FOTOVOLTAICO E PAESAGGISTICA: IL TAR A FAVORE DEGLI IMPIANTI

Ci sono zone soggette al vincolo paesaggistico che hanno delle limitazioni per l’installazione di impianti fotovoltaici. Ma questi vincoli sono realmente a tutela del “paesaggio” o stiamo parlando di mera burocrazia?
Posso condividere l’esigenza di preservare immobili dal valore storico la cui bellezza ed il cui valore potrebbe non sposarsi appieno con le nuove tecnologie. (Anche se poi penso a “cattedrali moderne” all’interno di contesti storici e mi chiedo chi come e perché possa decidere a favore o meno di uno o un altro intervento). Quello che non posso condividere è che si estendano dei vincoli generici anche a delle tipologie di installazioni che nulla hanno di impattante. Soprattutto se inserite in territori dove ben altri sono i problemi paesaggistici. (fabbriche, capannoni dismessi, edifici pericolanti).

Questo anche alla luce del fatto che il legislatore incoraggia l’installazione di impianti fotovoltaici con una serie di incentivi diretti ed indiretti. Pertanto a rigor di logica, non dovrebbero esserci ostacoli alla realizzazione di impianti solari (intesi sia come pannelli fotovoltaici che come pannelli termici), in presenza di condizioni favorevoli da un punto di vista energetico ed economico. Invece, come tutti gli addetti al settore ben sanno, le barriere non mancano ed una delle più importanti e difficili da superare è rappresentata dalla tutela del paesaggio (cosiddetta pratica paesaggistica). Ecco che spesso, questo vincolo, finisce per essere in contrapposizione con l’obiettivo della promozione delle energie rinnovabili.pratica paesaggistica

Già in passato mi ero occupato delle prime facilitazioni in questo ambito con un articolo (ottobre 2016) nel quale si evinceva che l’ente preposto non poteva dare un diniego secco ed immotivato alla richiesta di installazione di un impianto per il risparmio energetico. 

Un altro passo in questa direzione è confermato da una recente sentenza del TAR della Lombardia, (496/2018) che contiene utili chiarimenti sull’installazione di pannelli fotovoltaici in aree sottoposte a vincolo. Tutto nasce dal ricorso delle proprietarie di un fabbricato che si trova a Maccagno con Pino e Veddasca (VA), zona sottoposta a vincolo paesaggistico, che avevano richiesto l’autorizzazione per la sostituzione della vecchia tettoia in luogo di una nuova, munita di pannelli fotovoltaici. La Soprintendenza aveva dato parere positivo all’avvio dei lavori, vietando però la posa dei pannelli, facendo quindi scattare il ricorso al TAR. La successiva sentenza dà sostanzialmente ragione alle proprietarie e fa piazza pulita di molte interpretazioni ostili al fotovoltaico: la terza sezione del Tar Lombardia evidenzia infatti come “la presenza di impianti fotovoltaici sulla sommità degli edifici – pur innovando la tipologia e morfologia della copertura – non è più percepita come fattore di disturbo visivo, bensì come un’evoluzione dello stile costruttivo accettata dall’ordinamento e dalla sensibilità collettiva (come aveva peraltro già stabilito il Tar del Veneto nel 2013)”

Il consiglio come sempre è quello di affidarsi a chi conosce la materia ed installa quotidianamente impianti. Conoscere il territorio, le diverse “particolarità comunali” nonché le vie corrette per portare in porto un progetto dalla fase di progettazione a quella di rendicontazione contabile (es: detrazione nel caso del fotovoltaico) è fondamentale e per nulla scontato. Affidati ai professionisti e non agli improvvisati!

 

RIMOZIONE AMIANTO: CONTRIBUTO DEL 65% A FONDO PERDUTO

MAGGIO 2018 !!! Questo post è rivolto alle aziende. E’ rivolto in particolare agli imprenditori che vogliono smaltire il tetto del proprio capannone (piccolo o grande che sia), per sostituire l’amianto  con un tetto nuovo (e con l’occasione approfittarne per metterci il fotovoltaico). Quindi, se hai  il tetto in amianto e se vuoi/devi sostituirlo sei nel posto giusto al momento giusto. Ma fai veloce perché le domande vanno presentate entro il 31 maggio 2018.

Infatti fino alle ore 18 del 31 maggio 2018 è possibile presentare la domanda per il bando Inail Isi 2017. Il bando permette di ricevere un contributo del 65% a fondo perduto su interventi in tema di sicurezza aziendale.

1)Quali sono i progetti finanziati dal bando?

I progetti finanziati sono ricompresi in 5 Assi principali:

Asse 1: Progetti di Investimento in macchinari e Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale

Asse 2: Progetti per la riduzione del rischio di movimentazione manuale dei carichi

Asse 3: Progetti di Bonifica Amianto con successiva ricopertura

Asse 4: Progetti per micro e piccole imprese operanti nei settori del Legno e dei Materiali Ceramici

Asse 5: Progetti per micro e piccole imprese nel settore agricolo, suddiviso in:
– Asse 5.1: imprese agricole in generale
– Asse 5.2: per i giovani agricoltori (fino ai 40 anni di età).

2)Quali requisiti deve avere la tua Azienda per potervi partecipare?

A)La tua azienda, anche individuale, deve essere iscritta al Registro delle imprese o all’Albo di quelle artigiane.

B)La tua azienda non deve essere in stato di scioglimento o liquidazione volontaria né sottoposta a procedure concorsuali, quali fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo, amministrazione controllata o straordinaria.

C)Devi essere in regola con gli obblighi assicurativi e contributivi che puoi trovare nel Documento unico di regolarità contributiva (DURC).

D)Non devi aver ottenuto contributi precedenti da:
– Bandi Isi Inail 2014, 2105, 2016;
– Bando FIPIT 2014 se hai un’azienda che opera nei settori agricoli, edili, dell’estrazione e della lavorazione di materiali lapidei;
– Bando Isi Agricoltura 2016.

E)Non devi aver chiesto ed ottenuto altri contributi per la stessa tipologia di progetto che andrai a presentare.

F)Se operi nella produzione agricola primaria oltre ai requisiti sopra citati, non devi essere destinatario di un ordine di recupero pendente e non essere “un’impresa in difficoltà” come definita nell’articolo 2 del Regolamento (UE) 702/2014.

G)Come titolare o legale rappresentante delle tua impresa non devi avere condanne con sentenza passata in giudicato per i delitti di omicidio colposo o di lesioni personali colpose.

3)Quali sono le spese ammesse?

1)quelle direttamente necessarie alla realizzazione del tuo progetto.

2)quelle accessorie ma utili e indispensabili per completare il tuo progetto

3)le eventuali spese tecniche.

4)Qual è l’ammontare del finanziamento del bando e come è suddiviso?

Per il Veneto lo stanziamento complessivo è di 21.726.473,00 Euro. Per il tuo progetto potrai ottenere un finanziamento che coprirà il 65% delle spese.

Il valore massimo del contributo è di 130.000 Euro.Il valore minimo del contributo è di 5.000 Euro. Il finanziamento totale è poi così suddiviso:

Asse 1: 8.211.173,00 Euro
Asse 2: 2.540.586,00 Euro
Asse 3: 4.926.704,00 Euro
Asse 4: 729.106,00 Euro
Asse 5: 5.308.904,00 Euro suddiviso a sua volta nei due sotto assi:
– Asse 5.1: 4.789.471,00 Euro
– Asse 5.2: 519.433,00 Euro

Nota bene: Se il tuo progetto prevede una spesa di investimento pari o superiore a 30.000 euro puoi richiedere all’INAIL un anticipo pari al 50%.

5)Come faccio a presentare la domanda e la successiva rendicontazione?

La presentazione della domanda avviene per via telematica attraverso il sito dell’Inail e la tua Pec aziendale, dove l’Inail invierà tutte le comunicazioni.

Tutto l’iter consiste in 4 fasi successive, ossia: A) accesso alla procedura online e compilazione della domanda nel sito dell’Inail B) invio della domanda online C) conferma della domanda online e della documentazione a suo completamento 4) Chiusura del progetto e rendicontazione finale.

6)Quali sono le scadenze?

Le principali scadenza delle quali dovrai tenere conto sono: a) 31 maggio 2018: data di chiusura della procedura informatica. b)7 giugno 2018: acquisizione del codice identificativo per l’inoltro online (click day) e comunicazione della data del click day.

7)Quali sono i documenti richiesti?

Come per tutti i bandi pubblici la procedura è piuttosto complessa. Tutti i giorni sento imprenditori che spesso il solo pensiero della burocrazia lasciano direttamente perdere perdendo delle grosse opportunità. E quindi quale può essere la soluzione? Trovare qualcuno che presenti per te tutta la pratica e che  ti chieda un contributo per tutto il lavoro fatto solo a risultato ottenuto.

8)Cos’è il click day e perché si chiama così?

Il Click Day (così viene chiamato dagli addetti ai lavori)  è il giorno in cui tutte le ditte interessate inseriscono il codice identificativo assegnato dall’Inail affinché possano essere ammesse al contributo. Il tutto avviene in una fascia oraria ben precisa (solitamente dalle 16 alle 16.30).

Chi inserisce più velocemente il codice nel portale dell’Inail vince! Per fare questo  non dovrai preoccuparti, visto che sarà un team dedicato a svolgere questa operazione per te. Quando il codice è inserito, il sistema notificherà la presa in carico. Inoltre anche se non rientri negli ammessi al contributo, e la tua azienda risulta essere una delle prime escluse, se un’impresa ammessa non invia la la documentazione a completamento, o rinuncia per altri motivi, perde l’opportunità di ricevere il contributo. II fondi liberati saranno redistribuiti proprio tra le prime aziende escluse.

Riassumendo, quali sono i vantaggi per la tua azienda? :1) Puoi ottenere fino al 65% delle spese per il tuo progetto. 2)Non dovrai pensare alla burocrazia e alle pratiche necessarie in quanto ci penseranno i tecnici dedicati a seguire la tua pratica

PS: diffida  da chi ti promette un passaggio sicuro al 100% del progetto. Questo è falso perché non è materialmente possibile. Sai invece cosa è possibile?

E’ possibile fare un sopralluogo per la tua azienda. E’ possibile redigere un preventivo d’intervento specifico, strutturato sulle tue esigenze, prevedendo le migliori tecniche e materiali disponibili sul mercato. E’ possibile con l’occasione prevedere un impianto fotovoltaico da integrare nel tetto al fine di ottimizzare i lavori e ridurre anche i consumi energetici della tua attività. E’ possibile decidere di iniziare questo lavoro e di legare contrattualmente il proseguo dei lavori all’ottenimento del bando. Hai capito bene. Se non ottiene il bando il lavoro (sopralluogo, preventivo, preparazione della pratica e presentazione della stessa, è gratis). Perché questo? Perché vogliamo farti stare tranquillo e vogliamo farti capire che ci piace lavorare con il sistema “soddisfatto al 100%

Vuoi ulteriori informazioni ed un sopralluogo gratuito per presentarti questa opportunità? Questi sono i miei contatti. Scrivimi una mail qui

LE BATTERIE PER IL FOTOVOLTAICO SONO DETRAIBILI : NUOVA ULTERIORE CONFERMA CIRCOLARE 7/E AGENZIA DELLE ENTRATE

Le batterie (o sistemi di accumulo) per gli impianti fotovoltaici sono detraibili al 50%. Lo ribadisce (nuovamente) la circolare 7/E dell’Agenzia delle Entrate dello scorso 27 aprile 2018.

DETRAZIONE BATTERIE ACCUMULODell’argomento avevo già scritto lo scorso 24 maggio 2017 (clicca per vedere articolo dal titolo “fotovoltaico e batteria: detrazione fiscale”), ma è di questi giorni un’ulteriore conferma che arriva con una circolare dell’Agenzia delle Entrate.

LA BATTERIA (O SISTEMA DI ACCUMULO) PER L’IMPIANTO FOTOVOLTAICO SI PUO’ detrarre fiscalmente in 10 anni al 50% sia che venga fatta contemporaneamente all’impianto fotovoltaico, sia che la si installi successivamente all’impianto (questo al momento fino al 31/12/18).

Nello specifico, alla pagina 246 della circolare 7/E del 28 aprile 2018, si legge che […] L’installazione del sistema di accumulo su un impianto dà diritto alla detrazione sia nel caso in cui tale installazione sia contestuale che successiva a quella dell’impianto fotovoltaico, configurandosi, in dette ipotesi, il sistema di accumulo come un elemento funzionalmente collegato all’impianto fotovoltaico stesso. […]

Il testo integrale della circolare è scaricabile al seguente link sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Non vi erano già dubbi in merito, ma se ancora qualche Caf o qualche commercialista avesse dei dubbi puoi fargli presente anche questo documento.

E tu hai già scelto che accumulo installare sul tuo impianto fotovoltaico? Non sai quale sia quello giusto? Non sai se ne vale la pena? Vuoi fare una valutazione serena sapendo di poter scegliere sempre il miglior prodotto al miglior prezzo?  Contattami per un preventivo gratuito.

 

 

 

BANDO ACCUMULO LOMBARDIA 2017: LIMITE PER LA RENDICONTAZIONE

Questo messaggio è rivolto a tutti coloro che hanno partecipato al bando accumulo lombardia 2017 (e ovviamente se lo fossero aggiudicati).
Vi ricordo il termine del 10 maggio per la presentazione della documentazione. In particolare riporto integralmente mail con indicazioni della Regione Lombardia (che dovreste aver ricevuto o che riceverete a breve) per concludere l’iter e per avere l’erogazione dell’importo assegnato.

rendicontazione bando accumulo lombardia 2017Con la presente si informa che il termine per la rendicontazione delle spese sostenute, ai sensi del paragrafo 15 del Bando Accumulo, è il 10 maggio 2018.
A tutte le pratiche presenti in SIAGE che non risulteranno rendicontate entro tale data verrà revocato il contributo.
Si invita pertanto a inviare prima possibile la documentazione richiesta al par. 15 con i seguenti passaggi:

1) entrare in SIAGE nella propria pratica;
2) dal menu di sinistra “Quadro riassuntivo”, cliccare su “prendi in carico”;
3) inserire la documentazione richiesta;
4) firmare digitalmente la richiesta di erogazione, caricarla nella pratica e inviarla.

Nel caso in cui il Regolamento di Esercizio e/o la ricevuta di trasmissione al GSE non siano ancora disponibili è necessario allegare una dichiarazione in tal senso prima di procedere con la chiusura della rendicontazione.
A rendicontazione inviata gli uffici chiederanno l’integrazione della documentazione e la pratica rimarrà in sospeso fino alla consegna dei documenti richiesti ed anche il contributo, di conseguenza, non verrà erogato fino alla presentazione degli stessi.
Si ribadisce che il Regolamento di Esercizio deve essere sottoscritto da chi ha richiesto il contributo, poiché requisito essenziale del bando è che il titolare dell’impianto fotovoltaico sia coincidente con il richiedente il contributo, e allo stesso soggetto siano intestate fatture e bonifici.

Cordialmente,
UO Energia, Reti Tecnologiche e Gestione Risorse

Se hai partecipato al bando Accumulo Lombardia 2017 tramite il sito   WWW.RISPARMIOBOLLETTE.IT ti invito a verificare di avere in tuo possesso tutta la documentazione necessaria richiesta (e nel caso contrario a comunicarlo per tempo). Quindi carica tutto sul portale e … goditi il contributo !

 

FOTOVOLTAICO 2018 DETRAZIONE E NUOVO ADEMPIMENTO ENEA

Purtroppo (dico purtroppo perché è un’altra “burocrataggine” da dover fare e /o da farsi fare), dal 1°gennaio 2018  è  previsto un nuovo adempimento; è necessario infatti anche l’invio di una nuova comunicazione relativa all’intervento all’Enea, come disposto dalla recente legge di bilancio 2018 (cosa che fino all’anno scorso non era necessaria per il fotovoltaico). Fino all’anno scorso infatti, questo tipo di comunicazione doveva essere inviato solo per ottenere l’Ecobonus in presenza di interventi di riqualificazione energetica degli edifici (vedasi ad esempio impianti solari termici, sistemi ibridi, sostituzioni di caldaie etc…).

“Tenuto conto che l’obiettivo della legge è il monitoraggio energetico (si legge nelle specifiche emanate dall’Enea),  l’Enea ritiene che la trasmissione dei dati debba avvenire solamente per gli interventi che comportano riduzione dei consumi energetici o utilizzo delle fonti rinnovabili di energia”. Infatti, tale comunicazione ha l’obiettivo di monitorare e valutare i risparmi conseguiti con la realizzazione degli impianti e sarà similare a quella già utilizzata per gli interventi di risparmio energetico (quelli con detrazione 65%). Si precisa inoltre nel documento che la trasmissione della comunicazione dovrà avvenire esclusivamente per sia telematica. 

Ma come si deve procedere quindi?
Dopo l’emanazione di alcuni decreti attuativi, Enea provvederà a predisporre gli opportuni strumenti informatici per la raccolta dei dati e la relativa documentazione di supporto. Ti informerò non appena ci saranno novità in merito. Resta sintonizzato. E per essere sicuro di non perderti nulla iscriviti alla newsletter gratuita. (vengono inviate max 2 newsletter mensili)
Se invece vuoi valutare un preventivo per un impianto fotovoltaico o un sistema di accumulo o un hybrid system mi puoi contattare via telefono – whatsapp o mail 

 

REVAMPING FOTOVOLTAICO: MIGLIORARE GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI ESISTENTI

Gli esempi che ti farò qui saranno inerenti ai piccoli impianti residenziali. Questo perché se posso avere un vantaggio anche per i piccoli impianti, di sicuro posso riproporre il medesimo progetto anche su impianti più grandi aumentandone il vantaggio.

L’anno scorso sono stato contattato da Andrea che abita nella provincia di Verona. Aveva già da anni un impianto fotovoltaico fatto con un’azienda che oggi non è più sul mercato. Mi dice che da qualche settimana l’inverter non da segni di vita. Mi chiede come sia possibile risolvere il problema. Effettuiamo un sopralluogo e l’inverter effettivamente è andato. Un medesimo modello sul mercato non è più disponibile e quelli simili non sono aggiornati alla normativa CEI 021. Pertanto cosa possiamo fare? 

1)mettere un nuovo inverter. Pagare prodotto, lavoro, pratica di cambio inverter al gse, al tutto aggiungere l’iva al 22% (e mettercela via). 

2)Possiamo utilizzare il revamping fotovoltaico. Andiamo cioè a migliorare l’impianto esistente. La potenza nominale rimane ovviamente la stessa ma andiamo ad installare un inverter solaredge con ottimizzatori di potenza. Questo intervento, sicuramente più costoso del precedente in pratica mi costerà come l’altro ma mi darà un impianto decisamente più performante (nel suo caso abbiamo visto un aumento di produzione che va dal 12 al 14%). E perché mi costerà uguale? Perché l’iva sarà al 10%. Perché potrò detrarlo fiscalmente al 50% grazie al revamping.

Inoltre avrò un sistema di monitoraggio ed un controllo singolo su ogni pannello.

L’inverter che abbiamo installato è inoltre già predisposto per fungere da colonnina di ricarica per una eventuale necessita di ricaricare un’auto elettrica 

Con Andrea abbiamo anche proceduto contemporaneamente all’installazione di un Tesla Powerwall2 per poter immagazzinare l’energia non auto consumata dal proprio impianto.

Se anche tu hai già un impianto fotovoltaico e vuoi renderlo più performante (aumentando così il contributo che ricevi dal GSE) mi puoi contattare per verificare se e cosa sia possibile fare per migliorare il tuo impianto.
Ti ricordo inoltre che gli inverter non sono eterni e che nel momento in cui l’inverter inizierà a fare le bizze o salterà del tutto, sarà il caso di avere le idee ben chiare su quello che si desidera fare.

IL NOLEGGIO OPERATIVO PER IMPIANTI FOTOVOLTAICI

Alcune aziende si stanno già avvalendo del sistema del “noleggio operativo” per alcuni macchinari necessari alla propria attività. Ma in cosa consiste questa opportunità per le aziende? Come dice il nome è un noleggio a medio/lungo termine che permette di utilizzare delle attrezzature senza doverle acquistare.

Oggi le aziende possono utilizzare questa formula anche per quanto concerne i sistemi per il risparmio energetico e l’efficientamento degli immobili. (vedasi fotovoltaico – pompe di calore – sistemi di accumulo, ad esempio).
Come funziona?

Si progetta l’impianto fotovoltaico (o più genericamente il progetto di risparmio energetico) e lo si installa. L’azienda invece id pagarlo subito o di chiedere un leasing, sottoscrive un noleggio mensile (comprensivo anche di manutenzione straordinaria) che può durare da 1 a 5 anni. Ovviamente l’importo del noleggio varierà in funzione della durata del contratto di noleggio. Alla fine del tempo stabilito con una minimo importo (3% del totale) è possibile anche riscattare l’impianto.

Ma quindi quali sono i vantaggi del noleggio operativo che ai più può sembrare simile ad un leasing?
  • L’azienda può usufruire da subito dell’impianto pagando mensilmente il noleggio ed utilizzando i fondi risparmiati dal mancato consumo energetico. Non deve pertanto utilizzare risorse proprie e/o immobilizzare capitale;
  • Il canone di noleggio è interamente deducibile nel corso dell’esercizio fiscale in cui è sostenuto (non come il leasing dove si possono detrarre i 2/3 dell’ammortamento ordinario));
  • Il noleggio Viene iscritto a bilancio alla voce “spese correnti” ed è quindi interamente detratto nell’anno. Non crea ammortamento e non necessita di iscrizione nel libro cespiti;
  • Le quote mensili del noleggio non impattano sull’Irap;
  • La durata del noleggio la sceglie l’azienda (max 5 anni) ed è parametrica al risparmio energetico (pertanto dei ripaga almeno in parte con risorse che sarebbero comunque spese)
  • Attraverso la progettazione iniziale ed il bilanciamento dell’impianto sul consumo energetico aziendale è possibile avere dei costi certi per tutta la durata del contratto (canone fisso); il canone è unico e all inclusive (comprende anche eventuali costi di manodopera straordinaria ed assicurazione all/risk);
  • Il noleggio non risulta come esposizione finanziaria e pertanto non va ad incidere sul rating aziendale (non vi è nessuna segnalazione alla centrale rischi);
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INTERESSANTE SERVIZIO DI REPORT SULLE AUTO ELETTRICHE E LE BATTERIE AL LITIO

Vi segnalo un approfondito servizio di lunedì sera di Report (rai 3) che potete vedere integralmente sul sito ufficiale della trasmissione cliccando su questo link o sulla foto a fianco. Il servizio è interessante perché mostra come la tecnologia inerente la mobilità ed il motore endotermico stia perdendo sempre e più terreno rispetto al “nuovo che avanza”. Di recente al Salone di Ginevra sono state moltissime le novità presentate in ambito elettrico.  Ed il nuovo sta avanzando davvero velocemente.

Non sarà facile, perché il passaggio è complesso. Sarà complesso ammodernare la rete, sarà difficile avere una copertura omogenea e fornire servizi di ricarica efficienti. E sarà complesso anche convertire l’indotto (soprattutto le officine di riparazione) che segue e che si “ciba” della manutenzione necessaria al motore a scoppio (vedasi tagliandi – ricambi).

Non voglio e non posso fare previsioni in merito alle tempistiche.

Di certo c’è che tantissime realtà automobilistiche si stanno muovendo in modo deciso in questa direzione parlando addirittura di eliminazione della tecnologia diesel dal 2019. Un passaggio intermedio potrà essere l’ibrido. Dove le persone si renderanno conto della possibilità di muoversi inquinando meno. Quello di cui sono sicuro è che siamo spettatori (e qualcuno è già anche attore) di un cambiamento epocale.

E non sono solo le aziende automobilistiche a muoversi in questa direzione.

Nell’ultimo articolo abbiamo visto come anche aziende che si occupano di energie rinnovabili si stiano muovendo per mettere a catalogo sistemi di ricarica domestica che permettano di rendere routine la ricarica dell’auto.

Può sembrare tanto strano oggi ricaricare l’auto a casa collegandola ad una presa di corrente come se fosse un telefonino, ma vi ricordate la vostra vita prima dell’avvento del cellulare? Avreste mai pensato che sarebbe cambiata in questo modo?

A favore o contro, poco importa. Tutto procede. E le indicazioni sono che si stia andando spediti verso l’elettrico anche per l’automotive e non solo per quanto concerne “l’alimentazione” delle abitazioni (qui trovi un articolo in merito che avevo scritto proprio sull’argomento). 

 

 

SOLAREDGE PENSA ALLA RICARICA DOMESTICA PER LA MOBILITA’ ELETTRICA

Il prodotto era stato presentato in anteprima nel corso del 2017. Ancora però non era stato messo in produzione. Ebbene, ora è in produzione e pertanto tra poco sarà disponibile sul mercato il nuovo accessorio di solaredge per gli inverter monofase (fino a 6 kwp) della serie H.

Ho avuto la possibilità di toccarlo con mano nei giorni scorsi nel corso di una tappa dell’Innovations Tour 2018 di Solaredge tenutasi a Padova.

Anche questa volta non posso che complimentarmi con quest’azienda. Sono infatti sempre molteplici ed interessanti le soluzioni che propone per integrare la produzione fotovoltaica con i bisogni specifici del singolo utente. Nei prossimi articoli andrò ad affrontare altri interessanti sviluppi applicativi per l’utilizzo della produzione fotovoltaica nonché per la massimizzazione (o in questo caso sarebbe più opportuno dire “ottimizzazione”) dell’autoconsumo domestico.

Questo sistema è integrabile con (quasi tutti – sono infatti esclusi i primissimi esemplari 2017) gli inverter hd wave già installati. Permette di poter utilizzare al meglio l’impianto fotovoltaico per la ricarica dell’auto elettrica. In particolare permette di poter accelerare i tempi di di ricarica sfruttando contemporaneamente la produzione dell’impianto fotovoltaico nonché quella della rete senza dover aumentare ulteriormente la potenza del proprio contratto col fornitore di energia elettrica.

La modalità descritta prende il nome di Solar Boost e permetterà di caricare l’auto 2 volte e mezza più velocemente rispetto al caricatore standard (base) in dotazione all’auto. L’inverter HD Wave di SolarEdge, una volta integrato con un caricabatterie EV, oltre a fornire  la gestione e il monitoraggio esistenti dell’impianto fotovoltaico ottimizzato e quindi di tutta la produzione solare (modulo per modulo), nonché della batteria (se presente),  consentirà anche la ricarica EV dalla stessa piattaforma di inverter e monitoraggio.

solaredge tour 2018La soluzione combinata offrirà notevoli risparmi sui costi sia hardware che di manodopera, eliminando la necessità di ulteriori lavori (e costi) di elettricisti, nonché l’ installazione di cavi e interruttori.

Un’ottima notizia visto l’interesse che la mobilità elettrica sta suscitando nel pubblico italiano. Quindi, chi ha già un inverter hd wave installato sa che potrà usufruire di un sistema plug and play per la ricarica elettrica del proprio mezzo. Per chi invece deve installare un nuovo impianto fotovoltaico questo è un ulteriore incentivo alla scelta del prodotto che all’unanimità è considerato il top di gamma.

E tu devi scegliere un impianto fotovoltaico? Ti serve aiuto e non sai quali prodotti fanno al caso tuo?

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Ecco i miei contatti. 

Buon sole e buon risparmio!

 

FOTOVOLTAICO: INSTALLAZIONE SU TETTO PIANO

supporti tetto wurthNel mio ultimo articolo ho voluto porre l’attenzione sull’importanza di affidarsi ad aziende competenti che utilizzano sistemi di installazione certificati e materiali di qualità. La scelta del tipo di installazione inoltre non è un processo banale. A seconda della tipologia di copertura si possono utilizzare diversi accorgimenti.

Oggi andiamo ad analizzare un’installazione su tetto piano. Questo tipo di installazione a  livello tecnico è più semplice rispetto ad ‘un’installazione su tetto a falda perché si lavora su una superficie piana che si presume più stabile.

Ma quali sono gli accorgimenti da utilizzare per far sì che un’installazione su tetto piano sia anche un’installazione sicura nel tempo?  E cosa intendo per sicura? Intendo sicura per l’immobile e che cioè non danneggi la struttura portante del tetto, non crei danno a livello di possibili infiltrazioni e che al contempo non vada a rovinare gli equilibri di coibentazione della copertura. Ed al contempo deve essere sicura per chi vive nell’immobile e per chi ci passa a fianco.

Su un tetto piano (o leggermente inclinato 0-5°) è fondamentale non andare a forare la copertura del tetto. Se infatti come abbiamo visto qui su un tetto inclinato posso utilizzare dei sistemi che mi permettono di essere sicuro al 100% di proteggere la mia installazione contro le infiltrazioni, nel caso di tetto piano devo prevedere la possibilità che l’acqua indeterminate situazioni possa stagnare, creando anche delle micro pozzanghere che possono piano piano mettere alla prova le sigillazioni eseguite sul tetto a seguito di fori.

Ma allora qual è la soluzione migliore?

Si deve cercare di non forare. Pertanto si deve trovare un sistema alternativo per far sì che il pannello possa stazionare sul tetto senza essere fisicamente agganciato alla copertura. In questo caso ci vengono a supporto i sistemi certificati per tetto piano che fungono sia da cavalletti che da zavorre. Il miglior prodotto oggi sul mercato è sicuramente il sistema “sunballast”. Le sue strutture di supporto sono infatti testate e certificate nella galleria del vento e si adattano a diverse tipologie di copertura e di installazione. Con questi sistemi è possibile per chi progetta l’impianto decidere anche l’angolazione del supporto (che mette il pannello più o meno inclinato). A maggiore angolazione sarà necessario ovviamente un peso maggiore della zavorra per contrastare l’eventuale sollecitazione del vento (c.d. effetto vela).

supporti tetto piano fotovoltaicoQui si capisce anche la differenza tra un installatore improvvisato ed un installatore che utilizza una progettazione garantita ed efficace anche nelle peggiori situazioni atmosferiche. Ho visto infatti installazioni su tetto piano realizzate con dei cavalletti in metallo e dei mattoni (sì hai letto bene mattoni) come zavorre. I mattoni si posso no spostare col vento o a seguito di sollecitazioni del vento sul cavalletto. Spostandosi ovviamente compromettono tutta la solidità della struttura nonché l’equilibrio di tutto l’intervento realizzativo.

Obiezione dell’utente “Eh, ma chissà quanto costa tutto questo lavoro extra. Io ho un budget entro cui stare, io faccio l’impianto per risparmiare. Non si può sempre pensare al peggiore dei casi, non sarò mica così sfortunato”. Chi progetta e vende un impianto si deve prendere carico di questi costi progettuali. Io il progetto ed il dimensionamento del prezzo lo do compreso nel prezzo e pertanto non è un costo. E come seconda cosa, i supporti di questo tipo non sono costosi come credete.

Stiamo parlando di 100/150 euro al kwp. (quindi 300/450 euro in più per un 3 kwp ad esempio)

Sai che nei miei articoli trovi già i prezzi dei vari interventi. Ritengo infatti che è vero che ogni installazione va vista nello specifico, ma è anche vero che un’indicazione di massima non deve mai mancare. Informare le persone significa renderle più consapevoli di quello di cui hanno bisogno nonché più tranquille nel processo decisionale che le porta ad entrare nel mondo del risparmio e delle energie rinnovabili.

garanzia 100%Qui puoi trovare massima trasparenza ed efficienza per un’installazione concorrenziale ma nel rispetto di tutti i crismi installativi. Perché il tuo impianto sul tuo tetto ci deve stare per almeno 30 anni. E ci deve stare in sicurezza e senza arrecare nessun danno a cose o persone. E come sempre qui vige la regola. soddisfatto o rimborsato!

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