UTILIZZARE BENE UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO

Puoi anche aver installato il miglior impianto fotovoltaico disponibile oggi sul mercato ma se non lo usi in modo corretto hai speso davvero male i tuoi soldi. Ma non tutto è perduto. Puoi sempre imparare ad utilizzarlo. Puoi migliorarlo, upgradarlo, puoi provare a cambiare un po’ le tue abitudini. Semplicemente puoi iniziare dall’essere consapevole di come funziona e di quanta energia ti sta regalando ogni giorno grazie alla forza del sole.

corretto uso del fotovoltaicoOggi vi porto due esempi di come si può utilizzare in modo diverso un impianto fotovoltaico. Sono due estremi (li vedete affiancati nei grafici di monitoraggio riportati nell’immagine a lato). Sono due grafici tratti da dei monitoraggi di due miei clienti. Sono del medesimo periodo (metà luglio 2018) ed entrambi gli impianti hanno prodotto quasi la medesima quantità di energia.

Il grafico evidenziato con un grande NO come puoi facilmente immaginare è riferito ad  utilizzo poco efficace dell’impianto. Dal grafico si vede infatti che i consumi sono più marcati nel primo mattino (fuori picco di produzione) e alla sera. E’ un utilizzo classico di chi vive poco la casa ed al contempo ha abitudini e consumi basali della casa poco energivori. In questo caso l’energia che viene in messa in rete è la gran parte di quella prodotta. Oltre a questo, i consumi si concentrano nella ore in cui l’impianto non produce.In questo caso il risparmio è minore (il massimo risparmio è quello che si ha da un autoconsumo diretto) ed è pertanto limitato allo scambio sul posto (corrisponde ad una media tra un terzo e la metà rispetto al costo del singolo kWh). Pertanto potrebbe essere una buona soluzione valutare dei sistemi che permettano di aumentare l’autoconsumo. Si potrebbero programmare gli elettrodomestici, si potrebbero programmare i sistemi di climatizzazione oppure si potrebbe cercare di sfruttare il surplus fotovoltaico per produrre (ad esempio) acqua calda.

Un’altra soluzione è quella di affiancare all’impianto un accumulo fotovoltaico. Qui ti potrei linkare decine di articoli che ho già scritto (li trovi tutti in questo indice del blog). Ma ti linkerò solo l’ultimo. 

Passiamo ora brevemente al secondo grafico (quello con la bella scritta SI’). Come puoi vedere dai dati (non farti ingannare dalla quantità di rosso perché la scala della potenza a sinistra è diversa), si tratta di un ottimo risultato di autoconsumo. Per vederlo basta confrontare i dati di autoconsumo e di kWh acquistati dalla rete (in percentuale).

Nel primo grafico l’autoconsumo sulla produzione si limita al 10% mentre nel secondo grafico l’auto consumo arriva al 35%. La differenza si evidenzia ancora di più se guardiamo i dati relativi ai kWh consumati. Infatti mentre nel primo grafico sono stati consumati solo 6,08 kWh dei quali 2,81 sono stati acquistati dalla rete, nel secondo grafico su 14,23 kWh consumati solo 3,56 sono acquistati.

Tradotto in cifre significa che nel primo grafico il risparmio in bolletta sarà limitato al 54% del totale di energia acquistata. Nel secondo esempio invece avremo un risparmio energetico in bolletta del 75% (un risultato da applausi che rivela economicamente superfluo l’acquisto di un sistema di accumulo ).

Il primo passo per risparmiare è imparare ad utilizzare bene il proprio impianto fotovoltaico. Per farlo si deve installare l’impianto giusto sia per potenza che per tipologia e si deve utilizzare un sistema di monitoraggio. Solo in questo modo avremo un rientro dell’investimento veloce ed allocheremo consapevolmente le giuste risorse.

Come va il tuo impianto fotovoltaico? 

Come? Non lo hai ancora? E cosa aspetti? Lo sai che c’è anche la detrazione del 50%? (sia sul fotovoltaico che sulle batterie d’accumulo). Se vuoi entrare in questo mondo e desideri una consulenza gratuita questi sono i miei riferimenti. 

Se vuoi vedere e sentire chi si è già affidato alla mia consulenza puoi vedere le video interviste ai miei clienti cliccando qui. 

OBBIETTIVO UE 2030: 32% DA FONTI RINNOVABILI

E’ stato firmato nei giorni scorsi dai rappresentanti del Consiglio europeo, Parlamento e Commissione, l’accordo che aggiorna il quadro normativo europeo al 2030 per quanto riguarda gli obiettivi dell’UE per le energie rinnovabili, compresi l’autoconsumo e i trasporti.

Il nuovo target fissato al 2030 prevede una quota di energia da fonti green pari ad almeno il 32% del consumo finale lordo dell’Unione (rispetto al 20% del 2020), con una clausola di revisione verso l’alto entro il 2023, perché come vedremo nel prossimo articolo, si può fare di più (come dicevano Morandi Tozzi e Ruggeri ;)) .

Interessante anche il fatto che l’accordo prevede che gli Stati membri dell’UE debbano garantire che i consumatori:
  1. abbiano il diritto di produrre, autonsumare, immagazzinare e vendere l’energia, installare e gestire sistemi di stoccaggio dell’elettricità;
  2. non siano soggetti ad alcuna tassa sull’energia autoconsumata fino al 2026;
  3. ricevano una remunerazione per l’elettricità rinnovabile autoprodotta che immettono nella rete;
  4. si possano unire in  comunità delle energie rinnovabili per integrare l’autoconsumo nella transizione verso un’energia più pulita;

Per quanto riguarda il settore del riscaldamento/raffreddamento l’accordo provvisorio prevede un sotto-obiettivo di un aumento annuo indicativo dell’1,3% delle energie rinnovabili negli impianti di riscaldamento e raffreddamento, calcolato su un periodo di 5 anni a partire dal 2021.

Il prossimo passo sarà l’approvazione sia dei ministri dell’Unione europea che dei deputati al Parlamento europeo. Una volta raggiunto tale obiettivo, la legge entrerà in vigore 20 giorni dopo la data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Gli Stati membri dovranno recepire i nuovi elementi della direttiva nel diritto nazionale entro il 30 giugno 2021.

Ma è possibile fare di più? Si possono raggiungere dei risultati migliori? Sono questi dei doverosi minimi ma che non sono sufficienti alla salvaguardia del nostro ambiente? Analisi, idee e proiezioni le vedremo nel prossimo articolo.

STAY TUNED!

Boom degli storage: mercato in crescita esponenziale

aumento esponenziale accumulo fotovoltaico
Previsioni delle installazioni a livello mondiale dei sistemi di accumulo per fotovoltaico al 2030 (fonte bloomberg)

Si sa che le proiezioni spesso lasciano il tempo che trovano in quanto molteplici sono le variabili che possono modificare nel tempo un andamento come quello del grafico a fianco. Soprattuto laddove si parla di un mercato “nuovo” e senza uno storico che vada oltre i 3/4 anni, come è quello dello storage per fotovoltaico. D’altronde Tesla con i suoi powerwall ha sparpigliato le carte, creando non poco subbuglio sul mercato. Le previsioni sono di un grande boom del mercato degli storage quindi. Dall’analisi si evince che la parte del leone la faranno gli Stati Uniti. Ma questo è normale. E lo è per due motivi. In primis la diffusione della tecnologia fotovoltaica è proporzionalmente decisamente inferiore a quella italiana. In secundis perché alcune dei più grandi brand stanno investendo fortemente in questo mercato. Ricco ed in ascesa. E l’Italia? Come si comporterà? Quale sarà la richiesta? La mia previsione, e lo dico sempre ai miei clienti è che se oggi c’è ancora un po’ di titubanza (soprattutto per il costo del prodotto), un domani tutte le famiglie godranno di un sistema d’accumulo. L’ho detto spesso che la direzione è l’elettrico. Non può non essere altrimenti. E lo sarà anche nel mercato automobilistico, (con i suoi tempi e passando almeno per qualche anno ancora per l’ibrido). Sempre secondo lo studio pubblicato da bloomberg, “il mercato globale dei sistemi di storage raggiungerà i 125 GW di installato entro il 2030, crescendo di sei volte rispetto alla fine del 2016. Nello stesso periodo la capacità di stoccaggio passerà da 5 GWh di fine 2016 a 305 GWh”. La stima è contenuta nell’ultima analisi di Bloomberg New Energy Finance.

casa classe A
E’ possibile migliorare la propria abitazione lavorando su tutti gli impianti di casa.

Ovviamente, per “saziare” questa fame di accumulo energetico , si prevede che tra 2018 a 2030 il settore dello storage attirerà oltre 100 miliardi di dollari di investimenti.  Ci saranno nuovi attori che si affacceranno al mercato dello storage? Ci saranno nuove tecnologie che aumenteranno ulteriormente la capacità del sistema d’accumulo? Per il momento godiamoci gli attuali attori che hanno fatto passi da gigante in pochissimi anni. Perché, ve lo dico per esperienza. 5 anni fa nessuno avrebbe pensato che si sarebbe potuto far funzionare un forno a casa tramite un accumulo domestico dal prezzo accessibile. E tu hai il tuo impianto fotovoltaico sul tetto di casa? No? Perché? Sai cosa serve per avere un impianto fotovoltaico? E non mi dire che il problema è che non hai i soldi. Leggi anche qui. Tii spiego perché basta sapere come allocare le risorse per avere da subito un risparmio tangibile.

Io metto a disposizione la mia competenza per migliorare casa tua. Se vuoi veramente migliorare la situazione energetica della tua abitazione ottenendo un risparmio concreto e duraturo nel tempo mi puoi contattare qui.

Fotovoltaico e batteria: detrazione fiscale

detrazione fiscale 50%In questi giorni sto seguendo Francesco che dalla zona di Bologna mi chiede di seguirlo nella scelta di un accumulo per il suo impianto fotovoltaico.  Mi dice in realtà di aver già scelto il “suo accumulo” e di voler puntare forte su Tesla. L’unica reticenza che ancora ha è data dal fatto che il suo commercialista a seguito di un quesito (mal posto) ad una società di servizi per i commercialisti, ha ricevuto risposta negativa circa la possibilità di detrarre fiscalmente l’impianto di accumulo per il suo fotovoltaico (già esistente). Tralasciando la confusione fatta tra deducibilità e detrazione fiscale, la risposta che gli viene data mi lascia molto perplesso. Visto che allora anche per gli addetti ai lavori l’argomento non è chiaro lo riprendo velocemente per confermare a tutti coloro che sono interessati ad una batteria d’accumulo che, se la batteria rispetta la normativa CEI O21 (normativa di riferimento) può essere detratta fiscalmente. Ora,tutti i sistemi al litio più conosciuti sono certificati e sono installabili usufruendo dell’incentivo della detrazione fiscale.

Lo scrivo in maiuscolo che si legga bene 😉

LA BATTERIA PER L’IMPIANTO FOTOVOLTAICO SI PUO’ detrarre fiscalmente in 10 anni al 50% sia che venga fatta contemporaneamente all’impianto fotovoltaico, sia che la si installi successivamente all’impianto.

L’Agenzia delle Entrate a specifico quesito risponde infatti che le batterie “godono della detrazione fiscale del 50% in quanto parte di un intervento di risparmio energetico. Dunque, hanno diritto all’incentivo, ma solo se installati contestualmente o successivamente ad un impianto a rinnovabili di piccola taglia, quale un sistema fotovoltaico”. (Per intenderci, non è possibile installare un sistema di accumulo per prelevare la corrente di notte a minor costo ed utilizzarla di giorno ed al contempo godere della detrazione fiscale).agenzia entrate detrazione fiscale batteria accumulo

La batteria d’accumulo è un “upgrade” dell’impianto fotovoltaico. E poiché nella risoluzione n. 22/E del 2 aprile 2013 è stato chiarito che “l’installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica rientra tra gli interventi agevolabili di cui alla lett. h) del comma 1 dell’art. 16-bis del TUIR, sempre che si tratti di un impianto fotovoltaico di potenza non superiore a 20 kW e posto direttamente al servizio dell’abitazione dell’utente.”  Poiché i sistemi di accumulo hanno la funzione di immagazzinare l’energia prodotta in esubero dall’impianto fotovoltaico e di rilasciarla nei momenti in cui l’impianto fotovoltaico non riesce a sopperire alle esigenze dell’abitazione (ad esempio, durante la notte oppure nei casi in cui il consumo è maggiore rispetto alla produzione da fotovoltaico, come ad esempio in caso di maltempo), consentendo di aumentare la capacità di autoconsumo dell’impianto fotovoltaico, con benefici di tipo economico (si evita cioè l’assurdo riacquisto dalla rete di energia precedentemente venduta) ed energetico (si riducono le dispersioni collegate alla trasmissione di energia ed il carico della rete dovuto all’immissione ed al riprelievo).”Pertanto la riconducibilità del suddetto intervento (installazione dell’accumulo) alla citata lettera h) è consentita nel caso in cui l’acquisto del sistema di accumulo sia contestuale o successivo a quello dell’impianto fotovoltaico, configurandosi, in dette ipotesi, il sistema di accumulo come un elemento funzionalmente collegato all’impianto fotovoltaico, in grado di migliorarne le potenzialità” (upgrade).

Buon autoconsumo a  tutti.

Qui, come sempre se avete bisogno trovate i miei riferimenti. 

 

Il fotovoltaico che funziona di notte

Per avere i benefici del "sole di notte" non serve andare in Norvegia. Basta dotarsi di un sistema d'accumulo
Per avere i benefici del “sole di notte” non serve andare in Norvegia. Basta dotarsi di un sistema d’accumulo

Esiste un impianto fotovoltaico che funziona di notte? Fino a qualche tempo fa avrei subito pensato tecnicamente alla luce, al sole, alla luna e poi avrei risposto. No, impossibile. Ma prova a non ragionare dal punto di vista fisico e prova invece a pensare dal punto di vista tecnico. Quanto sarebbe bello sfruttare la potenza infinita del sole anche quando rincasi la sera dal lavoro?

Sì, perché oggi è possibile anche per le famiglie che vivono poco la casa di giorno non essere dipendenti dal proprio impianto fotovoltaico consumando istantaneamente la corrente che si produce. Si può infatti immagazzinare l’energia prodotta di giorno dal proprio impianto e non utilizzata e la si può utilizzare poi nel momento in cui realmente ci serve. Se ci pensi è una vera rivoluzione.

IR= irradiazione solare AC= autoconsumo. Oggi si può utilizzare il surplus prodotto dall'impianto fotovoltaico per immagazzinarlo e per utilizzarlo in "differita" quando più ne ho bisogno
IR= irradiazione solare AC= autoconsumo. Oggi si può utilizzare il surplus prodotto dall’impianto fotovoltaico per immagazzinarlo e per utilizzarlo in “differita” quando più ne ho bisogno

Ben inteso, il mio consiglio, come consulente è sempre quello di sfruttare se possibile l’impianto di giorno, in modo diretto. Questo semplicemente perché se ho un accumulo elettrico poi la sera posso sfruttarlo ancora di più per fare altre cose e quindi avrò un risparmio maggiore.

Quindi:

1)Aumento il comfort di casa mia potendo sfruttare di più e meglio la MIA corrente prodotta

2)Non sono più dipendente dal sole e dal suo andamento giornaliero. Posso utilizzare bene  e gratuitamente l’impianto anche nei giorni nuvolosi o di pioggia

3)Massimizzando l’autoconsumo riduco ulteriormente il consumo serale. Riducendo il consumo riduco all’osso il costo della bolletta elettrica.

Anche di sera posso avere energia gratis. Ecologicamente, grazie al lavoro del sole
Anche di sera posso avere energia gratis. Ecologicamente, grazie al lavoro del sole

Ma davvero posso anche se lavoro fare la lavatrice la sera, la lavastoviglie, usare il computer, la tv etc a gratis? Certo, se l’impianto che ho è fatto con i dovuti accorgimenti sia dal punto di vista progettuale che dal punto di vista impiantistico.

Giusto perché a parole ci si può spiegare ma con le immagini e con i fatti ci si capisce meglio nei prossimi giorni pubblicherò alcuni screenshot esemplificativi con un apposito articolo.

Stay Tuned … (se vuoi rimanere informato sui nuovi articoli del sito risparmiobollette.it e sulle novità in ambito energetico in generale ti puoi iscrivere gratuitamente alla newsletter inserendo semplicemente il tuo nome e la tua mail in alto a destra della pagina)

Caldo torrido e pannelli fotovoltaici

In questi giorni su Padova c’è un caldo torrido. E siamo solo ai primi di luglio. Poiché questo caldo è insopportabile sia di giorno che di notte la soluzione è semplice. Accendo il condizionatore. E’ fatto appositamente per quel motivo no? Aumentare il mio comfort personale e difendermi dall’afa cittadina. Una soluzione alternativa ci sarebbe, me ne potrei andare al mare o in montagna. Ma poiché come te che stai leggendo, ho dei clienti da seguire, devo trovare una soluzione alternativa.

Anche per quest'estate è prevista un'ondata di caldo torrido che ci farà boccheggiare. Chi ha un impianto fotovoltaico si gode il fresco consumando energia pulita!
Anche per quest’estate è prevista un’ondata di caldo torrido che ci farà boccheggiare. Chi ha un impianto fotovoltaico si gode il fresco consumando energia pulita!

Il pensiero di oggi è il seguente. In estate, proprio nel momento di maggior irradiazione solare ho anche il maggior consumo di energia elettrica perché utilizzo i condizionatori a pieno regime. (ed infatti i classici black out con i quali siamo stati terrorizzati qualche anno fa dai mass media arrivano proprio l’estate). Quindi avrei la possibilità di raffrescare casa mia senza problemi e gratuitamente, semplicemente abbinando ai condizionatori un piccolo impianto fotovoltaico. Ebbene sì. E con lo stesso impianto posso poi permettermi di diminuire i costi energetici per tutto l’anno, non solo l’estate.

Caronte il traghettatore
Caronte il traghettatore

Non dirmi che non ci avevi mai pensato. Guarda che tra qualche giorno di sicuro arriverà un servizio di un tg (tipo studio aperto) che dirà: “è in arrivo un’ondata di caldo eccezionale dovuto all’anticiclone bla bla bla che si chiamerà Ulisse” (tiro ad indovinare, perché l’anno scorso era Caronte e negli anni passati abbiamo avuto rispettivamente Hannibal, Minosse, Scipione, e Nerone)

Sì perché la storia si ripete. Anche quest’anno arriva il caldo e tu sarai lì ad elemosinare l’accensione e lo spegnimento del clima per paura di spendere o per paura peggio ancora che salti la corrente (perché oltre al clima hai sempre anche altri consumi!!!)

Eppure io già te lo avevo detto un anno fa parlandoti proprio di Caronte (luglio 2015). 

Chiedi una consulenza gratuita per migliorare casa tua.
Chiedi una consulenza gratuita per migliorare casa tua.

E ti avevo anche spiegato quanto incide il consumo del condizionatore sulla bolletta (agosto 2015).

Se ti sbrighi forse sei ancora in tempo per utilizzare energia pulita per raffrescare casa tua. Non indugiare oltre. Chiedi la consulenza di un esperto e migliora casa tua.

Adesso non cominciare a frignare che non hai i soldi per sistemare casa tua eeeehhh??? Perché? Perché ti dimostro che non stai spendendo dei soldi ma stai semplicemente risparmiando su consumi e tasse e stai mettendo le stesse risorse in casa tua. 

non ho capitoDai, non ci credo che tu ancora non lo abbia capito!

Quindi, se hai capito che è il caso di muoverti ora e che lo puoi fare senza svenarti puoi richiedermi una consulenza qui.  Se invece ancora non lo hai capito… arrivederci al prossimo anno quando arriverà il ciclone Argo (altro nome di fantasia). 😉

La soluzione per migliorare casa tua c'è. Caldo, freddo e bollette spropositate non saranno più un problema.
La soluzione per migliorare casa tua c’è. Caldo, freddo e bollette spropositate non saranno più un problema.

PS: dopo l’estate arriva l’autunno. Dopo l’autunno arriva l’inverno. E forse anche d’inverno avrai qualche problema, questa volta però non per raffrescare ma bensì per riscaldare casa tua. Ma questa è un’altra storia, hai ancora tempo per cullarti nell’indecisione. O forse no… 😉

Fotovoltaico su condominio

Abiti in condominio? Vorresti risparmiare sull’energia elettrica? Non sai se lo puoi fare? Non sai cosa o come fare?

Più il condominio è grande più i tempi decisionali possono essere lunghi. E' comunque possibile spuntarla conoscendo i propri diritti e muovendosi nel rispetto di quelli degli altri
Più il condominio è grande più i tempi decisionali possono essere lunghi. E’ comunque possibile spuntarla conoscendo i propri diritti e muovendosi nel rispetto di quelli degli altri

Ti premetto che non sarà la cosa più semplice di questo mondo. Sia che tu lo voglia fare solo per te, sia che tu lo voglia fare per l’intero condominio. Perché? Prova a pensare alla tua ultima riunione condominiale. Quante volte all’ordine del giorno c’è un determinato “programma” che poi non si riesce a seguire causa altre diatribe e relative vicissitudini? Purtroppo spesso è così. Ci sono tante teste, tanti pensieri e tante esigenze.

Ma quali norme regolano questo tipo di interventi? Innanzitutto il codice civile che citeremo più volte. Ma non solo. Di grande importanza c’è anche la legge di riforma del condominio n. 220 del 2012.

Quindi dei due casi vediamo il primo che è anche il più semplice: un impianto fotovoltaico su tetto condominiale che serva un solo appartamento. L’ impianto Fotovoltaico del singolo, all’interno del condominio, andrà a coprire le spese del consumo di quella singola abitazione/utenza. La prima domanda è posso installarlo o possono vietarmelo? La risposta viene direttamente dal codice civile. Infatti, all’art. 1118 c.c., si dice che il diritto di ogni condomino sulle parti comuni dell’edificio e’ proporzionato al valore del piano o porzione di piano (espressi in millesimi). Il che significa che ovviamente essendo il tetto una parte in comune (indivisibile), potrò usufruirne in parte proporzionale alla mia proprietà (millesimi).

Il mio consiglio è quello di andare alle riunioni preparati, sereni e "armati" di tanta pazienza...
Il mio consiglio è quello di andare alle riunioni preparati, sereni e “armati” di tanta pazienza…

Anche qualora gli altri condomini non volessero procedere all’installazione dell’impianto per uso domestico (proprio uso), non possono limitare il diritto del singolo proprietario ad installare il suo impianto, sempre che cio’ avvenga nel rispetto della stabilita’ e sicurezza del fabbricato, del decoro architettonico e del godimento del tetto da parte di tutti gli altri condomini (art. 1120 c.c.). Detto in parole semplici, se il tetto ha 100 metri quadri utili (attenzione utili intendo falde sud – est – ovest) ed i condomini sono 5, allora spetterà ad ognuno l’utilizzo di 20 metri quadri a testa. Attenzione, lo spazio deve essere equamente condiviso anche per quanto concerne l’esposizione. Non posso infatti pretendere che i miei 20 metri quadri siano tutti a sud (a meno che i 100 metri quadri utili non siano tutti a sud).  E per fare ciò (art. 1136 c.c.) non occorre più il consenso unanime (come si riteneva in passato), ma una deliberazione assembleare adottata con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio Ancora più specifico è l’art. 1122-bis c.c. secondo il quale è consentita l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unità del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie comune e sulle parti di proprietà individuale dell’interessato.

Conviene sempre spiegare bene cosa si vuole fare, perché e come lo si farà. Questo permetterà agli altri proprietari di sentirsi tutelati e, magari vorranno partecipare anche loro al progetto di risparmio energetico
Conviene sempre spiegare bene cosa si vuole fare, perché e come lo si farà. Questo permetterà agli altri proprietari di sentirsi tutelati e, magari vorranno partecipare anche loro al progetto di risparmio energetico

Questo non significa che posso procedere di mia sponte ad installare un impianto. Infatti, questa facoltà è subordinata ad una preventiva comunicazione all’amministratore, che a sua volta deve comunicare all’assemblea la questione. Su questo è chiarissimo il terzo comma del medesimo articolo, secondo il quale: qualora si rendano necessarie modificazioni delle parti comuni, l’interessato ne dà comunicazione all’amministratore indicando il contenuto specifico e le modalità di esecuzione degli interventi. L’assemblea può prescrivere, con la maggioranza di cui al quinto comma dell’articolo 1136, adeguate modalità alternative di esecuzione o imporre cautele a salvaguardia della stabilità, della sicurezza o del decoro architettonico dell’edificio e, ai fini dell’installazione degli impianti di cui al secondo comma, provvede, a richiesta degli interessati, a ripartire l’uso del lastrico solare e delle altre superfici comuni, salvaguardando le diverse forme di utilizzo previste dal regolamento di condominio o comunque in atto. L’assemblea, con la medesima maggioranza, può altresì subordinare l’esecuzione alla prestazione, da parte dell’interessato, di idonea garanzia per i danni eventuali. Tradotto in parole più semplici: ci potrebbero essere delle complicanze o quantomeno delle lungaggini se i condomini sono molti e se i rapporti con gli stessi non sono dei migliori.

Schermata 2016-03-26 alle 19.49.16Nel quarto comma dell’articolo in esame si chiarisce che gli impianti non sono soggetti ad autorizzazione. Quindi l’assemblea può dire come fare ed eventualmente dove fare, ma non può negare di utilizzare le parti comuni ai fini delle installazioni di cui stiamo trattando.

Quindi per quanto concerne le comunicazioni da fare? Il condomino singolo che vuole l’installazione per la sua abitazione, è tenuto a farne una semplice comunicazione e non ad indire un’assemblea (che può essere eventualmente convocata dall’amministratore). I condomini, qualora l’intervento apportasse un danno alla struttura o al decoro architettonico dell’edificio, possono bloccare l’installazione, indicendo un’assemblea condominiale.

Il secondo caso è quello di un intero condominio che decide di fare sul tetto comune un unico impianto fotovoltaico di utilizzo comune che andrà a coprire le spesse quali ascensore, luci, cancelli elettrici o saracinesche, autoclave dell’acqua etc etc. Questo è ancora più complesso da realizzare perché ovviamente prevede un esborso proporzionale ai millesimi di tutti i proprietari degli appartamenti.

A parer mio inoltre questo tipo di soluzione nella maggior parte dei casi è meno vantaggiosa e permette un minore risparmio rispetto ai singoli impianti. Può essere la soluzione giusta per i condomini che hanno poco spazio utile utilizzabile per l’installazione di un impianto e che pertanto non  trarrebbero beneficio dall’installazione di un piccolissimo impianto per la propria abitazione (es 1 kw). Questo perché il costo di 1 kw non corrisponde a quello di 1/3 rispetto al 3 kw (ad esempio).

Una consulenza passo passo per raggiungere l'obiettivo risparmio energetico, risparmio economico e salvaguardia dell'ambiente!
Una consulenza passo passo per raggiungere l’obiettivo risparmio energetico, risparmio economico e salvaguardia dell’ambiente!

Il mio consiglio è quello di sondare con i condomini quella che può essere la loro propensione o meno e di cercare di raccogliere più millesimi “alleati” possibili al fine di arrivare ad eventuali decisioni drastiche con una larga maggioranza. Se quindi non siete spaventati da tutto ciò e ci volete provare… allora in in bocca al lupo… e … non mollate!

Per consulenze specifiche ovviamente sono a disposizione. Qui trovate quello che posso fare per te/voi (ed anche quello che non posso fare) con ovviamente i miei recapiti.

Come migliorare l’autoconsumo

Se stai leggendo questo articolo molto probabilmente hai già un impianto fotovoltaico. Se non lo hai mi chiedo come mai tu non lo abbia ancora fatto e ti invito a cliccare qui (un indice per il lettore ed il navigatore) ed a leggere gli articoli sul fotovoltaico. Potrai così capire perché ci devi pensare seriamente: adesso.

Stai sfruttando al meglio il tuo impianto fotovoltaico?
Stai sfruttando al meglio il tuo impianto fotovoltaico?

Quindi hai un impianto. Sei soddisfatto di come lo stai utilizzando oppure sei consapevole che spesso non riesci a sfruttarlo al meglio perché le ore di produzione possono non coincidere con le ore in cui casa tua ha bisogno di energia? E’ evidente che una delle prerogative di chi ha un impianto fotovoltaico sul proprio tetto è quella di rendere massimo l’autoconsumo.
In questo articolo vediamo quali sono i benefici dell’autoconsumo e come sia possibile autoconsumare di più e meglio.

Definiamo l’autoconsumo. Un utente autoconsuma l’energia prodotta dal proprio impianto quando l’energia prodotta viene utilizzata direttamente, passando “dal tetto” alla “rete domestica”, senza passare dalla rete Enel. L’energia prodotta viene, in questo caso, utilizzata nel momento stesso sua produzione o, nel caso di un sistema con accumulo fotovoltaico, viene stoccata nelle batterie per essere utilizzata in seguito. L’utilizzo di batterie è comunque “autoconsumo”, ma, anzichè essere un “autoconsumo istantaneo” è “autoconsumo differito”. Autoconsumare “in loco” l’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico comporta una serie di vantaggi economici innanzitutto. Vantaggi che si traducono in un immediato risparmio in bolletta che in alcuni periodi dell’anno, sfruttando un autoconsumo intelligente, è possibile ridurre le bollette anche del 80-90 per cento. Ed il resto dell’energia prodotta? Se non sei in possesso di un sistema di accumulo (storage) tutta la parte di energia non autoconsumata viene immessa in rete per essere valorizzata con lo scambio sul posto. Se invece hai un sistema di accumulo la tua “sovrapproduzione” non autoconsumata viene immagazzinata per essere disponibile quando meglio credi.

Accumulare l'energia prodotta e non autoconsumata subito significa risparmiare ed aumentare la propria indipendenza
Accumulare l’energia prodotta e non autoconsumata subito significa risparmiare ed aumentare la propria indipendenza

Con un accumulatore è possibile arrivare, in alcune situazioni, ad azzerare completamente le bollette. Ovviamente non si tratta di un obbiettivo facile da raggiungere, vista le forte intermittenza produttiva della fonte solare, ma in determinati periodi dell’anno con un minimo accumulo è possibile ottenere delle bollette “a saldo zero”. Ottimizzando l’autoconsumo, infatti, si avrà la possibilità di ridurre drasticamente i prelievi dalla rete e quindi l’acquisto di energia dal proprio operatore. Perché conviene consumare l’energia autoprodotta riducendo il più possibile l’acquisto dal proprio fornitore? Perché quando si acquista energia elettrica dalla rete,  in fattura vengono addebitate non solo le quantità effettive di energia prelevata, ma anche (e soprattutto) una moltitudine di altre voci di costo

  • oneri di rete
  • servizio di fornitura
  • distribuzione
  • trasmissione
  • oneri di dispacciamento
  • accise varie
  • addizionali
  • iva (anche su tutto quanto sopra)
il costo effettivo dell'energia è un terzo rispetto a quello pagato in bolletta
il costo effettivo dell’energia è un terzo rispetto a quello pagato in bolletta

Quindi, se il prezzo dell’energia “pura”, sul mercato elettrico, va dai 4 ai 10 centesimi per kWh, l’energia pagata in bolletta viene a costare il doppio (ed a volte anche il triplo) del suo costo effettivo. Infatti, per vedere cosa costa effettivamente all’utente finale un kw/h basta prendere l’importo della bolletta e dividerlo per il costo effettivo dei kw/h fatturati. Noterete che in bolletta paghiamo l’energia ad un costo lordo che va da un minimo di 0,20 €/kWh, fino ad oltre 0,35 €/kWh (a seconda anche della taglia del contatore presente). Come detto, il prezzo della sola energia è di pochissimi (0,04-0,08) centesimi di euro/kWh. Se ti interessa capire come leggere meglio la tua bolletta clicca qui (leggere la bolletta è come leggere i fondi di caffè).

Quindi autoconsumare significa non prelevare e pertanto significa evitare di pagare tutti i balzelli elencati sopra. (con somma soddisfazione… tra l’altro!). Come è ovvio quindi, l’energia acquistata dalla rete e pagata in bolletta, risulta molto più onerosa di quella auto prodotta ed inoltre (sempre per tutti quei balzelli), ha un costo molto maggiore del valore assegnato dal Gse all’energia immessa in rete.

prestito banca
Credito=basso guadagno Debito=alta spesa

L’energia che non viene autoconsumata, infatti, viene immessa in rete e viene comunque “pagata” dal Gse. Il valore assegnatole, però, è inferiore al prezzo dello stesso quantitativo acquistato dalla rete. L’esempio che faccio sempre ai miei clienti è quello della banca. Se metti 10.000 euro in banca, gli interessi che ti vengono riconosciuti sono ridicoli (0,6-1,2%). Se però i 10.000 euro li chiedi, ecco che allora il discorso cambia ed il tasso può arrivare al 10%. Per l’immissione ed il prelievo di energia è il medesimo principio.

Quindi per ottimizzare l’autoconsumo devo cercare di:

  • progettare e realizzare  il mio impianto affinché copra i miei consumi partendo dalle esigenze e delle abitudini mie e della mia famiglia
  • capire come posso utilizzare meglio l’energia in eccesso prima di accumularla o cederla (es: produrre acqua calda, riscaldamento)
  • adeguare il più possibile i picchi di consumo (qualora siano cambiate le abitudini rispetto allo studio iniziale del primo punto o qualora siano migliorabili) alla disponibilità di sole (e quindi di energia gratuita)
  • domotizzare casa (in modo che gli elettrodomestici funzionino quando la produzione è massima)
  • accumulare l’energia prodotta ma non autoconsumata per utilizzarla la sera, la notte, quando c’è maltempo
  • immettere in rete l’ulteriore energia eventualmente in eccesso per utilizzarla nei periodi di minore produzione dove neanche l’accumulo può rendermi autosufficiente (es inverno) sfruttando lo scambio sul posto
Chiamami 347/0899613 o scrivimi a risparmiobollette.it@gmail.com
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Come avrai capito acquistare il corretto impianto fotovoltaico, adattarlo ad un’abitazione, renderlo compatibile ed efficiente con gli impianti esistenti (es riscaldamento) è un’operazione delicata. Una approfondita e corretta consulenza è la base sulla quale costruire trent’anni di risparmio e di ecologia.

Contattami. Vediamo assieme come migliorare casa tua! 

Scambio sul posto ed eccedenza

Dello scambio sul posto ne abbiamo già parlato in diversi articoli. Per un ripasso è possibile leggere qui (le parole chiave del fotovoltaico produzione, rendimento, autoconsumo, scambio sul posto) e per un ulteriore approfondimento specifico anche qui (lo scambio sul posto te lo spiego in modo semplice una volta per tutte)

Quindi abbiamo in ordine temporale ed anche prioritario:

PRODUZIONE —> (produco energia sul mio tetto)

AUTOCONSUMO IN LOCO (consumo in casa mia gratuitamente tutto quello che mi serve) —>

ACCUMULO IN BATTERIA (ove presente) —>

IMMISSIONE IN RETE (eccedenza non autoconsumata e non accumulata)

Dati percentuali inerenti l’energia consumata nelle ultime 24 ore. Clicca sull’immagine per ingrandire il grafico
Fig.1 Dati percentuali inerenti l’energia consumata nelle ultime 24 ore. Clicca sull’immagine per ingrandire il grafico

Bene. Abbiamo visto nei due articoli citati sopra come possiamo riutilizzare l’energia in eccesso immessa in rete. Se però non ho un sistema di accumulo molto probabilmente mi troverò in una situazione per la quale le immissioni supereranno i prelievi. In questo caso si ha una eccedenza. Vediamo quindi cos’è l’“eccedenza”? L’eccedenza dello scambio sul posto è un surplus di immissioni che viene quantificato a fine anno, quando il Gse conteggia la quantità di energia immessa in rete dai proprietari degli impianti fotovoltaici.

Vediamo un esempio pratico/numerico. Se, a fine anno, ho immesso in rete 1.500 kwh e ne ho prelevati 1.000, la differenza, di 500 kwh, è la “eccedenza dello scambio sul posto”.

Se immissioni e prelievi si pareggiano non ci sono eccedenze, ma se le immissioni in rete dall’impianto sono nel complesso maggiori dei prelievi dell’utente dalla rete, si crea un’ eccedenza: un surplus di energia ceduta alla rete che può essere fatto liquidare (su richiesta) o portato ‘a credito’ sui conteggi degli anni successivi. In genere, se una famiglia di 4 persone installa sul tetto un impianto da 6 kw, a fine anno avrà un’eccedenza: avrà nel complesso immesso più energia di quanta ne ha prelevata per il proprio fabbisogno. (per un esempio specifico si vedano le figure 1

Grafico energia prodotta nelle ultime 24 ore. Dal dato si evince che c’è ancora ampio margine di miglioramento e che l’impianto può coprire tranquillamente ulteriori consumi durante l’arco della giornata (in questo caso specifico di impianto da 6 kw anche multipli). Clicca sull’immagine per ingrandire il grafico
Fig.2 Grafico energia prodotta nelle ultime 24 ore. Dal dato si evince che c’è ancora ampio margine di miglioramento e che l’impianto può coprire tranquillamente ulteriori consumi durante l’arco della giornata (in questo caso specifico di impianto da 6 kw anche multipli). Clicca sull’immagine per ingrandire il grafico

e 2). Questa eccedenza, questo surplus di energia ceduto alla rete, viene riconosciuto economicamente dal Gse, il Gestore dei Servizi Energetici, che gestisce lo scambio sul posto ed i contributi per tutti gli impianti da fonti rinnovabili. Per calcolare l’eccedenza bisogna confrontare i chilowattora immessi in rete nell’anno con i chilowattora prelevati dalla rete: se il valore economico delle immissioni è maggiore del valore economico dei prelievi, si ha un’eccedenza. L’eccedenza è la differenza tra i due importi.

Per chi ama le formule, queste sono quelle utilizzate dal Gse. Pertanto le eccedenze vengono così calcolate:

Se Cei       >       Oe       allora         Eccedenza      =        Cei – Oe

Dove: Cei è il Controvalore (economico) dell’Energia Immessa in rete nell’anno considerato Oe è l’Onere Energia, cioè: il valore economico di tutta l’energia prelevata dalla rete nell’anno considerato.
Attenzione: qui non parliamo di quantità di energia, cioè di Kwh/anno, ma di valori economici di questa energia (cioè: il prezzo unitario, in €, per i kWh).

Vediamo un esempio reale. Se il prezzo dell’energia è di 0,9 €/kwh e nell’anno si sono avuti 3.000 kwh di energia immessa in rete e 2.000 kwh di energia prelevata dalla rete, il valore economico di immissioni e prelievi è:

270 euro per l’energia immessa in rete (cioè: 3.000 x 0,9 €)
180 euro per l’energia prelevata dalla rete (cioè: 2.000 x 0,9 €)

In questo caso le immissioni, ed il loro valore economico, sono state nell’anno maggiori dei prelievi. Si ha dunque un’eccedenza che è pari alla differenza tra i due importi.
In questo caso l’eccedenza è di 90 euro.rivalutazione immobiliare

L’eccedenza dello scambio sul posto NON è il “contributo in conto scambio”
Il meccanismo dello scambio sul posto misura, a fine anno, immissioni in rete e prelievi dalla rete. Una parte dell’energia prodotta viene scambiata con la rete, un’altra parte viene semplicemente ceduta alla rete, in relazione ai propri consumi. L’energia scambiata con la rete, viene remunerata attraverso il “contributo in conto scambio” dello scambio sul posto (che viene indicato nelle formule del Gse come “Cs”). L’energia che viene, invece, semplicemente ceduta alla rete, viene chiamata dal Gse: “eccedenza”. L’eccedenza viene valorizzata al prezzo medio di mercato dell’energia rilevato nell’anno in corso. Pertanto, “contributo in conto scambio” e “eccedenze dello scambio sul posto” sono dunque due cose diverse remunerate dal Gse con criteri differenti.

Come vengono trattate le eccedenze dello scambio sul posto dal Gse?
Le eccedenze vengono dal gse quantificate in Euro e non in Kmh (attenzione!!!). Il titolare dell’impianto che dovesse avere nel corso dell’anno accumulato delle eccedenze ha due possibilità di scelta: metterle a credito per gli anni successivi, oppure farsele liquidare con bonifico bancario da parte del Gse.

Nel precedente esempio, i 90 Euro di eccedenza possono essere messi ‘a credito’ per i conteggi dell’anno successivo, nel calcolo del “Valore dell’energia Immessa” e del “Valore dell’energia prelevata”, oppure possono essere liquidati dal Gse. Alla fine del primo anno il titolare dell’impianto può comunicare la sua scelta sul portale del Gse (nella propria area riservata) tra “messa a credito” e “liquidazione monetaria”. La scelta tra ‘messa a credito’ e ‘liquidazione delle eccedenze’ può essere modificata alla fine di ogni anno.

Attenzione che le eccedenze vengono tassate come una rendita
Attenzione che le eccedenze vengono tassate come una rendita

Una nota importante: la liquidazione dell’eccedenza viene considerata ai fini fiscali come se fosse una vendita; dunque, pur non essendo necessaria la partita iva, va aggiunta alla dichiarazione dei redditi come “Reddito Altro o Occasionale”.

Partendo dal presupposto che un impianto studiato su misura non dovrebbe dare delle grosse eccedenze, soprattutto se dotato di sistema di accumulo, il mio consiglio, visto le esigue cifre che vengono liquidate ed anche in relazione al fatto che queste cifre vengono tassate, è quello di accantonare l’eccedenza almeno per i primi due anni in modo da decidere poi eventuali ulteriori mosse di efficientamento energetico. Un esempio? Ridurre ulteriormente le spese di casa  (vedi gas per riscaldamento) ed utilizzare solo l’energia elettrica anche per riscaldare. Ma di questo parleremo in uno specifico articolo dedicato. Stay tuned!

Per una consulenza specifica questi sono i miei contatti.

Cambiamento climatico ed energie rinnovabili.

E’ un forte impegno quello che serve per riuscire a diminuire gli effetti del cambiamento climatico attraverso la riduzione dell’inquinamento e attraverso la produzione di energie pulite da fonti rinnovabili.terra brucia

Servono infatti almeno 53 GW di fotovoltaico installato ogni anno fino al 2020, perché il mondo possa evitare gli impatti più dolorosi del cambiamento climatico. Lo sostiene un report della banca di investimento Citigroup, secondo cui dovremmo aumentare di molto la potenza rinnovabile installata per avviare una transizione energetica degna di questo nome. In particolare, la parte del leone dovrà giocarla il fotovoltaico.

Secondo il medesimo report infatti è possibile diminuire le emissioni da 0.54 tonnellate di CO2 equivalente al MWh a 0.25 t/MWh solo cambiando il mix energetico con il quale ci “nutriamo” a livello globale.gelato scioglie

Cosa puoi fare tu per contribuire alla riduzione delle immissioni di CO2 ?

Puoi installare un sistema per il risparmio energetico che ti permetta di risparmiare sia sulla bolletta dell’energia elettrica che su quella del gas e che ti permetta di “essere produttore” e quindi di autoconsumarti l’energia che ti serve.

E’ fattibile. E’ economicamente sostenibile, anche grazie agli incentivi sia sul fotovoltaico che sul solare termico.lampadina risparmio

E’ stupido non farlo quindi, ti pare?

Leggiti i link con gli approfondimenti specifici o chiedimi come.

Sarò felice di traghettare te e la tua abitazione nel mondo “pulito” delle energie rinnovabili.