TESLA POWERWALL2: I RENDIMENTI DI SETTEMBRE 2018

97,89% di autosufficienza energetica. Questa è la media realizzata da 19 impianti con accumulo installati in zone diverse del nord Italia (Veneto-Lombardia- Emilia Romagna- Piemonte)

Questo mese gli impianti monitorati sono 19 (tutti miei clienti ovviamente). Come da previsione (agosto 2018), i rendimenti degli impianti sono ancora molto alti, anche in caso di “accoppiamento” del sistema di accumulo con un impianto fotovoltaico di modeste dimensioni. Da un lato le più miti temperature settembrine hanno permesso di utilizzare meno gli impianti di climatizzazione e pertanto di diminuire i consumi. Dall’altro, il sole settembrino è ancora piuttosto alto nel cielo e ci permette di produrre energia elettrica in abbondanza.

Se vuoi fare un confronto tra i rendimenti del mese di settembre ed i mesi precedenti,  puoi leggere i dati del mese di maggiogiugno, luglio ed agosto (2018)

Dell’analisi di settembre vi segnalo alcune cose.

1)Ho corretto per difetto il risultato dell’impianto n. 14 che dava come risultato (vedi foto) 100%. E’ un arrotondamento che viene fatto dal sistema di monitoraggio sopra il 99,5. Pertanto essendoci stato un minimo consumo (1,8 kWh) ho preferito mettere 99%.

2)Tutti gli impianti fotovoltaici anche per il mese di settembre hanno prodotto molto più dell’utilizzato e pertanto sono riusciti a riempire in modo continuativo il powerwall2 di Tesla.

3)E’ sempre buona norma (soprattutto per i prossimi mesi dove gli impianti produrranno ogni giorno meno kWh) auto/consumare il più possibile di giorno e diminuire i consumi serali (ovviamente è un’indicazione per un utilizzo sempre migliore). Questo permette di avere un’autonomia elevata anche nei giorni di maltempo laddove l’impianto ha una produzione limitata. Nei casi in cui questo non è possibile il sistema di accumulo ha provveduto sopperendo al mancato consumo diurno e coprendo grosse fette di consumo serale (es soprattutto impianti n. 2-14-18).  Con un sistema di accumulo di capacità più limitata sicuramente questo sarebbe stato molto difficile.

4)Gli unici impianti che hanno acquistato più energia della media (5-17) sono impianti sottodimensionati rispetto al consumo del nucleo famigliare. In entrambi i casi si tratta di impianti incentivati (con 8/10 anni di vita) che hanno ricoperto tutta la superficie di tetto utile disponibile.

Quindi, in conclusione, il sistema di accumulo Powerwall2 di Tesla anche per il mese di settembre 2018 rileva sui 19 impianti monitorati una media di autosufficienza energetica del 97,89%.
Questi dati sono impressionanti !

E’ plausibile attendersi che queste percentuali andranno calando nei prossimi mesi per via della minor produzione degli impianti (meno ore di luce, più giornate incerte, nebbie, smog cittadino). Intanto continuerò a tenere monitorata la situazione ed a produrre mensilmente quest’analisi.

Se vuoi un preventivo per un sistema di accumulo (con o senza impianto fotovoltaico) mi puoi scrivere o chiamare a questi contatti. Se invece vuoi essere sicuro di non perderti tutti le novità del settore e le analisi mensili iscriviti in alto a destra nell’apposita stringa. Basta mettere nome e mail (riceverai conferma via mail).

Sei curioso di sapere quali e quante consulenze faccio? Nessun segreto, qui puoi vedere le fotografie degli impianti realizzati da gennaio 2017 ad oggi.

E per caso vuoi sapere se i miei clienti sono soddisfatti del lavoro fatto e dei risultati di risparmio concreti che si possono ottenere, ti invito a guardare le video testimonianze dei miei clienti che hanno deciso di metterci la faccia ed il nome e cognome. 

Buona produzione di energia pulita (e gratuita) a tutti !

ACCUMULO FOTOVOLTAICO: HAI ANCORA DUBBI SULLA DETRAZIONE FISCALE ?

Il messaggio potrebbe risultare ridondante.  Eppure, poiché anche di recente mi hanno fatto questa domanda, colgo l’occasione per pubblicare un brevissimo articolo dove si RIBADISCE CHE IL SISTEMA DI ACCUMULO PER FOTOVOLTAICO E’ DETRAIBILE AL 50%. 
Ne ho già parlato in questo articolo (maggio 2017). Ed anche in questo (maggio 2018).

Ma, poiché repetita iuvant, (soprattutto per i commercialisti ;)) vediamo l’ulteriore conferma. L’installazione di un sistema di storage può beneficiare della detrazione fiscale del 50% solo se abbinata al fotovoltaico e solo se finalizzata a migliorarne le potenzialità. È quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate in risposta all’istanza di un contribuente che chiedeva la possibilità di detrarre le spese sostenute per l’acquisto e il montaggio di un sistema di accumulo installato in abbinamento ad un impianto fotovoltaico preesistente.

L’Agenzia precisa che lo storage “non può ritenersi di per sé un intervento finalizzato a conseguire il risparmio energetico”. Per questo motivo, l’agevolazione fiscale del 50% è prevista solo nel caso in cui “l’installazione del sistema di accumulo sia contestuale o successiva a quella dell’impianto fotovoltaico configurandosi, in dette ipotesi, come un elemento funzionalmente collegato allo stesso ed in grado di migliorarne le potenzialità”.

L’Agenzia ricorda infine che il limite di spesa ammesso alla detrazione, pari a euro 96.000, è da intendersi comprensivo sia dell’impianto fotovoltaico sia del sistema di accumulo.

Quindi il testo completo in modo che non vi siano dubbi in merito:

Risposta n. 8 del, 19 settembre 2018

Interpello Articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n.212. Detrazione d’imposta prevista per gli interventi finalizzati al risparmio energetico di cui all’art. 16-bis, comma1, lett. h) del TUIR per spese sostenute per l’acquisto e il montaggio di un sistema di accumulo collegato ad un impianto fotovoltaico

QUESITO: L’istante rappresenta di aver sostenuto spese nel corso del 2017, per l’acquisto ed il montaggio di un sistema di accumulo collegato ad un impianto fotovoltaico, precedentemente installato presso la propria abitazione per il quale non ha mai fruito della prevista detrazione IRPEF. Precisa che il sistema di accumulo non ha fruito di alcuna agevolazione è installato ad uso personale e l’energia accumulata non verrà commercializzata. Ciò posto, chiede di poter usufruire della detrazione d’imposta prevista per gli interventi finalizzati al risparmio energetico di cui all’art. 16-bis, comma 1, lett. h), del TUIR, in relazione alle spese sostenute per l’acquisto e il montaggio di tale sistema di accumulo.

SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE L’istante ritiene di aver diritto alla detrazione in esame in relazione alle spese sostenute per l’acquisto e il montaggio del sistema di accumulo.

PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE: L’art. 16-bis del DPR 22 dicembre 1986, n. 917, recante il Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), prevede che “dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 36 per cento delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi”. Il decreto legge n. 83 del 2012 ha elevato la misura della detrazione dal 36 per cento al 50 per cento nonché dell’ammontare delle spese ammissibili alla detrazione, il cui limite è di euro 96.000 in luogo di euro 48.000 per le spese sostenute dal 26 giugno 2012. Questi maggiori benefici sono stati più volte prorogati fino, da ultimo, al 31 dicembre 2018 (art. 1, comma 3, lettera b), n. 1), della legge 27 dicembre 2017, n. 205). Tra gli interventi agevolabili, in particolare, la lettera h) del citato art. 16-bis) del TUIR comprende quelli “relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia” prevedendo che tali opere possono essere realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamente dette acquisendo un’idonea documentazione attestante il conseguimento di“risparmi energetici” in applicazione della normativa vigente. Al riguardo, la circolare del 27 aprile 2018, n. 7 (nel confermare i chiarimenti forniti dalla risoluzione del 2 aprile 2013, n. 22), ha ribadito che danno diritto al beneficio di cui trattasi anche le spese sostenute per l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, in quanto basato sull’impiego della fonte solare e, quindi, sull’impiego di fonti rinnovabili di energia. Per usufruire della detrazione è comunque necessario che l’impianto sia installato per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione (cioè per usi domestici, di illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, ecc.) e, quindi, che lo stesso sia posto direttamente a servizio dell’abitazione. Peraltro, il medesimo documento di prassi nell’evidenziare che la detrazione in esame non è cumulabile con le tariffe incentivanti ha, altresì, specificato che, alle condizioni sopra richiamate, la detrazione è cumulabile con il meccanismo dello scambio sul posto e del ritiro dedicato e che è, comunque, esclusa ove la cessione dell’energia prodotta in eccesso configuri esercizio di attività commerciale (come, ad esempio, nell’ipotesi di impianto con potenza superiore a 20 kw e di impianto con potenza non superiore a 20 kw che non sia posto a servizio dell’abitazione). Tanto premesso, con specifico riferimento alla fattispecie rappresentata, l’istante, che ha già installato un impianto fotovoltaico sulla sua abitazione senza beneficiare della detrazione di cui si discute, chiede di sapere se può portare in detrazione le spese sostenute per l’acquisto e montaggio di un sistema di accumulo. Al riguardo, in linea generale, un sistema di accumulo ha la funzione di immagazzinare l’energia prodotta in esubero dall’impianto fotovoltaico e di rilasciarla nei momento in cui lo stesso impianto non riesce a sopperire alle esigenze energetiche dell’abitazione (come, ad esempio, durante al notte oppure nei casi in cui il consumo è maggiore rispetto alla produzione da impianto fotovoltaico) consentendo di aumentare la capacità di autoconsumo dell’impianto fotovoltaico con benefici di tipo economico (evitare il riacquisto dalla rete di energia precedentemente venduta) ed energetico (ridurre le dispersioni collegate alla trasmissione di energia). Relativamente a tale ultimo aspetto, in base a precisazioni rese dal Ministero dello sviluppo economico, l’installazione di un sistema di accumulo non può ritenersi di per sé un intervento finalizzato a conseguire un risparmio energetico. Tuttavia, come chiarito espressamente dalla circolare del 27 aprile 2018, n. 7, la riconducibilità del suddetto intervento alla lettera h) del comma 1 dell’articolo 16-bis del TUIR è consentita esclusivamente nel caso in cui l’installazione del sistema di accumulo sia contestuale o successiva a quella dell’impianto fotovoltaico configurandosi, in dette ipotesi, come un elemento funzionalmente collegato allo stesso ed in grado di migliorarne le potenzialità. In ogni caso il limite di spesa ammesso alla detrazione (attualmente pari a euro 96.000) rimane unico e riguarda sia l’impianto fotovoltaico che il sistema di accumulo. Resta fermo che, ai fini della fruizione della detrazione in esame, l’istante dovrà rispettare tutti i requisiti e le condizioni previste dalla normativa di riferimento.

firmato IL DIRETTORE CENTRALE (Agenzia delle Entrate)

INARRESTABILE ! AUMENTO DELLE BOLLETTE DA OTTOBRE

Ormai ho perso il conto di quanti articoli su questo argomento ho scritto. Ti “linko” solo l’ultimo (al cui interno  ci sono anche gli altri articoli sul medesimo argomento) e copincollo l’articolo tratto dal sito www.tg24.sky.it e ripreso da molte testate e blog del settore.

Qui c’è poco da fare e da attendere. L’unico modo per non essere dipendenti da questi aumenti è migliorare l’efficienza della propria casa ed autoprodursi corrente elettrica. Se non credi sia possibile guarda chi lo ha già fatto ed adesso sorride quando riceve le sue bollette energetiche! 

A partire dall’1 ottobre l’Arera, l’Autorità per l’energia, ha stabilito per l’elettricità un aumento del 7,6% (LA NOTA) e per il gas un rincaro del 6,1% (LA NOTA). Una decisione dettata da diversi fattori, tra cui i prezzi in salita di gas e carbone, l’impennata delle quotazioni dei permessi di emissione della Co2 e lo stop delle centrali nucleari in Francia.

Le spese per le famiglie

In base agli aumenti stabiliti dall’Arera, per una famiglia media si tratta di un aumento di 32 euro sul cosiddetto “anno scorrevole” (1 gennaio-31 dicembre 2018) per la bolletta dell’elettricità e di 61 euro per quella del metano. Vale a dire che la spesa media del 2018 sarà pari a 552 euro a famiglia per la luce e 1.096 euro per il gas.

Attenzione perché queste sono delle medie! Prova a vedere se tu spendi così poco sia di luce che di gas. Perché ogni giorno vedo cifre decisamente superiori! 

Perché luce e gas aumentano?

La decisione, ha spiegato l’Arera, è stata determinata dalla “eccezionale situazione di tensione nei mercati energetici in Europa”. In particolare, pesano le “sostenute” quotazioni internazionali delle materie prime energetiche: il gas risulta più caro del 13% e il carbone del 12%, ma c’è da considerare anche l’aumento dei prezzi del gas trasportato via mare (GNL) sui mercati asiatici, che limita in prospettiva l’offerta di gas naturale disponibile per l’Europa. Effetti negativi derivano anche dalla crescita “senza precedenti” del prezzo dei permessi di emissione di anidride carbonica (CO2, +29% negli ultimi tre mesi rispetto al trimestre precedente) e dall’incertezza legata allo stop totale o parziale di 22 reattori nucleari su 58 in Francia. Una “tempesta” energetica che ha portato a un aumento del prezzo della borsa elettrica del 29%.

Arera: abbiamo fatto scudo il più possibile

Tuttavia gli aumenti, già consistenti e in linea con quelli scattati a luglio (+6,5% luce e +8,2% gas), avrebbero potuto essere ben più consistenti se l’Arera non avesse deciso di rinnovare il blocco degli oneri generali di sistema (voci come il sostegno alle rinnovabili e i costi per lo smantellamento delle centrali nucleari), già fermati nel precedente aggiornamento. L’Autorità, insomma, ha utilizzato “nella misura massima possibile la sua azione di ‘scudo'” contro l’impennata delle quotazioni delle materie prime, rinnovando una misura che, nel totale dei due trimestri, vale circa 1 miliardo di euro. Una somma non indifferente, che però, prima o poi, andrà in tutto o in parte recuperata.

L’allarme e i calcoli delle associazioni dei consumatori

Preoccupazione e calcoli differenti da quelli di Arera arrivano dalle associazioni dei consumatori. L’Unione nazionale consumatori, che parla di “stangata” e invece di prendere in considerazione l’anno “scorrevole” si concentra sugli ultimi 12 mesi: l’aumento totale sarebbe così pari a 109 euro (42 per la luce e 67 per il gas). Il Codacons, invece, fa la somma degli ultimi due trimestri e avverte che il rincaro totale è del 13,6% per il gas e dell’11,4% per la luce. Federconsumatori, infine, considera “sempre più urgente una riforma degli oneri di sistema”.

La possibilità di risparmiare c’è. La possibilità di realizzare l’intervento a costo zero sfruttando il risparmio energetico e la detrazione fiscale anche… Ma cosa stai aspettando?
Questi i miei contatti per una consulenza gratuita.

TESLA POWERWALL2: I RENDIMENTI DI AGOSTO 2018

Come promesso eccoci all’appuntamento mensile con il riepilogo dei rendimenti dei 18 sistemi fotovoltaici monitorati. Per quanto concerne il mese di agosto 2018, l’autosufficienza degli impianti monitorati è compresa tra l’84% ed il 99%. Da una prima analisi si evince come comincino i primi discostamenti di rendimento dovuti a diversi fattori (analizzati punto per punto in questo articolo).
rendimento powerwall2
Le percentuali di autoconsumo di 18 impianti fotovoltaici con 18 sistemi di accumulo Tesla Powerwall2

1)la diversa grandezza dell’impianto fotovoltaico abbinato alla batteria. In alcuni casi l’impianto fotovoltaico non è in grado di coprire il fabbisogno energetico della casa sulla quale è installato (impianti n.6 e n.16). Nei casi specifici analizzati si tratta di 2 impianti fotovoltaici che sono sottodimensionati rispetto ai consumi. Il sottodimensionamento dipende dalla mancanza di spazio in falda per un ulteriore numero di pannelli per avere maggior produzione. Sono i casi nei quali (vedasi documento con i dati aggregati), i kWh immessi in rete ovviamente sono pochi (ed al contempo viene sfruttata meno la batteria) e sono invece molti i kWh consumati.

2)il diverso fabbisogno energetico degli utenti. A parità di grandezza d’impianto e di zona geografica possiamo avere anche risultati molto diversi tra loro. Questo dipende anche dal diverso fabbisogno energetico richiesto dalle famiglie che utilizzano l’impianto fotovoltaico. Una famiglia  numerosa o con una casa molto grande, magari con una piscina avrà un consumo molto maggiore rispetto ad un single che vive la casa in modo molto diverso. Questa differenza sarà direttamente proporzionale alla diminuzione di ore di luce (autunno/inverno) ed inoltre dipenderà anche dai diversi sistemi di riscaldamento che hanno le abitazioni monitorate (Una casa totalmente elettrica avrà sicuramente nei mesi invernali dei consumi molto più alti rispetto ad una casa con un sistema ibrido o con la caldaia a gas). Questo tema lo andremo a trattare nei prossimi mesi, esaminando e confrontando impianto per impianto. Lo ribadisco ancora una volta. Ogni casa ed ogni famiglia necessita di una consulenza personalizzata. Solo potendo proporre diversi prodotti e diverse soluzioni installative si possono ottenere i massimi benefici. Non esiste un solo tipo di impianto fotovoltaico e non esiste un solo progetto che si può replicare su ogni casa. Il progetto personalizzato che realizzo serve proprio ad ottenere il massimo risparmio (e quindi il rientro più veloce dell’investimento). Vedi ad esempio cosa dicono degli impianti realizzati alcuni miei clienti che hanno deciso di “raccontare la loro storia…”

resa powerwall2 tesla
I dati (del mese di agosto 2018) di produzione, consumo, autoconsumo ed autosufficienza energetica di 18 diversi impianti fotovoltaici (con batteria d’accumulo Tesla Powerwall2), installati in diverse zone del nord Italia.

3)l’eta dell’impianto fotovoltaico. Alcuni degli impianti monitorati sono impianti (magari incentivati), che hanno 10 anni di vita e che pertanto sono stati realizzati con dei materiali/tecnologie qualitativamente inferiori o che hanno comunque subito già l’usura del tempo rispetto ovviamente agli impianti nuovi installati assieme alla batteria. Le garanzie di resa sui prodotti installati dieci anni fa erano meno della metà rispetto a quelle attuali e pertanto i pannelli di “prima generazione” avranno di sicuro una obsolescenza più rapida rispetto a quelli disponibili oggi.

Sarà interessante vedere come il cambiamento della stagione andrà ad influire sui rendimenti dell’abbinata fotovoltaico ed accumulo. Perché se da una parte prevedo (ovviamente) un fisiologico abbassamento dei rendimenti dell’impianto fotovoltaico (per vedere l’andamento annuo di un impianto fotovoltaico è possibile leggere questo articolo), dall’altra dovremmo avere anche una brusca riduzione dell’utilizzo della climatizzazione e quindi una diminuzione dei consumi (periodo autunnale dove ancora non si utilizza il riscaldamento).

Quindi, in attesa di vedere il prossimo report, iscriviti alla newsletter mensile gratuita per non perdere sia i report che gli articoli con tutte le novità del settore. Se  trovi l’argomento interessante puoi lasciare un commento qui sotto. Se invece vuoi installare un impianto fotovoltaico (con o senza accumulo), questi sono i miei dati di contatto per una consulenza gratuita.  E non dimenticarti di andare a vedere/sentire quali risultati abbiamo raggiunto con i nostri clienti. 

FOTOVOLTAICO E PRATICA ENEA: DA SETTEMBRE 2018 L’INVIO

DICHIARAZIONE ENEA ANCHE PER IL FOTOVOLTAICO. QUALCHE INFO (NON DEFINITIVA) IN PIU’…

Come precedentemente scritto, dal 1 gennaio 2018 è obbligatoria la presentazione della pratica Enea anche per gli impianti fotovoltaici (installati post 1 gennaio 2018). Purtroppo, i dati che è obbligatorio fornire non sono ancora stati esplicitati. L’Enea ha dichiarato che verranno resi noti appena il portale sarà attivo, cioè a partire da settembre.

QUALI DATI ANDRANNO COMUNICATI?

fotovoltaico 2018 eneaQuello che è certo è che dovranno essere indicati i dati utili ai fini del calcolo del risparmio energetico ottenuto eseguendo i lavori di ristrutturazione. Nel caso del fotovoltaico, quindi, potrebbero essere richieste specifiche sull’impianto (potenza, numero di pannelli installati) e una copia aggiornata dell’attestato di prestazione energetica dell’edificio.

PERCHE’ TALE COMUNICAZIONE?

La richiesta della comunicazione all’Enea deriva dal fatto che, oltre al risparmio immediato in bolletta, l’installazione dei pannelli fotovoltaici contribuisce a migliorare l’efficienza energetica della tua abitazione e ne aumenta il valore. 

Inoltre, l’obbiettivo di tale misura è quello di migliorare il monitoraggio analitico degli effetti ottenuti con le opere realizzare e tener traccia del risparmio energetico realmente conseguito. E tutto ciò è utile per capire quali sono gli interventi che permettono di conseguire la massima efficienza, al fine di indirizzare gli investimenti e le agevolazioni verso i lavori che consentono alle famiglie un maggior risparmio.

CHI DEVE FARLA?

Se hai installato i pannelli fotovoltaici e/o un sistema di accumulo elettrico (o batteria) tra gennaio e agosto 2018 sei  obbligato a effettuare la procedura telematica. L’attivazione del sito per la comunicazione all’Enea ha, infatti, effetto retroattivo.

Chi ha realizzato interventi di ristrutturazione casa nel corso del 2018, prima della messa online del sito, ha 90 giorni per adeguarsi. A partire da settembre, ci saranno 3 mesi di tempo (salvo proroghe), per provvedere alla compilazione dei moduli e all’invio della documentazione, per riuscire a ottenere i benefici fiscali e non venire lasciato fuori.

DA QUANDO SI PUO’ PROCEDERE?

news fotovoltaico 2018L’ENEA è intervenuta con un proprio comunicato stampa chiarendo che “il nuovo sito ENEA “http://finanziaria2018.enea.it”, per trasmettere i dati relativi agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici conclusi a partire dal 1° gennaio 2018 sarà attivato dopo la pubblicazione dei decreti con le nuove disposizioni tecniche e procedurali attuative della legge di Bilancio 2018. L’eventuale deroga rispetto alla scadenza di 90 giorni dalla data di chiusura dei lavori per l’invio verrà comunicata non appena possibile”. Conseguentemente si dovranno attendere gli opportuni decreti attuativi, con le specifiche operative, allo scopo di poter adempiere alle nuove disposizioni contenute nella Legge di Bilancio 2018.

Per essere costantemente aggiornato su tutte le novità in ambito risparmio energetico, sia in ambito tecnico che pratico, iscriviti alla newsletter mensile gratuita di www.risparmiobollette.it inserendo il tuo nome e la tua mail nell’apposito spazio in alto a destra del sito.

BANDO ACCUMULO LOMBARDIA 2017: ULTERIORI RISORSE

Questo messaggio vuole essere un’informazione per tutti coloro che hanno presentato la richiesta di contributo e non sono entrati in graduatoria per il bando accumulo 2018 della Regione Lombardia.

Questo post vuole essere semplicemente un messaggio informativo/divulgatorio della notizia, poiché come già precedentemente riportato, tutti coloro che si sono rivolti a risparmiobollette.it per la realizzazione del loro sistema di accumulo hanno ottenuto il 100% (il massimo) dell’importo disponibile.

bando accumulo lombardiaLa Regione Lombardia, con la Delibera di Giunta Regionale n. XI/459 del 2 agosto 2018, ha stabilito di incrementare la dotazione finanziaria del «Bando Accumulo 2017», per la concessione di contributi a fondo perduto per la diffusione dei sistemi di accumulo di energia elettrica da impianti fotovoltaici, per un importo pari a  € 3.075.000.

Quindi, le domande allora presentate ma non sottoposte ad istruttoria valutativa, di cui agli allegati 3) e 4) del decreto di assegnazione dei fondi (Decreto 13978 del 10/11/2017 pagg. 99-115), saranno ora valutate ai fini della concessione del finanziamento.

Quindi, le domande di ammissione al Bando 2017  che saranno sottoposte alla nuova istruttoria (allegati 3 e 4, pagg. 99-115), riceveranno notifica  via email della Regione circa la nuova ammissione della  pratica alla concessione del contributo.

Una buona notizia per chi non avesse fatto una richiesta tempestiva.

Con l’occasione ti informo che al momento non vi sono novità circa il bando accumulo 2018. Per essere prontamente informato qualora vi fossero novità in merito, iscriviti alla newsletter (una al mese) inserendo il tuo nome e la tua mail in alto a destra nell’apposito spazio dedicato.  STAY TUNED!

TESLA POWERWALL2 A LUGLIO 2018: AUTOSUFFICIENZA ENERGETICA TRA IL 95% ED IL 99%

Sole ne abbiamo a luglio? E caldo ne abbiamo? Climatizzatori a pieno regime, case belle fresche GRATUITAMENTE grazie all’abbinata fotovoltaico ed accumulo. Ti anticipo il risultato: autosufficienza energetica tra il 95% ed il 99% per tutti i 18 impianti monitorati.

monitoraggio teslaCome promesso anche questo mese ho pazientemente raccolto i dati dei monitoraggi dei miei clienti che hanno aderito all’iniziativa inviandomi compilato il modulo per la privacy per il monitoraggio da remoto.  L’idea di pubblicare i dati raggiunti deriva dal fatto che credo che i risultati parlino più di mille parole. Voglio che chi sta decidendo se prendere o meno l’accumulo possa capire se sta facendo la scelta giusta e se il suo impianto è adatto per questa batteria così capiente  (rispetto a molti accumuli di altri brand). (Se vuoi leggere tutta la verità sui sistemi di accumulo puoi leggere questo articolo).

Rispetto ai risultati pubblicati il mese scorso (questo il link del precedente articolo), ho voluto inserire qualche dato in più. In particolare ho aumentato il numero degli impianti (ora sono 18, tutti installati nel nord Italia). Ho inoltre provveduto ad  ordinarli per potenza di picco dell’impianto fotovoltaico. Sono sorprendenti i risultati che si riescono ad ottenere anche con impianto sotto i 3 kWp.

Tra i dati rilevati ho anche inserito il consumo mensile del nucleo famigliare in modo che ognuno possa cercare di capire quale “taglia” sia quella più giusta per lui se sta pensando di installare un impianto fotovoltaico con un accumulo.

I dati si commentano da soli. Andiamo dal 95% al 99% di autosufficienza energetica.

risultati powerwall2 tesla(in alcuni casi addirittura la app di tesla dava 100% perché arrotondava dal 99,6. In questo caso ho preferito arrotondare per difetto per evitare discostamenti tra la percentuale di autosufficienza raggiunta ed i kWh acquistati). Questi dati sono stati recentemente supportati anche da Roberto in una delle testimonianze sui lavori eseguiti con me. Qui puoi vedere e sentire tutte le testimonianze raccolte fin ora.

Anche qui voglio anticipare l’obiezione del più furbo, quello che non arriva a leggere fino a qui e commenta con: “beh, a luglio sono capaci tutti di fare questi risultati …” .  Ecco il risultato ottenuto a gennaio e febbraio in Veneto con un impianto da 5 kWp e con un powerwall2 Tesla.

Sarà sicuramente interessante  vedere i risultati che si possono ottenere in autunno e poi in inverno. Mese dopo mese, stai sintonizzato e ti mostrerò tutti i dati, senza segreti.

Per essere sicuro di non perderti neanche un articolo, nemmeno un confronto tra prodotti e neppure l’ultima dritta per risparmiare ti basta inserire il tuo nome e la tua mail nell’apposito spazio in alto a destra della home page del blog. (massimo 2 invii di newsletter mensili).  Se invece vuoi una consulenza o un preventivo per l’installazione di un impianto fotovoltaico o di un sistema di accumulo puoi contattarmi via telefono o mail.

Per ogni commento o suggerimento puoi scrivere qui sotto nell’apposito spazio.

UTILIZZARE BENE UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO

Puoi anche aver installato il miglior impianto fotovoltaico disponibile oggi sul mercato ma se non lo usi in modo corretto hai speso davvero male i tuoi soldi. Ma non tutto è perduto. Puoi sempre imparare ad utilizzarlo. Puoi migliorarlo, upgradarlo, puoi provare a cambiare un po’ le tue abitudini. Semplicemente puoi iniziare dall’essere consapevole di come funziona e di quanta energia ti sta regalando ogni giorno grazie alla forza del sole.

corretto uso del fotovoltaicoOggi vi porto due esempi di come si può utilizzare in modo diverso un impianto fotovoltaico. Sono due estremi (li vedete affiancati nei grafici di monitoraggio riportati nell’immagine a lato). Sono due grafici tratti da dei monitoraggi di due miei clienti. Sono del medesimo periodo (metà luglio 2018) ed entrambi gli impianti hanno prodotto quasi la medesima quantità di energia.

Il grafico evidenziato con un grande NO come puoi facilmente immaginare è riferito ad  utilizzo poco efficace dell’impianto. Dal grafico si vede infatti che i consumi sono più marcati nel primo mattino (fuori picco di produzione) e alla sera. E’ un utilizzo classico di chi vive poco la casa ed al contempo ha abitudini e consumi basali della casa poco energivori. In questo caso l’energia che viene in messa in rete è la gran parte di quella prodotta. Oltre a questo, i consumi si concentrano nella ore in cui l’impianto non produce.In questo caso il risparmio è minore (il massimo risparmio è quello che si ha da un autoconsumo diretto) ed è pertanto limitato allo scambio sul posto (corrisponde ad una media tra un terzo e la metà rispetto al costo del singolo kWh). Pertanto potrebbe essere una buona soluzione valutare dei sistemi che permettano di aumentare l’autoconsumo. Si potrebbero programmare gli elettrodomestici, si potrebbero programmare i sistemi di climatizzazione oppure si potrebbe cercare di sfruttare il surplus fotovoltaico per produrre (ad esempio) acqua calda.

Un’altra soluzione è quella di affiancare all’impianto un accumulo fotovoltaico. Qui ti potrei linkare decine di articoli che ho già scritto (li trovi tutti in questo indice del blog). Ma ti linkerò solo l’ultimo. 

Passiamo ora brevemente al secondo grafico (quello con la bella scritta SI’). Come puoi vedere dai dati (non farti ingannare dalla quantità di rosso perché la scala della potenza a sinistra è diversa), si tratta di un ottimo risultato di autoconsumo. Per vederlo basta confrontare i dati di autoconsumo e di kWh acquistati dalla rete (in percentuale).

Nel primo grafico l’autoconsumo sulla produzione si limita al 10% mentre nel secondo grafico l’auto consumo arriva al 35%. La differenza si evidenzia ancora di più se guardiamo i dati relativi ai kWh consumati. Infatti mentre nel primo grafico sono stati consumati solo 6,08 kWh dei quali 2,81 sono stati acquistati dalla rete, nel secondo grafico su 14,23 kWh consumati solo 3,56 sono acquistati.

Tradotto in cifre significa che nel primo grafico il risparmio in bolletta sarà limitato al 54% del totale di energia acquistata. Nel secondo esempio invece avremo un risparmio energetico in bolletta del 75% (un risultato da applausi che rivela economicamente superfluo l’acquisto di un sistema di accumulo ).

Il primo passo per risparmiare è imparare ad utilizzare bene il proprio impianto fotovoltaico. Per farlo si deve installare l’impianto giusto sia per potenza che per tipologia e si deve utilizzare un sistema di monitoraggio. Solo in questo modo avremo un rientro dell’investimento veloce ed allocheremo consapevolmente le giuste risorse.

Come va il tuo impianto fotovoltaico? 

Come? Non lo hai ancora? E cosa aspetti? Lo sai che c’è anche la detrazione del 50%? (sia sul fotovoltaico che sulle batterie d’accumulo). Se vuoi entrare in questo mondo e desideri una consulenza gratuita questi sono i miei riferimenti. 

Se vuoi vedere e sentire chi si è già affidato alla mia consulenza puoi vedere le video interviste ai miei clienti cliccando qui. 

UN ANNO FA LA PRIMA INSTALLAZIONE DEL POWERWALL2 DI TESLA

Sistema d’accumulo sì o sistema d’accumulo no? La batteria mi serve? Me la ripago? E’ una necessità? E’ uno sfizio? E’ un giocattolo? E’ un passo verso il futuro? E’ il tassello mancante nel rendere casa mia ancora un po’ più energicamente autosufficiente? Queste sono le domande che si deve fare chi ha già un impianto fotovoltaico ed anche chi si appresta ad installarne uno e vuole scegliere il meglio per sé e per la propria famiglia.

accumulo bolletta zeroE’ passato poco più di un anno dall’installazione della prima powerwall2 (qui puoi vedere/ ascoltare la testimonianza di Roberto, il primo ad installare un powerwall2 un anno fa) e devo dire che in  un anno di sistemi di accumulo ne abbiamo installati tanti. Ma come ho già scritto diverse volte (in questo articolo ad esempio), ogni situazione deve essere valutata a sè.

Di solito chi mi chiede una consulenza, di persona o sul sito ha raggiunto uno di questi tre diversi stadi di consapevolezza.

Semplifico in 3 approcci al problema “accumulo sì o accumulo no …”

  1. Il cliente non informato: “Voglio un fotovoltaico con l’accumulo. Cosa costa?” Qui ovviamente siamo all’Abc. E se sei consapevole di essere in questo punto ti invito a leggere ed ad approfondire le tematiche sul risparmio energetico partendo da qui (è l’indice generale del mio blog). Qui spesso infrango dei sogni dovendo rispondere a frasi del tipo … “mi hanno detto che con 5 mila euro posso avere il fotovoltaico con la batteria”. Mi dispiace anche farlo, ma non sono un “raccontastorie…  ” e pertanto le favole le lascio raccontare a chi è più portato. In queste situazioni, piano piano cerco di capire le esigenze specifiche del mio interlocutore e con calma cerco di trovare la “soluzione giusta” che permetta anche alla famiglia meno abbiente di intraprendere il percorso nel mondo del rinnovabile. E’ spesso un primo passo illuminante che porterà poi a tanti altri piccoli/grandi passi.
  2. Il cliente informato: “Cosa ne pensa dei sistemi di accumulo? Nel mio caso cosa mi consiglia?” Qui il lavoro è meno educativo e più empirico. Ci si confronta, si mostrano i dati, si studiano soluzioni e poi si ragiona sui vantaggi o meno di uno o di un altro investimento.
  3. Il cliente deciso che si è fatto tutti i conti e che : “Voglio un sistema di accumulo Tesla Powerwall2. So che costa indicativamente 8500 euro, cosa comprende l’installazione, ordinandolo adesso quando posso averlo?” Questo è il cliente che sa cosa vuole e che mi chiede solo la conferma alle sue tesi e l’aiuto per mettere in atto quello che vuole. E questi sono i risultati di risparmio che ottengono queste persone! 

tesla powerwall2 risultatiOvviamente sono 3 step diversi. Spesso sono 3 interlocutori caratterialmente agli antipodi. Ma tutti e 3 a loro modo vogliono capire e mi chiedono un aiuto. Ed il mio lavoro è bello proprio per quello.

Se vuoi approfondire il tema sistemi di accumulo ti invito a leggere questo articolo dove ti dico tutta la verità sui sistemi di accumulo 😉 

Oggi, voglio condividere con te la felicità di alcuni miei clienti soddisfatti dei risultati raggiunti. Soddisfatti e contenti nel mostrare che ottenere la “bolletta a consumo zero” (o quasi) è possibile. Ed è possibile per la maggior parte dell’anno. 

Ringrazio Manuel e Carlo per aver condiviso con le loro mail la soddisfazione di un lavoro ben riuscito.

Se anche tu vuoi raggiungere dei risultati come quelli di Carlo e di Manuel scrivimi. Assieme studieremo se e cosa sia possibile e (soprattutto) conveniente fare per migliorare la tua “dipendenza energetica” .

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CONDIZIONATORI: DETRAZIONE AL 65% O AL 50%?

Fa caldo. Pensi di installare il condizionatore perché di giorno fai la sauna e di notte ti giri  e rigiri mille volte nel letto? Hai studiato? Hai isto le offerte? Ormai sei l’esperto del condominio in tema di BTU e di kW. Ti manca solo la tutina da Supermario e sei pronto pure ad installartelo da solo. Stai per pagare, ti chiedono se lo vuoi detrarre, come lo vuoi detrarre. E vedo il punto interrogativo accendersi sulla tua testa. Cadono tutte le tue certezze.

Non temere. Ti do due dritte così puoi tornare a sfogliare la rosa delle marche papabili!

Il dubbio principale è se il condizionatore va detratto al 50% o al 65%. La risposta, quella più temuta è … DIPENDE! Provo chiarirti un po’ le cose…

detrazione 50% 65%Il condizionatore nel 90% dei casi va detratto al 50%. Vediamo i diversi casi.

1)bonus condizionatori in fase di “ristrutturazione edile”. Detrazione 50% Richiedibile se il nuovo sistema di climatizzazione è in pompa di calore (anche non ad alta efficienza) con iva agevolata al 10% (si detrazione anche l’iva)

2)Bonus condizionatori con bonus mobili con ristrutturazione. E’ richiedibile la detrazione del 50% inserendo il condizionatore come un grande elettrodomestico (deve essere almeno in classe A).

3)bonus condizionatori senza ristrutturazione. Detrazione del 65% qualora non si facciano lavori di ristrutturazione ma si sostituisca tutto l’impianto di climatizzazione esistente con sistemi ad alta efficienza energetica (con un massimo di spesa di 46.154 euro). Quindi, se devi sostituire un vecchio condizionatore con uno nuovo ma il sistema di climatizzazione ad aria non va a sostituire il “sistema propulsivo” di casa tua (es caldaia a gas), non puoi usufruire del 65% ma ti devi accontentare del 50%.

Riepilogando. Nel 90% dei casi farai detrazione al 50%. Nei rari casi in cui sostituirai il tuo impianto di riscaldamento  esistente con un sistema ad aria in pompa di calore, allora potrai usufruire della detrazione al 65%.

Queste mie indicazioni vogliono solo essere un vademecum che ti sia utile a dipanare qualche dubbio. Il mio consiglio comunque è sempre quello di chiedere conferma al commercialista prima di effettuare l’acquisto (e quindi il pagamento), in quanto ogni normativa richiede una causale specifica.