TESLA POWERWALL 2: I RISULTATI DI GIUGNO 2018

SIAMO ALLA FINE DI GIUGNO. SEI CURIOSO DI SAPERE CHE GRADO DI INDIPENDENZA ENERGETICA HANNO RAGGIUNTO I MIEI CLIENTI ATTRAVERSO L’UTILIZZO DELL’ENERGIA PRODOTTA DAL LORO IMPIANTO ED ACCUMULATA NEL POWERWALL2 DI TESLA?

Dal mese scorso ho iniziato a pubblicare i risultati (dei miei clienti che hanno dato il consenso  privacy e che al contempo hanno la batteria in funzione da almeno un mese), in modo che chiunque possa rendersi conto dei risultati reali che si possono ottenere (mese per mese) con un sistema di accumulo connesso ad un impianto fotovoltaico. A fine stilerò anche un report annuale inerente i risultati ottenuti da ogni singolo impianto.

Il post di oggi vuole fornire una fotografia di quello che si può ottenere con fotovoltaico ed accumulo. I risultati sono quelli di quasi totale indipendenza energetica ed ovviamente sono facilmente raggiungibili da tutti i clienti anche con impianti più piccoli, grazie all’ampio polmone dato dai 13,2 kWh della batteria Tesla Powerwall2. Per maggiore chiarezza vi riporto anche le grandezze degli impianti connessi a questi accumuli. (nella tabella sotto).  Per sapere se il tuo impianto fotovoltaico ha una grandezza ideale per essere abbinato ad un accumulo così grande ti basta leggere questo articolo e vedere i conteggi ivi riportati.

Nella tabella riepilogativa (immagine a fianco/sotto),  puoi vedere 10 diverse località dove sono installati 10 impianti fotovoltaici con 10 powerwall 2. Ho voluto approfondire l’argomento andando ad indicare anche la potenza nominale di ogni impianto. Andiamo dall’impianto più piccolo da 3,92 kWp a quello più grande da 6 kWp. Nei prossimi mesi inserirò il monitoraggio anche di alcuni impianti più piccoli (3kWp) per vedere fino a che punto si riesce a sfruttare  il powerwall 2 di Tesla (con impianti fotovoltaici standard – tipo 3 kWp).

La tabella riporta anche le percentuali di indipendenza energetica raggiunta. Le percentuali sono tutte compresa tra il 98% ed il 100%.

Per dare ancora maggiori indicazioni ho voluto inserire anche i dati inerenti i kWh che sono stati acquistati dalla rete ed anche quelli che sono stati immessi in rete e che potranno godere dell’incentivo dello scambio sul posto.  Come puoi vedere andiamo da un minimo di 173 kWh immessi in rete per l’impianto più piccolo ad un massimo di 634 kWh per l’impianto più grande.

E questi kWh in più potrebbero tranquillamente essere sfruttati per la mobilità elettrica ad esempio, in modo da poter utilizzare il sole al posto della benzina/gasolio! In questo caso il vantaggio è ancora maggiore, tenendo presente il costo al kWh dell’energia (ed i relativi kWh necessari per X chilometri), confrontata con il costo al litro di benzina/gasolio per fare i medesimi chilometri.confronto batterie tesla

Attenzione, prima che qualcuno si faccia dei conti sbagliati , è evidente che stiamo parlando del mese di giugno e non del mese di dicembre o gennaio. (ed infatti ho deciso di dedicare un post al mese per divulgare questi dati.  Se vuoi sapere quali erano i risultati per il mese di maggio 2018 puoi cliccare qui. Se vuoi invece vedere un esempio di “livello di autosufficienza energetica” raggiungibile nei mesi invernali (gennaio-marzo) puoi leggere questo articolo. 

Se anche tu vuoi seguire la strada dell’indipendenza energetica mi puoi contattare qui. Che tu abbia o meno un impianto ti accompagnerò in un’analisi personalizzata per capire quale intervento sia il migliore per te e per la tua casa. Se invece sei curioso di vedere i risultati dei prossimi mesi nonché tutti gli articoli pubblicati in tema di fotovoltaico e di risparmio energetico ti basta iscriverti alla newsletter gratuita (una al mese) inserendo la tua mail ed il tuo nome in alto a destra nella pagina.

Ciao e buon sole a tutti!

CONTO TERMICO: QUANDO CONVIENE?

Il conto termico. Quando si applica? Quando conviene? A chi conviene? In cosa consiste? Il conto termico è un incentivo statale che permette di avere in breve tempo sul proprio conto corrente una parte dell’importo speso senza aver bisogno di “capacità  fiscale”. Ovviamente come la parola stessa dice riguarda gli “interventi termici”, non è cumulabile con la detrazione fiscale (65%) e non sempre è la scelta più remunerativa.

Hai sentito parlare di conto termico. Ti hanno detto che rientrerai della spesa in 6 mesi invece che in 10 anni e addirittura senza bisogno di avere un reddito (dal quale applicare le detrazioni). Ma dove conviene davvero economicamente il conto termico e su quali interventi si può richiedere?

Traggono maggiore vantaggio gli impianti solari termici di grandi dimensioni (perché l’importo dell’ incentivo è direttamente proporzionale alla metratura del pannello).  Ad esempio, con un impianto di superficie solare superiore ai 100 m² che può asservire  grandi edifici multi familiari o per  il riscaldamento dell’acqua delle piscine o nelle strutture per il settore turistico che fanno largo uso di ACS (acqua calda sanitaria). Nei grandi impianti termici quindi, è possibile avere un grosso incentivo che è maggiore quanto maggiore è la grandezza dell’impianto. Il prezzo di un impianto 6 pannelli ad esempio, non è il doppio di uno da 3 pannelli ma l’incentivo sì..

Le strutture che idealmente possono sfruttare al meglio tecnologia/risparmio/incentivo sono gli alberghi ed i campeggi (strutture stagionali estive) che hanno un consumo elevato di acqua calda sanitaria. Questa domanda elevata di acqua calda sanitaria si sposa molto bene con la disponibilità di energia solare (strutture stagionali estive), determinando condizioni favorevoli per l’applicazione di impianti solari termici e garantendo un ritorno dell’investimento in tempi molto brevi.

Quindi per gli impianti solari termici medio grandi abbiamo:

1)un concreto risparmio in termini di costi di approvvigionamento energetico

2)un interessante incentivo economico che torna in breve tempo

3)un ritorno in termini di immagine. E’ da non sottovalutare infatti la sempre maggiore coscienza ambientale che i fruitori delle strutture portano con sé.  Avere una struttura eticamente sostenibile che utilizza l’energia del sole sia per produrre energia elettrica (vedasi fotovoltaico) che per riscaldare l’acqua per l’utilizzo sanitario significa avere una struttura che contiene i costi ed al contempo che rispetta l’ambiente.

Ma il conto termico non è applicabile solo ai pannelli solari termici. E’ applicabile anche (in diversa misura) alle caldaie, alle pompe di calore, alle stufe ed alle caldaie a pellet/legna. L’incentivo dipende da diverse variabili quali l’efficienza del prodotto installato e la zona (fascia) in cui il prodotto viene installato.

Pertanto non è possibile avere sempre una risposta immediata circa la convenienza o meno di un determinato incentivo. Di sicuro è una soluzione interessante che si può applicare laddove si è esaurita la “capacità fiscale” relativa agli interventi di risparmio energetico (sia per aver raggiunto il monte massimo fiscalmente detraibile, sia perché non si ha più irpef da scaricare). La convenienza è da valutare anche in ordine al costo che ha l’istruzione della pratica del conto termico.

L’incentivo, anche in caso di “macchine” molto performanti non può comunque superare il 65% del totale dei lavori (comprensivo di fornitura installazione ed iva).

Veniamo alle notizie molto interessanti in termini economico/temporali. Fino a 5000 euro il contributo è erogato entro 6 mesi dall’accettazione della pratica da parte del Gse. Per importi superiori ai 5000 euro invece il contributo viene erogato in due tranche di pari importo entro due anni dall’accettazione della pratica da parte del Gse.

Con risparmiobollette.it trovi la consulenza completa. Dall’analisi iniziale al sopralluogo e dall’installazione alla gestione di tutte le pratiche burocratiche per l’ottenimento degli incentivi.

 

BOOM DI VENDITA DEI SISTEMI IBRIDI PER IL RISCALDAMENTO

rotex daikin hpu hybridSono ormai diversi i clienti di risparmiobollette.it che hanno installato un sistema ibrido presso la loro abitazione. In questo articolo ho già evidenziato in modo esauriente le particolarità del sistema ibrido ed i notevoli  vantaggi che porta con sé.

I dati di mercato indicano come gli apparecchi ibridi stiano sempre più prendendo piede riempiendo il “buco” che si è andato creando tra le caldaie tradizionali a condensazione ed i nuovi sistemi in pompa di calore.

E’ vero che oggi vi sono delle pompe di calore (ne recensiremo a breve un tipo molto performante) che garantiscono di sostenere termicamente una casa totalmente elettrica anche con terminali di riscaldamento ad alta temperatura (termosifoni). Ma purtroppo non sempre questa strada è perseguibile soprattuto per problemi di spazio della sala termica (che in molte case non esiste) o per il poco spazio sul tetto da dedicare all’impianto fotovoltaico.

Il “sistema casa” infatti è un delicato equilibrio che va studiato nello specifico. Tanto per capirci, un determinato sistema può essere efficiente per una famiglia ma non per un’altra, anche a parità di cubatura dell’abitazione.

Questi sistemi ibridi pertanto sono ideali per  delle esigenze installative particolari come ad esempio le case “datate” e con sistemi di riscaldamento ad alta temperatura nei quali l’unica soluzione percorribile è la sostituzione della caldaia murale con “qualcosa” di simile e con il medesimo ingombro (ho molti clienti che hanno la caldaia all’interno dei mobili della cucina ad esempio).

Ma veniamo ai risultati ottenuti. I miei clienti che hanno installato un sistema ibrido sono soddisfatti del tipo di prodotto installato. Le medie di risparmio annuo vanno dal 35% delle abitazioni più grandi ad oltre il 55% per gli appartamenti di dimensioni più modeste.

Per tutti questi motivi Il mercato degli apparecchi ibridi per il riscaldamento è ancora di nicchia (rispetto alla caldaia tradizionale), ma sta affrontando una crescita incredibile: +250% negli ultimi 2 anni.

Se dovessi fare un paragone calzante (anche nel nome) utilizzerei quello della mobilità;

MOTORE DIESEL  ———-> CALDAIA A CONDENSAZIONE (Sistema tradizionale). Poco costoso, discretamente affidabile ma poco efficiente e ormai “superato”;

MOTORE IBRIDO BENZINA – ELETTRICO —————>    HYBRID SYSTEM (Sistema ibrido) che commuta il risparmio e l’ecologia della pompa di calore con le “prestazioni” del gas in caso di maggiore convenienza (economica o di performance). Ideale per sostituzione caldaie murali esistenti, non necessita di buffer di accumulo e può essere supportata da un piccolo impianto fotovoltaico;

MOTORE TOTALMENTE ELETTRICO ———–> POMPA DI CALORE PER IMPIANTI AD ALTA TEMPERATURA. Sistema altamente innovativo. Necessita di un intervento più invasivo e di un locale termico più ampio. Ideale per la trasformazione di grossi edifici non raggiunti dal metano (es gasolio). Garantisce il suo massimo risparmio se abbinata ad un impianto fotovoltaico “importante”

Ritengo che scegliere il “motore” della propria abitazione sia un passo importante e delicato e che sia importante affidarsi a persone che conoscono le varie tecnologie, che le hanno installate, seguite e confrontate.

Solo in questo modo è possibile dare dei risultati garantiti nel tempo, sia in termini di efficienza che di costo.

Per una consulenza specifica puoi utilizzare i miei dati di contatto. 

RINNOVABILI IN ITALIA: PROIEZIONE 2015-2030

POSSIBILITA’: 1)ELIMINARE IL CARBONE IN ITALIA ENTRO IL 2025 ! 2)COPRIRE (E SUPERARE) IL 55% DEL FABBISOGNO ELETTRICO ENTRO IL 2030 CON LE RINNOVABILI

E’ quello che potrebbe realizzare l’Italia secondo il report pubblicato da European Climate Foundation . Il report dal titolo “Cleaner, Smarter, Cheaper: Responding to opportunities in Europe’s changing energy system”  approfondisce l’opportunità per l’Italia nel sistema energetico europeo evidenziando la continua e costante evoluzione del settore. In particolare lo studio analizza la possibilità per l’Italia di raggiungere e superare l’obiettivo presente nella SEN (Strategia energetica nazionale) di coprire il 55% del consumo interno di elettricità grazie alle rinnovabili entro il 2030 e l’eliminazione graduale del carbone entro il 2025. Il punto di maggior interesse e che merita di soffermarsi un attimo a pensare è che, secondo il report, l’Italia può eliminare il carbone senza costi aggiuntivi e senza aumentare gli impianti a gas e può coprire il 59% del proprio fabbisogno energetico tramite le rinnovabili.

Alla base di questa transizione vi sono diversi fattori convergenti:

1) significative riduzioni dei costi delle tecnologie rinnovabili e di stoccaggio, che hanno superato le aspettative anche più rosee;

2) progressi inattesi in materia di elettrificazione e di consumatori intelligenti;

3) L’azione globale sui cambiamenti climatici, sta accelerando ulteriormente la diffusione dell’energia pulita e l’innovazione.

fotovoltaico 2030
Il fotovoltaico e l’eolico in Italia tra il 2015 ed il 2030. Scenario base ed opportunità. La differenza è sostanziale

Tecnologia migliore, a prezzi fruibili, utilizzabile su larga scala e consapevolezza che è necessario mettere un freno alla “dolce vita” energetica che il pianeta ha vissuto fino ad oggi, sono due strade convergenti che spingono verso l’alto la produzione da fonti rinnovabili. E per fortuna! (aggiungerei!!!) Raggiungere l’obiettivo del 59% di elettricità da rinnovabili per l’Italia  sarà possibile prima di tutto grazie alla diminuzione del costo della tecnologia fotovoltaica e allo sviluppo dell’efficienza energetica. E questa abbinata sarà di sicuro da traino per altri cambiamenti ed  innovazioni sia nello stile di vita delle persone che nelle abitudini e pertanto nella quotidianità (vedasi ad esempio la mobilità elettrica).

L’analisi ha elaborato 2 possibili scenari al 2030, Baseline e Opportunity. Il primo si basa sullo scenario previsto dal pacchetto sull’Energia Pulita (CEP) proposto dalla Commissione Europea, considerando i costi aggiornati delle rinnovabili; il secondo prevede politiche più ambiziose da parte degli stati membri verso l’attuazione di un’eletrificazione intelligent che considera l’integrazione fra fotovoltaico, mobilità elettrica, processi industriali e pompe di calore. E’ interessante come tra la proiezione “base” e quella che effettivamente si può raggiungere vi sia una sostanziale e cospicua differenza.

ECCO LE CONCLUSIONI DEL REPORT:

1)Il fotovoltaico è la risorsa rinnovabile più importante in Italia.

Esso presenta un enorme potenziale per la generazione di elettricità a zero emissioni e a basso costo (LCOE di 40 €/MWh). Entro il 2030, il fotovoltaico potrebbe raggiungere una capacità installata complessiva di 52 GW, cioè un aumento del 174% rispetto al 2015 (19GW), contribuendo a soddisfare più del 22% della domanda di elettricità in Italia. Inoltre, insieme ad uno sviluppo dell’eolico di 18 GW (cioè un aumento del 100% rispetto ai 9 GW del 2015), nonché delle biomasse e dell’idroelettrico, le energie rinnovabili possono contribuire per il 59% al consumo interno di elettricità. Ciò può essere raggiunto senza costi aggiuntivi ma richiede una revisione degli obiettivi al 55% della SEN per il 2030. Risparmi energetici e cooperazione regionale sono fondamentali per raggiungere l’obiettivo del 59%.

2) l’eliminazione del carbone in Italia è fattibile senza costi aggiuntivi e senza l’installazione di nuovi impianti a gas.

L’aumento della produzione di elettricità da gas può essere soddisfatto completamente attraverso l’aumento della capacità delle centrali a ciclocombinato esistenti, rendendo così superflui nuovi investimenti nel settore, compresi quelli ininfrastrutture come gasdotti e terminali GNL. La domanda di gas rimarrà infatti al di sotto dei livelli odierni di consumo.

3) I consumi intelligenti rappresentano un elemento fondamentale per limitare i picchi di domanda e integrare più fotovoltaico nella rete.

Quindi, servono l’impegno e  la consapevolezza di tutti per implementare un processo (quello del passaggio all’utilizzo delle energie rinnovabili che è già segnato da tempo. Ora la differenza la può fare ognuno di noi, anche nel suo piccolo, consumando meno, consumando meglio e soprattutto auto producendosi l’energia necessaria.

 

OBBIETTIVO UE 2030: 32% DA FONTI RINNOVABILI

E’ stato firmato nei giorni scorsi dai rappresentanti del Consiglio europeo, Parlamento e Commissione, l’accordo che aggiorna il quadro normativo europeo al 2030 per quanto riguarda gli obiettivi dell’UE per le energie rinnovabili, compresi l’autoconsumo e i trasporti.

Il nuovo target fissato al 2030 prevede una quota di energia da fonti green pari ad almeno il 32% del consumo finale lordo dell’Unione (rispetto al 20% del 2020), con una clausola di revisione verso l’alto entro il 2023, perché come vedremo nel prossimo articolo, si può fare di più (come dicevano Morandi Tozzi e Ruggeri ;)) .

Interessante anche il fatto che l’accordo prevede che gli Stati membri dell’UE debbano garantire che i consumatori:
  1. abbiano il diritto di produrre, autonsumare, immagazzinare e vendere l’energia, installare e gestire sistemi di stoccaggio dell’elettricità;
  2. non siano soggetti ad alcuna tassa sull’energia autoconsumata fino al 2026;
  3. ricevano una remunerazione per l’elettricità rinnovabile autoprodotta che immettono nella rete;
  4. si possano unire in  comunità delle energie rinnovabili per integrare l’autoconsumo nella transizione verso un’energia più pulita;

Per quanto riguarda il settore del riscaldamento/raffreddamento l’accordo provvisorio prevede un sotto-obiettivo di un aumento annuo indicativo dell’1,3% delle energie rinnovabili negli impianti di riscaldamento e raffreddamento, calcolato su un periodo di 5 anni a partire dal 2021.

Il prossimo passo sarà l’approvazione sia dei ministri dell’Unione europea che dei deputati al Parlamento europeo. Una volta raggiunto tale obiettivo, la legge entrerà in vigore 20 giorni dopo la data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Gli Stati membri dovranno recepire i nuovi elementi della direttiva nel diritto nazionale entro il 30 giugno 2021.

Ma è possibile fare di più? Si possono raggiungere dei risultati migliori? Sono questi dei doverosi minimi ma che non sono sufficienti alla salvaguardia del nostro ambiente? Analisi, idee e proiezioni le vedremo nel prossimo articolo.

STAY TUNED!

FOTOVOLTAICO E BITCOIN: CRIPTOVALUTA GRATIS DAL SOLE?

bitcoin energia solareIn questo articolo parliamo di un progetto moldavo su grande scala. In realtà già in molti ci hanno pensato, (anche tra i miei clienti), alcuni me lo hanno chiesto ed un paio lo hanno anche realizzato.

Non so se sai cos’è un bitcoin e come si “coltiva” in una “farm”. Se sei curioso basta che cerchi in internet e con un po’ di pazienza capirai cos’è una criptovaluta e perché si può creare in casa come se si avesse un “conio domestico” (in gergo mining).

Il bitcoin in sintesi è un criptovaluta che per essere scambiata ed al contempo generata necessita di un grosso dispendio energetico. Come immagino avrai letto nel link sopra, per generare bitcoin servono macchine (computer dedicati) che ovviamente per funzionare consumano energia elettrica.

Quindi il “limite italiano” di chi vuole creare bitcoin attraverso i propri computer dedicati è il costo energetico di questi super centri di calcolo. Sì perché non solo ci si deve attrezzare con delle apposite macchine che producano o meglio “minino” bitcoin. Si deve anche pensare alla bolletta elettrica di queste macchine decisamente energivore.

Questo tipo di “farm” su larga scala hanno infatti preso piede laddove il costo energetico è molto basso e permette pertanto di avere il massimo profitto (es Europa dell’Est).

Vediamo cosa hanno creato in Moldavia, coniugando Bitcoin ed energia fotovoltaica. Protagonista della svolta green delle valute digitali è Consulcesi Tech, che ha realizzato il più grande impianto fotovoltaico del Paese. Una struttura ecosostenibile al 100% destinata alla “mining farm” più estesa di tutta la Moldavia.

Un esempio di “macchina per minare” i bitcoin

Realizzato nella capitale moldava, presso l’Accademia delle Scienze, grazie all’installazione di oltre tremila pannelli fotovoltaici l’impianto permetterà di risparmiare ogni anno 550 tonnellate di CO2 e 240 Tep (tonnellate equivalenti di petrolio).

Ecco realizzato su grande scala quello che già qualche mio cliente sta facendo su piccola scala in modo domestico sfruttando le ore di massima produzione dell’impianto (mentre i componenti della famiglia sono al lavoro), ed utilizzando anche un sistema di accumulo come “polmone” quando per qualsiasi motivo è in calo la produzione fotovoltaica. 

Energia solare fotovoltaica per la creazione di criptovaluta. E chi ci avrebbe mai pensato, solo 10 anni fa?

OLTRE IL 90% DI INDIPENDENZA ENERGETICA

QUANTI KWH HAI PRELEVATO QUESTO MESE DALLA RETE? CINQUE, DIECI, QUINDICI?! Questi sono i kWh che potresti aver consumato nel mese di maggio 2018 se tu avessi optato per l’installazione di un impianto fotovoltaico con un sistema di accumulo.
4 esempi di risultati ottenuti con impianti fotovoltaici + sistema di accumulo nel mese di maggio 2018

In questi giorni sono molti i clienti che telefonicamente mi hanno espresso gioia e soddisfazione per i risultati di indipendenza energetica che stanno ottenendo dai loro impianti. Allora sono andato a spulciarmi qualche risultato. Purtroppo (non so perché), credo per via dell’ultimo aggiornamento dell’applicazione da parte di Tesla, in questi giorni non riesco a vedere i risultati di tutto l’anno.   Poco male, in questo precedente articolo ho postato le immagini dell’app di Roberto, cliente di Grantorto (Pd) che anche nei mesi invernali ha ottenuto l’80% di autosufficienza energetica dall’Enel.

Quindi oggi voglio dare spazio alla gioia di chi sta ottenendo dei risultati di autosufficienza che fino a l’altro ieri parevano impensabili. 

Sarà mia cura continuare a monitorare i consumi ed i risultati ottenuti dai miei clienti anche con l’aumento dei consumi dovuti alla climatizzazione estiva, ai sistemi di irrigazione, alle pompe della piscina etc…

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CONTROLLI DEL GSE: REVOCA DEGLI INCENTIVI SE IMPIANTO NON CONFORME

Per gli impianti che hanno goduto e godono tutt’ora degli incentivi dei conti energia vigono delle regole ferree. E’ evidente inoltre che, maggiore è la grandezza dell’impianto incentivato maggiore sarà l’incentivo erogato. In passato molti dei grandi impianti sono stati realizzati non per l’autoconsumo ed il risparmio energetico, ma semplicemente come speculazione finanziaria volta al mero guadagno (incentivo).
controlli gse
I controlli del GSE nel 2017 divisi in percentuale in base ai vari conti energia

Ed è per questo che  nel 2017 le attività di verifica e controllo del GSE si sono concentrate su un numero minore di impianti fotovoltaici ma di dimensioni maggiori.

Rispetto al 2016 infatti le verifiche sono scese da 3.553 a 1.674, mentre la potenza degli impianti soggetti a controllo è cresciuta da 818 MW a 1.505 MW. Se nel 2016 la potenza media degli impianti soggetti a verifica era stata di 230 kWp, nel 2017 questo valore è salito a 899 kWp.

Cosa significa questo? Significa semplicemente che le risorse da dedicare ai controlli sono limitate e che pertanto il Gse sta procedendo per gradi andando (per una volta tanto) a controllare prima di tutto gli impianti più grandi e non quelli dei piccoli investitori/risparmiatori. Ma attenzione, i piccoli impianti non sono esenti da controlli e pertanto possono comunque essere sanzionati se non in regola con le normative dettate dai vari conti energia.

Se guardiamo i numeri (vedi grafico a fianco), quasi la metà delle verifiche (il 41,5%) ha riguardato impianti incentivati con il Quarto Conto Energia,  il 33,6%  è il riferimento al Secondo Conto Energia. A seguire il Quinto (13,2%) e il Terzo Conto Energia (8,4%).

Questi dati e queste informazioni sono state diffuse dal GSE nel documento Rapporto delle attività 2017 che è disponibile sul sito del Gse.

Vediamo qualche altro dato sui controlli che sono stati effettuati. Complessivamente nel 2017 si sono conclusi 3.051 procedimenti su impianti fotovoltaici: quelli che hanno avuto esito negativo sono stati 1.171, per un totale di 2.421 violazioni accertate (ci sono stati impianti con più di una irregolarità).

controlli gse 2017
Numero di controlli effettuati, impianti trovati non in regola, violazioni accertate

Ma quali sono i problemi riscontrati dal GSE? E quali le contestazioni?

Come già successo anche negli anni precedenti, il GSE ha riscontrato casi di impiego di moduli fotovoltaici contraffatti o comunque non conformi alla normativa di riferimento, e anche la presentazione di certificati non corretti ai fini del riconoscimento degli incentivi.

E cosa comportano queste violazioni?

Il problema non è di poco conto ed è pertanto importante verificare che sia tutto in regola. Infatti, per queste e per altre violazioni è prevista la decadenza dal diritto agli incentivi e il recupero delle somme erogate. Il GSE provvede infatti al ricalcolo degli incentivi spettanti e adotta le misure necessarie a garantire il recupero delle somme da restituire come ad esempio la richiesta di versamento degli importi, la compensazione con erogazioni successive o con altre partite commerciali, solleciti ad adempiere e, in ultima istanza, recuperi per vie legali.

Complessivamente nel 2017 i recuperi ammontano a circa 358 milioni di euro (erano 162 nel 2016) di cui più della metà derivano dall’area del fotovoltaico. Infatti, i recuperi per difformità rilevate in ordine a impianti fotovoltaici incentivati con il Conto Energia sono stati infatti pari a 195,97 milioni di euro, cioè più del doppio rispetto ai 96,21 milioni del 2016.

Se hai un impianto in conto energia e vuoi stare tranquillo chiedi un controllo da parte di un tecnico specializzato (scrivimi e te lo trovo io). In alcuni casi è inoltre conveniente utilizzare la pratica del revamping prendendo i classici due piccioni con una fava: si regolarizza l’impianto e si aumentano efficienza e rendimento.

FOTOVOLTAICO E PAESAGGISTICA: IL TAR A FAVORE DEGLI IMPIANTI

Ci sono zone soggette al vincolo paesaggistico che hanno delle limitazioni per l’installazione di impianti fotovoltaici. Ma questi vincoli sono realmente a tutela del “paesaggio” o stiamo parlando di mera burocrazia?
Posso condividere l’esigenza di preservare immobili dal valore storico la cui bellezza ed il cui valore potrebbe non sposarsi appieno con le nuove tecnologie. (Anche se poi penso a “cattedrali moderne” all’interno di contesti storici e mi chiedo chi come e perché possa decidere a favore o meno di uno o un altro intervento). Quello che non posso condividere è che si estendano dei vincoli generici anche a delle tipologie di installazioni che nulla hanno di impattante. Soprattutto se inserite in territori dove ben altri sono i problemi paesaggistici. (fabbriche, capannoni dismessi, edifici pericolanti).

Questo anche alla luce del fatto che il legislatore incoraggia l’installazione di impianti fotovoltaici con una serie di incentivi diretti ed indiretti. Pertanto a rigor di logica, non dovrebbero esserci ostacoli alla realizzazione di impianti solari (intesi sia come pannelli fotovoltaici che come pannelli termici), in presenza di condizioni favorevoli da un punto di vista energetico ed economico. Invece, come tutti gli addetti al settore ben sanno, le barriere non mancano ed una delle più importanti e difficili da superare è rappresentata dalla tutela del paesaggio (cosiddetta pratica paesaggistica). Ecco che spesso, questo vincolo, finisce per essere in contrapposizione con l’obiettivo della promozione delle energie rinnovabili.pratica paesaggistica

Già in passato mi ero occupato delle prime facilitazioni in questo ambito con un articolo (ottobre 2016) nel quale si evinceva che l’ente preposto non poteva dare un diniego secco ed immotivato alla richiesta di installazione di un impianto per il risparmio energetico. 

Un altro passo in questa direzione è confermato da una recente sentenza del TAR della Lombardia, (496/2018) che contiene utili chiarimenti sull’installazione di pannelli fotovoltaici in aree sottoposte a vincolo. Tutto nasce dal ricorso delle proprietarie di un fabbricato che si trova a Maccagno con Pino e Veddasca (VA), zona sottoposta a vincolo paesaggistico, che avevano richiesto l’autorizzazione per la sostituzione della vecchia tettoia in luogo di una nuova, munita di pannelli fotovoltaici. La Soprintendenza aveva dato parere positivo all’avvio dei lavori, vietando però la posa dei pannelli, facendo quindi scattare il ricorso al TAR. La successiva sentenza dà sostanzialmente ragione alle proprietarie e fa piazza pulita di molte interpretazioni ostili al fotovoltaico: la terza sezione del Tar Lombardia evidenzia infatti come “la presenza di impianti fotovoltaici sulla sommità degli edifici – pur innovando la tipologia e morfologia della copertura – non è più percepita come fattore di disturbo visivo, bensì come un’evoluzione dello stile costruttivo accettata dall’ordinamento e dalla sensibilità collettiva (come aveva peraltro già stabilito il Tar del Veneto nel 2013)”

Il consiglio come sempre è quello di affidarsi a chi conosce la materia ed installa quotidianamente impianti. Conoscere il territorio, le diverse “particolarità comunali” nonché le vie corrette per portare in porto un progetto dalla fase di progettazione a quella di rendicontazione contabile (es: detrazione nel caso del fotovoltaico) è fondamentale e per nulla scontato. Affidati ai professionisti e non agli improvvisati!

 

RIMOZIONE AMIANTO: CONTRIBUTO DEL 65% A FONDO PERDUTO

MAGGIO 2018 !!! Questo post è rivolto alle aziende. E’ rivolto in particolare agli imprenditori che vogliono smaltire il tetto del proprio capannone (piccolo o grande che sia), per sostituire l’amianto  con un tetto nuovo (e con l’occasione approfittarne per metterci il fotovoltaico). Quindi, se hai  il tetto in amianto e se vuoi/devi sostituirlo sei nel posto giusto al momento giusto. Ma fai veloce perché le domande vanno presentate entro il 31 maggio 2018.

Infatti fino alle ore 18 del 31 maggio 2018 è possibile presentare la domanda per il bando Inail Isi 2017. Il bando permette di ricevere un contributo del 65% a fondo perduto su interventi in tema di sicurezza aziendale.

1)Quali sono i progetti finanziati dal bando?

I progetti finanziati sono ricompresi in 5 Assi principali:

Asse 1: Progetti di Investimento in macchinari e Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale

Asse 2: Progetti per la riduzione del rischio di movimentazione manuale dei carichi

Asse 3: Progetti di Bonifica Amianto con successiva ricopertura

Asse 4: Progetti per micro e piccole imprese operanti nei settori del Legno e dei Materiali Ceramici

Asse 5: Progetti per micro e piccole imprese nel settore agricolo, suddiviso in:
– Asse 5.1: imprese agricole in generale
– Asse 5.2: per i giovani agricoltori (fino ai 40 anni di età).

2)Quali requisiti deve avere la tua Azienda per potervi partecipare?

A)La tua azienda, anche individuale, deve essere iscritta al Registro delle imprese o all’Albo di quelle artigiane.

B)La tua azienda non deve essere in stato di scioglimento o liquidazione volontaria né sottoposta a procedure concorsuali, quali fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo, amministrazione controllata o straordinaria.

C)Devi essere in regola con gli obblighi assicurativi e contributivi che puoi trovare nel Documento unico di regolarità contributiva (DURC).

D)Non devi aver ottenuto contributi precedenti da:
– Bandi Isi Inail 2014, 2105, 2016;
– Bando FIPIT 2014 se hai un’azienda che opera nei settori agricoli, edili, dell’estrazione e della lavorazione di materiali lapidei;
– Bando Isi Agricoltura 2016.

E)Non devi aver chiesto ed ottenuto altri contributi per la stessa tipologia di progetto che andrai a presentare.

F)Se operi nella produzione agricola primaria oltre ai requisiti sopra citati, non devi essere destinatario di un ordine di recupero pendente e non essere “un’impresa in difficoltà” come definita nell’articolo 2 del Regolamento (UE) 702/2014.

G)Come titolare o legale rappresentante delle tua impresa non devi avere condanne con sentenza passata in giudicato per i delitti di omicidio colposo o di lesioni personali colpose.

3)Quali sono le spese ammesse?

1)quelle direttamente necessarie alla realizzazione del tuo progetto.

2)quelle accessorie ma utili e indispensabili per completare il tuo progetto

3)le eventuali spese tecniche.

4)Qual è l’ammontare del finanziamento del bando e come è suddiviso?

Per il Veneto lo stanziamento complessivo è di 21.726.473,00 Euro. Per il tuo progetto potrai ottenere un finanziamento che coprirà il 65% delle spese.

Il valore massimo del contributo è di 130.000 Euro.Il valore minimo del contributo è di 5.000 Euro. Il finanziamento totale è poi così suddiviso:

Asse 1: 8.211.173,00 Euro
Asse 2: 2.540.586,00 Euro
Asse 3: 4.926.704,00 Euro
Asse 4: 729.106,00 Euro
Asse 5: 5.308.904,00 Euro suddiviso a sua volta nei due sotto assi:
– Asse 5.1: 4.789.471,00 Euro
– Asse 5.2: 519.433,00 Euro

Nota bene: Se il tuo progetto prevede una spesa di investimento pari o superiore a 30.000 euro puoi richiedere all’INAIL un anticipo pari al 50%.

5)Come faccio a presentare la domanda e la successiva rendicontazione?

La presentazione della domanda avviene per via telematica attraverso il sito dell’Inail e la tua Pec aziendale, dove l’Inail invierà tutte le comunicazioni.

Tutto l’iter consiste in 4 fasi successive, ossia: A) accesso alla procedura online e compilazione della domanda nel sito dell’Inail B) invio della domanda online C) conferma della domanda online e della documentazione a suo completamento 4) Chiusura del progetto e rendicontazione finale.

6)Quali sono le scadenze?

Le principali scadenza delle quali dovrai tenere conto sono: a) 31 maggio 2018: data di chiusura della procedura informatica. b)7 giugno 2018: acquisizione del codice identificativo per l’inoltro online (click day) e comunicazione della data del click day.

7)Quali sono i documenti richiesti?

Come per tutti i bandi pubblici la procedura è piuttosto complessa. Tutti i giorni sento imprenditori che spesso il solo pensiero della burocrazia lasciano direttamente perdere perdendo delle grosse opportunità. E quindi quale può essere la soluzione? Trovare qualcuno che presenti per te tutta la pratica e che  ti chieda un contributo per tutto il lavoro fatto solo a risultato ottenuto.

8)Cos’è il click day e perché si chiama così?

Il Click Day (così viene chiamato dagli addetti ai lavori)  è il giorno in cui tutte le ditte interessate inseriscono il codice identificativo assegnato dall’Inail affinché possano essere ammesse al contributo. Il tutto avviene in una fascia oraria ben precisa (solitamente dalle 16 alle 16.30).

Chi inserisce più velocemente il codice nel portale dell’Inail vince! Per fare questo  non dovrai preoccuparti, visto che sarà un team dedicato a svolgere questa operazione per te. Quando il codice è inserito, il sistema notificherà la presa in carico. Inoltre anche se non rientri negli ammessi al contributo, e la tua azienda risulta essere una delle prime escluse, se un’impresa ammessa non invia la la documentazione a completamento, o rinuncia per altri motivi, perde l’opportunità di ricevere il contributo. II fondi liberati saranno redistribuiti proprio tra le prime aziende escluse.

Riassumendo, quali sono i vantaggi per la tua azienda? :1) Puoi ottenere fino al 65% delle spese per il tuo progetto. 2)Non dovrai pensare alla burocrazia e alle pratiche necessarie in quanto ci penseranno i tecnici dedicati a seguire la tua pratica

PS: diffida  da chi ti promette un passaggio sicuro al 100% del progetto. Questo è falso perché non è materialmente possibile. Sai invece cosa è possibile?

E’ possibile fare un sopralluogo per la tua azienda. E’ possibile redigere un preventivo d’intervento specifico, strutturato sulle tue esigenze, prevedendo le migliori tecniche e materiali disponibili sul mercato. E’ possibile con l’occasione prevedere un impianto fotovoltaico da integrare nel tetto al fine di ottimizzare i lavori e ridurre anche i consumi energetici della tua attività. E’ possibile decidere di iniziare questo lavoro e di legare contrattualmente il proseguo dei lavori all’ottenimento del bando. Hai capito bene. Se non ottiene il bando il lavoro (sopralluogo, preventivo, preparazione della pratica e presentazione della stessa, è gratis). Perché questo? Perché vogliamo farti stare tranquillo e vogliamo farti capire che ci piace lavorare con il sistema “soddisfatto al 100%

Vuoi ulteriori informazioni ed un sopralluogo gratuito per presentarti questa opportunità? Questi sono i miei contatti. Scrivimi una mail qui