TESLA POWERWALL2 GENNAIO 2019: 55,79% DI AUTONOMIA MEDIA

Anche il mese di gennaio è passato. Ed è tempo di nuove statistiche, approfondimenti e riflessioni. Le giornate lentamente si stanno allungando ed aumenta proporzionalmente la produzione degli impianti fotovoltaici.

Nuova “linfa energetica” per le abitazioni, i consumi ed anche per i sistemi di accumulo quindi. La media mensile dei 26 impianti monitorati si assesta per il mese di gennaio al 55,79%. Da registrare in particolare che:

  1. Il picco di autosufficienza è quello registrato dall’impianto numero 18 (che come detto in questo articolo) gode di un’esposizione invernale assolutamente invidiabile (94,2% con un consumo mensile di 355 kWh.
  2. L’immobile che ha raggiunto il risultato più basso (19,5%) ha però avuto un consumo molto elevato (oltre 800 kWh mensili).
  3. Gli impianti numero 1-2-4 (rispettivamente 79%, 73,9% e 96,4%), hanno raggiunto degli ottimi risultati di autosufficienza energetica nonostante siano degli impianti da circa 3 kWp e nonostante siano impianti che hanno già dieci anni di esercizio.
  4. L’impianto numero 8 ha ottenuto un risultato di autosufficienza energetica del 89,6% nonostante funzioni totalmente in modalità elettrica.

Se invece vuoi vedere i report precedenti, puoi leggere i dati del mese di maggiogiugnoluglio  agosto,  settembre  , ottobre , novembre, e dicembre (2018)

E tu? Stai pensando al sistema d’accumulo da abbinare al tuo impianto fotovoltaico? Stai pensando all’installazione sia del fotovoltaico che dell’accumulo? Hai visto che risultati eccezionali si possono ottenere? Sfrutta l’energia gratuita del sole. Sfrutta gli incentivi. Sfrutta i piani di ammortamento a costo zero. Ogni giorno che passa è un giorno in cui consumi, inquini, spendi. Renditi più autosufficiente. Qui puoi leggere cosa posso fare per te e qui invece ci sono i miei contatti.

UNA SVOLTA GREEN AL TUO BUSINESS: POSIZIONAMENTO, RISPARMIO ED ECOLOGIA

Hai un’azienda? Vuoi che i tuoi clienti diano al tuo lavoro un valore aggiunto? Investi nella sostenibilità del tuo business. E lo devi fare per tre motivi

  1. Ti aiuterà a posizionarti, ed a vendere di più
  2. Ti permetterà di risparmiare sui costi di approvvigionamento energetico e di non essere vincolato al costo della materia prima energetica
  3. Ti permetterà di aumentare il valore della tua impresa con le risorse che già stai pagando (acquisto di energia e fiscalità).

Sempre più aziende e sempre più brand stanno investendo nell’eticità del lavoro e del marchio. E lo fanno sostanzialmente (diciamoci la verità), perché i ritorni economici e d’immagine sono notevoli. Quindi forse, a pochi interesserà veramente farlo per non inquinare. E ci sta. Nel mio lavoro sono convinto che la motivazione a fare gli interventi arriva col tempo e con i risultati. E se per convincere un imprenditore ad investire nel risparmio energetico e quindi etico/ecologico della sua attività devo utilizzare la leva economica mi va bene ugualmente. In questo momento in cui risparmiare risorse e ridurre le emissioni di Co2 in atmosfera è l’obbiettivo (urgente imminente e tassativo…), posso lasciare da parte la filosofia e concentrarmi sul risultato.

Ma vediamo perché, negli ultimi anni, adottare pratiche commerciali sostenibili significa aver compreso la direzione in cui sta andando il mercato, e quindi, alimentare positivamente la riconoscibilità del tuo marchio.

C’è un dato incontrovertibile: i 500 Big mondiali che compaiono nella prestigiosa lista redatta da Fortune sono quelli che prima hanno iniziato a puntare su da un posizionamento chiaro e in linea con il contesto economico sociale del proprio brand. Molte di queste aziende hanno adottato il modello cosiddetto “Triple bottom line” (TBL), ideato dall’imprenditore John Elkington negli anni Novanta. L’idea di fondo è quella che per creare un maggiore valore aziendale sia necessario valutare le proprie prestazioni in una prospettiva più ampia. Questo modello ha infatti si articola su “tre linee” principali: una linea finanziaria, una linea sociale e una ambientale. Ecco quindi che la crescita di un business passa non soli da scelte economico sociali, ma anche dalla definizione di un approccio attento alle esigenze del Pianeta, con la riduzione della produzione di rifiuti, l’adozione di fonti di energia rinnovabile, e riduzione delle emissioni di gas serra.

E’ innegabile che prendersi a cuore il futuro del pianeta e dei suoi abitanti è di per sé un valore. Anche nel mondo del business. Ed è per questo che, sempre di più, consumatori e investitori vogliano premiare aziende che si distinguano per il loro essere pioniere nell’innovazione, a patto che comunichino una visione chiara del futuro e che mettano in atto strategie concrete nella responsabilità sociale d’impresa. Ecco perché promuovere attivamente la tua azienda come un marchio sostenibile risponde a queste tendenze e può generare effetti benefici immediati per i tuoi affari. Le aziende che si dimostrano sostenibili tendono ad attirare clienti più giovani e più coscienziosi, che saranno probabilmente disposti a pagare per prodotti che siano frutto di una produzione attenta agli impatti causati sull’ambiente.

Dopo aver parlato di posizionamento a livello “brand” vediamo anche il lato economico. Perché nel medio periodo sostenibilità significa anche risparmio. Le spese per i consumi energetici costituiscono una voce importante nel bilancio annuale di un’azienda. Ecco perché, per un’azienda che consuma molta elettricità, rendersi indipendente dalla rete di distribuzione comporta a un elevato risparmio in termini economici. Inoltre, la scelta di dotarsi di un impianto fotovoltaico è una scelta “di efficienza”: significa infatti rendere “produttivi” spazi che rimarrebbero inutilizzati come i tetti e tutte le tipologie di coperture.

Ed ora vediamo la chicca delle chicche. E cioè la parte inerente i pagamenti e il rientro fiscale dell’investimento. Infatti, oggi, attraverso l’utilizzo della formula del “noleggio operativo” è possibile scaricare totalmente il costo del bene “noleggiato” in pochissimo tempo (3/5 anni) senza dover mettere in ammortamento in un tempo più lungo. Per un approfondimento sul noleggio operativo puoi leggere qui un articolo specifico.

Se desideri un sopralluogo ed un preventivo d’intervento qui trovi i miei contatti.

SOLO 12 ANNI PER SALVARE IL PIANETA

Se non facciamo oggi subito qualcosa… sarà la fine. Non puoi non prendere la cosa sul serio e non pensarci adesso!

Il problema del surriscaldamento globale lo abbiamo preso troppo sotto gamba. E credo che molti di noi ancora non si rendano conto di quello a cui stiamo andando in contro. Se egoisticamente pensavi: “ci penseranno le generazioni future” sappi che non sarà così e che la tua attuale esistenza è in pericolo. Quindi almeno egoisticamente per te se non pensi alle generazioni future fermati a pensare al problema! Il termine ultimo per fare qualcosa per salvare il Pianeta è più vicino di quanto avevamo pensato. Secondo quanto emerge dal rapporto dell’ONU-IPCC “Riscaldamento globale a 1,5 gradi”, discusso a Incheon in Corea del Sud a fine 2018, se continuiamo così, già nel 2030 supereremo gli 1,5 gradi di temperatura dovuti al riscaldamento globale fissati come limite massimo dagli accordi di Parigi.

Ma vediamo nello specifico, perché 1,5 °C forse non ti dice nulla ed anzi magari pensi che potrai fare il bagno una settimana in più all’anno. Sveglia! Cosa rischiamo che accada? L’aumento di 1,5 °C della temperatura comporterebbe, per esempio, un aumento significativo delle ondate di calore, in particolare ai tropici. Ma non è finita. A questa temperatura, meno di un terzo della barriera corallina sopravvivrebbe. E se si dovesse andare oltre, sfiorando i 2 gradi di aumento della temperatura? Gli effetti sarebbero catastrofici: il 13% degli ecosistemi del pianeta verrebbero meno. Si innescherebbe così una metamorfosi dcosìi  ampie dimensioni che difficilmente l’ecosistema riuscirebbe ad adattarvisi.

Il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) – 91 ricercatori da 44 paesi, che hanno esaminato 6.000 studi in materia – ritiene che evitare che tutto ciò accada è ancora possibile. A patto che iniziamo, tutti, ad impegnarci seriamente in tre direzioni:

1. tagliando le emissioni di gas serra, per esempio passando a energie rinnovabili e all’utilizzo massiccio di veicoli elettrici,

2. rimuovendo la CO2 già presente in atmosfera potenziando la riforestazione, la cattura e lo stoccaggio del carbonio,

3. riducendo l’impronta ecologica della nostra alimentazione

Parlando di numeri: per evitare di superare i limiti fissati dall’accordo di Parigi dovremmo iniziare subito a ridurre drasticamente, almeno del 49%, le emissioni e ad assorbire la CO2 esistente nell’atmosfera. In altre parole: dimezzare le emissioni da fonti fossili spingendo molto di più l’utilizzo di fonti rinnovabili come il solare.

Abbattere l’utilizzo delle fonti fossili è dunque centrale per salvarci da questo pericolo imminente, e in questo ambito la gestione del riscaldamento domestico è un aspetto decisivo. Secondo quanto era emerso un anno fa da uno studio del Politecnico di Milano condotto in 64 città italiane, il 64% della produzione di anidride carbonica deriverebbe proprio dai sistemi di riscaldamento degli edifici. Il traffico impatterebbe per il 10% e le attività industriali per il 26%.

Per chi crede inoltre che la legna o il pellet siano fonti di energia pulita sarebbe interessante leggere la ricerca italo-irlandese pubblicata in queste settimane su Nature Sustainability e condotta nell’area urbana di Dublino, il 70% del PM1 (i particolati ultrasottili e quindi più pericolosi per la nostra salute) proviene dall’utilizzo di lega e torba, contro il 30% rappresentato dagli altri combustibili, anche se solo il 10% dei dublinesi utilizza la legna e la torba come fonti di riscaldamento.

Ognuno di noi può fare qualcosa di concreto per invertire la rotta e il primo passo può essere proprio la scelta di rendere la tua casa sostenibile e al tempo stesso efficiente ed etica.

Vuoi sapere cosa puoi fare tu in concreto? Vuoi sapere quanto ti costerà fare qualcosa in concreto? Vuoi sapere come ridurre la tua impronta ecologica? Vuoi sapere come farlo senza dover smobilitare risorse? Un passo alla volta è possibile farlo. Eugenio lo fa e lo dice da anni. E come lui tanti miei clienti che hanno iniziato con il fotovoltaico per poi passare ai sistemi ibridi, alle pompe di calore ed anche alla mobilità elettrica.

Spesso il limite è la conoscenza. Cioè non si conosce quello che si può fare, non ci si fida e quindi si rimanda. Ma il tempo del rimandare è finito. Devi fare qualcosa adesso per casa tua per i tuoi figli, per la tua e la loro salute. Il pianeta che abiti e che maltratti è casa tua.

Sul sito www.risparmiobollette.it trovi tante informazioni per renderti più indipendente energicamente e per inquinare meno. A questo link trovi l’indice del sito diviso per argomenti. Se invece vuoi una consulenza specifica gratuita mi puoi contattare al 347/0899613 o via mail ad info@risparmiobollette.it oppure risparmiobollette.it@gmail.com . Valuteremo assieme passo passo quale sia la soluzione migliore per casa tua e per la tua famiglia!

Vuoi vedere tutti gli ultimi lavori realizzati? Clicca qui. Se invece vuoi sapere come e quanto si può risparmiare direttamente dalla voce dei miei clienti puoi vedere le video interviste qui.

FOTOVOLTAICO ED ACCUMULO: LE STATISTICHE DI DICEMBRE 2018 AUTOSUFFICIENZA AL 43,72%

Caro lettore, innanzitutto buon anno. Ti auguro che sia ricco di sole, ecologia e risparmi. Ecco il file riepilogativo con le statistiche ed i rendimenti (per il mese di dicembre 2018) dell’impianti fotovoltaico con accumulo Tesla Powerwall2 che sto tenendo monitorati mensilmente. Vediamo le novità e le osservazioni di questo mese:

L'immagine mostra i dati di ogni impianto fotovoltaico con accumulo attualmente monitorato a fini statistici per www.risparmiobollette.it . Attualmente sono 25 gli impianti monitorati. Sono tutti impianti di accumulo Tesla Powerwall 2 su fotovoltaici esistenti o su impianti nuovi realizzati assieme all'accumulo
L’immagine mostra i dati di ogni impianto fotovoltaico con accumulo attualmente monitorato a fini statistici per www.risparmiobollette.it . Attualmente sono 25 gli impianti monitorati. Sono tutti impianti di accumulo Tesla Powerwall 2 su fotovoltaici esistenti o su impianti nuovi realizzati assieme all’accumulo
  1. Ci sono dei nuovi impianti monitorati che ci permettono di ampliare il campione statistico.
  2. Ho aggiunto ulteriori specifiche nelle descrizioni delle case e dei relativi impianti monitorati (tipo di riscaldamento pdc- hybrid system – casa totalmente elettrica etc…)
  3. Ho aggiornato la resa media (calcolata sul periodo dal quale l’impianto è monitorato. Anche la data di inizio monitoraggio è segnalata).
  4. L’autosufficienza energetica media del mese è del 43,72%
  5. Gli impianti installati in collina (anche leggermente sopra la pianura padano veneta) hanno un rendimento invernale decisamente migliore. Il maggior rendimento dipende dalla minore presenza di nebbie dense e dalla minore presenza di cappa (smog) dovuta al funzionamento degli impianti di riscaldamento.
  6. Nei mesi invernali gli impianti installati su tetti o coperture molto pendenti 35-45 gradi, hanno un rendimento molto più elevato a parità di potenza rispetto ad impianti con inclinazione inferiore ai 20 gradi (si veda il rendimento eccezionale dell’impianto numero 18). Maggior rendimento del fotovoltaico significa poter sfruttare di più e meglio il sistema di accumulo che permette così di coprire anche giornate poco soleggiate e funge quindi da “ampio polmone” per sopperire al meteo invernale poco favorevole al fotovoltaico.
  7. I dati registrati sui tetti molto pendenti fa ben sperare per le nuove installazioni su parete o su balcone che alcune “soluzioni architettoniche moderne” stanno proponendo. L’ideale in questo caso sarebbe avere un impianto fotovoltaico un po’ più ampio con diverse pendenze ed orientamenti per coprire il “consumo basale” dell’immobile in ogni stagione.

AUGURI DI BUONE FESTE !

Pare che ieri sia definitivamente stata approvata la legge finanziaria che conferma gli incentivi “invariati” anche per l’anno 2019.

Una buona notizia, che pareva scontata negli ultimi mesi. Questa notizia lascia ben sperare per un proficuo e solare anno 2019 ricco di impianti e di risparmio energetico.

Cari lettori del blog, cari clienti ed amici: che questi giorni possano essere sereni e carichi di affetti, che l’anno si concluda con ottimi amici e buoni propositi. E che gli stessi propositi possano realizzarsi nell’anno nuovo. Il mio augurio più caldo e sincero”

Per augurarvi buone feste vi lascio con il “video natalizio” di Solaredge, partner commerciale che stimo molto. Mi sono permesso di tradurre la “storia iniziale” e di sottotitolarla così anche i meno avvezzi all’inglese potranno comprendere assieme il messaggio.

SALVIAMO LA TERRA DALL’INQUINAMENTO E DAI COMBUSTIBILI FOSSILI CON LE ENERGIE RINNOVABILI E LA FORZA DIROMPENTE, GRATUITA E PULITA DEL SOLE !!!

PRATICA ENEA 2018: PER I SISTEMI DI ACCUMULO FOTOVOLTAICO NON E’ NECESSARIA

In questi giorni molti lettori del blog mi chiedono delucidazioni in merito all’obbligo o meno di compilare la “pratica enea” per gli accumuli installati per sfruttare al meglio il proprio impianto fotovoltaico. Il dubbio nasce dal fatto che nell’elenco degli interventi ammessi alla detrazione e di conseguenza sottoposti all’obbligo di comunicazione a ENEA, al momento è presente soltanto la voce “impianti fotovoltaici” e non “storage/sistemi di accumulo”.

Anie rinnovabili ha fatto apposita domanda all’Enea:

“Per l’installazione dei sistemi di accumulo (che presentano i requisiti idonei ad accedere alla detrazione del 50%) è obbligatorio dichiarare l’intervento a ENEA?”

”Ed ecco la risposta di ENEA • “Almeno per il 2018, vanno trasmessi solo i dati indicati nel sito web”.

Pertanto ad oggi non è necessario effettuare la comunicazione a ENEA per gli interventi di installazione di sistemi di accumulo ammessi alle detrazioni fiscali del 50%. Tuttavia, (visto che per Enea basterà mettere nell’elenco anche la voce sistemi di accumulo), non si escludono modifiche al portale ed alle modalità di comunicazione nel corso del 2019.

Se vuoi essere sempre aggiornato su tutte le novità in ambito energie rinnovabili ti basta iscriverti alle newsletter gratuita inserendo il tuo nome la tua mail nell’apposito spazio in altro a destra.PS: Per tutti i miei clienti anche la pratica Enea è compresa nel costo dell’intervento! 

RICARICARE L’AUTO ELETTRICA DA CASA

La direzione è l’elettrico. Lo dico da tempo (leggi qui). E piano piano, sempre più famiglie si stanno dotando di auto ibride plug in o elettriche (in questo articolo puoi vedere degli esempi/modelli di auto nonché le risposte alle domande che quotidianamente mi vengono poste su risparmio energetico e mobilità elettrica).

Il connubio perfetto è quello coinvolge risparmio energetico (fotovoltaico) e mobilità sostenibile (in questo articolo parlo delle buone pratiche dei “Garabugi”). E’ infatti possibile ricaricare anche a casa la propria auto elettrica. Ma come? Ma quanto? Ma quando?

OVVIAMENTE I CASI E LE COMBINAZIONI POSSIBILI SONO TANTISSIME. “L’EFFICACIA DELLA RICARICA DOMESTICA DERIVA DA DIVERSI FATTORI / POSSIBILITA’ / ABITUDINI. 

A) Quanta potenza eroga l’impianto fotovoltaico

B) Quando posso ricaricare l’auto (in che orari)

C) La dimensione (quanti kWh) dell’accumulo da ricaricare

D) Il tipo di utilizzo che si fa del mezzo.

VEDIAMO QUELLO PIU’ PLAUSIBILE / COMODO / EFFICIENTE / ECONOMICAMENTE SOSTENIBILE: 

1) Poter ricaricare l’auto a casa di giorno (anche solo parte della giornata)

2) Avere un utilizzo dell’auto (in chilometri) compatibile con la velocità/ore di ricarica 

Ad oggi il sistema ideale è quello di utilizzare il sistema di ricarica (qui ad esempio puoi vedere un inverter TOP con il suo sistema di ricarica pronto all’uso) per aumentare l’autoconsumo del proprio impianto fotovoltaico. In questo modo è possibile ricaricare piccole auto elettriche che vengono utilizzate per percorsi chilometrici limitati. Una soluzione per approcciare la mobilità elettrica ed al contempo non modificare le proprie abitudini in termini di tempo e mobilità, può essere quella di avere l’auto elettrica come seconda auto di famiglia. 

ATTENZIONE: Questo non significa non poter avere situazioni famigliari diverse, dove poter pensare alla sola mobilità elettrica per eliminare il motore endotermico. L’articolo vuole essere un’indicazione e prende come caso campione/ideale quello di un impianto medio/piccolo (tra i 3 ed i 6 kWp) e di una famiglia media come quelle che visitiamo quotidianamente. 

E’ possibile approntare la mobilità elettrica anche in situazioni famigliari / abitudini / utilizzi diversi da quella sopra, utilizzando ad esempio la ricarica notturna (sfruttando lo scambio sul posto) o integrando la ricarica domestica con le colonnine pubbliche esistenti. 

Anche chi acquista un’auto Tesla (che ha una capacità della batteria molto ampia, anche oltre i 100 kWh),  può installare nel proprio garage una colonnina di ricarica che permetta di utilizzare il ricovero notturno per ricaricare in tutto o in parte (dipende dai km che si fanno), il proprio veicolo.

E tu hai un’auto elettrica? La vuoi comperare? Vuoi ricaricarla da casa con l’energia in eccesso prodotta dal tuo impianto fotovoltaico?

Chiedimi una consulenza. Sarò in gradi di darti tutte le indicazioni per produrre ed auto consumare gratuitamente l’energia che il sole ogni giorno con forza ci “regala”.  

Se vuoi sapere come si sono trovati con la mia consulenza i miei clienti puoi cliccare qui e sentire/vedere le loro testimonianze. 

Se invece sei curioso di vedere tutti gli ultimi impianti realizzati puoi guardare la galleria fotografica cliccando qui 

META’ DICEMBRE: FOTOVOLTAICO ED ACCUMULO DA RECORD A SCHIO (VI)

Il mese di novembre non è stato meteorologicamente performante rispetto allo stesso mese del 2017 e del 2016. Ma dopo un autunno eccezionale era prevedibile e forse anche auspicabile. Nei giorni scorsi il sole ha invece fatto capolino in modo deciso permettendo di ottenere dei risultati di produzione ed autoconsumo eccezionali per il mese/stagione. 

Oggi ti riporto i risultati ottenuti da Luciano, mio cliente di Schio (prov. Vicenza) che negli ultimi due anni si è affidato alla mia consulenza installando nell’ordine A) un impianto fotovoltaico da 3,9 kWp, con ottimizzatori di potenza B)un sistema ibrido daikin (pompa di calore da 5 kW e caldaia a doppia condensazione da 33 kW) C)un sistema intelligente Solaredge/Ariston per la produzione di acqua calda sanitaria per sfruttare al massimo la potenza del sole ed immagazzinare l’energia fotovoltaica in eccesso D) un aumento di potenza dell’impianto esistente con l’aggiunta di n.3 pannelli (1 kWp in più circa, portando l’impianto a 4,9 kWp) ed infine, E)un sistema di accumulo Tesla Powerwall2 da 13,2 kWh (installato da poco). 

Nella foto a fianco puoi vedere il risultato ottenuto in due giorni di sole consecutivi (11-12 dicembre scorsi). Ma come si può leggere il grafico di produzione a fianco? E come ha utilizzato la sua energia Luciano? Semplicemente in modo ottimale (e totalmente automatico ovviamente). 

Il giorno 11 dicembre l’impianto da 4,9 kWp ha prodotto 20,62 kWh. L’autoconsumo è stato del 65% (13,41 kWh) e l’energia esportata è pari al 35% (e cioè 7,21 kWh). Grazie a questa produzione Luciano ha coperto il 96% del suo fabbisogno (leggi sotto), acquistando dalla rete solamente 0,5 kWh (su un consumo totale giornaliero di 13,91 kWh). 

Il giorno 12 dicembre ha prodotto addirittura 22,31 kWh. L’autoconsumo è stato del 74% (16,46 kWh) e l’energia esportata è pari al 26% (e cioè 5,85 kWh). Grazie a questa produzione Luciano ha coperto il 97% del suo fabbisogno, acquistando dalla rete solamente 0,5 kWh (su un consumo totale giornaliero di 16,99 kWh). 

Quindi in questi due giorni ha: 1)sfamato energicamente le utenze della sua abitazione 2)riscaldato casa con la pompa di calore (sistema ibrido elettricità/gas) attraverso un sistema di riscaldamento a termosifoni! 3)caricato la batteria d’accumulo da 13,2 kWh, 4)Caricato un accumulo da 100 litri per acqua calda sanitaria. E dopo aver fatto questo ha anche immesso l’energia in eccesso in rete (che gli verrà pagata/rimborsata tramite lo scambio sul posto). 

ATTENZIONE: non tutte le giornate invernali sono così. Capitano giornate cupe, nebbiose, piovose dove di sicuro questi rendimenti non saranno possibili. Ma oggi voglio porre l’attenzione su quello che è possibile realizzare e che qualche anno fa era ritenuto impensabile, alimentare, riscaldare ed immagazzinare tutta l’energia necessaria al sostentamento di un immobile (casa a schiera anni 80) anche a metà dicembre.

Adesso ti chiederai cosa ha speso Luciano per fare questo intervento che gli permette di inseguire/perseguire il suo obbiettivo di non consumare/comperare risorse non autoprodotte. Un impianto come questo è realizzabile anche a costo zero. Cosa significa? Significa sfruttare le agevolazioni fiscali ed il risparmio in bolletta per fare l’impianto senza aver costi iniziali e quindi sfruttando il risparmio per coprire il costo dell’impianto. Se vuoi capire se anche casa tua ha le caratteristiche necessarie per poter realizzare un impianto come quello di Luciano mi puoi chiedere un sopralluogo ed un preventivo gratuito. Ringraziando Luciano per la fiducia accordata auguro a lui ed a tutti i possessori di impianti per il risparmio energetico “buon sole”!

CONTATTAMI PER UN SOPRALLUOGO E/O UN PREVENTIVO GRATUITO VIA MAIL O TELEFONO


RENDIMENTI DI FOTOVOLTAICO E TESLA POWERWALL2: A NOVEMBRE 45,73%

Ed anche il mese di novembre è finito. Ed arriva puntuale il report mensile che stavi aspettando. Quali novità ci riserverà l’approfondimento numerico su produzione fotovoltaica ed accumulo per il mese appena passato? Come sempre cerchiamo di analizzare punto per punto la situazione.

1)NUOVI PARAMETRI DI ANALISI. Ho inserito nello schema alcune nuove voci affinché si possano meglio interpretare i dati numerici ed affinché sia per me possibile aggiungere il numero  di impianti monitorati. Ho pertanto inserito a)la data dalla quale ogni singolo impianto è monitorato tramite report mensile b)la percentuale media annua raggiunta da ogni impianto (ovviamente la media è riferita ai mesi dal quale l’impianto è monitorato e non a tutto l’anno solare. c)delle specifiche/note che possono aiutare a capire per quale motivo ci possano essere grosse differenze di consumo e di percentuale di autosufficienza anche a parità di grandezza d’impianto fotovoltaico

2)NUMERO IMPIANTI MONITORATI. Ad oggi gli utenti (residenziali) che hanno dato il consenso alla privacy per il monitoraggio degli impianti sono 22.

3)NON CI SONO PIU’ LE MEZZE STAGIONI. Dal report si evidenzia che il mese di novembre 2018 è lo spartiacque tra l’estate e l’inverno. Quest’anno abbiamo avuto un’estate prolungata con temperature miti e giornate soleggiate anche nel mese di ottobre. Novembre invece è stato molto piovoso.

4) IL PRIMO FREDDO INTENSO: ACCENSIONE DEL RISCALDAMENTO A PIENO REGIME. Nelle case sono stati accesi gli impianti di riscaldamento. Pertanto a)nelle case con riscaldamento a gas probabilmente non si utilizzano più gli split dell’aria condizionata in pompa di calore (riducendo i consumi elettrici di ottobre) ma b) le case che hanno pompa di calore o sistema ibrido hanno ovviamente aumentato di molto i consumi.

5) MENO ORE DI LUCE E MINORE INTENSITA’. Nel mese di novembre l’arco solare è ancora più basso nel cielo rispetto al mese precedente. Oltre alla minor potenza/intensità,  sono minori il numero di ore 10,26 (media nord Italia al 31 ottobre) contro le 9.21 ore (media nord Italia al 30 novembre)

CONCLUSIONI:

A) Sto cercando di rendere sempre più fruibile il report inserendo nuove voci e parametri che possano aiutare ad orientarsi nella scelta coloro che stanno pensando ad un sistema di accumulo.

B) Nonostante tutta la buona volontà non possiamo fare miracoli. Il limite in questo mese (al nord Italia) è l’incidenza del sole sui pannelli. Pertanto ci sono giornate in cui il sistema d’accumulo da 13,2 kWh non viene sfruttato a pieno.

C) Nei 22 impianti monitorati la resa del 45,73% di media è stata data per il 24,59 dal solare fotovoltaico e per il 21,14 dall’accumulo. Pertanto l’accumulo ha un peso sul risparmio da energie rinnovabili quasi del 50% nonostante l’energia che gli sia stata fornita sia molto poca.

Ogni contributo/commento costruttivo ed inerente l’analisi è ben accetto ed è possibile inserirlo qui sotto.

Per chi desidera un preventivo d’intervento per un fotovoltaico con accumulo o anche solo per l’accumulo, questi sono i miei riferimenti. 

Non perderti nessun nuovo articolo. Iscriviti alla newsletter gratuita (un invio mensile) inserendo i tuoi dati in alto a destra in questa pagina.

Se invece vuoi vedere i report precedenti, puoi leggere i dati del mese di maggiogiugno, luglio ed agosto, settembre  ed ottobre (2018)

INQUINAMENTO E CAMBIAMENTI CLIMATICI: OGNUNO DEVE FARE LA SUA PARTE

E’ qualche settimana che voglio scrivere questo post. In realtà ho dovuto/voluto aspettare che passasse l’emotività del terribile momento di “disastro ambientale” del Trentino Alto Adige e del Veneto per poter riflettere più  a mente fredda.

Alcuni eventi atmosferici ci sono stati anche nel passato e non sono quindi una novità odierna. La storia tristemente ci ricorda delle alluvioni, degli eventi sismici o dei disastri idrogeologici. Quello che è innegabile però è che il nostro solo “esistere” sulla terra è invasivo. Ma siamo consapevoli di quanto lo sia? Sappiamo come possiamo contribuire ad un ambiente migliore e più salubre?

In gergo si parla di “impronta ecologica” ed è il metro per capire e “pesare” quanto siano o meno sostenibili  i nostri stili di vita. (Qui è possibile leggere tutto in merito all’impronta ecologica) Ma come si calcola la propria impronta ecologica? Per fare questo calcolo si tengono in considerazione, per ogni bene consumato, le quantità e il loro rendimento, ottenendo il corrispondente della superficie consumata. Per valutare il consumo di energia invece, si tiene conto delle tonnellate equivalenti di carbonio prodotte e si calcola quanta superficie di terra “forestata” sia necessaria per assorbirle.

Il calcolo dell’impronta ecologica è piuttosto complesso, poiché prende in considerazione diversi fattori: terreno per l’energia (terreno forestato necessario ad assorbire l’anidride carbonica); terreno agricolo; pascoli; foreste( superficie destinata alla produzione di legname); superficie edificata (insediamenti abitativi, impianti industriali, aree servizi, strade); mare.

Nei sistemi di monitoraggio Solaredge vengono calcolati in base alla produzione dell’impianto fotovoltaico, l’equivalente di quanti kg di Co2 non sono stati prodotti e l’equivalente del numero di alberi piantati

I diversi apporti vengono introdotti in un foglio di calcolo o in formule specifiche che riducono le superfici in misure comuni, attribuendovi un peso proporzionale. In questo modo viene individuata l’”area equivalente” necessaria a produrre la quantità di biomassa sfruttata da un individuo o da un gruppo, misurata in “ettari globali” (gha), a partire dalla realtà locale per arrivare alla situazione mondiale, passando attraverso regioni e nazioni.

Ovviamente, l’impronta ecologica è un “metro” che ha i suoi limiti in quanto trasforma tutti i comportamenti in “unità di misura terra”. Pertanto vuole essere uno spunto di riflessione per capire quanto le nostre piccole azioni in realtà siano molto condizionanti per il nostro ecosistema.

E’ interessante vedere come, l’installazione di sistemi per il risparmio energetico contribuiscano a ridurre la nostra dipendenza da fonti fossili ed al contempo contribuiscano a ridurre le immissioni di CO2 in atmosfera.

Nel sistema di monitoraggio dell’impianto fotovoltaico (Solaredge) è ben visibile questo dato che contribuisce alla consapevolezza di ogni utente dell’effetto positivo che ha l’installazione di sistemi per il risparmio energetico sull’ambiente che ci circonda, sulla qualità dell’aria e sullo sfruttamento del nostro pianeta.

Riepilogando: puoi risparmiare sulle bollette, puoi farti restituire le tasse pagate, puoi produrti da solo l’energia che ti serve, puoi contribuire a ridurre il nostro peso sul pianeta. E puoi farlo senza investire risorse ma utilizzando quello che stai attualmente pagando.

LA DOMANDA CHE TI DEVE SORGERE SPONTANEA E CHE DEVE SMUOVERE QUALCOSA DENTRO DI TE E’ LA SEGUENTE: PERCHE’ NON LO HAI ANCORA INSTALLATO? COSA TI FRENA? FALLO PER TE, PER LE TUE BOLLETTE, FALLO PER LA SALUTE DEI TUOI FIGLI E DEI TUOI NIPOTI, FALLO PER IL PIANETA.

Qui i miei riferimenti per una consulenza gratuita