UN ANNO FA LA PRIMA INSTALLAZIONE DEL POWERWALL2 DI TESLA

Sistema d’accumulo sì o sistema d’accumulo no? La batteria mi serve? Me la ripago? E’ una necessità? E’ uno sfizio? E’ un giocattolo? E’ un passo verso il futuro? E’ il tassello mancante nel rendere casa mia ancora un po’ più energicamente autosufficiente? Queste sono le domande che si deve fare chi ha già un impianto fotovoltaico ed anche chi si appresta ad installarne uno e vuole scegliere il meglio per sé e per la propria famiglia.

accumulo bolletta zeroE’ passato poco più di un anno dall’installazione della prima powerwall2 (a breve pubblicherò un’intervista) e devo dire che in  un anno di sistemi di accumulo ne abbiamo installati tanti. Ma come ho già scritto diverse volte (in questo articolo ad esempio), ogni situazione deve essere valutata a sè.

Di solito chi mi chiede una consulenza, di persona o sul sito ha raggiunto uno di questi tre diversi stadi di consapevolezza.

Semplifico in 3 approcci al problema “accumulo sì o accumulo no …”

  1. Il cliente non informato: “Voglio un fotovoltaico con l’accumulo. Cosa costa?” Qui ovviamente siamo all’Abc. E se sei consapevole di essere in questo punto ti invito a leggere ed ad approfondire le tematiche sul risparmio energetico partendo da qui (è l’indice generale del mio blog). Qui spesso infrango dei sogni dovendo rispondere a frasi del tipo … “mi hanno detto che con 5 mila euro posso avere il fotovoltaico con la batteria”. Mi dispiace anche farlo, ma non sono un “raccontastorie…  ” e pertanto le favole le lascio raccontare a chi è più portato. In queste situazioni, piano piano cerco di capire le esigenze specifiche del mio interlocutore e con calma cerco di trovare la “soluzione giusta” che permetta anche alla famiglia meno abbiente di intraprendere il percorso nel mondo del rinnovabile. E’ spesso un primo passo illuminante che porterà poi a tanti altri piccoli/grandi passi.
  2. Il cliente informato: “Cosa ne pensa dei sistemi di accumulo? Nel mio caso cosa mi consiglia?” Qui il lavoro è meno educativo e più empirico. Ci si confronta, si mostrano i dati, si studiano soluzioni e poi si ragiona sui vantaggi o meno di uno o di un altro investimento.
  3. Il cliente deciso che si è fatto tutti i conti e che : “Voglio un sistema di accumulo Tesla Powerwall2. So che costa indicativamente 8500 euro, cosa comprende l’installazione, ordinandolo adesso quando posso averlo?” Questo è il cliente che sa cosa vuole e che mi chiede solo la conferma alle sue tesi e l’aiuto per mettere in atto quello che vuole. E questi sono i risultati di risparmio che ottengono queste persone! 

tesla powerwall2 risultatiOvviamente sono 3 step diversi. Spesso sono 3 interlocutori caratterialmente agli antipodi. Ma tutti e 3 a loro modo vogliono capire e mi chiedono un aiuto. Ed il mio lavoro è bello proprio per quello.

Se vuoi approfondire il tema sistemi di accumulo ti invito a leggere questo articolo dove ti dico tutta la verità sui sistemi di accumulo 😉 

Oggi, voglio condividere con te la felicità di alcuni miei clienti soddisfatti dei risultati raggiunti. Soddisfatti e contenti nel mostrare che ottenere la “bolletta a consumo zero” (o quasi) è possibile. Ed è possibile per la maggior parte dell’anno. 

Ringrazio Manuel e Carlo per aver condiviso con le loro mail la soddisfazione di un lavoro ben riuscito.

Se anche tu vuoi raggiungere dei risultati come quelli di Carlo e di Manuel scrivimi. Assieme studieremo se e cosa sia possibile e (soprattutto) conveniente fare per migliorare la tua “dipendenza energetica” .

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CONDIZIONATORI: DETRAZIONE AL 65% O AL 50%?

Fa caldo. Pensi di installare il condizionatore perché di giorno fai la sauna e di notte ti giri  e rigiri mille volte nel letto? Hai studiato? Hai isto le offerte? Ormai sei l’esperto del condominio in tema di BTU e di kW. Ti manca solo la tutina da Supermario e sei pronto pure ad installartelo da solo. Stai per pagare, ti chiedono se lo vuoi detrarre, come lo vuoi detrarre. E vedo il punto interrogativo accendersi sulla tua testa. Cadono tutte le tue certezze.

Non temere. Ti do due dritte così puoi tornare a sfogliare la rosa delle marche papabili!

Il dubbio principale è se il condizionatore va detratto al 50% o al 65%. La risposta, quella più temuta è … DIPENDE! Provo chiarirti un po’ le cose…

detrazione 50% 65%Il condizionatore nel 90% dei casi va detratto al 50%. Vediamo i diversi casi.

1)bonus condizionatori in fase di “ristrutturazione edile”. Detrazione 50% Richiedibile se il nuovo sistema di climatizzazione è in pompa di calore (anche non ad alta efficienza) con iva agevolata al 10% (si detrazione anche l’iva)

2)Bonus condizionatori con bonus mobili con ristrutturazione. E’ richiedibile la detrazione del 50% inserendo il condizionatore come un grande elettrodomestico (deve essere almeno in classe A).

3)bonus condizionatori senza ristrutturazione. Detrazione del 65% qualora non si facciano lavori di ristrutturazione ma si sostituisca tutto l’impianto di climatizzazione esistente con sistemi ad alta efficienza energetica (con un massimo di spesa di 46.154 euro). Quindi, se devi sostituire un vecchio condizionatore con uno nuovo ma il sistema di climatizzazione ad aria non va a sostituire il “sistema propulsivo” di casa tua (es caldaia a gas), non puoi usufruire del 65% ma ti devi accontentare del 50%.

Riepilogando. Nel 90% dei casi farai detrazione al 50%. Nei rari casi in cui sostituirai il tuo impianto di riscaldamento  esistente con un sistema ad aria in pompa di calore, allora potrai usufruire della detrazione al 65%.

Queste mie indicazioni vogliono solo essere un vademecum che ti sia utile a dipanare qualche dubbio. Il mio consiglio comunque è sempre quello di chiedere conferma al commercialista prima di effettuare l’acquisto (e quindi il pagamento), in quanto ogni normativa richiede una causale specifica.

NUOVI AUMENTI PER L’ENERGIA DAL 1 LUGLIO 2018 (CI RISIAMO…)

Una nota canzone estiva faceva: “E come l’anno scorso, e come l’anno prima …” (Mina – “Stessa spiaggia stesso mare”). La musicalità e le parole di questa canzone mettono allegria.  Al contrario delle notizie ricorrenti e implacabili (stagione dopo stagione ed anno dopo anno) che riportano gli aumenti dei costi energetici.
Dal 1 luglio aumento del 6,5% per l’energia elettrica e dell’8,2% per il gas. Alla faccia del ritocchino!

Ti ho già parlato di questi aumenti diverse volte nel corso degli scorsi mesi/anni. Ti voglio fare un breve riepilogo, giusto per dimostrarti che la direzione è segnata e che devi correre ai ripari il prima possibile. 

aumento bollette luce gas2015 – ottobre: AUMENTANO LE BOLLETTE

2016 – luglio: AUMENTO BOLLETTE LUCE E GAS

2016 – dicembre: DAL PRIMO GENNAIO BOLLETTE PIU’ CARE

2017- giugno: DA LUGLIO NUOVI AUMENTI SULLE BOLLETTE ELETTRICHE 

2017 – ottobre AUMENTO BOLLETTE ELETTRICITA’: NEL 2017 +4,2%

2017 – dicembre: BOLLETTE: DA GENNAIO NUOVI AUMENTI LUCE E GAS

E quindi ci risiamo. Solito ritornello. È in arrivo un maxi aumento per le tariffe dell’energia elettrica e del gas. Dal primo luglio, secondo quanto stabilito dall’Autorità per l’Energia, saliranno rispettivamente del 6,5% e dell’8,2%. E con l’aumento dei prezzi, innescato dal caro petrolio, l’inflazione che ha già rialzato la testa a giugno, con un incremento consistente, rischia di aumentare ancora nel corso dell’estate. E di ridurre il potere d’acquisto delle famiglie, in calo per la prima volta da tempo.

L’aumento delle tariffe di luce e gas, secondo l’Autorità, dipende dalle «tensioni internazionali e dalla conseguente forte accelerazione delle quotazioni del petrolio, che hanno pesantemente influenzato i prezzi all’ingrosso nel mercato dell’energia». La benzina verde segna un incremento annuo del 9,7%, il gasolio del 12,6%.

E tu ti stai ancora chiedendo se sia ancora il caso di installare sistemi per il risparmio energetico e per l’autoproduzione di energia elettrica? Ti stai ancora chiedendo se i tempi di ritorno dell’investimento sono congrui? Ti stai ancora a lamentare del fatto che respiri aria poco pulita ? Ti senti in colpa per il mondo che lascerai a tuo figlio ed alle generazioni future.

Qualcosa di concreto lo puoi fare. Inizia a non sperperare risorse energetiche ed inizia produrti da solo quello che ti serve. E’ il momento giusto per dare delle risposte a tutte queste domande. E’ il momento di agire. Prima informati, poi chiedi aiuto a chi può darti una mano e poi entra nel mondo delle energie rinnovabili. Sono pochi semplici passi. Uno dietro l’altro! 😉

TESLA POWERWALL 2: I RISULTATI DI GIUGNO 2018

SIAMO ALLA FINE DI GIUGNO. SEI CURIOSO DI SAPERE CHE GRADO DI INDIPENDENZA ENERGETICA HANNO RAGGIUNTO I MIEI CLIENTI ATTRAVERSO L’UTILIZZO DELL’ENERGIA PRODOTTA DAL LORO IMPIANTO ED ACCUMULATA NEL POWERWALL2 DI TESLA?

Dal mese scorso ho iniziato a pubblicare i risultati (dei miei clienti che hanno dato il consenso  privacy e che al contempo hanno la batteria in funzione da almeno un mese), in modo che chiunque possa rendersi conto dei risultati reali che si possono ottenere (mese per mese) con un sistema di accumulo connesso ad un impianto fotovoltaico. A fine stilerò anche un report annuale inerente i risultati ottenuti da ogni singolo impianto.

Il post di oggi vuole fornire una fotografia di quello che si può ottenere con fotovoltaico ed accumulo. I risultati sono quelli di quasi totale indipendenza energetica ed ovviamente sono facilmente raggiungibili da tutti i clienti anche con impianti più piccoli, grazie all’ampio polmone dato dai 13,2 kWh della batteria Tesla Powerwall2. Per maggiore chiarezza vi riporto anche le grandezze degli impianti connessi a questi accumuli. (nella tabella sotto).  Per sapere se il tuo impianto fotovoltaico ha una grandezza ideale per essere abbinato ad un accumulo così grande ti basta leggere questo articolo e vedere i conteggi ivi riportati.

Nella tabella riepilogativa (immagine a fianco/sotto),  puoi vedere 10 diverse località dove sono installati 10 impianti fotovoltaici con 10 powerwall 2. Ho voluto approfondire l’argomento andando ad indicare anche la potenza nominale di ogni impianto. Andiamo dall’impianto più piccolo da 3,92 kWp a quello più grande da 6 kWp. Nei prossimi mesi inserirò il monitoraggio anche di alcuni impianti più piccoli (3kWp) per vedere fino a che punto si riesce a sfruttare  il powerwall 2 di Tesla (con impianti fotovoltaici standard – tipo 3 kWp).

La tabella riporta anche le percentuali di indipendenza energetica raggiunta. Le percentuali sono tutte compresa tra il 98% ed il 100%.

Per dare ancora maggiori indicazioni ho voluto inserire anche i dati inerenti i kWh che sono stati acquistati dalla rete ed anche quelli che sono stati immessi in rete e che potranno godere dell’incentivo dello scambio sul posto.  Come puoi vedere andiamo da un minimo di 173 kWh immessi in rete per l’impianto più piccolo ad un massimo di 634 kWh per l’impianto più grande.

E questi kWh in più potrebbero tranquillamente essere sfruttati per la mobilità elettrica ad esempio, in modo da poter utilizzare il sole al posto della benzina/gasolio! In questo caso il vantaggio è ancora maggiore, tenendo presente il costo al kWh dell’energia (ed i relativi kWh necessari per X chilometri), confrontata con il costo al litro di benzina/gasolio per fare i medesimi chilometri.confronto batterie tesla

Attenzione, prima che qualcuno si faccia dei conti sbagliati , è evidente che stiamo parlando del mese di giugno e non del mese di dicembre o gennaio. (ed infatti ho deciso di dedicare un post al mese per divulgare questi dati.  Se vuoi sapere quali erano i risultati per il mese di maggio 2018 puoi cliccare qui. Se vuoi invece vedere un esempio di “livello di autosufficienza energetica” raggiungibile nei mesi invernali (gennaio-marzo) puoi leggere questo articolo. 

Se anche tu vuoi seguire la strada dell’indipendenza energetica mi puoi contattare qui. Che tu abbia o meno un impianto ti accompagnerò in un’analisi personalizzata per capire quale intervento sia il migliore per te e per la tua casa. Se invece sei curioso di vedere i risultati dei prossimi mesi nonché tutti gli articoli pubblicati in tema di fotovoltaico e di risparmio energetico ti basta iscriverti alla newsletter gratuita (una al mese) inserendo la tua mail ed il tuo nome in alto a destra nella pagina.

Ciao e buon sole a tutti!

CONTO TERMICO: QUANDO CONVIENE?

Il conto termico. Quando si applica? Quando conviene? A chi conviene? In cosa consiste? Il conto termico è un incentivo statale che permette di avere in breve tempo sul proprio conto corrente una parte dell’importo speso senza aver bisogno di “capacità  fiscale”. Ovviamente come la parola stessa dice riguarda gli “interventi termici”, non è cumulabile con la detrazione fiscale (65%) e non sempre è la scelta più remunerativa.

Hai sentito parlare di conto termico. Ti hanno detto che rientrerai della spesa in 6 mesi invece che in 10 anni e addirittura senza bisogno di avere un reddito (dal quale applicare le detrazioni). Ma dove conviene davvero economicamente il conto termico e su quali interventi si può richiedere?

Traggono maggiore vantaggio gli impianti solari termici di grandi dimensioni (perché l’importo dell’ incentivo è direttamente proporzionale alla metratura del pannello).  Ad esempio, con un impianto di superficie solare superiore ai 100 m² che può asservire  grandi edifici multi familiari o per  il riscaldamento dell’acqua delle piscine o nelle strutture per il settore turistico che fanno largo uso di ACS (acqua calda sanitaria). Nei grandi impianti termici quindi, è possibile avere un grosso incentivo che è maggiore quanto maggiore è la grandezza dell’impianto. Il prezzo di un impianto 6 pannelli ad esempio, non è il doppio di uno da 3 pannelli ma l’incentivo sì..

Le strutture che idealmente possono sfruttare al meglio tecnologia/risparmio/incentivo sono gli alberghi ed i campeggi (strutture stagionali estive) che hanno un consumo elevato di acqua calda sanitaria. Questa domanda elevata di acqua calda sanitaria si sposa molto bene con la disponibilità di energia solare (strutture stagionali estive), determinando condizioni favorevoli per l’applicazione di impianti solari termici e garantendo un ritorno dell’investimento in tempi molto brevi.

Quindi per gli impianti solari termici medio grandi abbiamo:

1)un concreto risparmio in termini di costi di approvvigionamento energetico

2)un interessante incentivo economico che torna in breve tempo

3)un ritorno in termini di immagine. E’ da non sottovalutare infatti la sempre maggiore coscienza ambientale che i fruitori delle strutture portano con sé.  Avere una struttura eticamente sostenibile che utilizza l’energia del sole sia per produrre energia elettrica (vedasi fotovoltaico) che per riscaldare l’acqua per l’utilizzo sanitario significa avere una struttura che contiene i costi ed al contempo che rispetta l’ambiente.

Ma il conto termico non è applicabile solo ai pannelli solari termici. E’ applicabile anche (in diversa misura) alle caldaie, alle pompe di calore, alle stufe ed alle caldaie a pellet/legna. L’incentivo dipende da diverse variabili quali l’efficienza del prodotto installato e la zona (fascia) in cui il prodotto viene installato.

Pertanto non è possibile avere sempre una risposta immediata circa la convenienza o meno di un determinato incentivo. Di sicuro è una soluzione interessante che si può applicare laddove si è esaurita la “capacità fiscale” relativa agli interventi di risparmio energetico (sia per aver raggiunto il monte massimo fiscalmente detraibile, sia perché non si ha più irpef da scaricare). La convenienza è da valutare anche in ordine al costo che ha l’istruzione della pratica del conto termico.

L’incentivo, anche in caso di “macchine” molto performanti non può comunque superare il 65% del totale dei lavori (comprensivo di fornitura installazione ed iva).

Veniamo alle notizie molto interessanti in termini economico/temporali. Fino a 5000 euro il contributo è erogato entro 6 mesi dall’accettazione della pratica da parte del Gse. Per importi superiori ai 5000 euro invece il contributo viene erogato in due tranche di pari importo entro due anni dall’accettazione della pratica da parte del Gse.

Con risparmiobollette.it trovi la consulenza completa. Dall’analisi iniziale al sopralluogo e dall’installazione alla gestione di tutte le pratiche burocratiche per l’ottenimento degli incentivi.

 

BOOM DI VENDITA DEI SISTEMI IBRIDI PER IL RISCALDAMENTO

rotex daikin hpu hybridSono ormai diversi i clienti di risparmiobollette.it che hanno installato un sistema ibrido presso la loro abitazione. In questo articolo ho già evidenziato in modo esauriente le particolarità del sistema ibrido ed i notevoli  vantaggi che porta con sé.

I dati di mercato indicano come gli apparecchi ibridi stiano sempre più prendendo piede riempiendo il “buco” che si è andato creando tra le caldaie tradizionali a condensazione ed i nuovi sistemi in pompa di calore.

E’ vero che oggi vi sono delle pompe di calore (ne recensiremo a breve un tipo molto performante) che garantiscono di sostenere termicamente una casa totalmente elettrica anche con terminali di riscaldamento ad alta temperatura (termosifoni). Ma purtroppo non sempre questa strada è perseguibile soprattuto per problemi di spazio della sala termica (che in molte case non esiste) o per il poco spazio sul tetto da dedicare all’impianto fotovoltaico.

Il “sistema casa” infatti è un delicato equilibrio che va studiato nello specifico. Tanto per capirci, un determinato sistema può essere efficiente per una famiglia ma non per un’altra, anche a parità di cubatura dell’abitazione.

Questi sistemi ibridi pertanto sono ideali per  delle esigenze installative particolari come ad esempio le case “datate” e con sistemi di riscaldamento ad alta temperatura nei quali l’unica soluzione percorribile è la sostituzione della caldaia murale con “qualcosa” di simile e con il medesimo ingombro (ho molti clienti che hanno la caldaia all’interno dei mobili della cucina ad esempio).

Ma veniamo ai risultati ottenuti. I miei clienti che hanno installato un sistema ibrido sono soddisfatti del tipo di prodotto installato. Le medie di risparmio annuo vanno dal 35% delle abitazioni più grandi ad oltre il 55% per gli appartamenti di dimensioni più modeste.

Per tutti questi motivi Il mercato degli apparecchi ibridi per il riscaldamento è ancora di nicchia (rispetto alla caldaia tradizionale), ma sta affrontando una crescita incredibile: +250% negli ultimi 2 anni.

Se dovessi fare un paragone calzante (anche nel nome) utilizzerei quello della mobilità;

MOTORE DIESEL  ———-> CALDAIA A CONDENSAZIONE (Sistema tradizionale). Poco costoso, discretamente affidabile ma poco efficiente e ormai “superato”;

MOTORE IBRIDO BENZINA – ELETTRICO —————>    HYBRID SYSTEM (Sistema ibrido) che commuta il risparmio e l’ecologia della pompa di calore con le “prestazioni” del gas in caso di maggiore convenienza (economica o di performance). Ideale per sostituzione caldaie murali esistenti, non necessita di buffer di accumulo e può essere supportata da un piccolo impianto fotovoltaico;

MOTORE TOTALMENTE ELETTRICO ———–> POMPA DI CALORE PER IMPIANTI AD ALTA TEMPERATURA. Sistema altamente innovativo. Necessita di un intervento più invasivo e di un locale termico più ampio. Ideale per la trasformazione di grossi edifici non raggiunti dal metano (es gasolio). Garantisce il suo massimo risparmio se abbinata ad un impianto fotovoltaico “importante”

Ritengo che scegliere il “motore” della propria abitazione sia un passo importante e delicato e che sia importante affidarsi a persone che conoscono le varie tecnologie, che le hanno installate, seguite e confrontate.

Solo in questo modo è possibile dare dei risultati garantiti nel tempo, sia in termini di efficienza che di costo.

Per una consulenza specifica puoi utilizzare i miei dati di contatto. 

RINNOVABILI IN ITALIA: PROIEZIONE 2015-2030

POSSIBILITA’: 1)ELIMINARE IL CARBONE IN ITALIA ENTRO IL 2025 ! 2)COPRIRE (E SUPERARE) IL 55% DEL FABBISOGNO ELETTRICO ENTRO IL 2030 CON LE RINNOVABILI

E’ quello che potrebbe realizzare l’Italia secondo il report pubblicato da European Climate Foundation . Il report dal titolo “Cleaner, Smarter, Cheaper: Responding to opportunities in Europe’s changing energy system”  approfondisce l’opportunità per l’Italia nel sistema energetico europeo evidenziando la continua e costante evoluzione del settore. In particolare lo studio analizza la possibilità per l’Italia di raggiungere e superare l’obiettivo presente nella SEN (Strategia energetica nazionale) di coprire il 55% del consumo interno di elettricità grazie alle rinnovabili entro il 2030 e l’eliminazione graduale del carbone entro il 2025. Il punto di maggior interesse e che merita di soffermarsi un attimo a pensare è che, secondo il report, l’Italia può eliminare il carbone senza costi aggiuntivi e senza aumentare gli impianti a gas e può coprire il 59% del proprio fabbisogno energetico tramite le rinnovabili.

Alla base di questa transizione vi sono diversi fattori convergenti:

1) significative riduzioni dei costi delle tecnologie rinnovabili e di stoccaggio, che hanno superato le aspettative anche più rosee;

2) progressi inattesi in materia di elettrificazione e di consumatori intelligenti;

3) L’azione globale sui cambiamenti climatici, sta accelerando ulteriormente la diffusione dell’energia pulita e l’innovazione.

fotovoltaico 2030
Il fotovoltaico e l’eolico in Italia tra il 2015 ed il 2030. Scenario base ed opportunità. La differenza è sostanziale

Tecnologia migliore, a prezzi fruibili, utilizzabile su larga scala e consapevolezza che è necessario mettere un freno alla “dolce vita” energetica che il pianeta ha vissuto fino ad oggi, sono due strade convergenti che spingono verso l’alto la produzione da fonti rinnovabili. E per fortuna! (aggiungerei!!!) Raggiungere l’obiettivo del 59% di elettricità da rinnovabili per l’Italia  sarà possibile prima di tutto grazie alla diminuzione del costo della tecnologia fotovoltaica e allo sviluppo dell’efficienza energetica. E questa abbinata sarà di sicuro da traino per altri cambiamenti ed  innovazioni sia nello stile di vita delle persone che nelle abitudini e pertanto nella quotidianità (vedasi ad esempio la mobilità elettrica).

L’analisi ha elaborato 2 possibili scenari al 2030, Baseline e Opportunity. Il primo si basa sullo scenario previsto dal pacchetto sull’Energia Pulita (CEP) proposto dalla Commissione Europea, considerando i costi aggiornati delle rinnovabili; il secondo prevede politiche più ambiziose da parte degli stati membri verso l’attuazione di un’eletrificazione intelligent che considera l’integrazione fra fotovoltaico, mobilità elettrica, processi industriali e pompe di calore. E’ interessante come tra la proiezione “base” e quella che effettivamente si può raggiungere vi sia una sostanziale e cospicua differenza.

ECCO LE CONCLUSIONI DEL REPORT:

1)Il fotovoltaico è la risorsa rinnovabile più importante in Italia.

Esso presenta un enorme potenziale per la generazione di elettricità a zero emissioni e a basso costo (LCOE di 40 €/MWh). Entro il 2030, il fotovoltaico potrebbe raggiungere una capacità installata complessiva di 52 GW, cioè un aumento del 174% rispetto al 2015 (19GW), contribuendo a soddisfare più del 22% della domanda di elettricità in Italia. Inoltre, insieme ad uno sviluppo dell’eolico di 18 GW (cioè un aumento del 100% rispetto ai 9 GW del 2015), nonché delle biomasse e dell’idroelettrico, le energie rinnovabili possono contribuire per il 59% al consumo interno di elettricità. Ciò può essere raggiunto senza costi aggiuntivi ma richiede una revisione degli obiettivi al 55% della SEN per il 2030. Risparmi energetici e cooperazione regionale sono fondamentali per raggiungere l’obiettivo del 59%.

2) l’eliminazione del carbone in Italia è fattibile senza costi aggiuntivi e senza l’installazione di nuovi impianti a gas.

L’aumento della produzione di elettricità da gas può essere soddisfatto completamente attraverso l’aumento della capacità delle centrali a ciclocombinato esistenti, rendendo così superflui nuovi investimenti nel settore, compresi quelli ininfrastrutture come gasdotti e terminali GNL. La domanda di gas rimarrà infatti al di sotto dei livelli odierni di consumo.

3) I consumi intelligenti rappresentano un elemento fondamentale per limitare i picchi di domanda e integrare più fotovoltaico nella rete.

Quindi, servono l’impegno e  la consapevolezza di tutti per implementare un processo (quello del passaggio all’utilizzo delle energie rinnovabili che è già segnato da tempo. Ora la differenza la può fare ognuno di noi, anche nel suo piccolo, consumando meno, consumando meglio e soprattutto auto producendosi l’energia necessaria.

 

OBBIETTIVO UE 2030: 32% DA FONTI RINNOVABILI

E’ stato firmato nei giorni scorsi dai rappresentanti del Consiglio europeo, Parlamento e Commissione, l’accordo che aggiorna il quadro normativo europeo al 2030 per quanto riguarda gli obiettivi dell’UE per le energie rinnovabili, compresi l’autoconsumo e i trasporti.

Il nuovo target fissato al 2030 prevede una quota di energia da fonti green pari ad almeno il 32% del consumo finale lordo dell’Unione (rispetto al 20% del 2020), con una clausola di revisione verso l’alto entro il 2023, perché come vedremo nel prossimo articolo, si può fare di più (come dicevano Morandi Tozzi e Ruggeri ;)) .

Interessante anche il fatto che l’accordo prevede che gli Stati membri dell’UE debbano garantire che i consumatori:
  1. abbiano il diritto di produrre, autonsumare, immagazzinare e vendere l’energia, installare e gestire sistemi di stoccaggio dell’elettricità;
  2. non siano soggetti ad alcuna tassa sull’energia autoconsumata fino al 2026;
  3. ricevano una remunerazione per l’elettricità rinnovabile autoprodotta che immettono nella rete;
  4. si possano unire in  comunità delle energie rinnovabili per integrare l’autoconsumo nella transizione verso un’energia più pulita;

Per quanto riguarda il settore del riscaldamento/raffreddamento l’accordo provvisorio prevede un sotto-obiettivo di un aumento annuo indicativo dell’1,3% delle energie rinnovabili negli impianti di riscaldamento e raffreddamento, calcolato su un periodo di 5 anni a partire dal 2021.

Il prossimo passo sarà l’approvazione sia dei ministri dell’Unione europea che dei deputati al Parlamento europeo. Una volta raggiunto tale obiettivo, la legge entrerà in vigore 20 giorni dopo la data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Gli Stati membri dovranno recepire i nuovi elementi della direttiva nel diritto nazionale entro il 30 giugno 2021.

Ma è possibile fare di più? Si possono raggiungere dei risultati migliori? Sono questi dei doverosi minimi ma che non sono sufficienti alla salvaguardia del nostro ambiente? Analisi, idee e proiezioni le vedremo nel prossimo articolo.

STAY TUNED!

FOTOVOLTAICO E BITCOIN: CRIPTOVALUTA GRATIS DAL SOLE?

bitcoin energia solareIn questo articolo parliamo di un progetto moldavo su grande scala. In realtà già in molti ci hanno pensato, (anche tra i miei clienti), alcuni me lo hanno chiesto ed un paio lo hanno anche realizzato.

Non so se sai cos’è un bitcoin e come si “coltiva” in una “farm”. Se sei curioso basta che cerchi in internet e con un po’ di pazienza capirai cos’è una criptovaluta e perché si può creare in casa come se si avesse un “conio domestico” (in gergo mining).

Il bitcoin in sintesi è un criptovaluta che per essere scambiata ed al contempo generata necessita di un grosso dispendio energetico. Come immagino avrai letto nel link sopra, per generare bitcoin servono macchine (computer dedicati) che ovviamente per funzionare consumano energia elettrica.

Quindi il “limite italiano” di chi vuole creare bitcoin attraverso i propri computer dedicati è il costo energetico di questi super centri di calcolo. Sì perché non solo ci si deve attrezzare con delle apposite macchine che producano o meglio “minino” bitcoin. Si deve anche pensare alla bolletta elettrica di queste macchine decisamente energivore.

Questo tipo di “farm” su larga scala hanno infatti preso piede laddove il costo energetico è molto basso e permette pertanto di avere il massimo profitto (es Europa dell’Est).

Vediamo cosa hanno creato in Moldavia, coniugando Bitcoin ed energia fotovoltaica. Protagonista della svolta green delle valute digitali è Consulcesi Tech, che ha realizzato il più grande impianto fotovoltaico del Paese. Una struttura ecosostenibile al 100% destinata alla “mining farm” più estesa di tutta la Moldavia.

Un esempio di “macchina per minare” i bitcoin

Realizzato nella capitale moldava, presso l’Accademia delle Scienze, grazie all’installazione di oltre tremila pannelli fotovoltaici l’impianto permetterà di risparmiare ogni anno 550 tonnellate di CO2 e 240 Tep (tonnellate equivalenti di petrolio).

Ecco realizzato su grande scala quello che già qualche mio cliente sta facendo su piccola scala in modo domestico sfruttando le ore di massima produzione dell’impianto (mentre i componenti della famiglia sono al lavoro), ed utilizzando anche un sistema di accumulo come “polmone” quando per qualsiasi motivo è in calo la produzione fotovoltaica. 

Energia solare fotovoltaica per la creazione di criptovaluta. E chi ci avrebbe mai pensato, solo 10 anni fa?

OLTRE IL 90% DI INDIPENDENZA ENERGETICA

QUANTI KWH HAI PRELEVATO QUESTO MESE DALLA RETE? CINQUE, DIECI, QUINDICI?! Questi sono i kWh che potresti aver consumato nel mese di maggio 2018 se tu avessi optato per l’installazione di un impianto fotovoltaico con un sistema di accumulo.
4 esempi di risultati ottenuti con impianti fotovoltaici + sistema di accumulo nel mese di maggio 2018

In questi giorni sono molti i clienti che telefonicamente mi hanno espresso gioia e soddisfazione per i risultati di indipendenza energetica che stanno ottenendo dai loro impianti. Allora sono andato a spulciarmi qualche risultato. Purtroppo (non so perché), credo per via dell’ultimo aggiornamento dell’applicazione da parte di Tesla, in questi giorni non riesco a vedere i risultati di tutto l’anno.   Poco male, in questo precedente articolo ho postato le immagini dell’app di Roberto, cliente di Grantorto (Pd) che anche nei mesi invernali ha ottenuto l’80% di autosufficienza energetica dall’Enel.

Quindi oggi voglio dare spazio alla gioia di chi sta ottenendo dei risultati di autosufficienza che fino a l’altro ieri parevano impensabili. 

Sarà mia cura continuare a monitorare i consumi ed i risultati ottenuti dai miei clienti anche con l’aumento dei consumi dovuti alla climatizzazione estiva, ai sistemi di irrigazione, alle pompe della piscina etc…

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