Fotovoltaico autorizzazione negata

paesaggistica negataDa anni ormai si è capito il potenziale del settore energie rinnovabili. Che sia una visione ecologica o che sia solo strettamente economica, poco cambia. E’ evidente. Punto. Oggi finalmente viene risolta una distonia tra la direzione propositiva degli incentivi (conto energia – detrazione fiscale – scambio sul posto ed agevolazioni varie) e l’immobilismo burocratico di alcuni Enti. In ambito di autorizzazione paesaggistica, il Consiglio di Stato infatti, ha recentemente sentenziato che l’autorizzazione per un piccolo impianto fotovoltaico non può essere negata in modo generico. La sentenza è la nr. 1201 del 23 marzo 2016, sez. VI, ed è riferita al caso di un impianto fotovoltaico realizzato sui tetti dei propri edifici da parte di un’azienda agricola. A fronte del diniego dell’autorizzazione paesaggistica, l’azienda era ricorsa al TAR, che aveva dato ragione all’impresa. Successivamente le Amministrazioni, per vedere riconosciuta la propria posizione, avevano ricorso al Consiglio di Stato che però ha confermato l’indicazione del Tribunale Amministrativo.

L'autorizzazione paesaggistica non può essere negata a priori ed in modo generico per l'installazione di impianti fotovoltaici
L’autorizzazione paesaggistica non può essere negata a priori ed in modo generico per l’installazione di impianti fotovoltaici

Il Consiglio di Stato indica infatti che, prima di negare genericamente l’autorizzazione, l’Autorità deve suggerire modalità di installazione meno impattanti verso il paesaggio e l’ambiente circostante, sottolineando che gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili sono opere di pubblica utilità, come indicato nel Decreto Legislativo 387 del 2003. Secondo tale decreto, le opere funzionali agli impianti di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile sono da qualificarsi come opere di pubblica utilità, in quanto la produzione di energia pulita è incentivata dalla legge in vista del perseguimento di preminenti finalità pubblicistiche correlate alla difesa dell’ambiente e dell’ecosistema. Quanto di più, l’art. 12 del medesimo d.lgs. 29 dicembre 2003, n. 387, ha introdotto un procedimento unico semplificato per il rilascio delle autorizzazioni necessarie alla implementazione delle infrastrutture strumentali alla produzione di energia da fonte rinnovabile. Nel caso specifico portato ad esempio ed oggetto della sentenza, il diniego parziale dell’Amministrazione appare di dubbia legittimità, tenendo anche conto che il piccolo impianto fotovoltaico è realizzato nel tetto dei fabbricati, è visibile in minima parte dalla strada panoramica e che l’impianto è realizzato a servizio dell’azienda agricola, che “costituisce essa stessa presidio per la salvaguardia dei valori ambientali e della diversità territoriale”.

Un ulteriore passo di semplificazione verso un unico intento comune: le energie rinnovabili
Un ulteriore passo di semplificazione verso un unico intento comune: le energie rinnovabili

La conclusione interessante che se ne trae è che l’amministrazione preposta alla tutela del vincolo paesaggistico, anche mediante la contestuale indicazione di accorgimenti tecnici sulle modalità allocative degli impianti per la produzione di energia nel paesaggio, deve cercare di favorire la soluzione che consenta la realizzazione dell’intervento con il minor sacrificio dell’interesse paesaggistico nella sua declinazione estetica. Solo qualora l’interesse paesaggistico risulti prevalente, l’amministrazione preposta dovrà fornire una motivazione stringente a supporto del diniego di autorizzazione alla realizzazione di impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile.

Un ulteriore passo è stato fatto verso la semplificazione dell’iter burocratico per l’installazione di sistemi per il risparmio energetico da fonti rinnovabili, soprattutto nella chiarificazione di un processo che se non era, quantomeno sembrava, antinomico.

Efficienza del modulo fotovoltaico

cos'è e come si valuta la percentuale di efficienza di un modulo fotovoltaico?
cos’è e come si valuta la percentuale di efficienza di un modulo fotovoltaico?

Cos’è l’efficienza del modulo fotovoltaico? Come si valuta? Cosa significa? Parliamo di qualità dei moduli? Parliamo di moduli più prestanti? Perché tutti si riempiono la bocca di concetti che non conoscono? Perché è più semplice associare la percentuale di efficienza di un modulo con un prodotto migliore. Ma è davvero così?

Ti tolgo subito il dubbio. Efficienza del pannello non è sinonimo di qualità del pannello. 

L’efficienza valuta semplicemente il rendimento di un determinato tipo di pannello per ogni metro quadrato. In pratica l’efficienza è lo spazio necessario ad un pannello a produrre un determinato quantitativo energetico. Ovvio che se ho un tetto piccolo avrò bisogno di un pannello con un’efficienza maggiore per avere una determinata produzione. Ma se non ho problemi di spazio conviene fare un’accurata valutazione chiedendo un consulto ad un consulente energetico. Piuttosto spesso conviene investire il disavanzo economico tra un pannello e l’altro per “ottimizzare il sistema” e renderlo efficiente anche in caso di ombreggiamenti o in caso di tetti mal esposti o nel caso di dover utilizzare diverse falde con esposizioni differenti per l’installazione.

Spesso non ho bisogno di un modulo più efficiente e posso investire il costo maggiore in altri sistemi di ottimizzazione dell'impianto o di stoccaggio dell'energia
Spesso non ho bisogno di un modulo più efficiente e posso investire il costo maggiore in altri sistemi di ottimizzazione dell’impianto o di stoccaggio dell’energia

Te la faccio ancora più semplice. Un kW è un kW, che sia prodotto da 10 pannelli o che sia prodotto da 9 pannelli. Punto. E’ come il classico esempio da scuola elementare: “pesa di più un chilo di paglia o un chilo di piombo?” Un chilo è sempre un chilo. Quello che cambia sono le dimensioni, e cioè lo spazio occupato.

Nello specifico, l’efficienza è il rapporto tra la potenza elettrica in uscita dai pannelli fotovoltaici e la potenza della radiazione solare che colpisce la superficie captante del modulo. Il valore standard preso a rifermento per indicare l’irraggiamento solare è di 1.000 Watt/mq. Quindi, se ogni metro quadrato viene irradiato da 1.000 watt di energia solare, quanta di questa energia viene effettivamente convertita in elettricità utile, utilizzabile? Detto che ovviamente non è mail il 100% per diverse dispersioni (di cui la maggior parte termiche e di riflessione), i moduli più diffusi arrivano oggi al massimo al 22% di efficienza di conversione.

Una consulenza su misura può aiutarti nella scelta migliore e può farti risparmiare soldi, tempo e dispiaceri.
Una consulenza su misura può aiutarti nella scelta migliore e può farti risparmiare soldi, tempo e dispiaceri.

Ma quali differenze caratterizzano i pannelli fotovoltaici? Ci sono diverse tecnologie di realizzazione dei moduli e diverse sono le tipologie di pannello. Mi limiterò a citare la distinzione maggiore. Ci sono i pannelli in silicio monocristallino, quelli in silicio policristallino. Non approfondirò qui il tema in quanto l’argomento è già stato trattato in un articolo specifico.  Ogni tecnologia ha diverse efficienze di conversione e pertanto come spiegato occupano spazi diversi.

Consulenza ad hoc, progetto su misura e capacità tecniche sono necessarie per fornire una consulenza che risponda alle esigenze specifiche di ogni abitazione
Consulenza ad hoc, progetto su misura e capacità tecniche sono necessarie per fornire una consulenza che risponda alle esigenze specifiche di ogni abitazione

La conclusione è che ci sono ottimi moduli policristallini e ottimi moduli monocristallini. Di sicuro la “qualità” di un prodotto non si definisce dall’efficienza del modulo ma da tutto quello che lo accompagna. Quale la garanzia? Quale l’inverter? Quale sistema di ottimizzazione? Si possono trovare i ricambi? L’azienda che mi propone un prodotto ha esperienza e know how?

Per consulenze o segnalazioni specifiche sono come sempre a disposizione per un sopralluogo gratuito.

Il fotovoltaico che funziona di notte

Per avere i benefici del "sole di notte" non serve andare in Norvegia. Basta dotarsi di un sistema d'accumulo
Per avere i benefici del “sole di notte” non serve andare in Norvegia. Basta dotarsi di un sistema d’accumulo

Esiste un impianto fotovoltaico che funziona di notte? Fino a qualche tempo fa avrei subito pensato tecnicamente alla luce, al sole, alla luna e poi avrei risposto. No, impossibile. Ma prova a non ragionare dal punto di vista fisico e prova invece a pensare dal punto di vista tecnico. Quanto sarebbe bello sfruttare la potenza infinita del sole anche quando rincasi la sera dal lavoro?

Sì, perché oggi è possibile anche per le famiglie che vivono poco la casa di giorno non essere dipendenti dal proprio impianto fotovoltaico consumando istantaneamente la corrente che si produce. Si può infatti immagazzinare l’energia prodotta di giorno dal proprio impianto e non utilizzata e la si può utilizzare poi nel momento in cui realmente ci serve. Se ci pensi è una vera rivoluzione.

IR= irradiazione solare AC= autoconsumo. Oggi si può utilizzare il surplus prodotto dall'impianto fotovoltaico per immagazzinarlo e per utilizzarlo in "differita" quando più ne ho bisogno
IR= irradiazione solare AC= autoconsumo. Oggi si può utilizzare il surplus prodotto dall’impianto fotovoltaico per immagazzinarlo e per utilizzarlo in “differita” quando più ne ho bisogno

Ben inteso, il mio consiglio, come consulente è sempre quello di sfruttare se possibile l’impianto di giorno, in modo diretto. Questo semplicemente perché se ho un accumulo elettrico poi la sera posso sfruttarlo ancora di più per fare altre cose e quindi avrò un risparmio maggiore.

Quindi:

1)Aumento il comfort di casa mia potendo sfruttare di più e meglio la MIA corrente prodotta

2)Non sono più dipendente dal sole e dal suo andamento giornaliero. Posso utilizzare bene  e gratuitamente l’impianto anche nei giorni nuvolosi o di pioggia

3)Massimizzando l’autoconsumo riduco ulteriormente il consumo serale. Riducendo il consumo riduco all’osso il costo della bolletta elettrica.

Anche di sera posso avere energia gratis. Ecologicamente, grazie al lavoro del sole
Anche di sera posso avere energia gratis. Ecologicamente, grazie al lavoro del sole

Ma davvero posso anche se lavoro fare la lavatrice la sera, la lavastoviglie, usare il computer, la tv etc a gratis? Certo, se l’impianto che ho è fatto con i dovuti accorgimenti sia dal punto di vista progettuale che dal punto di vista impiantistico.

Giusto perché a parole ci si può spiegare ma con le immagini e con i fatti ci si capisce meglio nei prossimi giorni pubblicherò alcuni screenshot esemplificativi con un apposito articolo.

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