“IL SOLE ANCHE DI NOTTE”: SEMINARIO SU AUTOCONSUMO ED ACCUMULO FOTOVOLTAICO

Sabato 6 aprile ho avuto il piacere di tenere un seminario dal titolo “Il sole anche di notte” a due aule presso lo Store Tesla di Padova. Durante la mattinata è stato possibile spiegare ai partecipanti quale risparmio si possa ottenere con un impianto fotovoltaico e quale livello di autonomia si può raggiungere aggiungendo all’impianto anche un sistema d’accumulo.

Ringrazio i miei già clienti che sono intervenuti anche per portare la loro testimonianza. E’ sempre con i dati che ci si deve confrontare per delle analisi concrete e personalizzate sul risparmio energetico.

Ringrazio anche tutto lo staff Tesla (sia Motors che Energy) nonché quello di Bioenergia per la collaborazione ed il supporto.

Non smetterò mai di dirlo. Ogni casa, ogni famiglia ha bisogno di avere una consulenza specifica personalizzata. Ci si deve sedere ad un tavolo, capire quali sono le esigenze, i bisogni ed i desideri. Poi si deve fare un progetto ed un preventivo che permetta di capire il reale ammortamento dell’impianto. Con questi dati scritti nero su bianco si procede poi alla realizzazione dell’impianto. I risultati devono essere garantiti e ci devono essere dei sistemi con i quali famiglia e consulente possano monitorare costantemente l’andamento dell’impianto per intervenire con eventuali correzioni.

Non è difficile, basta volerlo e basta trovare il giusto consulente.

Qui puoi sentire le testimonianze di chi si è già affidato alla mia consulenza.

Qui puoi trovare i miei dati di contatto …

FOTOVOLTAICO ED ACCUMULO: AUTOSUFFICIENZA AL 94,46% A MARZO 2019

Ammetto che ho controllato più volte la “formula della media” nel foglio excel con il quale raccolgo mensilmente i dati statistici relativi a fotovoltaico ed accumulo dei miei clienti. I risultati ottenuti a marzo 2019 sono straordinari. La media di autosufficienza dei 28 impianti monitorati per il mese di marzo e del 94,46%.

Credo che i risultati di questo mese parlino da soli. Quindi ne approfitterò per elencare alcuni punti chiave (una sorta di “guida alla lettura”) in modo che tu possa apprezzare al meglio la tabella.

1)Gli impianti che vedi monitorati qui sopra sono tutti di miei clienti che nel corso degli anni hanno deciso di installare un impianto fotovoltaico con un sistema d’accumulo. Nella maggior parte dei casi l’impianto fotovoltaico ha già diversi anni, (quindi anche in conto energia), e l’accumulo è stato aggiunto solo in un secondo momento (in 17 casi su 28 per la precisione).

2)Gli impianti monitorati sono tutti nel nord Italia (e pertanto con condizioni meteo non prettamente favorevoli per la produzione fotovoltaica) e precisamente nelle regioni Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte (se il tuo impianto lo vuoi realizzare in centro o sud Italia pensa quanto meglio può rendere ancora).

3)Il sistema d’accumulo monitorato è per tutti uguale. Si tratta del Tesla Powerwall 2. La scelta è ricaduta su questo tipo di accumulo per A) creare uniformità e quindi avere un campione statistico utilizzabile. (confrontare impianti fotovoltaici di capacità diverse con sistemi d’accumulo con capacità diverse su case con consumi totalmente diversi non avrebbe dato dei risultati aggregabili utili ad un ragionamento statistico) B)è l’accumulo che oggi viene maggiormente installato dai miei clienti

4)Come accennato nel punto 3 gli impianti fotovoltaici ai quali è stato installato il sistema d’accumulo sono di diverse potenze. Ho scelto di mettere gli impianti in ordine di potenza crescente (dal più piccolo al più grande) per aiutare chi sta facendo le sue valutazioni sull’acquisto di un fotovoltaico con sistema d’accumulo. Questi dati infatti possono essere una linea guida per capire in base ai consumi della tua abitazione quale sia la potenza necessaria da installare e quali siano i risultati realizzabili. Ovviamente vuole essere solo un’indicazione in quanto, anche se il campione col tempo avrà sempre dati più completi, è sempre buona cosa fare una valutazione specifica per ogni casa in modo da essere sicuri di fare l’acquisto corretto.

5)I dati raccolti dimostrano che un impianto fotovoltaico domestico, anche se di piccole dimensioni è in grado di produrre mediamente molta più energia rispetto a quella necessaria per l’autoconsumo dell’abitazione durante il giorno (vi sono poi dei casi specifici (es impianti numero 5 – 12 – 17 – 21 – 23) , dove l’impianto risulta sottodimensionato rispetto ai consumi dell’immobile (e pertanto in alcuni mesi dell’anno l’accumulo non può essere sfruttato al meglio perché non vi è abbastanza energia da immettervi). In questi casi le motivazioni sono diverse. A)poco spazio sul tetto B)cambiamento dei consumi (aumento) rispetto all’analisi iniziale (es inserimento di sistemi elettrici – pompe di calore per riscaldamento e raffrescamento al posto di tradizionali sistemi a gas). C)impianto fatto in conto energia (pertanto più per utilità finanziaria che per autoconsumo). D)tetto con esposizione non ottimale. Nelle nuove realizzazioni (di fotovoltaico ed accumulo) è importante bilanciare bene i vari impianti (fotovoltaico – accumulo – riscaldamento – raffrescamento – mobilità elettrica) per ottenere il miglior risultato di autosufficienza possibile con il minimo dispendio di risorse economiche.

6)Per quanto si evince dal punto 5 quindi è importante che il sistema di accumulo sia un “polmone” sufficientemente ampio per garantire l’ottimale utilizzo dell’energia elettrica prodotta (in un prossimo articolo tratterò l’argomento nello specifico). L’errore che spesso viene compiuto (in buona fede dal cliente ed in minor buona fede – o “in ignoranza” – da chi propone l’accumulo) è quello di equiparare i kWp dell’impianto fotovoltaico con i Kwh della capacità d’accumulo. Per capire quale sia il corretto dimensionamento del sistema d’accumulo si deve partire A)dai consumi in kWh (per dimensionare l’impianto fotovoltaico e per valutarne il posizionamento migliore) B)dalla grandezza dell’impianto fotovoltaico (nei casi in cui si voglia associare un accumulo ad un impianto fotovoltaico già esistente ed ovviamente in relazione al punto A) C)Tenendo ben presente le necessità e gli obbiettivi che si vogliono raggiungere (es aumento del consumo elettrico per diminuire il consumo di gas – per la produzione di acqua calda sanitaria o di riscaldamento e raffreddamento ad esempio).

Adesso, se sei arrivato a leggere fino a qui e se sei interessato a rimanere aggiornato su tutte le possibili applicazioni del fotovoltaico e delle energie rinnovabili in genere puoi iscriverti alle newsletter mensile inserendo i tuoi dati in alto a destra (viene inviata una sola mail di newsletter al mese). Se vuoi leggere le analisi dei mesi scorsi ti basta cliccare sul mese di tuo interesse.  maggiogiugnoluglio  agosto, settembre  , ottobre , novembre, e dicembre (2018),  gennaio febbraio (2019)

Se invece sei pronto ad affrontare il discorso “risparmio energetico” di casa tua mi puoi contattare. Ti chiedo però prima di leggere cosa posso fare per te (e cosa non posso/voglio fare).

Se vuoi vedere tutte gli ultimi lavori realizzati puoi cliccare qui

Se vuoi ascoltare e vedere le testimonianze dei clienti che si sono già affidati alla mia consulenza puoi cliccare qui e vedere le video interviste

A presto!

DOPO IL FOTOVOLTAICO ORA INSTALLO L’ACCUMULO. LA TESTIMONIANZA DI EZIO

Oggi sono andato a trovare Ezio a Borgo Valbelluna (BL). Con l’occasione di definire il sistema d’accumulo più adatto alle esigenze Sue e della Sua Famiglia ne abbiamo approfittato per fare 4 chiacchiere e per farci anche qualche risata.

Ezio ha scelto di installare nel 2017 un piccolo impianto fotovoltaico da 2,88 kWp. Ha imparato col tempo ad ottimizzare il suo autoconsumo cercando di sfruttare al massimo l’energia del sole. E, con impegno ha raggiunto percentuali di autoconsumo superiori al 60%. Ora ha deciso di fare un ulteriore passo. Dopo aver visto diverse offerte e sentito diverse campane ha deciso di affidarsi nuovamente alla mia consulenza per districare la matassa di informazioni e di offerte che ha ricevuto.

Andremo pertanto ad installare a casa sua un piccolo sistema d’accumulo al litio per immagazzinare l’energia prodotta in eccesso al fine di ridurre ulteriormente il costo della sue bollette, la dipendenza dalle fonti fossili e per contribuire alla riduzione delle immissioni di CO2 in atmosfera.

Grazie Ezio per avermi concesso la Tua testimonianza e grazie anche per la Tua simpatia coinvolgente.

DA GENNAIO 2019 PRATICA ENEA ANCHE PER L’ACCUMULO FOTOVOLTAICO

Come si poteva immaginare il sito di Enea ha corretto la rotta ed ha inserito anche l’accumulo fotovoltaico negli interventi che necessitano della apposita comunicazione sul portale.

Pertanto, ti aggiorno in modo che tu possa avere le idee chiare.

1)Per gli impianti fotovoltaici installati fino al 31 dicembre 2017 non serve la pratica Enea

2)Per tutti gli impianti fotovoltaici installati dal 1 gennaio 2018 in poi è necessaria la pratica Enea

3)Per i sistemi di accumulo per impianti fotovoltaici installati dal 1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 non è necessaria la pratica Enea

4)Per i sistemi di accumulo per impianti fotovoltaici installati dal 1 gennaio 2019 in poi è necessaria la pratica Enea.

Quindi, se hai installato un impianto fotovoltaico o un sistema d’accumulo nel 2018, rileggi bene sopra e saprai cosa devi fare. Se invece ad oggi 30 marzo 2019 devi ancora installare l’impianto fotovoltaico o il sistema d’accumulo per un impianto già esistente sappi che la pratica Enea è obbligatoria.

Per i miei clienti, tutte le pratiche sono comprese così da evitarti di impazzire in questo “marasma” burocratico.

Buon sole e buon risparmio !!!

RISULTATI RECORD A FEBBRAIO CON FOTOVOLTAICO ED ACCUMULO

Powerwall2 febbraio 2019. Resa del fotovoltaico anche d'inverno

Veloce e soleggiato è passato anche il mese di febbraio. Del forte sole se ne sono accorti tutti i possessori di un impianto fotovoltaico che hanno prodotto molti kWh questo mese. E se ne sono accorti ancora di più (specialmente nelle bollette ) gli utenti che hanno aggiunto al proprio impianto fotovoltaico anche un sistema d’accumulo (Tesla Powerwall2 in questo caso).

Come sempre vediamo gli spunti salienti

  1. La media di autosufficienza energetica per i 26 impianti che sto monitorando, per il mese di febbraio è del 78,35% con picchi che raggiungono addirittura il 92%.
  2. La media del 78,35% è data dal 42,92% dal sole con utilizzo diretto da fotovoltaico mentre il 35,42% è dato dai benefici del sistema d’accumulo.
  3. Alcuni impianti hanno (e siamo solo a febbraio) immesso anche diversi kWh in rete oltre che aver alimentato casa e caricato un batteria da 13,5 kWh , (alla faccia di chi dice che la grande capienza della Powerwall2 è inutile e che tale sistema d’accumulo deve essere installato solo su impianti oltre i 6 kWp… ).
  4. Ci sono due impianti attivati a mese iniziato e pertanto non sono ancora disponibili i dati mensili (se lo saranno aggiornerò il file nei prossimi giorni

Se vuoi vedere tutte le statistiche degli ultimi mesi (sia quelle estive che quelle autunnali ed invernali, puoi leggere i dati del mese di maggiogiugnoluglio  agosto, settembre  , ottobre , novembre, e dicembre (2018) e gennaio (2019)

La domanda che chiunque ha un impianto fotovoltaico si fa sono le seguenti. “Ma per casa mia con i miei consumi, la mia produzione fotovoltaica, l’accumulo conviene? Quale è il tempo di rientro dell’investimento? E’ l’unica soluzione possibile?” Andiamo con ordine

A. Ogni casa, ogni situazione energetica, ogni famiglia necessita di un’analisi accurata dei consumi per capire se l’accumulo sia la soluzione ideale.

B. Maggiore è il consumo energetico (costo della bolletta), minore è il tempo di rientro dell’investimento (per cui per una volta spendere tanto è un vantaggio… ,) )

C. Esistono diverse soluzioni per ottimizzare l’autoconsumo. E vanno valutate tutte prima di decidere cosa sia meglio fare. Il mio lavoro è proprio questo. Aiuto le Famiglie a capire quale sia la soluzione migliore per aumentare l’autoconsumo e risparmiare energia e denaro. Perché con l’energia del sole non produco solo energia elettrica. Posso produrre acqua calda sanitaria per l’utilizzo domestico, posso rinfrescare e riscaldare casa, posso accumulare l’energia per la notte e per i giorni in cui l’impianto produrrà meno. Posso addirittura caricare le batterie di un’auto elettrica (questo è il futuro…).

Con l’energia del sole puoi fare tutte queste cose. E, poiché io amo parlare con i fatti qui puoi vedere gli interventi realizzati negli ultimi anni. Qui puoi vedere le video interviste ai miei clienti che già hanno approfittato della mia consulenza. E qui ci sono i miei recapiti. Se vuoi risparmiare, inquinare meno e renderti energicamente più autosufficiente, questi sono i miei contatti.

GUIDA DETRAZIONI 2019: AGENZIA DELLE ENTRATE

Nel mese di febbraio l’Agenzia delle Entrate ha aggiornato le tre guide “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali”, “Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico” e “Bonus mobili ed elettrodomestici” con tutte le più recenti novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2019. Entrata in vigore il 1° gennaio, la Legge di Bilancio conferma infatti, per tutto il 2019, le detrazioni fiscali del 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia e del 65% per gli interventi di risparmio energetico.

Ci sono anche importanti novità per la mobilità elettrica: per le spese sostenute dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021 relative all’acquisto e all’installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, è prevista la detrazione fiscale del 50%, calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 3.000 euro. Le detrazioni vengono applicate anche alle spese per l’acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica sulle parti comuni degli edifici condominiali.

LINK

Guida “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali”

Guida “Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico” 

Guida “Bonus mobili ed elettrodomestici”

PROROGA ENEA: PER I RITARDATARI

Tutti i miei clienti sono già a posto con la pratica Enea. Gli uffici hanno già provveduto ad inviare tutto il necessario. Ma se non hai usufruito della mia consulenza e sei alla ricerca di informazioni sulla necessità di inviare la comunicazione Enea a seguito di installazione di un impianto fotovoltaico, sei nel posto giusto.

ENEA infatti, informa che per gli interventi di recupero edilizio finalizzati al risparmio energetico e/o utilizzo delle fonti rinnovabili di energia con data di fine lavori nel 2018 che usufruiscono della detrazione 50% BONUS CASA (rif. art. 16 bis, D.P.R. 917/86), il termine per la trasmissione dei dati attraverso il portale https://ristrutturazioni2018.enea.it è prorogato al 1° aprile 2019. Della proroga, pertanto, possono beneficiare tutti gli interventi realizzati nel 2018 con obbligo di comunicazione e in particolare quelli relativi agli interventi realizzati tra il 1° gennaio e il 21 novembre 2018.  

E per gli impianti installati nel 2019? Per la comunicazione a ENEA delle pratiche relative agli interventi terminati nel 2019 occorre attendere la messa online del portale dedicato.

E se ho installato nel 2018 un sistema d’accumulo per il mio fotovoltaico? Come mi devo comportare? In questo caso la pratica Enea non è necessaria come puoi leggere in questo articolo dedicato.

TESLA POWERWALL2 GENNAIO 2019: 55,79% DI AUTONOMIA MEDIA

Anche il mese di gennaio è passato. Ed è tempo di nuove statistiche, approfondimenti e riflessioni. Le giornate lentamente si stanno allungando ed aumenta proporzionalmente la produzione degli impianti fotovoltaici.

Nuova “linfa energetica” per le abitazioni, i consumi ed anche per i sistemi di accumulo quindi. La media mensile dei 26 impianti monitorati si assesta per il mese di gennaio al 55,79%. Da registrare in particolare che:

  1. Il picco di autosufficienza è quello registrato dall’impianto numero 18 (che come detto in questo articolo) gode di un’esposizione invernale assolutamente invidiabile (94,2% con un consumo mensile di 355 kWh.
  2. L’immobile che ha raggiunto il risultato più basso (19,5%) ha però avuto un consumo molto elevato (oltre 800 kWh mensili).
  3. Gli impianti numero 1-2-4 (rispettivamente 79%, 73,9% e 96,4%), hanno raggiunto degli ottimi risultati di autosufficienza energetica nonostante siano degli impianti da circa 3 kWp e nonostante siano impianti che hanno già dieci anni di esercizio.
  4. L’impianto numero 8 ha ottenuto un risultato di autosufficienza energetica del 89,6% nonostante funzioni totalmente in modalità elettrica.

Se invece vuoi vedere i report precedenti, puoi leggere i dati del mese di maggiogiugnoluglio  agosto,  settembre  , ottobre , novembre, e dicembre (2018)

E tu? Stai pensando al sistema d’accumulo da abbinare al tuo impianto fotovoltaico? Stai pensando all’installazione sia del fotovoltaico che dell’accumulo? Hai visto che risultati eccezionali si possono ottenere? Sfrutta l’energia gratuita del sole. Sfrutta gli incentivi. Sfrutta i piani di ammortamento a costo zero. Ogni giorno che passa è un giorno in cui consumi, inquini, spendi. Renditi più autosufficiente. Qui puoi leggere cosa posso fare per te e qui invece ci sono i miei contatti.

UNA SVOLTA GREEN AL TUO BUSINESS: POSIZIONAMENTO, RISPARMIO ED ECOLOGIA

Hai un’azienda? Vuoi che i tuoi clienti diano al tuo lavoro un valore aggiunto? Investi nella sostenibilità del tuo business. E lo devi fare per tre motivi

  1. Ti aiuterà a posizionarti, ed a vendere di più
  2. Ti permetterà di risparmiare sui costi di approvvigionamento energetico e di non essere vincolato al costo della materia prima energetica
  3. Ti permetterà di aumentare il valore della tua impresa con le risorse che già stai pagando (acquisto di energia e fiscalità).

Sempre più aziende e sempre più brand stanno investendo nell’eticità del lavoro e del marchio. E lo fanno sostanzialmente (diciamoci la verità), perché i ritorni economici e d’immagine sono notevoli. Quindi forse, a pochi interesserà veramente farlo per non inquinare. E ci sta. Nel mio lavoro sono convinto che la motivazione a fare gli interventi arriva col tempo e con i risultati. E se per convincere un imprenditore ad investire nel risparmio energetico e quindi etico/ecologico della sua attività devo utilizzare la leva economica mi va bene ugualmente. In questo momento in cui risparmiare risorse e ridurre le emissioni di Co2 in atmosfera è l’obbiettivo (urgente imminente e tassativo…), posso lasciare da parte la filosofia e concentrarmi sul risultato.

Ma vediamo perché, negli ultimi anni, adottare pratiche commerciali sostenibili significa aver compreso la direzione in cui sta andando il mercato, e quindi, alimentare positivamente la riconoscibilità del tuo marchio.

C’è un dato incontrovertibile: i 500 Big mondiali che compaiono nella prestigiosa lista redatta da Fortune sono quelli che prima hanno iniziato a puntare su da un posizionamento chiaro e in linea con il contesto economico sociale del proprio brand. Molte di queste aziende hanno adottato il modello cosiddetto “Triple bottom line” (TBL), ideato dall’imprenditore John Elkington negli anni Novanta. L’idea di fondo è quella che per creare un maggiore valore aziendale sia necessario valutare le proprie prestazioni in una prospettiva più ampia. Questo modello ha infatti si articola su “tre linee” principali: una linea finanziaria, una linea sociale e una ambientale. Ecco quindi che la crescita di un business passa non soli da scelte economico sociali, ma anche dalla definizione di un approccio attento alle esigenze del Pianeta, con la riduzione della produzione di rifiuti, l’adozione di fonti di energia rinnovabile, e riduzione delle emissioni di gas serra.

E’ innegabile che prendersi a cuore il futuro del pianeta e dei suoi abitanti è di per sé un valore. Anche nel mondo del business. Ed è per questo che, sempre di più, consumatori e investitori vogliano premiare aziende che si distinguano per il loro essere pioniere nell’innovazione, a patto che comunichino una visione chiara del futuro e che mettano in atto strategie concrete nella responsabilità sociale d’impresa. Ecco perché promuovere attivamente la tua azienda come un marchio sostenibile risponde a queste tendenze e può generare effetti benefici immediati per i tuoi affari. Le aziende che si dimostrano sostenibili tendono ad attirare clienti più giovani e più coscienziosi, che saranno probabilmente disposti a pagare per prodotti che siano frutto di una produzione attenta agli impatti causati sull’ambiente.

Dopo aver parlato di posizionamento a livello “brand” vediamo anche il lato economico. Perché nel medio periodo sostenibilità significa anche risparmio. Le spese per i consumi energetici costituiscono una voce importante nel bilancio annuale di un’azienda. Ecco perché, per un’azienda che consuma molta elettricità, rendersi indipendente dalla rete di distribuzione comporta a un elevato risparmio in termini economici. Inoltre, la scelta di dotarsi di un impianto fotovoltaico è una scelta “di efficienza”: significa infatti rendere “produttivi” spazi che rimarrebbero inutilizzati come i tetti e tutte le tipologie di coperture.

Ed ora vediamo la chicca delle chicche. E cioè la parte inerente i pagamenti e il rientro fiscale dell’investimento. Infatti, oggi, attraverso l’utilizzo della formula del “noleggio operativo” è possibile scaricare totalmente il costo del bene “noleggiato” in pochissimo tempo (3/5 anni) senza dover mettere in ammortamento in un tempo più lungo. Per un approfondimento sul noleggio operativo puoi leggere qui un articolo specifico.

Se desideri un sopralluogo ed un preventivo d’intervento qui trovi i miei contatti.

SOLO 12 ANNI PER SALVARE IL PIANETA

Se non facciamo oggi subito qualcosa… sarà la fine. Non puoi non prendere la cosa sul serio e non pensarci adesso!

Il problema del surriscaldamento globale lo abbiamo preso troppo sotto gamba. E credo che molti di noi ancora non si rendano conto di quello a cui stiamo andando in contro. Se egoisticamente pensavi: “ci penseranno le generazioni future” sappi che non sarà così e che la tua attuale esistenza è in pericolo. Quindi almeno egoisticamente per te se non pensi alle generazioni future fermati a pensare al problema! Il termine ultimo per fare qualcosa per salvare il Pianeta è più vicino di quanto avevamo pensato. Secondo quanto emerge dal rapporto dell’ONU-IPCC “Riscaldamento globale a 1,5 gradi”, discusso a Incheon in Corea del Sud a fine 2018, se continuiamo così, già nel 2030 supereremo gli 1,5 gradi di temperatura dovuti al riscaldamento globale fissati come limite massimo dagli accordi di Parigi.

Ma vediamo nello specifico, perché 1,5 °C forse non ti dice nulla ed anzi magari pensi che potrai fare il bagno una settimana in più all’anno. Sveglia! Cosa rischiamo che accada? L’aumento di 1,5 °C della temperatura comporterebbe, per esempio, un aumento significativo delle ondate di calore, in particolare ai tropici. Ma non è finita. A questa temperatura, meno di un terzo della barriera corallina sopravvivrebbe. E se si dovesse andare oltre, sfiorando i 2 gradi di aumento della temperatura? Gli effetti sarebbero catastrofici: il 13% degli ecosistemi del pianeta verrebbero meno. Si innescherebbe così una metamorfosi dcosìi  ampie dimensioni che difficilmente l’ecosistema riuscirebbe ad adattarvisi.

Il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) – 91 ricercatori da 44 paesi, che hanno esaminato 6.000 studi in materia – ritiene che evitare che tutto ciò accada è ancora possibile. A patto che iniziamo, tutti, ad impegnarci seriamente in tre direzioni:

1. tagliando le emissioni di gas serra, per esempio passando a energie rinnovabili e all’utilizzo massiccio di veicoli elettrici,

2. rimuovendo la CO2 già presente in atmosfera potenziando la riforestazione, la cattura e lo stoccaggio del carbonio,

3. riducendo l’impronta ecologica della nostra alimentazione

Parlando di numeri: per evitare di superare i limiti fissati dall’accordo di Parigi dovremmo iniziare subito a ridurre drasticamente, almeno del 49%, le emissioni e ad assorbire la CO2 esistente nell’atmosfera. In altre parole: dimezzare le emissioni da fonti fossili spingendo molto di più l’utilizzo di fonti rinnovabili come il solare.

Abbattere l’utilizzo delle fonti fossili è dunque centrale per salvarci da questo pericolo imminente, e in questo ambito la gestione del riscaldamento domestico è un aspetto decisivo. Secondo quanto era emerso un anno fa da uno studio del Politecnico di Milano condotto in 64 città italiane, il 64% della produzione di anidride carbonica deriverebbe proprio dai sistemi di riscaldamento degli edifici. Il traffico impatterebbe per il 10% e le attività industriali per il 26%.

Per chi crede inoltre che la legna o il pellet siano fonti di energia pulita sarebbe interessante leggere la ricerca italo-irlandese pubblicata in queste settimane su Nature Sustainability e condotta nell’area urbana di Dublino, il 70% del PM1 (i particolati ultrasottili e quindi più pericolosi per la nostra salute) proviene dall’utilizzo di lega e torba, contro il 30% rappresentato dagli altri combustibili, anche se solo il 10% dei dublinesi utilizza la legna e la torba come fonti di riscaldamento.

Ognuno di noi può fare qualcosa di concreto per invertire la rotta e il primo passo può essere proprio la scelta di rendere la tua casa sostenibile e al tempo stesso efficiente ed etica.

Vuoi sapere cosa puoi fare tu in concreto? Vuoi sapere quanto ti costerà fare qualcosa in concreto? Vuoi sapere come ridurre la tua impronta ecologica? Vuoi sapere come farlo senza dover smobilitare risorse? Un passo alla volta è possibile farlo. Eugenio lo fa e lo dice da anni. E come lui tanti miei clienti che hanno iniziato con il fotovoltaico per poi passare ai sistemi ibridi, alle pompe di calore ed anche alla mobilità elettrica.

Spesso il limite è la conoscenza. Cioè non si conosce quello che si può fare, non ci si fida e quindi si rimanda. Ma il tempo del rimandare è finito. Devi fare qualcosa adesso per casa tua per i tuoi figli, per la tua e la loro salute. Il pianeta che abiti e che maltratti è casa tua.

Sul sito www.risparmiobollette.it trovi tante informazioni per renderti più indipendente energicamente e per inquinare meno. A questo link trovi l’indice del sito diviso per argomenti. Se invece vuoi una consulenza specifica gratuita mi puoi contattare al 347/0899613 o via mail ad info@risparmiobollette.it oppure risparmiobollette.it@gmail.com . Valuteremo assieme passo passo quale sia la soluzione migliore per casa tua e per la tua famiglia!

Vuoi vedere tutti gli ultimi lavori realizzati? Clicca qui. Se invece vuoi sapere come e quanto si può risparmiare direttamente dalla voce dei miei clienti puoi vedere le video interviste qui.