RISULTATI RECORD A FEBBRAIO CON FOTOVOLTAICO ED ACCUMULO

Powerwall2 febbraio 2019. Resa del fotovoltaico anche d'inverno

Veloce e soleggiato è passato anche il mese di febbraio. Del forte sole se ne sono accorti tutti i possessori di un impianto fotovoltaico che hanno prodotto molti kWh questo mese. E se ne sono accorti ancora di più (specialmente nelle bollette ) gli utenti che hanno aggiunto al proprio impianto fotovoltaico anche un sistema d’accumulo (Tesla Powerwall2 in questo caso).

Come sempre vediamo gli spunti salienti

  1. La media di autosufficienza energetica per i 26 impianti che sto monitorando, per il mese di febbraio è del 78,35% con picchi che raggiungono addirittura il 92%.
  2. La media del 78,35% è data dal 42,92% dal sole con utilizzo diretto da fotovoltaico mentre il 35,42% è dato dai benefici del sistema d’accumulo.
  3. Alcuni impianti hanno (e siamo solo a febbraio) immesso anche diversi kWh in rete oltre che aver alimentato casa e caricato un batteria da 13,5 kWh , (alla faccia di chi dice che la grande capienza della Powerwall2 è inutile e che tale sistema d’accumulo deve essere installato solo su impianti oltre i 6 kWp… ).
  4. Ci sono due impianti attivati a mese iniziato e pertanto non sono ancora disponibili i dati mensili (se lo saranno aggiornerò il file nei prossimi giorni

Se vuoi vedere tutte le statistiche degli ultimi mesi (sia quelle estive che quelle autunnali ed invernali, puoi leggere i dati del mese di maggiogiugnoluglio  agosto, settembre  , ottobre , novembre, e dicembre (2018) e gennaio (2019)

La domanda che chiunque ha un impianto fotovoltaico si fa sono le seguenti. “Ma per casa mia con i miei consumi, la mia produzione fotovoltaica, l’accumulo conviene? Quale è il tempo di rientro dell’investimento? E’ l’unica soluzione possibile?” Andiamo con ordine

A. Ogni casa, ogni situazione energetica, ogni famiglia necessita di un’analisi accurata dei consumi per capire se l’accumulo sia la soluzione ideale.

B. Maggiore è il consumo energetico (costo della bolletta), minore è il tempo di rientro dell’investimento (per cui per una volta spendere tanto è un vantaggio… ,) )

C. Esistono diverse soluzioni per ottimizzare l’autoconsumo. E vanno valutate tutte prima di decidere cosa sia meglio fare. Il mio lavoro è proprio questo. Aiuto le Famiglie a capire quale sia la soluzione migliore per aumentare l’autoconsumo e risparmiare energia e denaro. Perché con l’energia del sole non produco solo energia elettrica. Posso produrre acqua calda sanitaria per l’utilizzo domestico, posso rinfrescare e riscaldare casa, posso accumulare l’energia per la notte e per i giorni in cui l’impianto produrrà meno. Posso addirittura caricare le batterie di un’auto elettrica (questo è il futuro…).

Con l’energia del sole puoi fare tutte queste cose. E, poiché io amo parlare con i fatti qui puoi vedere gli interventi realizzati negli ultimi anni. Qui puoi vedere le video interviste ai miei clienti che già hanno approfittato della mia consulenza. E qui ci sono i miei recapiti. Se vuoi risparmiare, inquinare meno e renderti energicamente più autosufficiente, questi sono i miei contatti.

GUIDA DETRAZIONI 2019: AGENZIA DELLE ENTRATE

Nel mese di febbraio l’Agenzia delle Entrate ha aggiornato le tre guide “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali”, “Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico” e “Bonus mobili ed elettrodomestici” con tutte le più recenti novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2019. Entrata in vigore il 1° gennaio, la Legge di Bilancio conferma infatti, per tutto il 2019, le detrazioni fiscali del 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia e del 65% per gli interventi di risparmio energetico.

Ci sono anche importanti novità per la mobilità elettrica: per le spese sostenute dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021 relative all’acquisto e all’installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, è prevista la detrazione fiscale del 50%, calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 3.000 euro. Le detrazioni vengono applicate anche alle spese per l’acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica sulle parti comuni degli edifici condominiali.

LINK

Guida “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali”

Guida “Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico” 

Guida “Bonus mobili ed elettrodomestici”

PROROGA ENEA: PER I RITARDATARI

Tutti i miei clienti sono già a posto con la pratica Enea. Gli uffici hanno già provveduto ad inviare tutto il necessario. Ma se non hai usufruito della mia consulenza e sei alla ricerca di informazioni sulla necessità di inviare la comunicazione Enea a seguito di installazione di un impianto fotovoltaico, sei nel posto giusto.

ENEA infatti, informa che per gli interventi di recupero edilizio finalizzati al risparmio energetico e/o utilizzo delle fonti rinnovabili di energia con data di fine lavori nel 2018 che usufruiscono della detrazione 50% BONUS CASA (rif. art. 16 bis, D.P.R. 917/86), il termine per la trasmissione dei dati attraverso il portale https://ristrutturazioni2018.enea.it è prorogato al 1° aprile 2019. Della proroga, pertanto, possono beneficiare tutti gli interventi realizzati nel 2018 con obbligo di comunicazione e in particolare quelli relativi agli interventi realizzati tra il 1° gennaio e il 21 novembre 2018.  

E per gli impianti installati nel 2019? Per la comunicazione a ENEA delle pratiche relative agli interventi terminati nel 2019 occorre attendere la messa online del portale dedicato.

E se ho installato nel 2018 un sistema d’accumulo per il mio fotovoltaico? Come mi devo comportare? In questo caso la pratica Enea non è necessaria come puoi leggere in questo articolo dedicato.

TESLA POWERWALL2 GENNAIO 2019: 55,79% DI AUTONOMIA MEDIA

Anche il mese di gennaio è passato. Ed è tempo di nuove statistiche, approfondimenti e riflessioni. Le giornate lentamente si stanno allungando ed aumenta proporzionalmente la produzione degli impianti fotovoltaici.

Nuova “linfa energetica” per le abitazioni, i consumi ed anche per i sistemi di accumulo quindi. La media mensile dei 26 impianti monitorati si assesta per il mese di gennaio al 55,79%. Da registrare in particolare che:

  1. Il picco di autosufficienza è quello registrato dall’impianto numero 18 (che come detto in questo articolo) gode di un’esposizione invernale assolutamente invidiabile (94,2% con un consumo mensile di 355 kWh.
  2. L’immobile che ha raggiunto il risultato più basso (19,5%) ha però avuto un consumo molto elevato (oltre 800 kWh mensili).
  3. Gli impianti numero 1-2-4 (rispettivamente 79%, 73,9% e 96,4%), hanno raggiunto degli ottimi risultati di autosufficienza energetica nonostante siano degli impianti da circa 3 kWp e nonostante siano impianti che hanno già dieci anni di esercizio.
  4. L’impianto numero 8 ha ottenuto un risultato di autosufficienza energetica del 89,6% nonostante funzioni totalmente in modalità elettrica.

Se invece vuoi vedere i report precedenti, puoi leggere i dati del mese di maggiogiugnoluglio  agosto,  settembre  , ottobre , novembre, e dicembre (2018)

E tu? Stai pensando al sistema d’accumulo da abbinare al tuo impianto fotovoltaico? Stai pensando all’installazione sia del fotovoltaico che dell’accumulo? Hai visto che risultati eccezionali si possono ottenere? Sfrutta l’energia gratuita del sole. Sfrutta gli incentivi. Sfrutta i piani di ammortamento a costo zero. Ogni giorno che passa è un giorno in cui consumi, inquini, spendi. Renditi più autosufficiente. Qui puoi leggere cosa posso fare per te e qui invece ci sono i miei contatti.

UNA SVOLTA GREEN AL TUO BUSINESS: POSIZIONAMENTO, RISPARMIO ED ECOLOGIA

Hai un’azienda? Vuoi che i tuoi clienti diano al tuo lavoro un valore aggiunto? Investi nella sostenibilità del tuo business. E lo devi fare per tre motivi

  1. Ti aiuterà a posizionarti, ed a vendere di più
  2. Ti permetterà di risparmiare sui costi di approvvigionamento energetico e di non essere vincolato al costo della materia prima energetica
  3. Ti permetterà di aumentare il valore della tua impresa con le risorse che già stai pagando (acquisto di energia e fiscalità).

Sempre più aziende e sempre più brand stanno investendo nell’eticità del lavoro e del marchio. E lo fanno sostanzialmente (diciamoci la verità), perché i ritorni economici e d’immagine sono notevoli. Quindi forse, a pochi interesserà veramente farlo per non inquinare. E ci sta. Nel mio lavoro sono convinto che la motivazione a fare gli interventi arriva col tempo e con i risultati. E se per convincere un imprenditore ad investire nel risparmio energetico e quindi etico/ecologico della sua attività devo utilizzare la leva economica mi va bene ugualmente. In questo momento in cui risparmiare risorse e ridurre le emissioni di Co2 in atmosfera è l’obbiettivo (urgente imminente e tassativo…), posso lasciare da parte la filosofia e concentrarmi sul risultato.

Ma vediamo perché, negli ultimi anni, adottare pratiche commerciali sostenibili significa aver compreso la direzione in cui sta andando il mercato, e quindi, alimentare positivamente la riconoscibilità del tuo marchio.

C’è un dato incontrovertibile: i 500 Big mondiali che compaiono nella prestigiosa lista redatta da Fortune sono quelli che prima hanno iniziato a puntare su da un posizionamento chiaro e in linea con il contesto economico sociale del proprio brand. Molte di queste aziende hanno adottato il modello cosiddetto “Triple bottom line” (TBL), ideato dall’imprenditore John Elkington negli anni Novanta. L’idea di fondo è quella che per creare un maggiore valore aziendale sia necessario valutare le proprie prestazioni in una prospettiva più ampia. Questo modello ha infatti si articola su “tre linee” principali: una linea finanziaria, una linea sociale e una ambientale. Ecco quindi che la crescita di un business passa non soli da scelte economico sociali, ma anche dalla definizione di un approccio attento alle esigenze del Pianeta, con la riduzione della produzione di rifiuti, l’adozione di fonti di energia rinnovabile, e riduzione delle emissioni di gas serra.

E’ innegabile che prendersi a cuore il futuro del pianeta e dei suoi abitanti è di per sé un valore. Anche nel mondo del business. Ed è per questo che, sempre di più, consumatori e investitori vogliano premiare aziende che si distinguano per il loro essere pioniere nell’innovazione, a patto che comunichino una visione chiara del futuro e che mettano in atto strategie concrete nella responsabilità sociale d’impresa. Ecco perché promuovere attivamente la tua azienda come un marchio sostenibile risponde a queste tendenze e può generare effetti benefici immediati per i tuoi affari. Le aziende che si dimostrano sostenibili tendono ad attirare clienti più giovani e più coscienziosi, che saranno probabilmente disposti a pagare per prodotti che siano frutto di una produzione attenta agli impatti causati sull’ambiente.

Dopo aver parlato di posizionamento a livello “brand” vediamo anche il lato economico. Perché nel medio periodo sostenibilità significa anche risparmio. Le spese per i consumi energetici costituiscono una voce importante nel bilancio annuale di un’azienda. Ecco perché, per un’azienda che consuma molta elettricità, rendersi indipendente dalla rete di distribuzione comporta a un elevato risparmio in termini economici. Inoltre, la scelta di dotarsi di un impianto fotovoltaico è una scelta “di efficienza”: significa infatti rendere “produttivi” spazi che rimarrebbero inutilizzati come i tetti e tutte le tipologie di coperture.

Ed ora vediamo la chicca delle chicche. E cioè la parte inerente i pagamenti e il rientro fiscale dell’investimento. Infatti, oggi, attraverso l’utilizzo della formula del “noleggio operativo” è possibile scaricare totalmente il costo del bene “noleggiato” in pochissimo tempo (3/5 anni) senza dover mettere in ammortamento in un tempo più lungo. Per un approfondimento sul noleggio operativo puoi leggere qui un articolo specifico.

Se desideri un sopralluogo ed un preventivo d’intervento qui trovi i miei contatti.

SOLO 12 ANNI PER SALVARE IL PIANETA

Se non facciamo oggi subito qualcosa… sarà la fine. Non puoi non prendere la cosa sul serio e non pensarci adesso!

Il problema del surriscaldamento globale lo abbiamo preso troppo sotto gamba. E credo che molti di noi ancora non si rendano conto di quello a cui stiamo andando in contro. Se egoisticamente pensavi: “ci penseranno le generazioni future” sappi che non sarà così e che la tua attuale esistenza è in pericolo. Quindi almeno egoisticamente per te se non pensi alle generazioni future fermati a pensare al problema! Il termine ultimo per fare qualcosa per salvare il Pianeta è più vicino di quanto avevamo pensato. Secondo quanto emerge dal rapporto dell’ONU-IPCC “Riscaldamento globale a 1,5 gradi”, discusso a Incheon in Corea del Sud a fine 2018, se continuiamo così, già nel 2030 supereremo gli 1,5 gradi di temperatura dovuti al riscaldamento globale fissati come limite massimo dagli accordi di Parigi.

Ma vediamo nello specifico, perché 1,5 °C forse non ti dice nulla ed anzi magari pensi che potrai fare il bagno una settimana in più all’anno. Sveglia! Cosa rischiamo che accada? L’aumento di 1,5 °C della temperatura comporterebbe, per esempio, un aumento significativo delle ondate di calore, in particolare ai tropici. Ma non è finita. A questa temperatura, meno di un terzo della barriera corallina sopravvivrebbe. E se si dovesse andare oltre, sfiorando i 2 gradi di aumento della temperatura? Gli effetti sarebbero catastrofici: il 13% degli ecosistemi del pianeta verrebbero meno. Si innescherebbe così una metamorfosi dcosìi  ampie dimensioni che difficilmente l’ecosistema riuscirebbe ad adattarvisi.

Il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) – 91 ricercatori da 44 paesi, che hanno esaminato 6.000 studi in materia – ritiene che evitare che tutto ciò accada è ancora possibile. A patto che iniziamo, tutti, ad impegnarci seriamente in tre direzioni:

1. tagliando le emissioni di gas serra, per esempio passando a energie rinnovabili e all’utilizzo massiccio di veicoli elettrici,

2. rimuovendo la CO2 già presente in atmosfera potenziando la riforestazione, la cattura e lo stoccaggio del carbonio,

3. riducendo l’impronta ecologica della nostra alimentazione

Parlando di numeri: per evitare di superare i limiti fissati dall’accordo di Parigi dovremmo iniziare subito a ridurre drasticamente, almeno del 49%, le emissioni e ad assorbire la CO2 esistente nell’atmosfera. In altre parole: dimezzare le emissioni da fonti fossili spingendo molto di più l’utilizzo di fonti rinnovabili come il solare.

Abbattere l’utilizzo delle fonti fossili è dunque centrale per salvarci da questo pericolo imminente, e in questo ambito la gestione del riscaldamento domestico è un aspetto decisivo. Secondo quanto era emerso un anno fa da uno studio del Politecnico di Milano condotto in 64 città italiane, il 64% della produzione di anidride carbonica deriverebbe proprio dai sistemi di riscaldamento degli edifici. Il traffico impatterebbe per il 10% e le attività industriali per il 26%.

Per chi crede inoltre che la legna o il pellet siano fonti di energia pulita sarebbe interessante leggere la ricerca italo-irlandese pubblicata in queste settimane su Nature Sustainability e condotta nell’area urbana di Dublino, il 70% del PM1 (i particolati ultrasottili e quindi più pericolosi per la nostra salute) proviene dall’utilizzo di lega e torba, contro il 30% rappresentato dagli altri combustibili, anche se solo il 10% dei dublinesi utilizza la legna e la torba come fonti di riscaldamento.

Ognuno di noi può fare qualcosa di concreto per invertire la rotta e il primo passo può essere proprio la scelta di rendere la tua casa sostenibile e al tempo stesso efficiente ed etica.

Vuoi sapere cosa puoi fare tu in concreto? Vuoi sapere quanto ti costerà fare qualcosa in concreto? Vuoi sapere come ridurre la tua impronta ecologica? Vuoi sapere come farlo senza dover smobilitare risorse? Un passo alla volta è possibile farlo. Eugenio lo fa e lo dice da anni. E come lui tanti miei clienti che hanno iniziato con il fotovoltaico per poi passare ai sistemi ibridi, alle pompe di calore ed anche alla mobilità elettrica.

Spesso il limite è la conoscenza. Cioè non si conosce quello che si può fare, non ci si fida e quindi si rimanda. Ma il tempo del rimandare è finito. Devi fare qualcosa adesso per casa tua per i tuoi figli, per la tua e la loro salute. Il pianeta che abiti e che maltratti è casa tua.

Sul sito www.risparmiobollette.it trovi tante informazioni per renderti più indipendente energicamente e per inquinare meno. A questo link trovi l’indice del sito diviso per argomenti. Se invece vuoi una consulenza specifica gratuita mi puoi contattare al 347/0899613 o via mail ad info@risparmiobollette.it oppure risparmiobollette.it@gmail.com . Valuteremo assieme passo passo quale sia la soluzione migliore per casa tua e per la tua famiglia!

Vuoi vedere tutti gli ultimi lavori realizzati? Clicca qui. Se invece vuoi sapere come e quanto si può risparmiare direttamente dalla voce dei miei clienti puoi vedere le video interviste qui.

FOTOVOLTAICO ED ACCUMULO: LE STATISTICHE DI DICEMBRE 2018 AUTOSUFFICIENZA AL 43,72%

Caro lettore, innanzitutto buon anno. Ti auguro che sia ricco di sole, ecologia e risparmi. Ecco il file riepilogativo con le statistiche ed i rendimenti (per il mese di dicembre 2018) dell’impianti fotovoltaico con accumulo Tesla Powerwall2 che sto tenendo monitorati mensilmente. Vediamo le novità e le osservazioni di questo mese:

L'immagine mostra i dati di ogni impianto fotovoltaico con accumulo attualmente monitorato a fini statistici per www.risparmiobollette.it . Attualmente sono 25 gli impianti monitorati. Sono tutti impianti di accumulo Tesla Powerwall 2 su fotovoltaici esistenti o su impianti nuovi realizzati assieme all'accumulo
L’immagine mostra i dati di ogni impianto fotovoltaico con accumulo attualmente monitorato a fini statistici per www.risparmiobollette.it . Attualmente sono 25 gli impianti monitorati. Sono tutti impianti di accumulo Tesla Powerwall 2 su fotovoltaici esistenti o su impianti nuovi realizzati assieme all’accumulo
  1. Ci sono dei nuovi impianti monitorati che ci permettono di ampliare il campione statistico.
  2. Ho aggiunto ulteriori specifiche nelle descrizioni delle case e dei relativi impianti monitorati (tipo di riscaldamento pdc- hybrid system – casa totalmente elettrica etc…)
  3. Ho aggiornato la resa media (calcolata sul periodo dal quale l’impianto è monitorato. Anche la data di inizio monitoraggio è segnalata).
  4. L’autosufficienza energetica media del mese è del 43,72%
  5. Gli impianti installati in collina (anche leggermente sopra la pianura padano veneta) hanno un rendimento invernale decisamente migliore. Il maggior rendimento dipende dalla minore presenza di nebbie dense e dalla minore presenza di cappa (smog) dovuta al funzionamento degli impianti di riscaldamento.
  6. Nei mesi invernali gli impianti installati su tetti o coperture molto pendenti 35-45 gradi, hanno un rendimento molto più elevato a parità di potenza rispetto ad impianti con inclinazione inferiore ai 20 gradi (si veda il rendimento eccezionale dell’impianto numero 18). Maggior rendimento del fotovoltaico significa poter sfruttare di più e meglio il sistema di accumulo che permette così di coprire anche giornate poco soleggiate e funge quindi da “ampio polmone” per sopperire al meteo invernale poco favorevole al fotovoltaico.
  7. I dati registrati sui tetti molto pendenti fa ben sperare per le nuove installazioni su parete o su balcone che alcune “soluzioni architettoniche moderne” stanno proponendo. L’ideale in questo caso sarebbe avere un impianto fotovoltaico un po’ più ampio con diverse pendenze ed orientamenti per coprire il “consumo basale” dell’immobile in ogni stagione.

AUGURI DI BUONE FESTE !

Pare che ieri sia definitivamente stata approvata la legge finanziaria che conferma gli incentivi “invariati” anche per l’anno 2019.

Una buona notizia, che pareva scontata negli ultimi mesi. Questa notizia lascia ben sperare per un proficuo e solare anno 2019 ricco di impianti e di risparmio energetico.

Cari lettori del blog, cari clienti ed amici: che questi giorni possano essere sereni e carichi di affetti, che l’anno si concluda con ottimi amici e buoni propositi. E che gli stessi propositi possano realizzarsi nell’anno nuovo. Il mio augurio più caldo e sincero”

Per augurarvi buone feste vi lascio con il “video natalizio” di Solaredge, partner commerciale che stimo molto. Mi sono permesso di tradurre la “storia iniziale” e di sottotitolarla così anche i meno avvezzi all’inglese potranno comprendere assieme il messaggio.

SALVIAMO LA TERRA DALL’INQUINAMENTO E DAI COMBUSTIBILI FOSSILI CON LE ENERGIE RINNOVABILI E LA FORZA DIROMPENTE, GRATUITA E PULITA DEL SOLE !!!

PRATICA ENEA 2018: PER I SISTEMI DI ACCUMULO FOTOVOLTAICO NON E’ NECESSARIA

AGGIORNAMENTO DI FEBBRAIO 2019: [per i sistemi di accumulo installati a partire dal 1 gennaio 2019 è ora necessaria!!! ATRENZIONE]

In questi giorni molti lettori del blog mi chiedono delucidazioni in merito all’obbligo o meno di compilare la “pratica enea” per gli accumuli installati per sfruttare al meglio il proprio impianto fotovoltaico. Il dubbio nasce dal fatto che nell’elenco degli interventi ammessi alla detrazione e di conseguenza sottoposti all’obbligo di comunicazione a ENEA, al momento è presente soltanto la voce “impianti fotovoltaici” e non “storage/sistemi di accumulo”.

Anie rinnovabili ha fatto apposita domanda all’Enea:

“Per l’installazione dei sistemi di accumulo (che presentano i requisiti idonei ad accedere alla detrazione del 50%) è obbligatorio dichiarare l’intervento a ENEA?”

”Ed ecco la risposta di ENEA • “Almeno per il 2018, vanno trasmessi solo i dati indicati nel sito web”.

Pertanto ad oggi non è necessario effettuare la comunicazione a ENEA per gli interventi di installazione di sistemi di accumulo ammessi alle detrazioni fiscali del 50%. Tuttavia, (visto che per Enea basterà mettere nell’elenco anche la voce sistemi di accumulo), non si escludono modifiche al portale ed alle modalità di comunicazione nel corso del 2019.

Se vuoi essere sempre aggiornato su tutte le novità in ambito energie rinnovabili ti basta iscriverti alle newsletter gratuita inserendo il tuo nome la tua mail nell’apposito spazio in altro a destra.PS: Per tutti i miei clienti anche la pratica Enea è compresa nel costo dell’intervento! 

RICARICARE L’AUTO ELETTRICA DA CASA

La direzione è l’elettrico. Lo dico da tempo (leggi qui). E piano piano, sempre più famiglie si stanno dotando di auto ibride plug in o elettriche (in questo articolo puoi vedere degli esempi/modelli di auto nonché le risposte alle domande che quotidianamente mi vengono poste su risparmio energetico e mobilità elettrica).

Il connubio perfetto è quello coinvolge risparmio energetico (fotovoltaico) e mobilità sostenibile (in questo articolo parlo delle buone pratiche dei “Garabugi”). E’ infatti possibile ricaricare anche a casa la propria auto elettrica. Ma come? Ma quanto? Ma quando?

OVVIAMENTE I CASI E LE COMBINAZIONI POSSIBILI SONO TANTISSIME. “L’EFFICACIA DELLA RICARICA DOMESTICA DERIVA DA DIVERSI FATTORI / POSSIBILITA’ / ABITUDINI. 

A) Quanta potenza eroga l’impianto fotovoltaico

B) Quando posso ricaricare l’auto (in che orari)

C) La dimensione (quanti kWh) dell’accumulo da ricaricare

D) Il tipo di utilizzo che si fa del mezzo.

VEDIAMO QUELLO PIU’ PLAUSIBILE / COMODO / EFFICIENTE / ECONOMICAMENTE SOSTENIBILE: 

1) Poter ricaricare l’auto a casa di giorno (anche solo parte della giornata)

2) Avere un utilizzo dell’auto (in chilometri) compatibile con la velocità/ore di ricarica 

Ad oggi il sistema ideale è quello di utilizzare il sistema di ricarica (qui ad esempio puoi vedere un inverter TOP con il suo sistema di ricarica pronto all’uso) per aumentare l’autoconsumo del proprio impianto fotovoltaico. In questo modo è possibile ricaricare piccole auto elettriche che vengono utilizzate per percorsi chilometrici limitati. Una soluzione per approcciare la mobilità elettrica ed al contempo non modificare le proprie abitudini in termini di tempo e mobilità, può essere quella di avere l’auto elettrica come seconda auto di famiglia. 

ATTENZIONE: Questo non significa non poter avere situazioni famigliari diverse, dove poter pensare alla sola mobilità elettrica per eliminare il motore endotermico. L’articolo vuole essere un’indicazione e prende come caso campione/ideale quello di un impianto medio/piccolo (tra i 3 ed i 6 kWp) e di una famiglia media come quelle che visitiamo quotidianamente. 

E’ possibile approntare la mobilità elettrica anche in situazioni famigliari / abitudini / utilizzi diversi da quella sopra, utilizzando ad esempio la ricarica notturna (sfruttando lo scambio sul posto) o integrando la ricarica domestica con le colonnine pubbliche esistenti. 

Anche chi acquista un’auto Tesla (che ha una capacità della batteria molto ampia, anche oltre i 100 kWh),  può installare nel proprio garage una colonnina di ricarica che permetta di utilizzare il ricovero notturno per ricaricare in tutto o in parte (dipende dai km che si fanno), il proprio veicolo.

E tu hai un’auto elettrica? La vuoi comperare? Vuoi ricaricarla da casa con l’energia in eccesso prodotta dal tuo impianto fotovoltaico?

Chiedimi una consulenza. Sarò in gradi di darti tutte le indicazioni per produrre ed auto consumare gratuitamente l’energia che il sole ogni giorno con forza ci “regala”.  

Se vuoi sapere come si sono trovati con la mia consulenza i miei clienti puoi cliccare qui e sentire/vedere le loro testimonianze. 

Se invece sei curioso di vedere tutti gli ultimi impianti realizzati puoi guardare la galleria fotografica cliccando qui