che però deve utilizzare gli elettrodomestici in modo scaglionato durante il giorno.

Concludo dicendogli che per 4 anni lo ha utilizzato male ma che può recuperare utilizzandolo al meglio per i prossimi 20 anni.

Consulenza? E’ anche tranquillizzare un tuo “non cliente” e spiegargli come gestire al meglio le proprie risorse.

(Se vuoi sapere che lavoro faccio e perché mi piace… clicca qui!)

Lo scambio sul posto. Te lo spiego in modo semplice. Una volta per tutte

Mi chiedete di spiegarvi lo scambio sul posto. Dai messaggi che ricevo e dalle domande che mi vengono poste c’è un po’ di confusione in merito. scambiosulposto

Cercherò di spiegarvelo nel modo più semplice possibile ed in poche pochissime righe (rispetto alla guida ufficiale che contiene tutte le formule matematiche per il calcolo…) utilizzando in parte il prezioso materiale del sito qualenergiapuntoit al quale vanno i miei complimenti per i molteplici contenuti e gli approfondimenti.

Lo scambio sul posto (che ricordo è un’opzione utilizzabile assieme alla detrazione fiscale del 50% !!!) permette di compensare mediante rimborso il valore economico dell’energia prelevata nei limiti del valore economico di tutta l’energia immessa in rete. E’ importante sottolineare che lo scambio avviene sulla base del valore economico dell’energia immessa e non della semplice lettura del contatore M1 (contatore di scambio).
Per mezzo dello scambio sul posto è possibile quindi farsi rimborsare parte della quota pagata nella bolletta elettrica al proprio fornitore per i prelievi effettuati dalla rete. Il rimborso avviene però nei limiti dell’energia immessa o, per essere più precisi, nei limiti del valore economico dell’energia immessa in rete nel corso dell’anno. Si tratta quindi di una compensazione economica tra prelievi e immissioni di elettricità.fotovoltaicoautoconsumo
Il contributo in conto scambio è composto da una quota energia e da una quota servizi di rete, quest’ultima per le sole componenti A e UC. Sono inoltre escluse le tasse, composte dalle accise e dall’IVA (purtroppo).
Nel caso in cui il valore economico dell’energia immessa superi il valore economico dell’energia prelevata si verifica un’eccedenza. Per le eccedenze sono possibili due possibili trattamenti: o la loro liquidazione monetaria, o la messa a credito del loro valore per l’anno successivo (strada che io consiglio ai miei clienti). Qualora si opti per la liquidazione monetaria delle eccedenze, queste ultime comprendono però unicamente la quota energia relativa all’utenza considerata, mentre invece le rimanenti voci della bolletta non vengono remunerate.
In definitiva, per quanto riguarda lo scambio, il cliente produttore, a fronte di una bolletta mensile o bimestrale relativa all’energia conteggiata in prelievo dal contatore M1, si vede rimborsare a conguaglio una cifra che, per ogni kWh scambiato, mediamente si aggira intorno al 60-70% del medesimo kWh acquistato.
Nel caso si vogliano recuperare le eccedenze facendosele rimborsare, il valore del kWh immesso scende ulteriormente e normalmente non supera il 50% di quello acquistato.
Queste differenze di prezzo giustificano un totale ripensamento dei sistemi di produzione e consumo, che devono sempre più tendere a interagire fra loro per incrementare quanto più possibile la quota dell’energia autoconsumata sul totale dell’energia prodotta. (Ecco spiegato perché ai miei clienti propongo un sistema su misura).

Se non sai se su casa tua si può montare un impianto fotovoltaico, leggi qui.

Se casa tua ha un tetto piccolo, male orientato o con camini ed antenne o altri ombreggiamenti clicca sia qui che qui.lampadine

Quindi non hai scuse!

Buon risparmio a tutti !

Per info, consulenze ed interventi specifici risparmiobollette.it@gmail.com

Perché avere un impianto fotovoltaico a casa è come avere un maggiordomo

La figura del maggiordomo è ormai passata. Forse ancora qualcuno ha la colf. Forse ci sono molte più badanti oggi.

maggiordomo2

Chiamate i collaboratori come vi pare, ma collaboratori sono. Fanno qualcosa che voi non potete (o volete) fare. Solitamente perché siete fuori casa a fare altro. Che siate a lavorare duramente in miniera o a sollazzarvi sulle spiagge caraibiche loro lavorano per voi.

Ed è così che io amo pensare all’impianto fotovoltaico. Lavora per me, anche quando non ci sono. Non mi chiede niente. Forse è solo un po’ metereopatico,  perché è più felice nelle belle giornate. tettopioggia

Sfruttiamo l’energia del sole, sfruttiamo quel tetto che a differenza di come molti pensano non serve solo a ripararti dalla pioggia… !

 

Impianto fotovoltaico con microinverter enphase energy: Perché può essere la scelta giusta

In un mio precedente articolo ho già affrontato questo tema andando a spiegare che anche chi ha un tetto piccolo ed ombreggiato o esposto in modo non ottimale può avere degli ottimi risultati attraverso questa nuova tecnologia.  microinverter

Vediamo oggi tutti i pregi di un sistema fotovoltaico a microinverter e le differenze sostanziali con un impianto tradizionale a stringa.

  1. resa: in caso di perfetta esposizione il sistema a microinverter garantisce un 15% di produzione in più.
  2. resa: in caso di ombreggiamenti: oltre il 50% in più di un impianto tradizionale. (clicca qui per vedere un video dimostrativo)Enphase-Microinverter-shading-advantages
  3. meno spazio necessario: rendendo di più anche se lo spazio di installazione è limitato posso avere comunque un mio impianto per autoconsumo.albaetramonto
  4. installazione su più falde: l’impianto può essere installato su falde diverse e quindi si può avere una copertura ottimale di quelli che sono i fabbisogni energetici elettrici di una famiglia. Posso farlo cominciare a lavorare prima al mattino e posso farlo smettere di lavorare dopo la sera. Risultato? Almeno 1 ora di luce in più e pertanto un’ora di produzione e di autoconsumo in più.
  5. garanzia infinita: i microinverter “buoni” sono garantiti 20 anni (rispetto ai 5 o 10 anni dei classici inverter di stringa).
  6. nessun costo di manutenzione: a differenza dei normali impianti a stringa non serve mettere in previsione di cambiare 2/3 inverter nell’arco di vita dell’impianto.
  7. nuova generazione di prodotti e materiali. Testati per durare secoli. Non sto scherzando. Secondo un calcolo matematico, grazie ai materiali utilizzati e secondo la qualità delle operazioni di assemblaggio i microinverter hanno un’aspettativa di vita di oltre 300 anni. Testati con oltre 1 milione di ore di test!
  8. facilità d’installazione: permette di avere un lavoro pulito e di qualità garantita e certificata.
  9. monitoraggio in tempo reale 24 ore su 24 e 7 giorni su 7: poiché l’azienda che li produce monitora costantemente la produzione dell’impianto. assistenzaL’utente viene contattato via sms e mail qualora anche solo uno dei pannelli producesse meno rispetto agli altri (tollerabilità che si può settare)
  10. non esiste il “fermo di produzione”. Anche qualora uno dei microinverter dovesse avere dei problemi, tutti gli altri pannelli continuerebbero a produrre senza perdite di produzione. (con un unico inverter se si guasta l’impianto non produce più
  11. ampliabilità del sistema: un domani necessito di maggiore potenza? Posso aggiungere altri moduli fotovoltaici (anche con potenza differente)
  12. sicurezza totale: anche in caso di problemi sul tetto (es incendio dell’immobile) è possibile intervenire con l’acqua poiché la corrente generata dai pannelli è alternata e non continua.
  13. Nessuna generazione di archi e campi elettromagnetici. A differenza degli impianti in corrente continua infatti il ridotto cablaggio prima della trasformazione non permette la formazione di campi elettromagnetici.
  14. predisposizione per le batterie di accumulo.

Ti chiederai quali sono i contro. L’unico che vedo è il prezzo che è superiore ad un impianto standard. Ecco, il prezzo, è superiore solo sulla carta. Perché se hai capito bene i 14 punti qui sopra, allora, a parità di resa, prestazioni, garanzia e fruibilità in realtà è una scelta economicamente migliore.

Come sempre per info e consulenze specifiche mi puoi scrivere a risparmiobollette.it@gmail.com

5 luoghi luoghi comuni sul fotovoltaico

Ecco 5 (sbagliati) luoghi comuni sul fotovoltaico. Smentiamoli una volta per tutte

  1. non ci sono più gli incentivi. Falso. Ci sono ancora. Non sono più come con i conti energia (che hanno drogato il mercato) ma se facciamo un rapido conto tra il calo bolletta2.0_474dei prezzi dei pannelli e in proporzione il calo degli incentivi e ci aggiungiamo il risparmio dell’autoconsumo, dello scambio sul posto e la detrazione fiscale del 50%, è più conveniente un impianto oggi rispetto a 5 anni fa.
  2. l’impianto d’inverno non produce. Falso. L’impianto produce tutto l’anno. Produce proporzionalmente a quante ore di luce ci sono e a quanta luce riceve. Quindi è ovvio che in inverno produca meno. Infatti il calcolo della resa va fatto sulla produzione media annua e non sul valore nominale della taglia dell’impianto
  3. non sono mai a casa di giorno e quindi non mi conviene. Falso. Perché se è vero che il maggior risparmio lo ho utilizzando l’autoconsumo e quindi sfruttando l’energia quando c’è (di giorno), è anche vero che è possibile temporizzare gli elettrodomestici affinché partano ad un determinato orario. Inoltre ogni casa ha comunque un consumo “basale” di giorno, proprio nella fascia di maggior costo dell’energia. L’energia prodotta in eccesso di giorno inoltre può essere riutilizzata attraverso lo scambio sul posto.solar-cells-191688_1280
  4. sarà un problema smaltire gli impianti a fine vita degli stessi. FALSO se ci si affida a produttori seri che offrono già compreso lo smaltimento degli impianti.
  5.  Se ho un contatore da 3,3 kw devo montare un impianto da 3 kw. FALSO. Un consulente serio non offre un prodotto standard che va bene per tutte le case ma fa una valutazione approfondita sulle esigenze e sulle problematiche dei propri clienti proponendo sempre la migliore soluzione possibile.