Tesla Powerwall 2: ecco la prima bolletta

tesla powerwall 2
Il consumo dei mesi da gennaio a luglio gode già dell’utilizzo di un impianto fotovoltaico. (si vede particolarmente dall’andamento della fascia arancione (dicasi F1). Ad agosto e settembre il risultato dell’utilizzo dell’accumulo fotovoltaico (si vede in particolare nel grafico del consumo serale e notturno in fascia Blu (F2)

Molti mi chiedono di analizzare i consumi post installazione del Tesla Powerwall 2. Chi mi è venuto a trovare all’evento “Casa su misura” di Padova, tenutosi dal 7 al 15 ottobre scorsi, ha potuto vedere in diretta il rendimento del monitoraggio sul grande schermo dello stand ed ha potuto toccare con mano i più famosi sistemi d’accumulo tra cui anche il Powerwall 2.

Per tutti gli altri, pubblico oggi la prima bolletta che mi spedisce Roberto (grazie Roberto !!!). Faccio riferimento alla sua perché è il primo powerwall 2 installato. Ma a breve potremo vedere (e pubblicare) anche i risultati di altri clienti che vorranno condividere la loro esperienza di “quasi autonomia” energetica.

Ma quindi si può avere “bolletta zero”? No, bolletta zero è un concetto non attuabile (se non tramite artifizi), perché rimangono dei costi fissi (minimi) che non permettono questo risultato. [Sì lo so che esistono aziende che propongono questo concetto con la vendita di crediti energetici, il cambio di gestore e l’accumulo virtuale,  ma non lo reputo un sistema perseguibile, sia per i costi che  per le normative vigenti (vedasi detrazione per ristrutturazione edilizia). Questa è la mia opinione, poi, ovviamente, chi decide di perseguire questa strada spero abbia fatto i suoi conti bene.

Ed allora, a cosa posso aspirare? Posso aspirare ad un autoconsumo quasi totale. O meglio ad una soddisfazione quasi totale del mio fabbisogno energetico  ed anche e comunque all’immissione in rete dell’energia in eccesso prodotta dal mio impianto fotovoltaico (continuando a sfruttare quindi lo scambio sul posto).

bolletta elettrica Tesla Powerwall2Se poi voglio fare proprio bingo,  è ancora possibile migliorare qualcosa. Attraverso una maggiore razionalizzazione dell’utilizzo della corrente elettrica a vantaggio di una riduzione dell’uso del gas ad esempio (parlo della produzione di acqua calda sanitaria e/o di riscaldamento attraverso l’utilizzo di pompe di calore pure o ibride). Ed il prossimo passo che farà Roberto per cercare sempre maggiore indipendenza (dal gas in questo caso) sarà quello di migliorare ulteriormente casa sua riducendo la spesa per il riscaldamento con un sistema ibrido.

Veniamo nel dettaglio alla bolletta. Non servono molte parole. Basta vedere la “nullità” dei kWh acquistati nonché l’importo irrisorio della bolletta.  Ah, prima che qualcuno insorga (tanto ci sarà lo stesso qualcuno che non leggerà tutto l’articolo e che commenterà con “Eh, va beh, ma la bolletta di agosto e settembre, con il sole che spacca le pietre, che ci vuole per consumare poco o nulla?”), ribadisco che questo è lo storico disponibile, essendo il powerwall2 installato a luglio.

Quello che posso fare è, volendo fare un passo oltre,  mostrarti  un altro grafico di un altro cliente veneto (parlo di fatti, casi reali !!!). E’ il grafico relativo alla situazione energetica annua del Signor Moreno dalla quale si evince che  con un semplice impianto fotovoltaico da meno di 4 kwp, una famiglia di 4 persone, una batteria d’accumulo Tesla Powerwall 1 da 6,6 kWh (ribadisco, utilizzo questo esempio in quanto al momento non abbiamo uno storico sul consumo di uno o più clienti con il powerwall 2), ed una pompa di calore per l’acqua calda sanitaria, è possibile comperare davvero poca corrente ogni anno. Prova ad immaginare quali risultati avrebbe potuto ottenere il Sig. Moreno con la nuova Tesla da 13,5 kWh (il doppio di capienza !!!)

fotovoltaico con accumulo grafico rendimento
Dal grafico si evince che il cliente con 4 kWp di impianto e con il powerwall1 (6,6 kWh) ha comperato nel 2017 solo un po’ di energia nei mesi di gennaio e febbraio (490 kWh). Per il resto dell’anno è stato autosufficiente ed ha anche immesso in rete ancora il 43% della produzione.

Il sole c’è, la tecnologia anche (in continuo lento ma inesorabile miglioramento). Non esistono scuse. Col risparmio (fiscale finché c’è) ed energetico/economico (abbattendo i costi della bolletta), puoi anche tu fare un passo verso l’indipendenza energetica. Bastano pochi semplici passi ma fatti bene. Passi sicuri col supporto di chi si prende cura di casa tua come se fosse la propria.

Quindi, se vuoi capire meglio come sia possibile entrare nel mondo delle energie rinnovabili o se vuoi migliorare il tuo impianto già esistente non ti resta che leggere chi sono, cosa posso fare per te e scrivermi una mail o contattarmi telefonicamente. 

4 comments
  1. Buongiorno Lorenzo,
    se mi permette mi riallaccio qui per riprendere il discorso delle prestazioni del Powerwall2 fatte nel precedente post.
    Sicuramente si otterranno ottimi risultati e su questo non avevo dubbi (già lo dimostra la bolletta di Roberto che anch’io ringrazio). Quello che però era interessante capire è l’effettiva autonomia del prodotto, cioè sapere i Kwh disponibili in caso di mancata corrente dalla rete esterna o comunque di prelievo continuo dal Powerwall fino ad esaurimento. Un esempio pratico per capirci: prelevare dalle batterie (completamente cariche) ad esempio 2 Kw di continuo e vedere se effettivamente riescono a tenere le quasi 7 ore dichiarate. Se fosse possibile fare questo test (chiedo gentilmente anche a Roberto visto ch’è il primo possessore) ve ne sarei veramente molto grato.
    Grazie mille
    Luciano

    1. Buonasera Luciano,
      tramite l’applicazione (ne parlo a questo link http://risparmiobollette.it/2017/07/28/app-tesla-powerwall2/ ) è possibile vedere il reale andamento del consumo della batteria. Ho personalmente seguito Roberto da remoto nei suoi primi due mesi di utilizzo e confermo che la batteria risponde alle aspettative. Non è indispensabile attaccare un carico da 2 kWh di consumo, basta accendere diversi dispositivi. Il modbus meter (toroide) collegato alla linea elettrica infatti misura (si vede sempre nella app) la potenza richiesta dalla casa ed erogata dalla batteria.
      Per quanto concerne la domanda sulla mancanza di corrente esterna, mi preme ricordare nuovamente che la batteria al momento non può funzionare in assenza di energia dalla rete (vedasi normativa CEI 0-21). Dico al momento perché la batteria in UK e in Australia ad esempio fa già anche da backup. Attenzione, non è solo il powerwall2 che non lo può fare. Nessuna batteria che venga caricata col fotovoltaico connesso alla rete (on grid) e che quindi abbia una connessione con la rete (e non sia solamente off grid), può funzionare in caso di assenza di corrente.
      Questa ed altre informazioni in merito le puoi leggere nelle FAQ a questo link. http://risparmiobollette.it/2017/03/29/tesla-powerwall2-tutte-le-domande-che-mi-avete-fatto/

      1. Grazie Lorenzo per la risposta.
        Non vorrei sembrare tedioso ma la mia domanda era più specifica, cioè volevo capire se si può o avete già avuto modo di verificare che i 13,5 KWh di autonomia sono reali e non solo teorici. Il mio dubbio è che questi sistemi abbiano un autoconsumo (che di solito le aziende non dichiarano) che potrebbe ridurre anche di diversi kWh l’autonomia.
        Grazie mille per la disponibilità.
        Buona domenica.

        1. Ciao Luciano, certi test bisognerebbe farli in laboratorio. Anche perché il consumo (interno) atto al funzionamento della batteria dipende da troppi fattori. In primis dove viene installata. Ma la questione diventa troppo tecnica per l’idea di utilità che ho del blog. Quello che è importante è che il cliente azzeri (o quasi) l’acquisto di corrente elettrica dal gestore. Grazie per il tuo contributo.
          Lorenzo

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