ACCUMULO PER IL FOTOVOLTAICO: E’ UNA TRUFFA O CONVIENE DAVVERO?

Chi mi conosce di persona o è lettore del mio blog sa che parlo con i dati. E sa che ogni mese (qui trovi l’ultimo pubblicato ad oggi – luglio 2019) sul blog puoi trovare un report dettagliato che evidenzia i risultati reali di autosufficienza che si possono raggiungere con i sistemi d’accumulo abbinati agli impianti fotovoltaici. Faccio questo report mensile per due motivi. In primo luogo perché se un mio cliente ha dei dati anomali rispetto alla media possiamo intervenire prontamente per capire se c’è qualcosa da aggiustare nelle abitudini o nella taratura degli impianti, in secondo luogo perché amo la concretezza.

Mi piacciono i dati scritti, chiari, inconfutabili, analizzabili, confrontabili.

E per capire la necessità (o meno) di installare un sistema d’accumulo, servono dei dati statistici ampi (Qui ad esempio trovi un articolo che approfondisce il tema dell’accumulo). Se infatti il fotovoltaico oggi è una realtà conosciuta da tutti e sulla cui funzionalità e bontà non esistono dubbi, dei sistemi d’accumulo tutti ne parlano ma pochi sanno esattamente come e quanto funzionano. E sapere questo è fondamentale per capire se e cosa sia il caso di installare. Pertanto, inutile affidarsi alle chiacchiere da bar o a chi non conosce nemmeno le caratteristiche del prodotto che propone. Per il Consulente (e quindi di rimando per il cliente), è importante avere ben chiare le caratteristiche di tutti i tipi di sistemi d’accumulo per poi poter proporre in ogni occasione quello migliore. (Perché va sempre fatta una valutazione specifica)

Le domande più frequenti (o le obiezioni) che mi vengono fatte sono. Eh, ma quanto costa? Eh, ma quanto tempo ci metto per ripagarmi l’investimento? Eh, ma quanto durano le batterie? Eh, ma lo smaltimento? Tutte domande lecite. Le cui risposte sono già in prima analisi presenti sul blog ma che poi vanno tradotte nella realtà di ogni singolo. Ed infatti ogni mia consulenza mira ad analizzare con i numeri (e non con le chiacchiere) quelle che sono le reali possibilità di risparmio ed autosufficienza energetica. (Ricordo che ogni intervento proposto prevede una garanzia di risultato).

Ormai lo dico da diversi anni (sul blog da oltre 4…): “Ogni intervento deve essere valutato in modo nuovo, partendo da un’analisi del consumo e da una conoscenza del fruitore e della sua famiglia!” Spesso questo viene saltato (sbagliando malamente) perché ci si lascia tentare da una golosa offerta del momento (golosa per chi? Per Te o per chi te la sta proponendo?).

Quindi va fatta una valutazione, attenta, serena e ponderata che tenga conto dei consumi, dei costi e delle garanzie e quindi dei tempi di rientro dell’investimento. Quello che ti posso garantire è che prima o poi tutti e ripeto tutti installeranno in abbinata al proprio impianto fotovoltaico un sistema d’accumulo. Non ci si scappa. E’ il completamento di un lavoro iniziato.

Quello che devi fare è capire quando farlo e con chi farlo. Perché al di là delle mirabolanti promesse quello che conta per il tuo portafoglio e per il tuo risultato sono i dati reali concreti e garantiti. Ed i numeri non mentono.

Dopo questa doverosa premessa, veniamo al post odierno. Quanto puoi essere energicamente autosufficiente con l’accumulo abbinato al fotovoltaico? (Ho presentato i dati in anteprima nel mese di aprile presso lo Store Tesla di Padova, con un seminario dal titolo “Il sole anche di notte”qui trovi il link all’articolo).

Nel grafico a fianco puoi vedere quali sono i risultati ottenuti dai miei clienti negli scorsi 12 mesi. Si tratta di un dato molto significativo anche perché tra i 40 impianti monitorati, ve ne sono alcuni installati su case totalmente elettriche e che pertanto nei mesi invernali hanno consumi elettrici molto elevati. Ci sono poi casi eccezionali (come questo di Luciano di Schio) dove si è riusciti ad ottenere dei risultati sorprendenti anche in inverno grazie alla particolare esposizione (ed inclinazione) dell’impianto fotovoltaico.

Vediamo ora nello specifico una sorta di “legenda” per capire meglio tutti i dati raccolti.

1)Gli impianti che vedi monitorati qui sopra sono tutti di miei clienti che nel corso degli anni hanno deciso di installare un impianto fotovoltaico con un sistema d’accumulo. Nella maggior parte dei casi l’impianto fotovoltaico ha già diversi anni, (quindi anche in conto energia), e l’accumulo è stato aggiunto solo in un secondo momento (in 22 casi su 40 per la precisione).

2)Gli impianti monitorati sono tutti nel nord Italia (e pertanto con condizioni meteo non prettamente favorevoli per la produzione fotovoltaica) e precisamente nelle regioni Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte (se il tuo impianto lo vuoi realizzare in centro o sud Italia potrai ottenere risultati ancora migliori). 

3)Il sistema d’accumulo monitorato è per tutti uguale. Si tratta del Tesla Powerwall 2. La scelta è ricaduta su questo tipo di accumulo per A) creare uniformità e quindi avere un campione statistico utilizzabile. (confrontare impianti fotovoltaici di capacità diverse con sistemi d’accumulo con capacità diverse su case con consumi totalmente diversi non avrebbe dato dei risultati aggregabili utili ad un ragionamento statistico) B)è l’accumulo che oggi viene maggiormente installato dai miei clienti 

4)Come accennato nel punto 3 gli impianti fotovoltaici ai quali è stato installato il sistema d’accumulo sono di diverse potenze. Nei report mensili (clicca qui per vedere l’ultimo disponibile ad oggi di luglio 2019 con una media di autosufficienza energetica del 93,36%) Ho scelto di mettere gli impianti in ordine di potenza crescente (dal più piccolo al più grande) per aiutare chi sta facendo le sue valutazioni sull’acquisto di un fotovoltaico con sistema d’accumulo. 

5)I dati raccolti dimostrano che un impianto fotovoltaico domestico, anche se di piccole dimensioni è in grado di produrre mediamente molta più energia rispetto a quella necessaria per l’autoconsumo dell’abitazione durante il giorno (vi sono poi dei casi specifici, dove l’impianto risulta sottodimensionato rispetto ai consumi dell’immobile (e pertanto in alcuni mesi dell’anno l’accumulo non può essere sfruttato al meglio perché non vi è abbastanza energia da immettervi). In questi casi le motivazioni sono diverse. A)poco spazio sul tetto B)cambiamento dei consumi (aumento) rispetto all’analisi iniziale (es inserimento di sistemi elettrici – pompe di calore per riscaldamento e raffrescamento al posto di tradizionali sistemi a gas). C)impianto fatto in conto energia (pertanto più per utilità finanziaria che per autoconsumo). D)tetto con esposizione non ottimale. Nelle nuove realizzazioni (di fotovoltaico ed accumulo) è importante bilanciare bene i vari impianti (fotovoltaico – accumulo – riscaldamento – raffrescamento – mobilità elettrica) per ottenere il miglior risultato di autosufficienza possibile con il minimo dispendio di risorse economiche. 

6)Per quanto si evince dal punto 5 quindi è importante che il sistema di accumulo sia un “polmone” sufficientemente ampio per garantire l’ottimale utilizzo dell’energia elettrica prodotta. L’errore che spesso viene compiuto (in buona fede dal cliente ed in minor buona fede – o “in ignoranza” – da chi propone l’accumulo) è quello di equiparare i kWp dell’impianto fotovoltaico con i Kwh della capacità d’accumulo. Per capire quale sia il corretto dimensionamento del sistema d’accumulo si deve partire A)dai consumi in kWh (per dimensionare l’impianto fotovoltaico e per valutarne il posizionamento migliore) B)dalla grandezza dell’impianto fotovoltaico (nei casi in cui si voglia associare un accumulo ad un impianto fotovoltaico già esistente ed ovviamente in relazione al punto A) C)Tenendo ben presente le necessità e gli obbiettivi che si vogliono raggiungere (es aumento del consumo elettrico per diminuire il consumo di gas – per la produzione di acqua calda sanitaria o di riscaldamento e raffreddamento ad esempio).

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Se vuoi leggere le analisi dei mesi scorsi ti basta cliccare sul mese di tuo interesse.  maggiogiugnoluglio  agosto, settembre  , ottobre , novembre, e dicembre (2018),  gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio (2019)

Se invece sei pronto ad affrontare il discorso “risparmio energetico” di casa tua mi puoi contattare. Ti chiedo però prima di leggere cosa posso fare per te (e cosa non posso/voglio fare). 

Se vuoi vedere tutte gli ultimi lavori realizzati puoi cliccare qui 

Se vuoi ascoltare e vedere le testimonianze dei clienti che si sono già affidati alla mia consulenza puoi cliccare qui e vedere le video interviste

4 comments
  1. Ciao Lorenzo, ti voglio ringraziare per questo tuo lavoro di analisi. E’ un anno che cercavo di capire se e quanto convenisse installare una batteria sul mio impianto fotovoltaico in scambio sul posto. Nessuno era stato in grado di darmi dei dati concreti!
    Ho fatto la lettura di produzione, immissione ed autoconsumo e avevi proprio ragione. 32% di autoconsumo il resto va in rete. Cioè metto in rete più del doppio di quello che poi uso. Assurdo. Ti ho mandato una mail, ti chiedo cortesemente di poterci vedere per definire i dettagli perché la voglio installare quanto prima.
    Grazie!
    Simo

    1. Ciao Simone,
      sentiamoci al telefono oggi così fissiamo data.
      Gli impianti fotovoltaici funzionano bene e tanto (nella maggiorate dei casi). Il problema è che non “leggendo” le bollette ed i contatori non ci si rende conto di quanto producano e di come non utilizziamo al meglio la corrente elettrica prodotta.
      Vedrai che con l’accumulo e con alcuni miei consigli riuscirai ad ottenere risultati eccezionali.
      Grazie dei complimenti, fanno sempre piacere.
      A presto.
      Lorenzo Valer

  2. Buongiorno Dott. Valer,
    ho una domanda per lei, se mi può rispondere. La scrivo qui invece che via mail perché potrebbe essere utile anche per altri lettori. Ho una casa con riscaldamento a gas con caldaia a condensazione messa da poco più di 6 mesi. Sto valutando un fotovoltaico con accumulo (le invio via mail i miei dati di contatto per avere un preventivo d’intervento). La domanda è la seguente. Mi chiedevo se posso avere dei risultati ancora migliori rispetto alla media annua da lei segnalata del 70% dei suoi clienti. Cioè, non usando io energia elettrica per il riscaldamento, posso ottenere risultati in percentuale migliori? Grazie e complimenti per il suo blog. Lo leggo spesso e volentieri.
    Cordialmente
    Massimo

    1. Buongiorno Massimo,
      sì, di sicuro ci sono persone che hanno una situazione come la sua. Le rispondo volentieri ed in maniera molto semplice. I mesi più critici per la produzione fotovoltaica sono quelli invernali. Diciamo indicativamente (almeno in pianura padana) dicembre -gennaio-febbraio (novembre dipende dagli anni). In questi mesi essendoci meno ore di luce ed avendo il sole un’incidenza diversa sul pannello fotovoltaico i rendimenti sono più bassi. (come si vede dal grafico nell’articolo). Ovviamente se come nel suo caso non vi sono eccessi di consumo di energia nei mesi invernali (tipo pompe di calore per il riscaldamento), i risultati sono di sicuro superiori alla media del grafico. Tra i 40 clienti ve ne sono diversi infatti che hanno una parte (o tutto) il riscaldamento in modalità elettrica. Si veda ad esempio l’ultima colonna del grafico mensile con la descrizione delle abitazioni.
      Vi sono poi dei casi in cui anche con il riscaldamento elettrico è possibile raggiungere risultati straordinari. Ma come scrivo nell’articolo sono risultati che si ottengono tramite una particolare concomitanza di fattori (tetto molto pendente ad esempio) e con un impianto ben bilanciato (ho seguito il cliente in oggetto su tutti i fronti, dal fotovoltaico all’accumulo, al sistema ibrido ed anche al sistema intelligente di produzione dell’acqua calda sanitaria).
      Buona lettura del blog, e se hai bisogno chiedi pure. Il risparmio si può avere, basta scegliere in modo corretto!
      A presto
      Lorenzo Valer

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